La conoscenza della fertilità
La video clip della Prof.ssa Paola Pellicano propone una riflessione sulla “Conoscenza della fertilità” attraverso l’uso del Metodo dell’Ovulazione Billings® o Metodo Billings che si sulla rilevazione delle caratteristiche del muco cervicale come indicatore biologico di fertilità.
Il Metodo dell’Ovulazione Billings® vuole essere un “linguaggio” comune per la donna, la coppia e lo specialista. Costituisce un valido strumento diagnostico ed educativo, attraverso il quale la donna prende coscienza di cosa sta succedendo al proprio corpo. Viene, così, accompagnata alla scoperta della bellezza dell’essere donna, della propria fertilità, del valore della sessualità umana e dell’amore umano. Il Metodo dell’Ovulazione Billings® rappresenta anche una sorta di provocazione, di rivoluzione, iniziata ben 70 anni fa, alla dominante cultura della contraccezione farmacologica per il controllo della fertilità, che vedeva e vede anche oggi la donna - spesso - come una “cavia” da sperimentazione. Si offre così alla coppia uno strumento prezioso per la gestione responsabile delle scelte procreative, a partire dalla donna come protagonista poiché messa nella possibilità di conoscere e seguire la propria natura e la sua fisiologia. Il Metodo dell’Ovulazione Billings® nasce come risposta alla domanda che, nel 1953, il Dott. John Billings si fece e che diede così inizio ai suoi studi: “Nella natura ci deve essere una risposta al problema della regolazione della fertilità”. La risposta doveva trovarsi in una qualità insita nell'organismo umano, che tutti potevano leggere e interpretare. Billings era convinto che non ci fosse contraddizione tra la fede e la scienza, tra la legge divina, che regola la trasmissione della vita, e le leggi che favoriscono l’autentico amore coniugale. E chiedeva alla scienza di fornire una base scientifica sicura per dimostrare con i fatti che questa contraddizione non esiste. Per comprendere i passaggi successivi, è necessari chiarire alcuni concetti.
Cos'è la fertilità? È la capacità biologica di trasmettere la vita, la capacità di concepire e portare avanti la gravidanza. La vita inizia quando l’oocita e lo spermatozoo si incontrano all'interno dell’apparato riproduttivo femminile, nelle tube. Da questo incontro (la fecondazione), inizia un processo biologico di moltiplicazione cellulare che - attraverso varie fasi - arriva all'utero dove fisiologicamente l’embrione si annida per continuare il proprio sviluppo fino alla nascita. Fin dalla fecondazione è definita l'identità genetica dell’embrione. È importante ricordare come il collo dell’utero entri in gioco durante la fase fertile del ciclo, cioè durante la maturazione dell’oocita, ovvero quando - sotto lo stimolo degli estrogeni – il collo dell’utero si apre e fa da canale per l’entrata e il passaggio degli spermatozoi diretti verso la cavità uterina. Questo passaggio è reso possibile a seguito della produzione di una secrezione chiamata “muco cervicale”, che permette agli spermatozoi di entrare, sopravvivere anche per parecchi giorni all' interno delle vie genitali femminili e risalire fino alle tube. Dopo l’ovulazione, il muco cervicale assume il compito di richiudere il collo dell’utero e di bloccare l'ingresso di altri spermatozoi, perché a quel punto o è avvenuta la fecondazione, o si verificherà dopo due settimane la mestruazione, ossia lo sfaldamento e l’eliminazione dell’endometrio.
Il Metodo dell’Ovulazione Billings® verte sui cambiamenti del muco cervicale durante le diverse fasi del ciclo: nella fase infertile del ciclo il muco cervicale si presenta viscoso e secco, mentre - quando entra nella fase fertile con l’ovulazione - il muco cervicale diventa liquido e umido e i suoi canali si verticalizzano in modo da facilitare il passaggio degli spermatozoi. Infatti, a differenza della fertilità maschile che è – in assenza di problemi – un continuum dalla pubertà fino all’età avanzata, la fertilità femminile è periodica. La donna è fertile solo alcuni giorni all’interno di un periodo chiamato “ciclo”. L’ovulazione determina da un lato la fertilità, dall’ altro la lunghezza fisiologica del ciclo della donna. Nella donna vi è un doppio orologio biologico che dice che vi è un tempo di fertilità, che inizia alla pubertà e finisce alla menopausa e che declina negli anni precedenti la fine, e un tempo della fertilità, dove in cui si susseguono periodi fertili e periodi non fertili.
Questo armonico disegno della natura ci introduce proprio nel significato della regolazione naturale della fertilità. Questo orologio biologico è quella risposta che Dio aveva posto nel corpo della donna e che John Billings, con tanto studio e determinazione, ricercava. La risposta, dunque, vedeva il muco cervicale come indicatore biologico e fattore di fertilità, come sintomo che la donna poteva vedere e avvertire.
Successivi studi di laboratorio hanno confermato che le rilevazioni ormonali del ciclo corrispondevano alle modificazioni del collo dell’utero e confermavano così che i sintomi avvertiti dalla donna avevano la stessa attendibilità.
Possiamo schematizzare un ciclo ovulatorio normale in questo modo: 1) mestruazione; 2) fase post-mestruale preovulatoria, non fertile, in cui i livelli ormonali sono ancora bassi e non è iniziata la maturazione dell’oocita. In questa fase la donna avverte secchezza vaginale; 3) fase ovulatoria, fertile, caratterizzata dalla presenza del muco cervicale come sintomo che coincide con la maturazione dell’oocita e l’ovulazione con il corrispondente assetto ormonale; 4) fase post-ovulatoria luteale, non fertile.
La conoscenza del Metodo dell’Ovulazione Billings® è molto importante quando si cerca una gravidanza, quando la si vuole evitare e come aiuto per interpretare i fenomeni biologici che si allontanano dalla normalità. Deve essere insegnato da personale specializzato, cosicché la donna possa essere aiutata in questo percorso di conoscenza di sé. Partendo dalla consapevolezza che la sessualità non deve essere mai ridotta ad un’azione fisica: pervade tutta la persona. E per essere “pienamente umana”, la sessualità deve muovere dall’integrazione di tutte le dimensioni umane: biologica, psicologica, sociale, morale e spirituale. Dovrebbe esprimere e sviluppare lo stesso amore coniugale, rispettando allo stesso tempo le esigenze della paternità responsabile. I genitori devono essere consapevoli del proprio ruolo educativo: devono difendere ed esercitare questo diritto-dovere primario. Da qui ne consegue che qualsiasi intervento educativo - relativo anche all’educazione all’Amore - ad opera di persone estranee alla famiglia, debba essere subordinato all’accettazione da parte dei genitori e si debba configurare non come una sostituzione, ma come un sostegno al loro intervento. Non esiste una ricetta che indichi come parlare con i figli di sessualità. Si tratta, piuttosto, di creare un clima di fiducia e di naturalezza, sapendo adeguarsi alla loro età e a ciò che sono in grado di capire. La responsabilità dei genitori sull’educazione della sessualità dovrebbe comprendere anche il rispetto delle differenze: al di là delle comprensibili difficoltà individuali, bisogna aiutare i figli ad accettare il proprio corpo, così come è stato creato.
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