Università Cattolica del Sacro Cuore

Anno 2010

FASHION BLOG CONFERENCE 

28 settembre 2010

Le possibilità tecnologiche offerte dal web 2.0 hanno consentito l'affermazione di una inedita e innovativa editoria "dal basso" costituita da una rete di pagine create e aggiornate in tempo reale dagli internauti con bassissimi (o nulli) costi di gestione e altissima visibilità: i blog. Nati come diari personali, i blog hanno in pochi anni mostrato di possedere una capacità concorrenziale rispetto alla tradizionale editoria offline e cartacea, grazie alla possibilità di rendere immediatamente disponibili informazioni su eventi in corso o appena accaduti, ma anche alla loro immagine anti-istutuzionale di strumenti "democratici", in cui ciascuno può postare le proprie idee e commentare quelle altrui. La galassia dei blog ha creato in molti casi un vero e proprio canale di informazione alternativa e, dopo le iniziali resistenze, ha attratto non solo i professionisti della comunicazione ma anche le aziende interessate ad avviare un rapporto dialettico con i propri consumatori. Il campo della moda è tra quelli che sono stati maggiormente rivoluzionati dal blogging: il web è letteralmente invaso da pagine personali dedicate ai fenomeni fashion e redatte tanto da giornalisti di settore (la cui voce risulta spesso più autorevole per gli internauti proprio perché proveniente dalla rete) quanto da sconosciuti consumatori o appassionati che, talvolta giovanissimi, si sono accreditati nella blogosfera come autorevoli commentatori di moda. Di fronte a questo panorama largamente sviluppato ma ancora poco indagato, il convegno intende riuniore fashion blogger, giornalisti, aziende e studiosi di processi culturali per identificare e discutere le caratteristiche del fenomeno, la sua reale portata, il suo impatto sul mondo della moda e le sue potenzialità in termini di sviluppo economico e culturale, senza dimenticare la relazione tra il giornalismo tradizionale e le nuove forme di comunicazione online di cui il blogging è espressione compiuta.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito http://fashionblogsconference.wordpress.com/

 

CREATIVITY, CULTURE AND DEMOCRACY IN ART FESTIVALS

25 novembre 2010

Strongly linked to innovation, creativity is one of the great values or ideals of our contemporary age. Around creativity lifestyles, beliefs, stories and symbols coalesce. Be it thought of as embedded in a special class or diffused through social networks and circles, creativity could therefore be conceived of as the bulk of a new culture, the creativity culture.

Art festivals are among the major social and economic institutions of this culture, especially important and consequential as they connect different creative centres or actors at the same time as they select and present their products to various publics. Clearly, art festivals presume and produce issues of cultural and social representation as well as of inclusion.

Which publics are addressed by festivals? Which publics are excluded? And how do festivals choose among different creative actors and cultural producers? In other terms, how do art festivals precisely work as agents of this creative culture in the public sphere? Which functions do they fulfil? Which constraints do they pose? What impact do they have on the working and structuring of the public sphere? How may they work to promote inclusion? How do they impact on the organization of spaces, peoples, and on cultural diversity? And above all, how do festivals affect democracy as a discourse, a practice, and an institutional system? How can we explain their outcomes, successes or failures? These are the main questions the workshop will address, interfacing with the results of the EURO-FESTIVAL research consortium, to be presented and discussed in a dedicated session.

Speakers include scholars in the fields of creativity, democracy and the arts, from the disciplines of sociology, cultural and literary studies, anthropology and economics. But it is one of the main aims of the workshop to bring together academics with festival practitioners, professionals and policy makers, fostering their dialogue and confrontation.