Il Circo minimo
Il circo minimo è un progetto dell’ l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nello specifico il CIT – Centro di Cultura e Iniziativa teatrale Mario Apollonio, realizzato con il sostegno del Fondo Unico per lo Spettacolo.
Il progetto intende le pratiche del clown e del teatro di strada, linguaggi artistici che, più di altri, possono mettersi a disposizione del sociale in forza della loro umanità e della semplicità con cui vanno naturalmente verso le persone e le comunità.
Tre i nuclei portanti che orientano le azioni de Il circo minimo e le rendono un validato strumento per contrastare le problematiche dello svantaggio e dell’esclusione sociale e che sono:
- il supporto al nucleo famigliare
- la promozione della comunità locale
- la contestualizzazione degli interventi attraverso la partecipazione attiva dei soggetti
Il progetto prevede la realizzazione di azioni specifiche rivolte a tre target di utenza: infanzia, carcere, malati di Alzheimer.
Il circo minimo è un progetto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nello specifico il CIT – Centro di Cultura e Iniziativa teatrale Mario Apollonio, realizzato con il sostegno del Mibact - Fondo Unico per lo Spettacolo.
Il progetto intende le pratiche del clown e del teatro di strada in una accezione sociale che le orienta allo sviluppo dei soggetti, individuali e collettivi, in un’ottica di inclusione. Linguaggi artistici che, più di altri, possono mettersi a disposizione del sociale in forza della loro umanità e della semplicità con cui vanno verso le persone e le comunità.
Presso il CIT dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è costituito un gruppo di operatori e studiosi che si occupa di formazione, ricerca ed intervento inerenti a forme di teatralità alternative a quello dello spettacolo da palco.
È in questo filone di ricerca e intervento che si colloca il progetto Il circo minimo. Le attività previste dal progetto sono state definite a partire dalle esperienze realizzati negli anni nelle carceri, nei quartieri periferici metropolitani, nei servizi per anziani, nei luoghi della salute mentale, nei servizi per la disabilità, nei servizi per i minori. Questi progetti hanno evidenziato tre nuclei portanti che orientano le azioni de Il circo minimo e le rendono un validato strumento per contrastare le problematiche dello svantaggio e dell’esclusione sociale e che sono:
- il supporto al nucleo famigliare: la letteratura sull’inclusione evidenzia come spesso le esperienze di esclusione sociale siano frutto di una prima esclusione e condizione di svantaggio vissuta entro l’esperienza famigliare. Le pratiche dello spettacolo dal vivo che si muovono in un’ottica metodologica di teatro sociale offrono strumenti a sostegno della tenuta del nucleo famigliare, promuovendo la genitorialità anche nelle condizioni più difficili e svantaggiate, l’interazione intra famigliare e tra la famiglia e il contesto/comunità locale in una logica di rete;
- la promozione della comunità locale: è ormai diffusa la consapevolezza sulla fragilità dei legami sociali, in particolare di quelli comunitari, e il conseguente indebolimento dei sistemi di mutuo e reciproco aiuto che essi garantiscono. La drammaturgia comunitaria, attraverso un capillare lavoro di ricucitura relazionale e di valorizzazione territoriale (degli spazi, delle tradizioni, delle innovazioni locali, delle storie e narrazioni), promuove l’organizzazione di piccole e grandi feste locali, negli spazi pubblici e nelle piazze;
- la contestualizzazione degli interventi attraverso la partecipazione attiva dei soggetti: i casi di successo nell’intervento sociale mostrano l’importanza di progettare e realizzare insieme ai soggetti che vivono nel contesto le azioni mirate localmente, fortemente connotate dai bisogni e desideri dei soggetti stessi, dalle risorse e dai vincoli reali. Questa modalità di lavoro è cruciale per le attività di spettacolo dal vivo che intendano perseguire obiettivi di inclusione e che sviluppano particolari risorse sociali quando coinvolgono in modo attivo i soggetti di un contesto come attori, spettatori e autori del processo creativo.
Le pratiche della clownerie e del teatro di strada diventano motori di inclusione sociale grazie alle capacità di:
- coinvolgimento immediato;
- interazione comunicativa diretta con chiunque;
- empatica interazione anche con le soggettività più svantaggiate e devianti
- essenzialità della strumentazione tecnica;
- possibilità di dislocazione spaziale nei contesti sociali più diversi e deprivati;
- possibilità di trasformazione modificando la percezione attraverso l’uso immaginativo e poetico di spazi e di oggetti quotidiani.
