Università Cattolica del Sacro Cuore

I nostri laureati

Numerosi collaboratori del C.R.I.d.e.e., oltre a svolgere una costante attività di ricerca, ricoprono incarichi di insegnamento nell'ambito dell'attività didattica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sedi di Milano, Brescia e Piacenza) ed altre Università italiane (Università di Urbino e Università di Cagliari).

In questa sezione il Centro di Ricerca sulle Dinamiche Evolutive ed Educative propone alcuni lavori di indagine e studio svolti come tesi di laurea da studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che hanno operato sotto la guida dei docenti afferenti al Centro.

Tali lavori risultano particolarmente approfonditi e rappresentativi dei temi di ricerca tradizionalmente oggetto di interesse dei collaboratori del C.R.I.d.e.e.

  • Lo sviluppo delle emozioni di colpa e vergogna e strategie educative
    (a.a. 1998-1999)
    Laureato: MARINA PICCOLO
    Relatore: Prof. P. Di Blasio
    Facoltà: Psicologia (sede di Milano)
  • Criteri di valutazione dei racconti veri o non veri in bambini di nove anni
    (a.a. 1999-2000)
    Laureato: ALESSIA CONTI
    Relatore: Prof. P. Di Blasio
    Facoltà: Psicologia (sede di Milano)
  • Meccanismi della memoria e testimonianza infantile
    (a.a. 1999-2000)
    Laureato: ROSSELLA SHOSHANNA' PROCACCIA
    Relatore: Prof. P. Di Blasio
    Facoltà: Psicologia (sede di Milano)

    Italian Abstract

    Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di bambini chiamati a testimoniare, in quanto vittime di abusi sessuali. E’ quindi nata l’esigenza di sviluppare tecniche e metodologie di ascolto del bambino capaci di rispettare le sue caratteristiche, soprattutto l’ansia e il turbamento presenti di sovente in tali situazioni, ma che, nel contempo, permettano di giungere ad una valida ricostruzione dei fatti accaduti. I contenuti forniti dal minore costituiscono una fonte principale di informazione: nel presente lavoro sono state approfondite le tematiche inerenti le capacità e le competenze dei bambini nel ricordare e nel narrare gli eventi traumatici in cui sono stati coinvolti.

    In conformità agli studi proposti, ispirandosi in particolare alle ricerche di Lamb et al. (1997, 1999) centrate sull’analisi dell’accuratezza della testimonianza infantile, è stato realizzato uno strumento di valutazione costituito da 88 items. Esso è stato applicato a 20 trascrizioni di deposizioni rilasciate da altrettanti soggetti, di età compresa tra i 6 e i 20 anni, vittime di abuso sessuale.

    Sono state considerate tre variabili principali: il sesso, l’età (suddivisa in tre fasce: dai 6 agli 8 anni; dai 9 ai 12; superiore a 12) e il tipo di abuso subito (associato all’uso della violenza o meno).

    I risultati suggeriscono una generale accuratezza e completezza dei racconti dei bambini, anche se sono evidenti alcune difficoltà incontrate soprattutto dai più piccoli.

    English Abstract

    (MEMORY MECHANISMS AND CHILDREN EVIDENCE)
    In the last years many children have been called to testify in sexually abusive incidents, in which they played the role of victims. It was therefore necessary to develop some new techniques and methodologies focused on children listening.

    These techniques would respect by one side children reactions, like anxiety and emotional turmoil that often affect them in forensic contexts, but allow at the same time to have a realistic reconstruction of the sexual abuse. The main source of informations are the contents reported by children and our study deals with children skills in remembering and reporting traumatic events.

    Based on Lamb’s studies (1997; 1999), focused on the analisys of children account accuracy, our research aims to realize a procedure (formed by 88 items), which analyses children statements. We applied this procedure to the statements of 20 sexually abused subjects, aging from 6 to 20 years-old. We considered three principal variables: sex, age (clustered in three groups: 6-8 years old; 9-12 yers old; over 12 years old) and the type of abuse experienced (sexual abuse connected or not connected to violence).

    The results suggest that children generally produce complete and accurate accounts, even if younger children encounter deeper difficulties.