Università Cattolica del Sacro Cuore

Principali pubblicazioni


A European Television Fiction Renaissance
Premium Production Models and Transnational Circulation

a cura di Massimo Scaglioni e Luca Barra
Routledge, 2020

Il volume nasce dalla pluriennale attività di ricerca sviluppata nell’ambito del Ce.R.T.A. e iniziata con la pubblicazione del 2013 Tutta un’altra fiction. La serialità pay in Italia e nel mondo; la ‘Renaissance’ della serialità televisiva commissionata da player pay - reti a pagamento e piattaforme di streaming - è qui analizzata su scala europea. Nel libro si ricostruisce il panorama della ‘fiction premium’ contemporanea basandosi su un'analisi approfondita degli aspetti linguistico-testuali, socio-culturali e soprattutto industriali di un genere soggetto a rilevanti mutamenti tanto nell'ambito della produzione che in quello della distribuzione e circolazione. Sono affrontati case studies nazionali e transnazionali che testimoniano il processo di rinascita della fiction televisiva in Europa negli anni Dieci.
 



Il passaggio al 5G e gli effetti sul sistema radio-televisivo locale

a cura di Paolo Carelli, Anna Sfardini
Rubbettino, 2020

Il volume ha origine dal policy paper Il processo di liberazione della banda 700 MHz in Lombardia a favore dell’introduzione del 5G realizzato da Ce.R.T.A. per CORECOM Lombardia. La ricerca è dedicata al tema del futuro delle TV locali con il passaggio alla tecnologia 5G e delinea il quadro normativo e tecnologico del passaggio dallo spegnimento del segnale analogico all’avvio del digitale terrestre in ambito televisivo; vengono evidenziati da un lato i percorsi registrati dai principali Paesi europei a partire dalle direttive e dai piani d’azione individuati a livello comunitario, nell’ottica di un’armonizzazione delle frequenze e, dall’altro, l’impatto del processo di riorganizzazione della banda 700 MHz sul sistema televisivo, che dovrà essere completato entro il 2022.

Link al testo completo del volume 

 


 

 

Cinema Made in Italy
La circolazione internazionale dell'audiovisivo italiano

a cura di Massimo Scaglioni
Carocci, 2020

Con il design e la moda, il cinema concorre in modo significativo alla creazione del 'made in Italy': da La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore dell'Oscar come miglior film in lingua straniera nel 2014, a Io sono l'amore e Chiamami col tuo nome - campione di incassi sui mercati internazionali - di Luca Guadagnino, fino ai lavori di Nanni Moretti, Matteo Garrone, Giuseppe Tornatore e Gianfranco Rosi, il cinema porta nel mondo non solo storie e ambienti, ma anche un'idea di italianità. La circolazione internazionale del film ha contribuito a mettere a fuoco l'identità del cinema nazionale, a evidenziarne punti di forza e debolezze. Il cinema italiano ha vissuto fasi alterne per quanto riguarda la sua capacità di essere esportato: quello contemporaneo, grazie anche a una serie di trasformazioni che hanno riguardato il sistema dei media negli anni Duemila, presenta elementi positivi, tratti ancora poco studiati, perduranti criticità industriali e aperture al futuro. Il libro, frutto di una ricerca pluriennale, ricostruisce per la prima volta gli avventurosi percorsi di circolazione dell'audiovisivo italiano, che oggi prende strade inedite anche grazie al recente successo della serialità nazionale.


 


 


La Storia Pubblica
Memoria, fonti audiovisive e archivi digitali

a cura di Aldo Grasso
Vita e Pensiero, 2020

Gli archivi digitali rappresentano una parte importante della nostra memoria collettiva, la fonte del discorso storico, l'espressione condivisa della nostra 'storia pubblica'. La fonte audiovisiva è considerata un materiale imprescindibile per comprendere e raccontare il Novecento e il primo ventennio del nuovo Millennio, dagli eventi più eclatanti che hanno caratterizzato la nostra storia, alle tracce culturali e sociali che inevitabilmente si depositano ogni volta che la realtà viene ripresa. I saggi raccolti in questo volume, con il contributo e la cura di Aldo Grasso, raccontano l'importanza culturale, politica, sociale di questa storia pubblica, attraverso l'analisi di strategie, piani editoriali, tecnologie e processi di digitalizzazione che stanno trasformando il racconto della storia in termini di conservazione, circolazione e fruizione. Accanto ai saggi di studiosi impegnati nella definizione e valorizzazione di una via italiana alla Public History, il libro raccoglie la testimonianza di diversi professionisti intorno a due focus di attenzione: l'impiego degli archivi digitali come strumento di storytelling e memoria dei brand 'istituzionali' e le differenti strategie con cui i broadcasters legano la loro identità al tema della storia e della divulgazione.

