Università Cattolica del Sacro Cuore

Progetti di Ricerca

La tecnica tra enhancement e precarietà: apprendere dall’umano alla prova del suo limite

Progetto di interesse d’Ateneo, Bando D32 - 2018

         

LA GENERATIVITA’ SOCIALE

Nell’ambito della collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo di Roma e la Rivista “Vita” prosegue il progetto di ricerca “Geniusloci. L’Archivio della Generatività Italiana”. Finalità dello stesso è quella di contribuire alla identificazione, analisi, narrazione e connessione in rete di realtà organizzate connotate dal carattere della “generatività” attraverso un approccio metodologico ricavato dal modello sturziano che, a partire dall’entrata in situazione del ricercatore e dall’ascolto degli attori sociali, rivisita e ricombina in modo inedito alcuni degli strumenti più fecondi della tradizione sociologica.

La costituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare e di una redazione ha permesso di identificare e raccogliere – partire dal 2010 e fino ad ora – un centinaio di storie di generatività sociale sparse su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di far emergere e mettere in rete soggetti, luoghi e pratiche presenti nella società italiana che, dando vita a nuove forme di mediazione tra individuo e collettività, cambiamento e permanenza, locale e globale, sostengono lo sviluppo economico e  sociale, generando valore e coniugando genialità e generosità.

Le storie sono raccolte secondo un format narrativo multimediale, raccontate e approfondite all’interno dell’Archivio, al sito: www.generativita.it.

Esse sono afferenti a ambiti tra loro eterogenei: dal mondo aziendale all’auto-organizzazione della società civile, dalla scuola alla sanità, dai media alla cultura.

Il 21 marzo 2016 è stato lanciato il nuovo sito in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, rivisitato e arricchito sia nella sua veste grafica che nei suoi contenuti e metodologie. Esso rappresenta una piattaforma formativa e informativa a disposizione dei mondi accademici e scientifici, culturali e sociali.

UNA RICERCA SUI SACRAMENTI IN ITALIA

A inizio 2015 è iniziata una ricerca in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana sul tema dei sacramenti, strumento prezioso di cui la Chiesa dispone per accompagnare l'esistenza di ogni singolo uomo e della comunità dei fedeli lungo il corso della vita. La ricerca, tuttora in corso, coinvolge diverse comunità parrocchiali sparse sul territorio nazionale.  Essa si pone due obiettivi: un primo obiettivo è di ordine conoscitivo. La ricerca intende analizzare e approfondire, sul piano più qualitativo, quali sono i riferimenti, i significati e i vissuti  legati alla dimensione sacramentale; quali i nessi – espliciti o impliciti – tra la dimensione sacramentale, la fede e l’appartenenza; quali le modalità attraverso le quali si realizza la partecipazione alla vita sacramentale da parte delle singole persone e delle comunità; quali le difficoltà e/o i fraintendimenti collegati alla prassi sacramentale. Un secondo obiettivo è di tipo propositivo. Esso intende giungere a elaborare alcune prime riflessioni su quelle che potrebbero divenire le linee di attenzione e di intervento per il futuro, alla luce delle sfide che interpellano il costante processo di inculturazione dialogica della fede.

LA VIRTUALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA E LA SUA CRISI

Progetto di ricerca, approvato nell’anno accademico 2012-13, relativo alla ricerca di interesse d’ateneo all’interno della linea dei Progetti D32, dal titolo “La virtualizzazione dell’economia e la sua crisi. Pratiche e percorsi di ricomposizione tra economia e società”, il cui referente è il prof. M. Magatti. La prospettiva del progetto è interdisciplinare: pertanto, analisi economica, sociologica e filosofica continuano a procedere congiuntamente, sotto la guida dei prof. M. Magatti, L. Campiglio e F. Botturi. Il progetto di ricerca, della durata di tre anni, si orienta ad analizzare la crisi attorno ad alcuni nodi cruciali, come per esempio i seguenti: la natura del processo di finanziarizzazione e la trasformazione della moneta; la questione del rischio e del limite (la gestione illimitata del rischio); la ridefinizione del valore (e la rilegatura del concetto di valore oltre la sfera esclusivamente economica). Esso prevede inoltre forme di collaborazioni con altre università (per esempio, l’Università di Cork e la Yale University).

