Università Cattolica del Sacro Cuore

La precarietà degli oggetti

La precarietà degli oggetti

Libri

Estetica e povertà

L’insolita relazione fra estetica e povertà è al centro della ricerca presentata in questo volume. In tale inconsueta prospettiva, usando interviste, osservazioni etnografiche, foto, le autrici hanno esplorato il ruolo svolto da certi oggetti «belli» nella vita quotidiana di un gruppo di persone che vivono in condizioni di indigenza. La coppia «estetica e povertà», apparentemente provocatoria, è in realtà meno eccentrica di quanto appaia a prima vista, a condizione però di ridefinire i due termini della questione. La prima ridefinizione riguarda il termine estetica, da non considerare come una proprietà rara di alcune cose ma come una modalità relazionale, capace di raccontare come certi oggetti ritenuti belli «agiscano», in senso sociale e cognitivo, nella vita delle persone anche in contesti di povertà. L’altro presupposto è di considerare la povertà non come un ambiente uniforme ma come una condizione mobile, costituita di continue negoziazioni fra uno stato di necessità e una – seppur limitata – possibilità di scelta. Intercettando volti e storie negli spazi domestici, il concetto di bello è stato indagato in maniera concreta e immediata, chiedendo alle persone intervistate di mostrare gli oggetti più belli presenti nelle loro case e nei loro armadi. I tanti oggetti mostrati e fotografati e le molte storie ascoltate raccontano di un’estetica pratica che è capace di dare ordine e creatività al mondo quotidiano anche in contesti difficili. Insomma, un’idea di estetica come ambito esistenziale, come spazio fisico e metaforico in cui chiunque – anche chi vive in uno stato di necessità – può comunque esercitare una libertà di scelta.

Carla Lunghi insegna Comunicazione sociale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica di Milano e collabora con il Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (Modacult). Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Culture creole (Franco Angeli, 2003) e, insieme a L. Bovone,Consumi ai margini (Donzelli, 2009).

Maria Antonietta Trasforini insegna Sociologia dei processi culturali e Sociologia dell’arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo La professione dello psicoanalista (Bollati Boringhieri, 1991);Donne d’arte. Storie e generazioni (a cura di,Meltemi, 2006);Nel segno delle artiste (il Mulino, 2007).

Autore: Carla Lunghi; Maria Antonietta Trasforini

Collana: Saggi. Storia e scienze sociali.

Anno: 2010