 



 

L'altro virus
Comunicazione e disinformazione al tempo del Covid-19

a cura di Marianna Sala e Massimo Scaglioni
Vita e Pensiero, 2020

Un gruppo di studiosi e professionisti competenti in diversi campi, guidati da Marianna Sala e Massimo Scaglioni che curano il volume, ha deciso di provare a riflettere, 'a caldo', sul ruolo che la comunicazione ha avuto nel corso della pandemia. Ne è nato l’instant book – da scaricare gratuitamente – L’altro virus. Comunicazione e disinformazione al tempo del Covid-19, che prova a fare il punto sulle diverse declinazioni della comunicazione in tempo di coronavirus. Discutono idealmente fra le pagine del libro politologi e studiosi di media, sociologi, giuristi e avvocati, economisti e linguisti, informatici, medici e studiosi di letteratura, con un punto di vista comparativo e internazionale, che parte dall’Italia per toccare i principali Paesi europei e gli Stati Uniti. 

L_ALTRO_VIRUS_testo_completo.pdf

 



Branded Entertainment
Definizione, mercati, strategie e prassi

a cura di Osservatorio Branded Entertainment in collaborazione con Ce.R.T.A.
RTI, 2020

Negli ultimi anni il fenomeno del branded entertainment ha acquisito sempre maggiore centralità all'interno delle industrie mediali e creative contribuendo a ridisegnare dinamiche e linguaggi del mondo dell'advertising. Il cuore del volume, curato da OBE (Osservatorio Branded Entertainment), è la presentazione dei risultati di una ricerca effettuata dal Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi, Università Cattolica di Milano), finalizzata a proporre una definizione condivisa e operativa del concetto di branded entertainment che possa incrociare esigenze, pratiche e culture aziendali dei players attivi nel settore a livello nazionale. Completano il libro riflessioni sulle metriche di misurazione e sul contesto normativo, oltre a uno sguardo sullo scenario italiano con la presentazione di alcune case histories rilevanti, utili a fornire un quadro essenziale della varietà e vivacità del fenomeno in termini di modelli di finanziamento, settori merceologici coinvolti, linguaggi mediali privilegiati.

Il contributo del Ce.R.T.A. al volume si basa su un articolato lavoro di ricerca sviluppato nel triennio 2017-2020. 
Si segnalano, per ulteriori approfondimenti bibliografici sul tema, i saggi: G. Suma, Fra televisione e pubblicità: il Branded Entertainment, in M. Scaglioni, A. Sfardini (a cura di), La televisione: modelli teorici e percorsi di analisi, Carocci, 2017 e G. Suma, M. Scaglioni, Fahion-Branded Entertainment. How Italian fashion brands utilize audiovisual media to tell stories and entertain audiences, in Comunicazioni Sociali, Vita e Pensiero, 2017, 1.

 


 

Storia critica della televisione italiana

Aldo Grasso
Il Saggiatore, 2019

Aldo Grasso conduce il lettore-spettatore di ieri e di oggi con mano sicura e trascinante attraverso le vicende del più grande medium di informazione e intrattenimento che l’Italia abbia mai conosciuto per raccontare il nostro, come direbbe Renzo Arbore, 'nuovo focolare'. I protagonisti di Storia critica della televisione italiana sono i programmi – telegiornali, varietà, eventi sportivi, fiction, talk show, reality – e con essi gli italiani che li hanno visti, li hanno commentati, li hanno vissuti. Il risultato è un libro che, insieme alla storia della televisione, racconta settant’anni di storia del nostro paese, settant’anni di noi.

Storia critica della televisione italiana è composto da tre volumi

Tomo primo: 1954-1979
Tomo secondo: 1980-1999
Tomo terzo: 2000-2018

 


 

Appassionati dissodatori
Storia e storiografia della televisione in Italia
Studi in onore di Aldo Grasso

a cura di Massimo Scaglioni
Vita e Pensiero, 2019
 
Questo volume nasce come un omaggio al lavoro di Aldo Grasso che, dagli anni Settanta, attraverso l’attività di ricerca e di didattica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ma anche – dagli anni Novanta – con il quotidiano ‘corpo a corpo’ coi programmi – 'i testi' – della televisione italiana, e i suoi protagonisti, ha insegnato ai suoi allievi, e al più vasto pubblico raggiunto dalle pagine del Corriere della Sera, un approccio critico e contemporaneamente appassionato al medium saldamente centrale nella cultura italiana della seconda metà del Novecento e, ancora, del nuovo secolo. Il volume si focalizza su alcune questioni rilevanti: in che modo è possibile riflettere criticamente e fare ricerca sul ruolo di un mezzo tanto immediato e popolare quanto complesso nelle sue articolazioni e rilevante dal punto di vista culturale e sociale? Quali prospettive può adottare lo studio storiografico della televisione, e a quali fonti deve ricorrere?
 