LA NUOVA BORGHESIA PRODUTTIVA ITALIANA

La ricerca si è svolta nel biennio 2013-2015. Essa si è posta l’obiettivo di fotografare il posizionamento delle imprese italiane ad alcuni anni dallo scoppio della crisi nel 2008 e verificare la direzione di sviluppo verso cui tendono le energie produttive del Paese. Il percorso ha  cercato di identificare, da un lato, modelli di business di successo, dall’altro, di intercettare una qualche forma di proto-agglomerazione sociale consapevole di sé, e dunque, potenzialmente, in grado di assumere una leadership culturale, sociale e financo politica.

Il percorso di ricerca si è strutturato in due fasi. La prima, di natura quantitativa, è stata condotta in stretto raccordo con il Centro Studi di Unioncamere. Un questionario telefonico (metodologia CATI) è stato somministrato a un campione di 1.500 unità rappresentativo di un universo di oltre 22.000 di PMI italiane (da 20 a 499 dipendenti). La rielaborazione dei dati attraverso una cluster analysis ha portato ad una classificazione delle imprese coinvolte in cinque profili, sulla base di altrettanti indici additivi che misurano la valorizzazione del lavoro; l’attenzione alla qualità; il grado di internazionalizzazione; la collaboratività con altre organizzazioni ed enti; la relazione di contribuzione nei confronti del territorio in cui ha sede l’impresa.

La seconda fase ha invece previsto un approfondimento di natura qualitativa con l’intento di toccare alcune dimensioni non indagabili tramite questionario e approfondire alcune aree tematiche emerse nella prima parte della ricerca. Sono state realizzate una trentina di interviste distribuite su tutto il territorio nazionale. In aggiunta, sono stati organizzati sei focus group presso alcune camere di commercio provinciali i quali hanno coinvolti altri trenta imprenditori con l’obiettivo di sondare alcuni territori strategici per l’economia manifatturiera del Paese.

I risultati della ricerca sono stati raccolti nel volume “La nuova borghesia produttiva. Un modello per il capitalismo italiano” a cura di Mauro Magatti, edito da Guerini e Associati (2015).

NUOVI MODELLI DI BUSINESS (in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano)

Il focus è centrato sull’emersione di nuovi modelli di business che traducono all’interno dell’obiettivo dell’impresa alcune richieste sociali quali una maggiore valorizzazione del contesto sociale, ambientale e umano. Lo studio ha identificato alcune imprese nel contesto italiano ed estero per sottoporle ad uno studio di caso che ha compreso sia raccolta dati quantitativi che interviste semi-strutturate centrate sulla generazione di valore non immediatamente economico e sulla conversione di questo in denaro. Agli studi di caso si è affiancata un’analisi della letteratura manageriale ed editoriale italiana e straniera (riviste e testi 2009-2010) e interviste a testimoni ritenuti privilegiati all’esterno delle imprese selezionate.

WELFARE PUBBLICO E PRIVATO (In collaborazione con Regione Lombardia)

La ricerca affronta il tema con una modalità innovativa in senso triplice. In primo luogo, si tratta di partire dall’unità della vita personale nelle sue diverse fasi - nascita, sviluppo, maturità, declino - e di ripensare conseguentemente bisogni e servizi. Ciò comporta considerare in chiave unitaria e non parcellizzata i temi della scuola, della sanità, dell’assistenza. In secondo luogo, la cura della persona viene vista nella prospettiva promozionale. In terzo luogo, la natura relazionale della persona rende possibile una soluzione innovativa della contrapposizione classica pubblico-privato, anche attraverso lo spostamento di risorse dallo stato alle forme auto-organizzate della società e l’introduzione di nuove forme di aggregazione della domanda.

TESTIMONI DIGITALI

E’ stata realizzata una ricerca commissionata dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, presentata nel corso del Convegno CEI “Testimoni digitali” (Roma, aprile 2010). La ricerca ha previsto il coinvolgimento e la collaborazione di diversi Centri di Ricerca dell’Università Cattolica (Almed, Crta, OssCom e ARC). Essa si è concentrata sulle modalità relazionali in rete dei giovani tra i 18 e i 24 anni, basandosi su un campione nazionale. Oltre alla presentazione pubblica del Report di Ricerca è stato pubblicato un testo, curato dalla prof.ssa Chiara Giaccardi che riporta e contestualizza i risultati del lavoro sul campo.