Le attività portanti del progetto sono:
- attività di spettacolazione e di laboratorio;
- momenti di festa di strada e di piazza, ma anche nei luoghi dell’esclusione attraverso procedimenti di drammaturgia comunitaria;
- attività di raccolta e costruzione di oggetti artistici, piccole istallazioni e allestimenti degli spazi pubblici e degli spazi di intervento;
- percorsi di aggiornamento e formazione per gli operatori, sia quelli dello spettacolo dal vivo sia quelli del sociale;
- attività di ricerca e valutazione.
Claudio Bernardi
Roberta Carpani
Giulia Innocenti Malini
Francesca Gentile
Antonio Catalano
Bano Ferrari
Marcello Chiarenza
Stefania Bertè
Angelo Urgo
Elisa Rota
Maddalena Colombo
Martina Guerinoni
Ester Fuoco
Marta Reichlin
2019
Nella zona 4 si è formata una rete di 24 enti del privato sociale per intercettare e attivare le famiglie in azioni solidali e culturali con tecniche artistiche.Le docenti hanno partecipato a incontri di formazione tenuti da Antonio Catalano sul tema della pedagogia povera e della clownerie con l’obiettivo di diversificare la proposta e di realizzare feste scolastiche con il coinvolgimento attivo di bambini e famiglie. L’11 dicembre 2019 la scuola ha realizzato un evento natalizio con la partecipazione attiva di tutti i bambini (circa 200) nella realizzazione di piccoli Musei sentimentali, che hanno costituito un’installazione artistica all’interno della scuola rimasta aperta per tutto il mese di dicembre e visitata dalle famiglie. All’interno dell’Expo Carnival a marzo 2019 sono stati realizzati interventi con A. Catalano nei cortili del quartiere Montevelino con i bambini e gli studenti del corso di alta formazione per operatori di teatro sociale.
2017
L’area di intervento del quartiere Molise Calvairate ha un tessuto sociale caratterizzato dalla mancata integrazione culturale. Il coinvolgimento della scuola dell’infanzia ha l’obiettivo di intercettare le famiglie attraverso uno servizio basilare. La natura interculturale dell’istituto ha indagato la condivisione con educatrici e genitori di prassi sceniche legate alla dimensione comica e non verbale. Tale scambio ha favorito lo sviluppo di competenze, capacità e sensibilità progettuali ed operative delle educatrici. Anche nell’anno 2017 sono stati coinvolte le famiglie di circa 160 bambini iscritti alla scuola Montevelino per un totale di oltre 300 persone e 30 educatrici. Nel 2017 si è allargata la condivisione con tutte le scuole del quartiere coinvolgendo 4 unità educative della zona e altre 80 docenti. Sono stati realizzati interventi con i bambini nelle scuole Martinengo, Sulmona e Oglio per un totale di 350 bambini e le relative famiglie in percorsi laboratoriali a scuole e nelle feste natalizie.
2016
Il secondo anno di intervento nell’area del quartiere Molise Calvairate ha visto coinvolti continuativamente le 20 educatrici presenti nell’istituto, i 180 bambini e le rispettive famiglie. Le azioni svolte in orario curricolare ed extracurricolare sono confluite in alcuni momenti di festa che hanno visto il coinvolgimento dei nuclei familiari allargati e l’apertura al territorio. In particolare le famiglie sono state coinvolte in tre giornate a inizio giugno ed in quattro giornate a metà dicembre, con la partecipazione, in totale, di oltre 600 persone a giugno e 200 a dicembre. Oltre a ciò sono state coinvolte le educatrici delle altre unità educative per la condivisione delle buone pratiche sperimentate.
2015
Il Circo Minimo a scuola a cura di Angelo Urgo
Uno dei contesti di intervento individuato come significativo dal progetto Il Circo Minimo sono i servizi per l’infanzia della zona circoscrizionale 4 di Milano, quartiere periferico Calvairate e Molise, segnata da un’alta percentuale di abitanti di origine straniera.
