Università Cattolica del Sacro Cuore

Alzheimer

2016

Teatro fragile. Maneggiare con cura a cura di Angelo Urgo

Le attività di teatro e circo sociale hanno avuto luogo in due contesti:
-ogni settimana un gruppo di circa 20 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro caregiver e altri cittadini interessati nell’Alzheimer Café del Municipio 8 di Milano, hanno partecipato al laboratorio condotto da Le Compagnie Malviste presso il Centro Socio Culturale Ricreativo “Il posto delle rose”; il video "Teatro fragile. Maneggiare con cura" documenta l'esito di questo laboratorio.
- Una volta al mese un gruppo di circa 40 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro caregiver e altri cittadini interessati nell’Alzheimer Café di Seguro Milanese hanno preso parte al laboratorio condotto dal gruppo Rami. Esito del laboratorio è stato lo spettacolo “Proviamoci”, rappresentato il 21 settembre 2016 durante la giornata mondiale dell’Alzheimer presso l’oratorio di Seguro, con la presenza del sindaco di Settimo Milanese e dei dirigenti della Fondazione Sacra Famiglia insieme a 60 spettatori.
Altro evento pubblico è stato “Un po’ di Alzheimer non si nega a nessuno” realizzato il 20 dicembre 2016 presso la Porta del cuore, municipio 8 di Milano in collaborazione tra Cafè Alzheimer, RSA, CAM e centri territoriali, che hanno coinvolto diverse realtà pubbliche e private dei due territori oltre alle famiglie e ai volontari.  
Le attività di Circo Minimo sono state inoltre presentate in diverse occasioni coinvolgendo un pubblico più vasto: “Teatro sociale e di comunità: la formazione degli operatori scuole e idee a confronto”, 5 novembre 2016, Civica scuola di Tetro Paolo Grassi, Milano; “Educati dalla misericordia. Un nuovo sguardo sull’umano” Università cattolica di Milano, 11 e 12 novembre 2016; “Teatro libertà obbligatoria”, 18 novembre 2016 Pavia; “La pedagogia povera”, Polo Universitario di Asti, 22 ottobre 2016; “Arte e Comunità. Fare Teatro a Scuola” Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Udine, 4 e 5 novembre). 

2015

Il nastro rosso a cura di Angelo Urgo

La metodologia dell'Alzheimer cafè si fonda sulla partecipazione attiva e diretta dei soggetti in situazione di svantaggio (gli anziani in situazione di demenza o Alzheimer, i care giver, le famiglie e gli operatori dei servizi specifici). Il progetto sta sensibilizzando alcune comunità territoriali della cintura milanese sulla questione delle demenze e sulla importanza che l'anziano non viva una condizione di solitudine ma sia integrato e partecipe, per quanto possibile, di attività che si svolgono nella e con la comunità. Un gruppo composto da 15/20 persone, alcune affette da Alzheimer, insieme a grandi anziani, volontari e care giver, è stato coinvolto in attività di laboratorio performativo, ogni due settimane, fino a giugno 2015, e poi settimanalmente da settembre a dicembre 2015. I risultati sul livello della socialità e del benessere sono evidenti, così come i legami che vanno via via rinsaldandosi. Accanto a questi laboratori, sono stati realizzati alcuni incontri di sensibilizzazione. L’incontro “Vita e racconti dell’età slow” svoltosi il 4 marzo 2015 presso la sede di via Santa Agnese dell’Università Cattolica ha visto la partecipazione di 80 persone ed ha coinvolto numerose organizzazioni del terzo settore, studenti dell’università, il Master in ideazione e produzione di eventi culturali. L’incontro pubblico “Un po’ di alzheimer non si nega a nessuno” con performance finale del 27 aprile presso la sede della Cooperativa La Briola ha coinvolto circa 60 persone. La performance “Il nastro rosso”, nata grazie all’unione dei partecipanti di alcuni laboratori performativi, e svolta presso la biblioteca del centro civico Bonola il 18 dicembre, ha visto la presenza di 50 persone. Alla luce di questa proficua collaborazione l’Università ha proposto l’attivazione di uno dei propri percorsi formativi all’interno di alcuni centri socio-ricreativi comunali che ospitano attività di ordine espressivo e teatrale. Obiettivo dell’azione è l’approfondimento di prassi sceniche legate alla dimensione comica e non verbale, alla danza e alla performance in spazi pubblici proposte a grandi anziani, anziani con problematiche di demenza e alzheimer e funzionali ad un coinvolgimento ancor più incisivo del vicinatio, degli operatori di servizi di prossimità, dell’associazionismo locale per contrastare i fenomeni di isolamento e povertà in cui vivono molti anziani della cintura metropolitana.