La televisione
Modelli teorici e percorsi di analisi

a cura di Massimo Scaglioni e Anna Sfardini
Carocci, 2017

Gli anni Duemila, con la tecnologia digitale e la forza della 'convergenza mediale', sono caratterizzati da spinte contrastanti che hanno portato verso una tv sempre più 'multipla', non solo in termini di abbondanza di offerta, di reti, di contenuti, ma anche in relazione al sovrapporsi di modelli di business, di percorsi di fruizione, di tipologie di prodotti e generi. Per comprendere, dunque, che cos’è la televisione oggi occorre affinare gli strumenti di analisi, accettare la sfida della complessità del mezzo, muoversi lungo i confini delle competenze e delle discipline. Questo libro rappresenta il risultato, in piena modalità Television Studies, di un dialogo aperto tra due mondi: quello dello sguardo degli studiosi di televisione, portatori di un approccio teorico e metodologico di studio e ricerca sul mezzo, e quello della competenza dei professionisti impegnati nel settore dell’industria televisiva. Il volume si propone, infatti, di offrire una visione sui principali approcci di analisi a questo mezzo e sulle routine che ne regolano il funzionamento. Il volume è suddiviso in due sezioni. La Parte prima, offre una disamina delle diverse prospettive di studio con cui la televisione è stata analizzata nel corso della sua storia, fornendo gli strumenti (e il vocabolario) di fondo per inquadrare analiticamente il mezzo. La Parte seconda trasferisce sulla carta il lavoro quotidiano che si compie nelle imprese televisive, nella sua concretezza di strategie operative, pratiche professionali e terminologie specifiche che sostanziano l’approccio industry alla tv. Alla fine di tale percorso, il lettore avrà a disposizione tutti gli strumenti utili per comprendere che cos’è, come si è trasformata e soprattutto come funziona la televisione.

 



 

Storia della Comunicazione e dello Spettacolo in Italia Volume III
I media alla sfida della convergenza (1979-2012)

a cura di Aldo Grasso
Vita e Pensiero, 2017
 
In poco più di trent’anni il volto dell’Italia muta radicalmente i propri connotati: cambiano il sistema politico e istituzionale, le relazioni economiche e industriali, i consumi, gli stili di vita, le tecnologie. Il trentennio assiste alla fine della divisione del mondo in blocchi, alla crisi delle grandi narrazioni ideologiche, alle sfide e alle minacce della globalizzazione, e l’Italia, da Paese provato dalla stagione del terrorismo, entra nella cosiddetta ‘fase del riflusso’,dalla quale emerge una società sempre più orientata al soddisfacimento di bisogni e ambizioni individuali, accompagnati da un rinnovato fermento creativo e produttivo. In quest’arco di tempo si sviluppa una parabola particolarmente interessante per i media italiani, in più di un’occasione chiamati a cambi di passo in termini di attori, linguaggi e pubblici, fino a contaminarsi e ibridarsi tra loro in quella stagione della ‘convergenza’ che caratterizza l’ambiente comunicativo contemporaneo. Le pagine di questo volume, terzo della serie Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia, accompagnano il lettore dentro il processo storico di trasformazione dei media: la televisione con il consolidamento del duopolio, prima, e l’esplosione della multicanalità, poi; il giornalismo e l’editoria con la crisi della carta stampata e la nascita delle testate online; il cinema con il sempre vivo binomio tra commedia all’italiana e pellicola d’autore; i media digitali capaci di aprire nuovi spazi e forme di produzione e partecipazione. Senza dimenticare altri linguaggi specifici come la radio, l’industria musicale, la pubblicità, il teatro, che completano il mosaico di un periodo storico cruciale per la storia della comunicazione nazionale. Attraverso il racconto dei cambiamenti tecnologici, delle culture politiche e dei consumi, il volume ripercorre un pezzo di vita dell’industria mediale italiana, arrivando fino all’alba di un nuovo inizio per l’intero sistema della comunicazione, chiamato a raccogliere le sfide di una convergenza che investe tanto l’orizzonte della produzione quanto le pratiche di fruizione e condivisione.  
 

