Climate change e natalità
Cambiamento climatico e fertilità: un argomento generale per un problema particolare, che è ancora poco studiato e poco indagato. Tutti quanti ci stiamo rendendo conto di quanto il cambiamento climatico impatti - ultimamente - sulle nostre vite e di quanto sia necessario arginarlo, ma pochi hanno svolto un’analisi di correlazione tra questo fenomeno e la capacità di procreare. La letteratura scientifica ha, comunque, già confermato il forte impatto dell’inquinamento atmosferico sulla riproduttività.
Il cambiamento climatico è stato reso possibile dall’immissione massiccia di combustibili fossili nell’atmosfera terrestre, come petrolio e gas. Possiamo dire che il 100% della popolazione umana respira oggi aria inquinata e le conseguenze immediate sono per l’apparato respiratorio, anche se gli inquinanti si diffondono poi per tutto il corpo. Le principali conseguenze sono cardiovascolari, ma anche l’impatto sulla fertilità è importante.
Gli inquinanti hanno effetto diretto sulle cellule riproduttive: è un effetto tangibile soprattutto nelle zone più inquinate; ci sono poi effetti indiretti, perché immissione dei combustibili fossili provoca un riscaldamento abnorme della temperatura terrestre e questo rende la condizione di vivibilità delle persone sempre più difficile. Il 2023 è stato l’anno più caldo nella storia dell’umanità. Questi effetti legati ad eventi climatici estremi (inondazioni, siccità, precipitazioni enormi in breve tempo) impattano anche sulla psicologia di coloro che vorrebbero avere figli. Diviene così evidente che viviamo in una crisi epocale, che genera quella che viene chiamata “ecoansia”: ci si chiede perché mettere al mondo persone che vivranno in condizioni climatiche così difficili e in una terra così calda e sovraffollata. Tutto questo conduce a una riduzione della fertilità e a tassi di natalità sempre più bassi.
Ci sono soluzioni a questo problema? Ovviamente devono essere soluzioni globali. Il riscaldamento globale si risolve solo se vi è un’alleanza tra tutti i Paesi del mondo. Le soluzioni a livello nazionale e regionale implicano una fortissima volontà di realizzazione degli interventi atti a ridurre produzione dei combustibili fossili e coinvolgono la politica, che deve prendere atto che viviamo - oggi - contemporaneamente tante crisi (crisi legata al clima, crisi legata all’economia, al sovraffollamento, crisi geopolitiche).
Sono moderatamente ottimista: ultimamente si è evidenziata, anche da parte della politica, una tendenza alla consapevolezza e all’azione e spero che tutto si traduca, a livello globale, con politiche che vadano nella stessa direzione.
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