Università Cattolica del Sacro Cuore

AfroCult.it

 6 maggio 2016

La moda, l’arte, la cultura afroitaliane, sono realtà nuove. L’espressione (ricalcata sul modello del ben più comune aggettivo “Afroamericano”) indica esperienze animate da persone con una doppia identità, africana e italiana, che lavorano nei vari mondi dell’ imprenditoria creativa in Italia, gestendo progetti in collaborazione con altri che vivono e operano nei Paesi africani. Anche i prodotti hanno una doppia identità.

La conferenza presenta un’ampia gamma di imprese culturali afroitaliane nei settori della moda, del cinema e teatro, della musica, del cibo, del design. Si propone di discutere il loro impatto  in Italia e in Africa sia  con i protagonisti e gli attivisti coinvolti che con alcuni studiosi del campo.

Lo sfondo teorico della conferenza si fonda su due linee di pensiero:

  1. I professionisti creativi afroitaliani di oggi incarnano ed esprimono nel loro lavoro qualcosa che (in un modo un po’ provocatorio) potrebbe essere definito come un’identità post-postcoloniale. Cercano di trarre gli elementi positivi contenuti nel loro background culturale e sociale, prodotto della fertilizzazione reciproca tra culture europee e africane degli ultimi 40 anni. Dopo la fortuna dell’etnico  nelle controculture giovanili  occidentali degli anni Settanta  e l’ importazione in Africa della musica e della street art assorbita dagli  emigrati in America e in Europa negli anni Novanta, oggi i giovani di origine africana cresciuti in Europa o anche nei Paesi africani producono moda, street art, musica, video e cinema appoggiandosi a un immaginario che è il normale risultato di diverse contaminazioni e sovrapposizioni. Non cercano legittimazione e riconoscimento di una problematica identità separata. Stanno solo tentando di posizionarsi come giovani creativi sulla scena globale della produzione culturale (cfr. Leslie Rabine alla Conferenza internazionale Fashion Tales, Milano 18-20 Giugno 2015)
  2. Dappertutto nel mondo le appartenenze e le identità etniche vengono sfruttate economicamente e diventano delle merci vendute nell’industria del turismo, della moda, dell’artigianato, dell’arte, della cucina (cfr. Jean e John Comaroff, Ethnicity Inc, University of Chicago Press, 2009). Tale commercializzazione incarna una contraddizione che sarà discussa nella conferenza:
  1. da un lato le caratteristiche culturali vengono cristallizzate all’interno di un framework generale che valorizza l’esotico, il distante, il folcloristico e tradizionale contro un ideale di domestico, prossimo, moderno e contemporaneo, considerato come lo standard e la normalità e che, guarda caso, coincide con il modello dominante eurocentrico;
  2. dall’altro lato il processo di mercificazione consente agli imprenditori afro-italiani o africani di entrare in tale spazio economico e di prendere parola, con la propria identità e il proprio framework culturale.

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