In particolare, all’interno dell’UE 28, la scuola dell’infanzia Montevelino da tre anni è coinvolta in un processo di ricerca-azione sull’utilizzo degli strumenti performativi nei processi di inclusione sociale con particolare attenzione all’integrazione delle famiglie straniere. La scuola, situata in un quartiere popolare di Milano, fortemente caratterizzato dalla presenza di famiglie di diversa etnia, migranti e fragili, rappresenta la prima reale opportunità di intenso confronto e integrazione culturale.
Il circo nelle sue forme espressive basilari, in particolar modo non verbali, è diventato lo strumento per l’emersione di risorse e capacità nascoste e per la costruzione di un racconto comune in cui le famiglie stesse potessero riconoscersi come autori e non solo attori. Questo processo ha preso avvio nell’anno scolastico 2011-2012 con il progetto “Milano – Infanzia e Linguaggi Teatrali” ed è proseguito negli anni successivi grazie anche al contributo del Consiglio di Zona 4.
Nel primo anno di intervento il lavoro ha portato all’individuazione di prassi sceniche legate alla dimensione comica e non verbale funzionali ad un coinvolgimento progressivo delle famiglie stesse, prima in qualità di spettatori e successivamente in qualità di attori. La costante collaborazione, all’interno delle équipe operative sul campo di artisti-formatori-educatrici ha favorito lo sviluppo di competenze, capacità e sensibilità progettuali ed operative degli educatori di nidi e scuole dell'infanzia in merito alle pratiche del teatro e alle sue valenze inclusive, funzionali ad una diffusione delle stesse anche nelle prassi educative quotidiane.
L’esperienza svolta all’interno dell’istituto è stata selezionata tra le buone prassi nazionali nella fascia 0-6 per la capacità di coinvolgimento delle famiglie e della comunità. Durante l’intera annualità sono stati coinvolti, in più occasioni, tutte le famiglie dei circa 160 bambini iscritti per un totale di oltre 300 persone all’interno della scuola. Oltre a loro sono state coinvolte circa 30 educatrici, della scuola Montevelino e di altre scuole appartenenti alla medesima Unità Educativa, coinvolte per permettere una diffusione su più ampia scala delle prassi sperimentate.
2019
L’azione nella casa di reclusione di Verziano ha coinvolto nel laboratorio di teatro e circo sociale 30 persone, tra detenuti e loro parenti,e i minori di una comunità di accoglienza. Nell’estate 2019 sono state realizzate 2 feste teatrali e circensi: l’8 giugno 2019 presso il chiostro della parrocchia di S.Giovanni nel quartiere del Carmine a Brescia,aperta alla cittadinanza e con la presenza di numerosi gruppi di laboratori artistici e circensi del territorio bresciano; il 2 luglio performance interna al carcere con la partecipazione di circa 100 persone, tra detenuti e familiari. Complessivamente hanno partecipato ai due eventi 350 persone e una ventina di associazioni coinvolte.Il 17 dicembre è stato realizzato un momento di performance legata al Natale nelle diverse tradizioni culturali e un momento festivo animato dal gruppo del laboratorio di teatro e circo per le persone detenute e i famigliari (100persone). A tutte le attività svolte hanno partecipato attivamente gli educatori e animatori delle diverse associazioni coinvolte. Il progetto è stato monitorato da un’equipe di 6 persone,tra educatori,ricercatori e operatori teatrali.