 

The Walking Dead
Contagio culturale e politica post-apocalittica

Dom Holdaway, Massimo Scaglioni
Mimesis, 2017
 
The Walking Dead rappresenta uno dei fenomeni mediali e culturali più rilevanti dell’ultimo decennio: la serie di AMC costituisce senza dubbio una cartina di tornasole delle caratteristiche e delle mutazioni dell’industria culturale contemporanea. Nel giro di pochi anni è divenuta un autentico 'mainstream cult' capace di fare da volano a quella 'zombie renaissance' cominciata già dai primi anni Duemila. Alla luce della particolare rilevanza di tale serie statunitense, questo volume ha deciso di proporne un’analisi, focalizzando l’attenzione su alcuni snodi rilevanti che il prodotto fa emergere e su una varietà di approcci di studio particolarmente innovativi. All’iniziale inquadramento di TWD come mero prodotto televisivo, secondo la prospettiva dei 'Film and television studies', segue una lettura 'Cultural studies' attenta a evidenziare le strategie di rappresentazione e le allegorie che la serie adotta in relazione alle dinamiche politico-sociali contemporanee. Successivamente, ricorrendo agli approcci tipici dei 'Media studies', ne verrà analizzata la dimensione 'transmediale' con la tipica generazione di forme di consumo convergente e fandom. Da ultimo, il volume toccherà le questioni relative alla distribuzione e al consumo del franchise globale TWD a partire da un approccio filo-'Production studies' al fine di comprendere la complessa natura di un prodotto distribuito e promosso internazionalmente, in modo (quasi) simultaneo.
 

 

Il servizio pubblico televisivo
Morte o rinascita della RAI?

Massimo Scaglioni
Vita e Pensiero, 2016
 
In tutti i paesi europei il servizio pubblico televisivo è messo radicalmente in discussione a fronte delle trasformazioni tecnologiche e culturali che hanno caratterizzato in particolare gli anni Duemila. Di qui, la domanda radicale: abbiamo ancora bisogno del servizio pubblico radiotelevisivo o si tratta, piuttosto, di un ‘ferro vecchio’ da destinare al pensionamento? Il volume mira a rispondere, almeno in due direzioni. Da un lato ricostruendo le radici profonde che sono alla base del progetto di servizio pubblico, dall’altro provando a immaginare il futuro del servizio pubblico attorno a dieci snodi cruciali. Cosa significa tv ‘di qualità’? Che identità deve darsi nel nuovo ecosistema digitale? Che ruolo può ricoprire un’impresa televisiva pubblica in uno scenario di competizione sempre più globale? Che valore hanno la memoria e l’archivio? Che funzione può svolgere la tv nella promozione dell’industria culturale nazionale? Sono tutti ambiti sui quali il servizio pubblico può e deve avere un ruolo determinante: è però necessario ripensarne il progetto per il nuovo millennio. Il volume costituisce così una ricostruzione storica del concetto di servizio pubblico, da un lato, e dall'altro lato propone, attraverso dieci parole-chiave, altrettanti modi per ripensarlo.
 

 

La nuova fabbrica dei sogni
Miti e riti delle serie tv americane

Aldo Grasso, Cecilia Penati
Il Saggiatore, 2016
 
Le serie televisive americane sono i prodotti artistici che più hanno plasmato l’immaginario collettivo contemporaneo, grazie non solo alle nuove tecnologie di diffusione digitale, ma anche e soprattutto a una raffinatezza tecnica e stilistica sempre più nitida.
Che mostrino gli abissi morali in cui può sprofondare un frustrato professore malato di cancro o la dolorosa impossibilità di un pubblicitario newyorkese di sfuggire alle menzogne patinate che confeziona ogni giorno; che raccontino le turbolente vicende sentimentali di una giovane dottoressa alle prime armi, o l’epopea, defl agrata in infinite dimensioni parallele, dei sopravissuti a un disastro aereo, le serie tv hanno saputo dare forma ai desideri e agli incubi che popolano il reale. E ci hanno reso dipendenti.  In questo volume Aldo Grasso e Cecilia Penati accolgono la sfida a cartografare la galassia delle serie televisive – dai Soprano a The Wire, da House of Cards a The Walking Dead, dal Trono di spade a Breaking Bad – passando per i personaggi più iconici, i colpi di scena più plateali, e soprattutto per i nuovi demiurghi dell’immaginario, che accentrano ogni aspetto della produzione artistica: autori blockbuster come Shonda Rhimes e J.J. Abrams e artisti autenticamente radicali come David Simon e David Chase. Per affermare il loro nuovo ruolo sono saliti sulle spalle di giganti come Alfred Hitchcock, Rod Serling e David Lynch, che con serie come Alfred Hitchcock presenta, Ai confini della realtà e Twin Peaks hanno saputo creare straordinari universi finzionali, riversando la loro forte autorialità in un dispositivo di produzione schiettamente pop. La 'nuova fabbrica dei sogni' – quella che, grazie a Don Draper e Tyrion Lannister, Dale Cooper e Rusty Cole, ha ormai soppiantato Hollywood – non è solo una guida imprescindibile per chiunque voglia affacciarsi al mondo delle serie tv, ma una ricognizione profonda e attenta, in cui anche gli appassionati di lungo corso scopriranno nuova linfa per le loro 'ossessioni seriali'.
 