MEDIA E SCUOLA TRA CONFLITTO E CONVERGENZA

La ricerca è stata realizzata in collaborazione con  Mediaset e Iprase (direzione scientifica prof.ssa Chiara Giaccardi). Essa ha svolto un’esplorazione dell’intreccio tra istituzioni (scuola), immaginari e media (tradizionali e nuovi), composta da una parte desk (analisi della produzione televisiva e cinematografica sulla scuola dagli anni ’50 a oggi) e una parte field (interviste e focus group a insegnanti, personale amministrativo e studenti di 20 scuole di Milano – elementari, medie inferiori e medie superiori - e 20 scuole di Trento).

PIAZZE DI UN COMUNE FUORI DAL COMUNE (2009-2011, convenzione con Caritas italiana)

Tale progetto si colloca all’interno dell’approfondimento in atto da alcuni anni sulle trasformazioni urbane le cui sfide chiamano in causa sia il ripensamento delle azioni di prossimità rispetto a questioni di fragilità sociale sia azioni culturali di studio e dibattito circa le questioni antropologiche sottostanti la vita urbana contemporanea.

PROFESSIONI IN SUBBUGLIO

Nell’ambito della convenzione con la CISL (ANNO 2008-2010) la ricerca ha individuato le principali trasformazioni in atto nelle cosiddette professioni "ad alto contenuto umano": si tratta di quelle professioni, come quelle didattiche o di cura, che mobilitano, quali imprescindibili competenze lavorative, anche tutte quelle competenze - considerate "doti" difficilmente formabili - che caratterizzano il soggetto nei suoi aspetti più intimi e profondi, quali ad esempio le competenze emozionali, empatiche, relazionali. L'analisi ha riguardato tre professioni ritenute esemplari: l'infermiere professionale, l'insegnante e l'operatore sociale. Metodologicamente, la ricerca ha poggiato su una triangolazione tra strumenti qualitativi e quantitativi: mentre un quadro delle tendenze di fondo è stato ricostruito attraverso questionari, una serie di interviste in profondità di tipo semi-strutturato (20 per figura professionale) ha permesso una lettura ravvicinata delle tendenze in atto.

ZERO POVERTA'

Nell’ambito della Convenzione tra Università Cattolica, Facoltà di Sociologia e Caritas Italiana/Europea, l’ARC ha partecipato nel 2009, all’interno delle attività di ricerca innovative previste dal piano di attività di Caritas Europa nel contesto dell’Anno Europeo contro la povertà e l’esclusione sociale 2010 e alla campagna europea “Zero Povertà”, alla ricerca delle nuove dimensioni della povertà in Europa finalizzata alla compilazione di una breve pubblicazione inserita nel Poverty Paper 2010 di Caritas Europa. La pubblicazione, a diffusione europea, è stata tradotta in 15 lingue, presentata al Parlamento Europeo (gennaio 2010), si basa su metodologie di tipo qualitativo ed ha comportato l’intervista ad operatori sociali, la raccolta e selezione di materiale documentario, storie di vita, report locali. Sede di lavoro: Caritas Europa, Bruxelles.

ANIMARE LA CITTA'

In seguito alla ricerca sulle aree metropolitane, svolta in collaborazione con la Caritas Italiana nel biennio 2005-2007 (si veda il testo M. Magatti, a cura di, La città abbandonata. Dove sono e come cambiano le periferie italiane, Il Mulino, Bologna 2007), negli anni 2007-2009 è proseguito l’approfondimento sulle trasformazioni urbane, considerando che la città costituisce oggi il luogo in cui la condizione umana contemporanea mostra con particolare visibilità i suoi aspetti critici, sia dal punto di vista socio-culturale sia, più ampiamente, con riferimento alla sua dimensione antropologica. L’attenzione è stata posta, in particolare, sulle aree periferiche o sensibili, intese anzitutto come punti di condensazione delle problematiche relative ai processi di riorganizzazione della vita sociale. L’analisi svolta nella seconda fase del progetto di ricerca (2007-2009) – progettata come ricerca-azione comprendente l’implementazione e il monitoraggio di dieci progetti di intervento – ha inteso evidenziare le prassi messe in atto dagli attori sociali, sia a livello individuale che collettivo (con particolare riferimento ai soggetti della società civile e ai loro riferimenti culturali e religiosi), in grado di contrastare la spirale di abbandono che contrassegna molti territori. (Si veda il testo di Cappelletti P., Martinelli M., Animare la città, Erickson, Trento, 2010).