A cura di: Paolo D’Achille, Maria Teresa Zanola
Anno: 2025
Riassunto:
Il periodo 1880-1980 rappresenta per la moda un arco temporale di particolare interesse, nel corso del quale nasce e si sviluppa la haute couture, avviene il lancio della moda-boutique e degli abiti confezionati, per giungere alla strutturazione dell’attuale sistema-moda. Il prestigio della griffe emerge come simbolo di unicità e di uno stile profondamente legato alla figura del couturier, diffuso dalla Francia all’Italia tramite numerose riviste, francesi e italiane. Le sartorie, le maisons de confection di lusso e gli ateliers de couture, insieme a molte attività che coinvolgono stilisti visionari, petites mains, sarti e sartine, così come métiers d’art e arti legate alla moda, hanno delineato lessici e linguaggi delle dinamiche creative e delle pratiche sartoriali, attraverso specifiche fasi temporali. Dall’età d’oro della Belle Époque alle Années folles, dalla crisi del primo dopoguerra all’introduzione del prêt-à-porter nel 1935 fino alla crisi successiva della Seconda guerra mondiale, dalla rinascita degli anni 1947-1950 per giungere alla professionalizzazione della figura del mannequin nel secondo dopoguerra, dall’alta moda che incorona le star del cinema e della televisione fino alla definitiva consacrazione della moda pronta e di vari stili: queste che abbiamo indicato sono solo alcune delle linee caratterizzanti essenziali degli scenari in cui si sviluppa un ricchissimo patrimonio linguistico e concettuale.
Il progetto PRIN 2020 FLATIF “Linguaggi e Terminologie della moda tra Italiano e Francese: la costruzione e la disseminazione delle risorse”, sviluppato, a partire dal 2022, dai membri delle équipe dell’Università Cattolica del Sacro Cuore capofila (PI Maria Teresa Zanola), con le Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (responsabile Claudio Grimaldi), di Roma Tre (Paolo D’Achille) e di Verona (Paolo Frassi), si muove attraverso questa rete lessico-semantica complessa, affrontando vari campi tematici – accessori, stoffe, fibre e fili, colori, movimenti di moda, stilisti e sarti, nomi di marca, attraverso le specificità dell’abbigliamento femminile, maschile e per l’infanzia del periodo considerato – raccogliendo la sfida dell’ampiezza delle sue fonti: linguistiche, enciclopediche, visive, grazie a dizionari, enciclopedie specifiche, studi storici e teorici, trattati, manuali tecnici, riviste di moda (e non solo), cataloghi, almanacchi, materiali audiovisivi e mediali.
Su questo tema cruciale il volume offre un primo contributo di indagine e orientamento, riflettendo su casi scelti come prototipi nella linea di studi che il progetto FLATIF sviluppa, avvalendosi della ricchezza delle fonti recensite. È viva l’attenzione portata alla ricostruzione della definizione concettuale e linguistico-terminologica, per consentire un accesso il più completo possibile alle informazioni relative a questo universo linguistico, culturale e semiotico. I contributi riuniti presentano così le principali tipologie di studio linguistico, per valutare l’efficacia di questo approccio nell’àmbito analizzato e per verificarne la sistematicità, soffermandosi sull’importanza della prospettiva diacronica e della dimensione concettuale dei termini della moda.
Il volume si articola in due sezioni: nella prima sono inseriti contributi che riguardano il versante francese; nella seconda quelli dedicati all’italiano. In entrambe le parti, a riflessioni di carattere metodologico e terminologico di interesse generale (con un opportuno riferimento anche all’utilizzabilità del lessico della moda nell’insegnamento linguistico) si affiancano ricerche specifiche sulla moda nel periodo considerato (con qualche incursione in epoca anteriore e posteriore):alcuni saggi esaminano dizionari, enciclopedie, periodici (noti e meno noti) e corpora letterari-testuali, ma anche cataloghi e fonti archivistiche finora inesplorate; altri vertono su specifici termini, ricostruendone la storia, o su singoli capi d’abbigliamento (dalla marinière al costume da bagno, dal pantalone al gilet), tessuti e colori, per esaminarne le denominazioni che hanno avuto nel corso del tempo, spesso in rapporto alle modifiche e agli aggiornamenti che hanno subito.
Queste ricerche forniscono spunti e suggestioni per comprendere come trattare fonti diverse – anche attraverso gli strumenti informatici e di intelligenza artificiale attualmente disponibili – e come proporre percorsi descrittivi ai diversi fruitori di questo complesso sistema linguistico e semiotico. Il volume permette di esplorare le coordinate principali necessarie per affrontare lo studio linguistico e terminologico della moda in prospettiva diacronica: sono infatti ricostruiti interessanti percorsi linguistico-culturali attraverso una sintesi della metodologia utile e necessaria per la descrizione del sistema-moda, dall’approccio lessicografico a quello enciclopedico e visuale.
L’interesse del volume è anche nel rapporto di scambio continuo, in questo campo, tra francese e italiano, un apporto che è sempre stato bidirezionale, anche se il francese ha dato più di quanto abbia ricevuto. Ma, in questo campo, ci sono ancora varie questioni da approfondire (e lo scopo della ricerca è anche questo) e alcuni dati che sembravano definitivamente acquisiti possono essere rivisti.
Citazione : P. D’Achille, M. T. Zanola (a cura di), La moda francese e italiana (1880-1980). Fonti, strumenti e metodi, Cesati Editore, Firenze, 2025, 308 p. pdf