 

La TV delle donne
Brand, programmi e pubblici

Cecilia Penati, Anna Sfardini
Unicopli, 2015

La tv italiana sta attraversando un processo di profonda trasformazione: nel nuovo scenario di abbondanza dell’offerta reso possibile dal digitale, uno dei fenomeni più interessanti è quello dei numerosi canali esplicitamente indirizzati a un target femminile, spesso centrati su generi come il lifestyle e il factual entertainment. Da Real Time a La5, da Lei a La7d, da Diva Universal ad Fox Life, i canali 'femminili' hanno rappresentato per i broadcaster una scelta industriale strategica e spesso di successo. Riallacciandosi a un dibattito internazionale che sta riacquisendo sempre più vigore entro i Television Studies, ovvero il rapporto tra tv e gender, il libro rappresenta la prima riflessione compiuta sull’universo italiano dei canali femminili digitali, che affronta provando a rispondere ad alcune domande: quale processo storico e quali logiche industriali hanno condotto all’attuale scenario della 'tv per le donne', fra innovazione e tradizione? Quali sono i generi televisivi e le forme testuali di riferimento? Quali i profili di pubblico, le percezione e i percorsi di visione dentro al mondo della Tv 'al femminile' ?
 

 

Storie e culture della televisione italiana

a cura di Aldo Grasso
Mondadori, 2015

Cosa è successo quando è apparsa la televisione in Italia? L’hanno capita prima i cattolici o i comunisti? Ha ancora senso l’idea di servizio pubblico? Che rapporti ha intrecciato con il cinema e la letteratura? Come è diventata il medium egemone inglobando altre forme espressive? Le nuove tecnologie ne sanciranno la fine o ne trasformeranno la natura e le sorti? Aldo Grasso ha radunato i più importanti studiosi di media, italiani e stranieri, per disegnare uno scenario inedito sul più diffuso e popolare strumento di comunicazione. L’intento è quello di inaugurare un nuovo metodo di osservazione nei confronti di un universo finora ingabbiato in letture ideologiche o settoriali. La storia della televisione italiana viene invece qui affrontata nei modi saettanti e curiosi della Kulturkritik, con una coralità di voci che si rispondono, intessendosi l’una all’altra, incaricandosi di riflettere con competenza e autorevolezza sui molteplici aspetti della questione. Alla televisione italiana mancava un libro così, un libro che, con precisione filologica e visionarietà teorica, ne raccontasse le storie, i risvolti, le potenzialità.

 


 

Arte in TV
Forme di divulgazione

a cura di Aldo Grasso e Vincenzo Trione
Johan & Levi, 2014

Nella storia della TV italiana l’arte ha avuto fin da subito uno spazio preciso, se si pensa che il 3 gennaio 1954 non solo segna il debutto delle trasmissioni rai ma anche la messa in onda del primo approfondimento culturale, Le avventure dell’arte. E di avventura si è trattato fin da subito: le estreme potenzialità comunicative del nuovo mezzo, che portava letteralmente nelle case degli italiani per la prima volta argomenti elitari, si scontravano presto con la diffidenza, di una parte consistente di critici e intellettuali, ma anche con le difficoltà e le ambiguità insite in ogni traduzione da un medium a un altro.
A distanza di sessant’anni lo scenario e i protagonisti di questo racconto sono decisamente cambiati, con la presenza delle emittenti private prima e della pay tv poi, tra il passaggio al digitale e l’evoluzione naturale del linguaggio televisivo e dei suoi interpreti, artisti e critici compresi. Ma se il contesto muta, le questioni attorno a cui il rapporto arte-tv si gioca rimangono le stesse, in primis quella della legittimità di un medium a vocazione popolare a veicolare un contenuto alto, e soprattutto quella riguardante le funzioni che il piccolo schermo svolge nei confronti dell’arte, a partire dalla divulgazione che, pur nelle sue varie tipologie, è considerata storicamente la principale e più ovvia  declinazione del mezzo. Proprio a quest’ultimo aspetto in particolare è dedicata la serie di saggi raccolti nel presente volume, sia che si muovano dal campo specifico della comunicazione televisiva sia che scelgano di privilegiare l’ambito artistico. Pur nella varietà di metodo, a risaltare è la stretta relazione tra i due mezzi che più hanno influenzato lo scenario visivo della seconda metà del Novecento.