2018
L’azione nella casa di reclusione di Verziano ha coinvolto continuativamente nel laboratorio di teatro e circo sociale più di 30 persone, tra detenuti e loro parenti, e i minori di una comunità di accoglienza.Nell’estate del 2018 sono state realizzate 2 feste teatrali e circensi, una il 20 -05-2018 c/o il chiostro della parrocchia di S.Giovanni nel quartiere centrale del Carmine a Brescia e l’altra il 2 luglio presso la casa di reclusione, con la partecipazione complessiva di circa 400 persone oltre alla rete di associazioni coinvolte(14). Nel periodo natalizio è stato realizzato un ulteriore momento di festa all’interno della casa di reclusione a cui ha partecipato tutto il gruppo del laboratorio di teatro circo, altre persone detenute e i famigliari( 60 persone)
2017
L’azione nel casa di reclusione di Verziano ha coinvolto continuativamente nel laboratorio di teatro e circo sociale 15 persone detenute, 8 figli e 5 coniugi, 1 minore della comunità residenziale minori. Hanno partecipato in funzione di osservazione alternativamente 2 educatori che hanno seguito il progetto di supporto alla genitorialità attiva entro la casa di reclusione, 1 volontario, 1 studente-tirocinante del corso di alta formazione per operatori di teatro sociale dell’Università Cattolica, 1 operatore video, 1 operatore volontario. La festa teatrale si è svolta il 2 giugno 2017 coinvolgendo circa 300 persone e 14 organizzazioni del privato sociale e culturale. Il 19 dicembre 2017 è stata realizzata una festa all’interno della casa di reclusione a cui ha partecipato tutto il gruppo del laboratorio di teatro circo. Si è trattato di un’occasione per presentare il video girato durante l’anno e fare insieme giochi, gag di clownerie e una merenda. Erano presenti la direzione del carcere, gli educatori e la psicologa, altre persone detenute (circa 40) e conduttori degli altri laboratori artistici attivi nella casa di reclusione.
2016
L’azione nella casa di reclusione di Verziano (BS) ha coinvolto continuativamente nel laboratorio di teatro e circo sociale 15 persone detenute, 6 figli e 4 coniugi, 2 minori della comunità residenziale minori e 1 maggiorenne. Hanno osservato le attività e coadiuvato la riprogettazione 2 educatori del carcere, 1 volontario, 1 studente-tirocinante del corso di alta formazione per operatori di teatro sociale dell’Università Cattolica, 2 operatori video. Martedì 31 maggio sono entrati nel laboratorio gli allievi di una scuola media e, dopo un momento di gioco, è stato realizzato un “baratto teatrale”. Il gruppo del laboratorio ha mostrato alcuni sketch di clownerie e i ragazzi hanno presentato alcune scene dello spettacolo sul tema della migrazione. All’incontro erano presenti 60 persone. Domenica 26 giugno 2016 è stata realizzata la festa teatrale “Legami in spazi aperti”, a cui hanno partecipato circa 300 persone e visto la collaborazione tra 10 organizzazioni del privato sociale. Per il giorno di Santa Lucia, è stato realizzato lo spettacolo di clownerie di Bano Ferrari “Non ho parole”, presentato al gruppo del laboratorio di Circo Minimo e da tutte le persone detenute, da rappresentanti della rete socio-educativa che si occupa nel territorio bresciano degli interventi a favore della genitorialità. Allo spettacolo erano presenti 80 persone.
2015
C'era un cielo come non l'ho mai visto a cura di Angelo Urgo
Laboratorio di clown sociale
L’azione nel carcere di Verziano (BS) ha coinvolto continuativamente nel laboratorio di teatro e circo sociale 15 persone detenute, 8 figli, 4 minori della comunità residenziale minori e 1 maggiorenne. Partecipando in funzione di osservazione alternativamente 2 educatori e 2 psicologi che hanno seguito il progetto di supporto alla genitorialità attivo entro la casa di reclusione, 1 volontario, 1 studente-tirocinante del corso di alta formazione per operatori di teatro sociale dell’Università Cattolica, 2 operatori video. La festa teatrale “Legami in spazi aperti” è un’iniziativa realizzata il 2 giugno 2015 da: Casa di Reclusione di Verziano, Associazione Culturale Teatrale Briganti, Casa di Accoglienza per adolescenti I tre Volti, in collaborazione con Parrocchia S. Giovanni Evangelista, Università Cattolica del Sacro Cuore, “Le fatiche di Ercole” progetto coordinato dalla Cooperativa sociale di Bessimo e finanziato dalla Legge 8/2013. Si tratta di una festa teatrale che riunisce laboratori di teatro e circo sociale ed artisti attivi sul territorio bresciano e si propone di dare vita ad una esperienza creativa di incontro per la comunità, complessa e articolata, fatta di ombre e di luce, di primi e di ultimi, di giovani e di vecchi, di sani e di malati, di individui in tutta la loro originale differenza. Una comunità che torni a narrarsi a sé stessa. La festa teatrale “Legami in spazi aperti” ha risposto all’invito lanciato da «CORPUS HOMINIS - festival di comuntà» con un’attività che valorizza le esperienze e gli immaginari più diversi sui legami, in particolare quelli famigliari, includendo nel dialogo culturale anche lo sguardo e l’intendimento di coloro che ne sono temporaneamente esclusi, emarginati, deviati. La festa è infatti animata, fra gli altri, da detenuti, immigrati, adolescenti, bambini, nonni, poeti, musicisti, attori e cittadini, e da tutti coloro che abbiano voglia di partecipare. L’appuntamento, programmato per martedì 2 giugno presso Chiostro della Parrocchia S. Giovanni Evangelista, Contrada S. Giovanni, 8 – Brescia dalle ore 10 alle 17 è ideato e realizzato da un gruppo di progettazione allargato, in sinergia con i diversi laboratori di teatro sociale ed ha coinvolto circa 300 persone e 10 organizzazioni del privato sociale. Lo spettacolo “C’era un cielo come non l’ho mai visto” di e con Bano Ferrari del 15 dicembre ha visto la presenza presso la casa di reclusione di Verziano di 60 persone.
