Presentazione
La comprensione dei processi comunicativi e dell’impatto delle tecnologie digitali assume oggi un ruolo centrale per interpretare le trasformazioni che interessano individui, gruppi, organizzazioni e istituzioni.
La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, la crescente pervasività delle piattaforme digitali e l’ibridazione tra ambienti fisici e virtuali stanno modificando profondamente le modalità attraverso cui le persone producono informazioni, costruiscono significati, instaurano relazioni e partecipano alla vita sociale.
Questi cambiamenti rendono sempre più evidente la necessità di superare una concezione monodimensionale della comunicazione intesa come semplice trasmissione di informazioni. Comunicare significa prendere parte a un processo multidimensionale nel quale interagiscono aspetti cognitivi, emotivi, relazionali, culturali e sociali. Tale prospettiva diventa particolarmente rilevante negli ambienti digitali, dove l’interazione è sempre più spesso mediata da piattaforme, sistemi algoritmici e agenti artificiali capaci di generare contenuti, personalizzare le esperienze e influenzare l’accesso alle informazioni.
Il nostro ambiente di vita si sta trasformando rapidamente in un’ecologia digitale complessa, nella quale le tecnologie non costituiscono più soltanto strumenti esterni, ma componenti strutturali dell’esperienza quotidiana. Dispositivi mobili, Internet delle cose, realtà virtuale e aumentata, sistemi di intelligenza artificiale e interfacce conversazionali convergono in ecosistemi sempre più integrati. Il concetto di phygital, derivato dalla fusione di physical e digital, descrive questa progressiva ibridazione tra spazio fisico e spazio virtuale, tra “atomi” e “bit”, che rende sempre meno netti i confini tra esperienza online e offline.
L’intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore passaggio di questa trasformazione. I sistemi generativi non si limitano a elaborare o distribuire informazioni, ma partecipano alla produzione di testi, immagini, decisioni, raccomandazioni e rappresentazioni della realtà. Si configurano così nuove forme di comunicazione uomo-macchina e di collaborazione uomo-IA, nelle quali occorre interrogarsi sull’autorialità, sull’affidabilità dei contenuti, sulla trasparenza degli algoritmi, sulla tutela dell’autonomia individuale e sulla distribuzione della responsabilità. Comprendere questi processi richiede di analizzare non soltanto ciò che le tecnologie sono in grado di fare, ma anche il modo in cui vengono percepite, interpretate e incorporate nelle pratiche individuali e collettive.
La trasformazione riguarda anche il lavoro, la formazione e l’apprendimento. Il lavoro ibrido, gli ambienti formativi digitali e l’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi educativi mostrano come l’efficacia della tecnologia dipenda dalla qualità dell’esperienza comunicativa, dal coinvolgimento delle persone e dalla capacità di sostenere relazioni, collaborazione e costruzione condivisa della conoscenza. La disponibilità di strumenti avanzati, da sola, non garantisce infatti una comunicazione efficace né un miglioramento dell’apprendimento o delle prestazioni organizzative.
Comprendere l’impatto trasformativo degli ecosistemi digitali sui processi comunicativi e sull’esperienza degli utenti rappresenta pertanto un’esigenza cruciale per le organizzazioni, chiamate ad adattarsi alla crescente complessità del cambiamento tecnologico. La capacità di innovare dipende sempre più dalla comprensione dei bisogni, delle aspettative e dei comportamenti delle persone, nonché dalla possibilità di valutare criticamente le implicazioni psicologiche, sociali ed etiche delle soluzioni adottate.
Per affrontare questa sfida è fondamentale porre al centro la persona, i suoi valori, la sua autonomia e la qualità della sua esperienza. Integrare queste dimensioni nei processi di innovazione richiede un dialogo costante tra competenze umanistiche, psicologiche, sociali e tecnologiche, insieme alla costruzione di un linguaggio comune che permetta a ricercatori, progettisti, professionisti e decisori di collaborare efficacemente.
Nel passaggio da un’economia dei servizi a un’economia delle esperienze, le emozioni assumono un ruolo sempre più rilevante. Le esperienze emozionali contribuiscono alla percezione della qualità di prodotti, servizi e ambienti e possono determinarne l’accettazione, l’efficacia e il valore attribuito dagli utenti. Le emozioni modellano l’esperienza e funzionano come un vero e proprio “compasso” interiore, influenzando la cognizione, la percezione, l’apprendimento, la comunicazione e la presa di decisioni.
Nonostante la loro centralità nella vita psicologica e nella promozione del benessere, le emozioni occupano ancora uno spazio limitato nella progettazione delle tecnologie, dei prodotti e dei servizi. Rimane inoltre aperta la questione di come le conoscenze provenienti dalla psicologia e dalle neuroscienze possano essere tradotte in criteri progettuali e metodologie di valutazione scientificamente fondate. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale affettiva, dei sistemi adattivi e delle tecnologie esperienziali rende questa esigenza ancora più urgente, ponendo al tempo stesso interrogativi sulla rilevazione degli stati emotivi, sulla privacy, sul rischio di manipolazione e sull’appropriatezza delle risposte generate dai sistemi.
La diffusione dell’intelligenza artificiale, della realtà virtuale e aumentata e delle piattaforme immersive richiede quindi una maggiore consapevolezza delle condizioni necessarie a promuovere il benessere digitale. Occorre prevenire fenomeni quali l’iperconnessione, la frammentazione dell’attenzione, la spersonalizzazione delle relazioni, la dipendenza dalle piattaforme, la disinformazione e la delega acritica delle decisioni ai sistemi automatizzati. Parallelamente, è necessario valorizzare il potenziale delle tecnologie nel sostenere l’apprendimento, la creatività, la partecipazione, l’inclusione e il benessere individuale e collettivo.
Il Centro intende affrontare la complessità di queste trasformazioni consolidando la propria competenza interdisciplinare e sviluppando una prospettiva psicosociale sui processi di comunicazione e innovazione.
In particolare, si propone di comprendere le modalità attraverso cui individui, gruppi e organizzazioni si costituiscono come soggetti comunicativi nell’interazione con le tecnologie digitali e con l’intelligenza artificiale, contribuendo alla progettazione di ecosistemi tecnologici più responsabili, inclusivi e orientati alla qualità dell’esperienza umana.