Università Cattolica del Sacro Cuore

Il Giorno del Ricordo 2020

 10 febbraio 2020

Il Giorno del Ricordo fra vademecum introduttivi e auspicabili approfondimenti storiografici


Premessa: Il Giorno del Ricordo è una solennità civile nazionale italiana che si celebra il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, essa vuole «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell'Italia.
Critiche e polemiche (politiche e storiografiche, nazionali e internazionali) hanno da sempre accompagnato il Giorno del Ricordo, anche, di recente, nel Bresciano (si parva licet è possibile consultare nelle pagine dell’Archivio storico la Rassegna stampa di febbraio del 2020). Abbiamo scelto per questo motivo di pubblicare una news incentrata sulle due edizioni di un Vademecum per il Giorno del Ricordo curato con equilibrio, pacatezza e rigore (fra il 2019 e il 2020) dall’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea  nel Friuli Venezia Giulia.

Insieme al Vademecum proponiamo anche, come ancor più sintetica lettura introduttiva, la Relazione  della  Commissione  mista  storico-culturale  italo-slovena: un tentativo di costruire un “rispetto delle memorie” dopo un secolo di tragiche contrapposizioni. La Commissione venne istituita nell’ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia: era la conclusione di un’iniziativa politica avviata tre anni prima, nel settembre del 1990, quando il consiglio comunale di Trieste aveva votato all’unanimità una mozione in cui si chiedeva la costituzione di una Commissione storica italo-jugoslava incaricata di far chiarezza su tema delle foibe. Con la consegna della relazione finale i lavori della Commissione sono terminati nel luglio 2000. Lettura introduttiva non disgiunta da quella del saggio di approfondimento scritto da Raoul Puppo: Due vie per riconciliare il passato delle nazioni? Dalle Commissioni storico culturali italo-slovena e italo-croata alle giornate memoriali, in «Italia contemporanea» n, 282 (dic. 2016), p. 233-256. Non nascondiamo che anche il Vademecum dell’Istituto friulano è stato oggetto di critica e polemica. A scopo esemplificativo riportiamo qui i due testi che riassumono la posizione di chi ha fortemente dissentito (storiograficamente), quindi l’intervento di Eugenio Di Rienzo, e quella di chi, avendo contribuito a stendere il testo del Vademecum, strenuamente lo difende, quindi l’intervento di Raoul Pupo. Testi entrambi pubblicati sul blog di Dino Messina “La nostra storia” tenuto per Il Corriere della Sera.
Suggeriamo, ancora, la lettura del testo di Marco Puppini postato il 2 febbraio 2020 sul sito degli storici del Friuli occidentale La storia, le storie intitolato Vademecum dell’Istituto per la storia del movimento di liberazione per il Giorno del Ricordo, un commento, che, pur nell’apprezzare complessivamente il Vademecum, esprime, nelle parole dell’autore, « 
solo alcuni punti su cui sono in disaccordo o non riesco a comprendere, con lo spirito di chi vuole portare un contributo ad una eventuale discussione o riflessione
 ». Proponiamo, infine, una documentata cronaca postata il 14 aprile 2019 su La Voce del Popolo (quotidiano dell'Istria e del Quarnaro) da Fulvio Salimbeni (Quando la politica cerca di dettare legge alla ricerca storica) che riferisce anche delle polemiche ideologico-politiche relative al Vademecum.
Febbraio 2019: Vademecum per il Giorno del Ricordo, Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea  nel Friuli Venezia Giulia, Trieste 2019, 62 p.
Ogni anno, nell’imminenza del 10 febbraio, rappresentanti politici, operatori della comunicazione e della scuola si trovano a dover commentare i passaggi cruciali di una storia obiettivamente complessa come quella della Frontiera adriatica nel ‘900. Nella miriade di voci è difficile trovare informazioni rigorose e sintetiche, mentre abbondano semplificazioni e deformazioni interpretative. Il Vademecum, in questa prima edizione, vuole offrire un contributo di chiarezza e praticità di consultazione. Il prodotto è suddiviso in capitoli, in ordine cronologico: questioni generali, fascismo di confine, occupazioni italiane in Jugoslavia, foibe, esodo. Segue poi una sezione dedicata alle domande più frequenti. Ulteriori strumenti sono una bibliografa sintetica e le mappe storiche, tutte libere da diritti. I testi sono di Gloria Nemec, Raoul Pupo e Anna Vinci, le mappe di Franco Cecotti.

Opere di Raoul Pupo
La bibliografia sintetica è articolata in sette paragrafi
►Opere di carattere generale (9 titoli)
►Fascismo di confine (3 titoli)

►Occupazioni italiane in Jugoslavia
    (4 titoli)

►Foibe (7 titoli)    
►Esodo (13 titoli)
►Questione di Trieste (5 titoli)
►Amnesie e ricordi (1 titolo)      


Il Vademecum non vuol essere un compendio generale di storia delle regioni adriatiche, ma un sussidio specifico dedicato a chi si trova ad occuparsi dei temi maggiormente legati alla celebrazione del Giorno del Ricordo. Non vengono perciò in questa sede affrontati altri problemi di pur fondamentale importanza per la storia di confine, quali l’occupazione nazista ed i movimenti resistenziali.
Febbraio 2020: Vademecum per il Giorno del Ricordo, 2a edizione, Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea  nel Friuli Venezia Giulia, Trieste 2020, 85 p.
In questa seconda edizione, gli autori hanno tenuto conto delle osservazioni e richieste che sono loro pervenute.
Ad esempio, è stato fatto giustamente notare che la storia della crisi adriatica non comincia nel 1918, perché le conflittualità nazionali erano di più lunga data. Per questo hanno aggiunto altre tre schede riguardanti I conflitti nazionali, L'irredentismo italiano e L'irredentismo sloveno e croato.
Hanno poi riformulato la voce Negazionismo, per articolarla meglio e fare un po' di chiarezza sui correlati termini Riduzionismo e Giustificazionismo.
Nella sezione sulla memoria, hanno inserito una nuova scheda per mettere a fuoco il rapporto fra Memoria e storia ed hanno ripreso il tema nelle FAQ, per discutere di Memoria condivisa e Percorsi di riconciliazione.
Sempre nelle FAQ, hanno affrontato la questione, che è stata molte volte proposta, del possibile paragone tra foibe, esodo e Shoah.
Infine, nella sezione dedicata alle immagini hanno cercato di spiegare quali sono sia i limiti che le possibilità di utilizzo didattico delle cosiddette "carte etniche", che tanta fortuna hanno avuto il secolo scorso sia fra gli studiosi che fra i politici dalle varie parti del confine.
Naturalmente, i curatori non credono di aver “accontentato” tutti, né questo del resto è lo scopo del Vademecum. La finalità rimane infatti quella della prima edizione: offrire uno strumento di prima consultazione, il più possibile rigoroso anche se sintetico, a quanti (in primo luogo giornalisti, insegnanti, politici) hanno bisogno di un'informazione di base sui temi legati al Giorno del ricordo nell'imminenza del 10 febbraio. Per questo, si sono impegnati ad utilizzare un linguaggio il più possibile neutro (le passioni poi, se ritengono, le reintrodurranno gli utenti) ed hanno cercato di offrire risposta ai quesiti che più frequentemente vengono loro rivolti da molti anni a questa parte.
Ricordiamo che l’edizione digitale del Vademecum pubblicata sul sito dell’Irsrec FVG è distribuito con “Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale”.