2019
Le attività di teatro e circo sociale presso gli Alzheimer cafè dei Municipi 8 e 9 di Milano hanno coinvolto in modo continuativo 40 partecipanti. È continuato il coinvolgimento del gruppo dell’Alzheimer Café di Settimo Milanese (fraz.Seguro), in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia a cui partecipano 18 persone tra anziani e caregiver formali e informali e circa 60 volontari,studenti e docenti.
2018
Le attività di teatro e circo sociale previste presso il Municipio 8 di Milano, durante il 2018 hanno coinvolto in modo continuativo gruppi di circa 30 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro caregiver e altri cittadini interessati. Durante il 2018 sono stati realizzati: laboratori e feste di primavera con alcuni eventi pubblici (8, 15 e 22 aprile) presso il quartiere Calusca, laboratori eventi nella municipalità 8, presso il centro territoriale la Porta del cuore, e spettacolo presso l’ UCSC,mantenendo la linea di quelli realizzati nelle annate precedenti, valutato il forte impatto che hanno avuto a livello territoriale e locale. Sono state coinvolte circa 400 persone durante le varie fasi di spettacolo e performance, sensibilizzando in maniera molto efficace le comunità territoriali sulla questione delle demenze.Tra i gruppi coinvolti:gruppo dell’Alzheimer Café di SettimoMilanese (fraz. Seguro), a cui partecipano 16 caregiver formali e informali, che hanno portato presso la sede dell’università il loro spettacolo coinvolgendo come pubblico circa 60 studenti. L’attività è stata svolta in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia. Sono inoltre previste attività di co-progettazione degli interventi de Il circo minimo in equipe multidisciplinari atte a coinvolgere direttamente gli operatori dei servizi interessati.
2017
La metodologia dell'Alzheimer Café si fonda sulla partecipazione attiva e diretta dei soggetti in situazione di svantaggio: gli anziani in situazione di demenza oAlzheimer, i care giver, le famiglie e gli operatori dei servizi specifici e abitanti di varia età. Durante il 2017 nelle attività di teatro e clown svolte presso il centro La porta del Cuore, Municipio 8 di Milano, è stato coinvolto ogni settimana un gruppo di circa 20 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro care giver e altri cittadini interessati. Vi è poi il gruppo dell’Alzheimer Café di Settimo Milanese (fraz. Seguro), dove hanno partecipato 16 care giver formali e informali e il gruppo Alzheimer Café svolto presso l’Istituto Santa Caterina a Settimo Milanese, con 10 anziani con problematiche di demenza. Durante il 2017 si sono realizzati incontri pubblici, come quelli realizzati nelle annate precedenti, valutato il forte impatto che hanno avuto a livello territoriale. Le attività nel loro complesso hanno coinvolto circa 400 persone durante le varie fasi di spettacolo e performance, sensibilizzando in maniera molto efficace le comunità territoriali sulla questione delle demenze (“Proviamoci”, 3 febbraio Cesano Boscone, Alzheimer fest 1-3 settembre Gavirate, “Proviamoci”, 6 dicembre Università Cattolica di Milano) Il 16 dicembre presso lo Spazio CoHub Calusca a Milano è stato realizzato un intervento di Marcello Chiarenza con operatori di Compagnie Malviste e RAMI, anziani, operatori e volontari afferenti alle diverse strutture (Cafè Alzheimer, RSA, CAM e centri territoriali) che partecipano al progetto, studenti dell’Università Cattolica interessati alle declinazioni sociali del teatro di strada e del circo. Si è trattato del primo incontro aperto per l’ideazione condivisa e l’allestimento della festa della luce del 2018. Una festa in spazi pubblici con finalità di sensibilizzazione alla questione anziani nel territorio metropolitano e nelle periferie.Hanno frequentato le attività 17 persone.