 


 

Tutta un'altra fiction
La serialità pay in Italia e nel mondo
Il modello Sky

a cura di Massimo Scaglioni e Luca Barra
Carocci, 2013

Dove nasce il successo di una serie TV come Romanzo criminale? Perché il caso letterario Gomorra rivive sul piccolo schermo? Quali sono i rapporti di queste narrazioni con la letteratura, il cinema e la fiction generalista? In che modo si sviluppano la loro produzione, distribuzione e promozione? Quali sono le risposte e le reazioni degli spettatori? Da alcuni anni la fiction ha vissuto un cambiamento sostanziale, in Italia e nello scenario internazionale: l’affermarsi di soggetti nuovi, come le TV a pagamento, ha dato il via a un’inedita produzione di racconti per la televisione. Nel nostro paese, il protagonista di questa mutazione è stato Sky, che ha puntato su storie originali, distanziandosi nei temi, nei linguaggi e nelle procedure creative dai modelli consolidati nella Tv tradizionale. Tutta un’altra fiction affronta, affidandosi a una pluralità di voci e punti di vista, il modello seguito da Sky Italia nella produzione seriale mettendolo a confronto con quanto accaduto negli Stati Uniti con HBO e in altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna, Spagna e Germania.
 

 

Confini Mobili
I sistemi mediatici nazionali tra globalizzazione e digitalizzazione

Paolo Carelli
I Libri di Emil, 2013

Negli ultimi decenni, sotto la spinta di due fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione, lo stato-nazione ha visto un indebolimento del proprio raggio d’azione, mentre i media sono stati attraversati da profondi mutamenti tecnologici e culturali che ne hanno modificato gli aspetti produttivi, fruitivi e distributivi. Cosa accade ai sistemi mediatici nazionali quando sulla scena irrompono le nuove tecnologie della comunicazione, i fenomeni migratori, la costruzione di complesse articolazioni sovranazionali che ridisegnano l’identità culturale di una nazione? La tradizionale concezione nazional-statale del sistema mediatico può ancora essere considerata valida? Quali dimensioni sono in grado di spiegare meglio il mutamento in corso? Il volume fornisce alcune risposte a tali quesiti, individuando criteri d’analisi in grado di pensare i sistemi mediatici oltre la cornice chiusa e finita dei confini nazionali. Vengono affrontati, nello specifico, i casi di Spagna e Italia, due Paesi fondati su modelli istituzionali e comunicativi piuttosto simili e da tempo impegnati in percorsi di ricostruzione dell’identità mediatica che coinvolgono aspetti commerciali, culturali, normativi e di contiguità geografica o linguistica.
 

 

Prima Lezione sulla Televisione

Aldo Grasso
Laterza, 2011

Uno dei luoghi comuni più radicati e diffusi, fra intellettuali e non, vuole che la televisione sia una 'cattiva maestra', ricettacolo dei peggiori modelli di comportamento e condensato di tutto ciò che di brutto ed esteticamente riprovevole circola nella nostra cultura. La tv trasuda 'spazzatura', non c'è dubbio, ed è piena di discorsi stupidi e insensati ma, a furia di parlarne male, non ci siamo quasi accorti dell'esistenza di forme di racconto intelligente che, lungi dal raffigurare la deriva morale della nostra società, si rivelano utili strumenti di comprensione. L'avvento della televisione è stato un sommovimento tellurico di lunga durata che a poco a poco ha coinvolto l'intera nazione; qualche picco di forte intensità e molte onde sismiche che hanno spinto la televisione a diventare da fenomeno parziale a fenomeno dominante della società contemporanea. Il volume si propone di affrontare alcuni snodi principali per delineare un primo approccio scientifico e critico al medium televisivo: le origini storiche del medium, i suoi generi principali, le maggiori teorie interpretative.
 

