Forum dei partecipanti
Articolo di Chiara Gabrieli, che ha partecipato alla Summer School nel 2025 a Castellammare di Stabia
I figli dell’immigrazione, cittadini di un mondo globale
Testimonianza di Ariel Shapiro, una studentessa del Boston College che ha partecipato alla Summer School nel 2016 a Lampedusa.
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Testimonianza di Lucia Fucinelli, che partecipato alla Summer School nel 2012 a Roma.
La terza edizione della Summer School, svoltasi lo scorso Luglio a Roma, aveva come titolo «Costruire cittadinanza per promuovere convivenza». Per me, tornata da pochi mesi in Italia dopo quattro anni passati a gestire un progetto a Bogotà – Colombia – per conto della congregazione dei padri scalabriniani la Summer School è stata occasione unica ed importante di condivisione e confronto sulla sensibilità italiana sul tema di integrazione e convivenza. Nel corso della settimana assieme agli studiosi ed esperti intervenuti abbiamo analizzato il significato di “cittadinanza” sotto vari aspetti: storici, filosofici, sociologici, psicologici e religiosi e, soprattutto, abbiamo applicato questa analisi ai mutamenti che questo sta apportando alla società italiana attuale. Da una parte si è evidenziato che spesso dai migranti la parola “cittadinanza” viene usata solo come strumento per avere accesso ai diritti spettanti ai cittadini mentre dall`altra parte si è evidenziato come cittadinanza dovrebbe diventare sempre più un bisogno di appartenenza ed identificazione al paese di accoglienza e dove si sviluppa la vita sociale ed affettiva dei migranti senza dimenticare le radici dalle quali provengono. Per me costruire cittadinanza significa innanzitutto accettare lo sconvolgimento che deriva dall’arrivo di nuove culture e costruire tutti assieme una nuova cultura che sia l’unione e la sintesi della cultura di partenza e di quella di arrivo. Questa settimana di confronto discussione sul tema ha rafforzato in me l’esigenza e la certezza di dovere e potere fare assieme lo sforzo della creazione di una nuova cittadinanza di inclusione e condivisione.
Testimonianza di Giulio Cesare Tersalvi, che partecipato alla Summer School nel 2012 a Roma.
Le lezioni previste all’interno del percorso di studi universitari non riescono, oggettivamente, ad esaurire l’approfondimento necessario su alcuni temi. A più forte ragione su un tema come quello della cittadinanza che è al centro di un dibattito che, da alcune parti, mette in discussione addirittura la valenza del concetto politico di Stato‐nazione. Ha ancora senso parlare di cittadinanza, secondo i criteri usuali, quando la società civile vive in una dimensione globale? Il merito della Summer School è stato quello di consentire ai partecipanti di affrontare ed analizzare l’argomento da diversi punti di vista: storico, sociale, filosofico, psicologico e religioso, e di sviluppare, all’interno di ciascun ambito, stimoli e discussioni per ulteriori approfondimenti. Accanto a questa parte teorica, interventi di testimonianze e laboratori di esercitazione hanno permesso di verificare come è possibile pensare in maniera diversa il concetto di cittadinanza attraverso esperienze concrete ed attività in gruppo. La scansione, all’interno dell’agenda, di momenti di lezione e momenti di lavoro in comune ha reso il ritmo della Summer School molto agile e per nulla faticoso. Vi è stato infine un momento conclusivo, con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di rappresentanti di varie religioni per discutere sul tema “Cittadinanza e diritti religiosi”. Il dibattito, a tratti anche animato, ha messo in rilievo una volta di più quanto il tema della cittadinanza e quanto ad esso collegato sia di incredibile attualità e lungi dall’essere risolto. Complessivamente ritengo sia stata un’esperienza molto stimolante dal punto di vista intellettuale, densa di contenuti, ben organizzata e ricca di ulteriori spunti di analisi.