articolo | 23 febbraio 2026

Capire la Cina oltre le semplificazioni

Capire la Cina oltre le semplificazioni

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Redazione

 

Nel dibattito pubblico occidentale la Cina continua a occupare una posizione ambigua: onnipresente nelle analisi geopolitiche, economiche e strategiche, ma spesso ridotta a un’immagine monolitica, quando non a una caricatura ideologica. È descritta alternativamente come modello efficiente da imitare o come minaccia autoritaria da contenere. In entrambi i casi, ciò che manca è uno sforzo sistematico di comprensione: la capacità di leggere la Cina contemporanea nei suoi propri termini storici, politici e concettuali, senza appiattirla su categorie occidentali né indulgere in un’interpretazione esotizzante acritica.

È precisamente a questa esigenza che risponde il volume Understanding Chinese Politics In the 21st Century, curato da Asia Marcantoni, pubblicato nella collana Polidemos. Il libro propone un’analisi articolata della Cina del XXI secolo, affrontando il nodo cruciale del rapporto tra democrazia, società e ambizioni strategiche in quella che la leadership cinese definisce la “Nuova Era” inaugurata da Xi Jinping nel 2012.

 

La posta in gioco: che cosa significa “democrazia” in Cina?

Il punto di partenza teorico del volume è una constatazione tanto semplice quanto spesso rimossa: la democrazia non è mai stata un concetto univoco. La sua storia, anche in Occidente, è segnata da conflitti semantici, interpretazioni concorrenti e modelli alternativi. Ridurre la democrazia alla sola forma liberale-rappresentativa – come se fosse il punto di arrivo naturale e universale della modernità politica – significa perdere di vista tanto la pluralità delle tradizioni democratiche quanto la natura storicamente situata delle istituzioni politiche.

In questo senso, la Cina non rappresenta un’anomalia assoluta, ma uno dei luoghi principali in cui oggi si riapre il conflitto globale sul significato stesso della democrazia. Come già accaduto nel Novecento – dal confronto tra democrazie liberali, fascismi e socialismi reali – anche nel XXI secolo la questione non è soltanto se un regime sia o meno “democratico”, ma che cosa venga riconosciuto come democrazia e in base a quali criteri.

 

Xi Jinping e la “democrazia che funziona”

Il libro è organizzato in cinque sezioni tematiche, che corrispondono ad altrettanti pilastri di ogni ordine politico: politica, economia, società, diritto e relazioni internazionali. L’insieme dei contributi – scritti da studiosi e studiose di diversa formazione disciplinare – offre una lettura multidimensionale della Cina contemporanea, mettendo in luce tensioni, continuità e trasformazioni.

Il cuore teorico del volume è rappresentato dal saggio di apertura di Asia Marcantoni, dedicato all’evoluzione del concetto di democrazia (minzhu) nel pensiero politico cinese e, in particolare, nella retorica e nella prassi del leadership di Xi Jinping. Attraverso un approccio di storia concettuale globale, il contributo ricostruisce il lungo percorso attraverso cui la nozione di democrazia è stata recepita, rielaborata e trasformata in Cina a partire dall’inizio del Novecento.

L’idea di “democrazia con caratteristiche cinesi” non nasce con Xi, ma affonda le sue radici nei dibattiti della Cina repubblicana, nel maoismo e nelle riforme post-1978. Tuttavia, con Xi Jinping essa assume una nuova centralità politica e ideologica. La formula di “democrazia popolare a processo integrale” (whole-process people’s democracy), introdotta nel 2019 e poi incorporata nella legislazione, ridefinisce la democrazia non in termini di competizione elettorale, ma di efficacia sostanziale: una democrazia che si giudica in base alla capacità di produrre stabilità, sviluppo e miglioramento delle condizioni materiali della popolazione.

Questo discorso non è rivolto soltanto all’interno, ma anche all’esterno. Dopo l’esclusione della Cina dal Summit for Democracy promosso dall’amministrazione Biden, Pechino ha contrapposto esplicitamente la propria “democrazia che funziona” alle crisi delle democrazie liberali occidentali, proponendo il modello cinese come possibile alternativa per il Sud globale.

 

Economia, società e diritto: le contraddizioni della Nuova Era

I contributi successivi mostrano come questa costruzione ideologica conviva con tensioni strutturali profonde. Il saggio di Dario Di Conzo analizza l’impatto dell’invecchiamento demografico e delle trasformazioni del mercato del lavoro, mettendo in luce le difficoltà del passaggio dalla fase delle riforme accelerata al cosiddetto “new normal”. Il “sogno cinese” si confronta con disuguaglianze territoriali, precarizzazione e pressioni sul welfare.

Sul piano sociale, l’analisi di Yuying Xia sul sistema dell’hukou rivela uno dei principali meccanismi di produzione della disuguaglianza in Cina. Il sistema di registrazione della residenza continua a limitare l’accesso ai servizi sociali per milioni di migranti interni, generando tensioni che mettono alla prova la promessa di inclusione e armonia sociale avanzata dalla leadership.

Il contributo di Guidomaria De Cesare affronta invece il nodo giuridico: il difficile equilibrio tra primato politico del Partito e necessità di certezza del diritto. L’ordinamento costituzionale cinese si muove tra apertura selettiva a modelli giuridici occidentali e riaffermazione di una sovranità legale subordinata alla direzione politica.

 

La Cina nel mondo: tra cooperazione e dipendenza

Infine, il saggio di Matteo Peccini sul caso dell’autostrada in Montenegro offre una chiave di lettura concreta delle ambizioni strategiche cinesi. Attraverso l’analisi della Belt and Road Initiative, il contributo supera la dicotomia semplicistica tra “trappole del debito” e cooperazione win-win, mostrando come i progetti infrastrutturali cinesi producano al tempo stesso opportunità di sviluppo e nuove forme di dipendenza.

Nel suo complesso, Understanding Chinese Politics in the 21st Century invita a prendere sul serio la Cina come laboratorio politico e concettuale del nostro tempo. Non per legittimare acriticamente il modello cinese, ma per comprenderne la logica interna, le contraddizioni e le implicazioni globali. Capire la Cina, suggerisce il volume, non è solo un esercizio accademico: è una necessità storica in un mondo segnato dal declino dell’unipolarismo e dalla riapertura del conflitto sul significato della democrazia.

Data

23 febbraio 2026

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