2016
Teatro fragile. Maneggiare con cura a cura di Angelo Urgo
Le attività di teatro e circo sociale hanno avuto luogo in due contesti:
-ogni settimana un gruppo di circa 20 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro caregiver e altri cittadini interessati nell’Alzheimer Café del Municipio 8 di Milano, hanno partecipato al laboratorio condotto da Le Compagnie Malviste presso il Centro Socio Culturale Ricreativo “Il posto delle rose”; il video "Teatro fragile. Maneggiare con cura" documenta l'esito di questo laboratorio.
- Una volta al mese un gruppo di circa 40 persone, alcune affette da Alzheimer, i loro caregiver e altri cittadini interessati nell’Alzheimer Café di Seguro Milanese hanno preso parte al laboratorio condotto dal gruppo Rami. Esito del laboratorio è stato lo spettacolo “Proviamoci”, rappresentato il 21 settembre 2016 durante la giornata mondiale dell’Alzheimer presso l’oratorio di Seguro, con la presenza del sindaco di Settimo Milanese e dei dirigenti della Fondazione Sacra Famiglia insieme a 60 spettatori.
Altro evento pubblico è stato “Un po’ di Alzheimer non si nega a nessuno” realizzato il 20 dicembre 2016 presso la Porta del cuore, municipio 8 di Milano in collaborazione tra Cafè Alzheimer, RSA, CAM e centri territoriali, che hanno coinvolto diverse realtà pubbliche e private dei due territori oltre alle famiglie e ai volontari.
Le attività di Circo Minimo sono state inoltre presentate in diverse occasioni coinvolgendo un pubblico più vasto: “Teatro sociale e di comunità: la formazione degli operatori scuole e idee a confronto”, 5 novembre 2016, Civica scuola di Tetro Paolo Grassi, Milano; “Educati dalla misericordia. Un nuovo sguardo sull’umano” Università cattolica di Milano, 11 e 12 novembre 2016; “Teatro libertà obbligatoria”, 18 novembre 2016 Pavia; “La pedagogia povera”, Polo Universitario di Asti, 22 ottobre 2016; “Arte e Comunità. Fare Teatro a Scuola” Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Udine, 4 e 5 novembre).
2015
Il nastro rosso a cura di Angelo Urgo
La metodologia dell'Alzheimer cafè si fonda sulla partecipazione attiva e diretta dei soggetti in situazione di svantaggio (gli anziani in situazione di demenza o Alzheimer, i care giver, le famiglie e gli operatori dei servizi specifici). Il progetto sta sensibilizzando alcune comunità territoriali della cintura milanese sulla questione delle demenze e sulla importanza che l'anziano non viva una condizione di solitudine ma sia integrato e partecipe, per quanto possibile, di attività che si svolgono nella e con la comunità. Un gruppo composto da 15/20 persone, alcune affette da Alzheimer, insieme a grandi anziani, volontari e care giver, è stato coinvolto in attività di laboratorio performativo, ogni due settimane, fino a giugno 2015, e poi settimanalmente da settembre a dicembre 2015. I risultati sul livello della socialità e del benessere sono evidenti, così come i legami che vanno via via rinsaldandosi. Accanto a questi laboratori, sono stati realizzati alcuni incontri di sensibilizzazione. L’incontro “Vita e racconti dell’età slow” svoltosi il 4 marzo 2015 presso la sede di via Santa Agnese dell’Università Cattolica ha visto la partecipazione di 80 persone ed ha coinvolto numerose organizzazioni del terzo settore, studenti dell’università, il Master in ideazione e produzione di eventi culturali. L’incontro pubblico “Un po’ di alzheimer non si nega a nessuno” con performance finale del 27 aprile presso la sede della Cooperativa La Briola ha coinvolto circa 60 persone. La performance “Il nastro rosso”, nata grazie all’unione dei partecipanti di alcuni laboratori performativi, e svolta presso la biblioteca del centro civico Bonola il 18 dicembre, ha visto la presenza di 50 persone. Alla luce di questa proficua collaborazione l’Università ha proposto l’attivazione di uno dei propri percorsi formativi all’interno di alcuni centri socio-ricreativi comunali che ospitano attività di ordine espressivo e teatrale. Obiettivo dell’azione è l’approfondimento di prassi sceniche legate alla dimensione comica e non verbale, alla danza e alla performance in spazi pubblici proposte a grandi anziani, anziani con problematiche di demenza e alzheimer e funzionali ad un coinvolgimento ancor più incisivo del vicinatio, degli operatori di servizi di prossimità, dell’associazionismo locale per contrastare i fenomeni di isolamento e povertà in cui vivono molti anziani della cintura metropolitana.
