Le vaccinazioni prima e durante la gravidanza sono un rischio o una risorsa
La prevenzione in sanità comprende l’insieme delle misure utili a prevenire la diffusione e la progressione delle malattie e il determinarsi di danni irreversibili. La prevenzione si divide in: primaria; secondaria; terziaria.
La prevenzione primaria comprende gli interventi destinati ad ostacolare l’insorgenza delle malattie nella popolazione, contrastandone cause e fattori predisponenti. In questa forma di prevenzione è compresa la profilassi immunitaria (vaccinazioni) in gravidanza.
Come è emerso dalla Conferenza Nazionale Straordinaria di Sanità Pubblica della Siti, tenutasi ad ottobre 2023 a Cernobbio), le vaccinazioni della donna in gravidanza è una questione di grande rilevanza per la salute pubblica anche se spesso non viene considerato come un’opportunità concreta. Il concetto importante da conoscere è che esiste un’opportunità duplice per la salute con le vaccinazioni in gravidanza: si protegge non solo la salute della donna in gravidanza, ma anche la salute del nascituro. Le vaccinazioni in gravidanza consentono, infatti, di fornire una protezione precoce al neonato, il cui sistema immunitario è ancora in via di sviluppo e passa attraverso una fase di grande vulnerabilità nei confronti delle malattie infettive. Alcune malattie infettive sono particolarmente pericolose se contratte durante la gravidanza perché possono provocare aborti spontanei o anomalie congenite del neonato.
In previsione di una gravidanza, dato l’elevato rischio di complicanze per il nascituro in caso di infezione contratta dalla madre durante la gravidanza soprattutto durante le prime settimane di gestazione, è necessario che le donne siano protette nei confronti di Rosolia, Varicella, Parotite e Morbillo. Per la Varicella contratta nell’immediato periodo preparto, il rischio, oltre che per il nascituro, può essere molto elevato anche per la madre. A tutte le donne in età fertile che non hanno una documentazione di vaccinazione avvenuta o di sierologia positiva per queste malattie è consigliata la vaccinazione. È importante che ogni donna in età fertile sappia se è protetta da queste malattie in quanto ha già effettuato la vaccinazione o perché ha contratto la malattia precedentemente.
Il trasferimento di anticorpi è minimo nel primo trimestre, ma verso le 30 settimane di gestazione i livelli soprattutto di alcune immunoglobuline raggiungono percentuali alte. In una gravidanza sana a termine, la concentrazione di anticorpi materni nel sangue fetale raggiunge e supera la concentrazione nel sangue materno. Inoltre, l’efficienza del trasferimento degli anticorpi dipende da alcuni fattori:
- la presenza di titoli anticorpali materni specifici per alcuni antigeni
- le sottoclassi di immunoglobuline
- l’età gestazionale, che influenza le tempistiche di alcune vaccinazioni in gravidanza
- la presenza di patologie materne
- l’integrità placentare
Le evidenze scientifiche e le conoscenze attuali fanno sì che vi siano diverse vaccinazioni raccomandate, oltre a quelle sopra menzionate, quali quelle per l’Influenza, Pertosse, Tetano e - negli ultimi anni - anche per Covid-19.
Per affrontare queste sfide, è necessario concentrarsi sia sull’offerta che sulla domanda di vaccinazioni. Per quanto riguarda l’offerta è importante organizzare servizi dedicati per le donne in gravidanza e integrare la prevenzione vaccinale nei corsi preparto; dalla parte della domanda, è essenziale sensibilizzare e informare le donne in gravidanza e coinvolgere i medici, in particolare i ginecologi, nell’educazione sulle opportunità di vaccinazione. Bisogna incentivare un’educazione e un’informazione sanitaria da portare in contesti lavorativi piuttosto che scolastici, promuovendo una cultura della prevenzione. Migliorare la copertura vaccinale delle donne in gravidanza, pertanto, è essenziale per proteggere sia la madre che il neonato.
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