   

L'Italia alla TV
La critica televisiva nelle pagine del Corriere della Sera

Aldo Grasso
Rizzoli, 2011

Il rapporto tra Corriere della Sera e televisione è una storia affascinante e curiosa, che prende le mosse negli anni Cinquanta quando si comprende la necessità di una voce che aiuti il lettore (e il quotidiano) a capire il nuovo mezzo di comunicazione. È un racconto tanto ricco di singolari aneddoti quanto generoso di spunti per comprendere la funzione di un’attività sulla quale gravano, fin dalle origini, non poche incomprensioni. Il percorso verso la definizione dei criteri su cui si deve fondare la critica televisiva è stato lungo e tortuoso: la lettura delle critiche apparse sul Corriere, dal 1954, anno di nascita della tv italiana, fino alla fine degli anni Ottanta, apre un universo inesplorato che aiuta a comprendere come e quanto è stata importante la televisione e la sua evoluzione in Italia.
 

 

La TV dopo la TV
Il decennio che ha cambiato la televisione: scenario, offerta, pubblico

Massimo Scaglioni
Vita e Pensiero, 2011

Il primo decennio degli anni Duemila è stato attraversato da una trasformazione radicale. La televisione è diventata digitale. La profezia s’è rovesciata: se negli anni Novanta i profeti di Internet sognavano una ‘vita dopo la tv’, il decennio successivo ha mostrato la persistente centralità del mezzo, nel cuore del sistema dei media e al crocevia dei consumi culturali e degli immaginari contemporanei. Qual è il risultato di questo cambiamento? Quali elementi di continuità e di discontinuità col passato presenta la televisione di oggi, e di domani? La tv contemporanea è senz’altro differente: diventa multicanale e abbondante, esce dagli spazi tradizionali della casa e si fa mobile e più pervasiva, costruisce un’offerta disancorata dai tempi rigidi di un palinsesto, genera forme inedite di ‘transmedialità’, costituisce un oggetto di condivisione e commento sulla Rete e sui social network, come Facebook e Twitter. Ma, al contempo, conserva funzioni e poteri acquisiti nei suoi primi cinquant’anni di vita: tradizionale consensus medium, produce occasioni di ritualità condivisa, contribuisce a definire l’agenda dei discorsi, rispecchia una comunità nazionale. Questo volume è il primo studio sistematico sugli esiti del decennio trascorso. Si basa su ampi materiali di ricerca, si confronta con concreti casi d’analisi, traccia i nuovi territori costruiti dall’offerta (le reti mini-generaliste, con le loro strategie editoriali, i generi, le produzioni originali) e definisce un quadro interpretativo generale, radicato nell’approccio storico ai media. 
 

 

Televisione convergente
La tv oltre il piccolo schermo

a cura di Aldo Grasso e Massimo Scaglioni
Link Ricerca, RTI, 2010

Convergenza. Dopo Cultura convergente di Henry Jenkins, è una delle parole centrali degli ultimi anni. Se ne è parlato molto, ma poco è stato fatto (e scritto) per capire cosa vuol dire davvero e quale sono le sue reali implicazioni. Televisione convergente – frutto di un lungo lavoro di ricerca del Ce.R.T.A., guidato da Aldo Grasso – cerca di colmare questa lacuna, raccontando i cambiamenti nel modo di fare e di vedere la tv attraverso esempi concreti. Il volume parte da tre termini chiave: 'estensione', 'accesso' e 'brand'. Concetti che hanno modificando e continuano a modificare sia la produzione televisiva sia le pratiche del suo consumo quotidiano. Seguendo numerosi casi di studio – dal Grande fratello a X Factor, da I Cesaroni a Romanzo criminale, da CSI a Mad Men – e proponendo metodi di analisi innovativi, il libro approfondisce i 'punti caldi' della televisione di oggi, a livello nazionale e internazionale. 
 