Il progetto Il circo minimo è realizzato in collaborazione con il Corso di Alta formazione per Operatori di teatro Sociale dell’Università Cattolica di Milano.
Il corso si rivolge ad attori, registi, drammaturghi, insegnanti, educatori, assistenti sociali, animatori sociali e socioculturali, psicologi, operatori in ambito socio-pedagogico, sanitario e psicosociale, mediatori culturali, studenti universitari e in genere a tutti coloro che sono interessati a sviluppare una professionalità che coniughi una sensibilità psicosociale a una competenza teatrale.
Il corso, giunto alla sua 8° edizione, ha portato nel corso degli anni alla costituzione di realtà imprenditoriali attive in ambito sociale attraverso l’utilizzo delle arti performative. Tali realtà, composte nella quasi totalità dei casi, da operatori under 35, sono state coinvolte nelle realizzazione del progetto.
Nel corso degli ultimi anni il gruppo ha maturato una serie di importanti relazioni e collaborazioni a livello accademico entro la stessa Università Cattolica e con altre università italiane e internazionali.
Molto ampia è, altresì, la rete di collaborazioni con le istituzioni e con il privato sociale e culturale (in particolare gli operatori dello spettacolo dal vivo) dell’area regionale lombarda.
È in questo filone di ricerca e intervento e in collaborazione con alcuni soggetti di questa rete che si colloca il progetto Il circo minimo.
In questa sezione indichiamo partner suddividendoli per afferenza territoriale a reti locali, nazionali e internazionali.
Partner locali
Casa di reclusione Verziano - Brescia
ASLL di Brescia
Cooperativa di Bessimo - Brescia
Consorzio tenda - Brescia
Associazione Carcere e Territorio - Brescia
Associazione culturale I Briganti - Brescia.
Consiglio di Zona 4 di Milano
Associazione Al Confine - Milano
Cooperativa I Percorsi - Milano
Cooperativa Piccolo Principe - Milano
Cooperativa La Briola - Milano
CSRC La porta del Cuore – Milano
Compagnie Malviste
Associazione tra artisti Ciridì
Associazione di promozione sociale I Briganti
RAMI – Compagnia Teatrale
Alchemilla Cooperativa Sociale
Partner Internazionali
VillaTheatre di Strasburgo - Francia
Croce Rossa di Strasburgo - Francia
Università Humboldt Berlino - Germania
Università di Evora - Portogallo
Associazione Pele Porto - Portogallo
Compagnia Teatro Umano Lisbona - Portogallo
State University of Santa Catarina - Brasil
Winchester University of UK - Regno Unito
Il progetto il Circo Minimo è realizzato dal
CIT – Centro di iniziativa e cultura teatrale Mario Apollonio.
Università Cattolica del Sacro Cuore
Via S. Agnese, 2
20123 Milano
(Corpo A, IV piano)
Tel: 02.7234.2842
Il professor Claudio Bernardi, direttore scientifico del progetto Il circo minimo, è reperibile presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo il lunedì dalle ore 16 alle ore 19.
E-mail: claudio.bernardi@unicatt.it
Coordinatrici operative del progetto:
Giulia Innocenti Malini
giulia.innocenti@unicatt.it
Francesca Gentile
francesca.gentile@unicatt.it