 

Arredo di serie
I mondi possibili della serialità televisiva americana

a cura di Aldo Grasso e Massimo Scaglioni
Vita e Pensiero, 2010

Ogni racconto costruisce un mondo. L'hanno fatto la grande letteratura, il teatro, il cinema. A questi mondi possibili si sono aggiunti oggi quelli creati dal telefilm, un particolare genere di narrazione televisiva che, in oltre cinquant'anni di storia, ha toccato gradi di maturità e raffinatezza che ne fanno un oggetto estetico e culturale di primo piano. Se un tempo l'immaginario si alimentava di romanzi e di film, oggi la scrittura telefilmica è capace di disegnare ambienti, di evocare oggetti, di far vivere personaggi che escono dai confini del piccolo schermo per farsi reali nei nostri discorsi, nei nostri gusti, nel nostro quotidiano. La New York glamour di Sex and the City o quella vintage di Mad Men, l'America adagiata sui segreti e le bugie della suburbia di Desperate Housewives, l'isola misteriosa di Lost e le sale d'ospedale di Dr. House... Questo volume è un viaggio avvincente negli universi, materiali e immaginari, del telefilm contemporaneo: nel percorso, il lettore potrà addentrarsi nei meccanismi di 'costruzione di mondo' della serialità americana, giungendo, alla fine, a capire di più del fascino indiscutibile di questa forma d'arte specificamente televisiva.
 

 

Politica Pop
Da Porta a Porta all'Isola dei Famosi

Gianpietro Mazzoleni, Anna Sfardini
Il Mulino, 2009

Quando la televisione ha scoperto che la politica può fare audience, e i politici hanno capito di poter raggiungere il vasto pubblico adattandosi alle logiche dello spettacolo, è nata la politica pop: un 'ambiente mediale' scaturito dal collasso di generi televisivi e costumi sociali invecchiati, in cui politica e cultura popolare, informazione e intrattenimento, comico e serio, reale e surreale si fondono in una nuova miscela espressiva. Per molti è una pericolosa deviazione dal compito 'alto' della formazione di un’opinione pubblica avveduta. Intanto, però, quell’enorme frullatore di realtà e finzione che è la Tv ha scodellato una sorta di turbo-politica. Né mancano autorevoli studiosi secondo cui l’infotainment offre un’informazione minima, ma sufficiente a una 'cittadinanza sottile'. Dovremo allora rivalutare il Grande Fratello, paradossale scialuppa di civismo, attraverso il televoto, per cittadini altrimenti destinati all’emarginazione? Bisognerà in ogni caso considerare con occhi nuovi, come fa questo libro, Annozero e Ballarò, Che tempo che fa e Domenica in, Le iene e Porta a Porta, Striscia la notizia e Matrix.
 

 

Reality Tv
Pubblici, fan, protagonisti, performer

Anna Sfardini
Unicopli, 2009

L’avvento di Grande Fratello e degli altri numerosi reality show che hanno invaso la tv degli ultimi anni ha modificato profondamente sia lo scenario dell’offerta televisiva, secondo logiche di distribuzione multipiattaforma del prodotto televisivo, sia quello del consumo, con nuove modalità di fruizione. In particolare, grazie al successo della Reality tv, la partecipazione del pubblico è riconosciuta oggi come uno degli aspetti più significativi, se non la chiave esplicativa, per comprendere la realtà televisiva e mediatica contemporanea. Muovendo da queste premesse, il volume propone un’analisi del genere Reality finalizzata a evidenziare il suo impatto in diversi ambiti: dalle forme e meccanismi di rappresentazione che ha inaugurato ai i dati di consumo che ha registrato; dai dibattiti sociali e teorici che ha sollevato alle nuove direzioni di ricerca che ha suggerito nel campo degli Audience Studies. Il volume si conclude con la presentazione di una ricerca svolta dall’autrice sugli aspiranti concorrenti del format Grande Fratello, testimonianza concreta di un modo diverso di intendere la tv da parte del pubblico: l’attesa di divenire protagonisti della scena mediatica.
 

 

MultiTV
L'esperienza televisiva nell'età della convergenza

Massimo Scaglioni, Anna Sfardini
Carocci, 2008

La televisione del nuovo millennio è attraversata da profonde trasformazioni che investono le tecnologie di distribuzione e fruizione, i contenuti e i linguaggi, i mercati e i modelli economici e, più in generale, il significato culturale e sociale del mezzo. Il volume illustra uno scenario in cui la televisione si rende incessantemente disponibile, ovunque e in ogni momento, conservando la propria solida centralità nel sistema dei media, e individua nuove forme di spettatorialità televisiva, caratterizzate da percorsi e pratiche – multipiattaforma, di fandom, performative, partecipative – che emergono in relazione alle trasformazioni dei meccanismi di fruizione e a particolari ambiti dell’offerta. I due autori segnalano e indagano così le aree di analisi oggi più efficaci e interessanti per comprendere questa nuova multiTV e, con essa, la fisionomia di quell’esperienza mediatica che sta prendendo corpo nella nostra quotidianità.