L’Almanacco

 Bibliografico

 

 

n° 40, dicembre 2016


Bollettino trimestrale

di informazione sulla

storia del libro e delle

biblioteche in Italia

                       

                        a cura del C.R.E.L.E.B.

 

 

Sommario

 

La sfida all’editoria universitaria di oggi

di Aurelio Mottola                                                 p. 1

Recensioni                                                         p. 2

Spogli e segnalazioni                                   p. 8

(indici di recensioni e segnalazioni)                  p. 38

Cronache convegni e mostre                    p. 39

Taccuino                                                             p. 40

Postscriptum                                                    p. 44

 

 

 

La questione

 

La sfida all’editoria universitaria di oggi

di Aurelio Mottola

 

G

li ultimi non sono stati anni facili per l’editoria italiana. Un sorta di grande contrazione ha profondamente segnato un mercato che da decenni faceva registrare una lenta ma costante crescita. Certo, il bacino dei lettori nel nostro Paese è sempre stato circoscritto, legato ai cosiddetti lettori forti e mai caratterizzato dalla lettura come fenomeno diffuso. Il quadro tuttavia mostrava una certa tenuta. Ma a partire dal 2010 abbiamo registrato una discontinuità di sistema, nel senso di una riduzione improvvisa e massiccia dell’acquisto di libri, che solo di recente si è attenuata. In questo quadro precario il segmento dell’editoria universitaria e della saggistica di alto profilo è stato quello che più ha sofferto. Il suo declino non sembra da attribuirsi prevalente-mente alla perdurante situazione di crisi econo-mica, che certo costituisce un fattore rilevante. La minore propensione alla lettura pare piuttosto dovuta a un cambiamento che non è esagerato definire ‘antropologico’, di cui in questi anni si cominciano a percepire le avvisaglie. Le generazioni degli studenti formatisi dentro un ‘paesaggio’ digitale avvertono cioè sempre maggiore fatica a utilizzare lo strumento-libro. Esso sembra appartenere a un diverso paradigma, quello più generale della cultura strutturata come l’abbiamo conosciuta fino a un paio di decenni fa, basata sull’attitudine al ragionamento, sull’analisi e la connessione logica, sull’astrazione, sull’uso della memoria, sulla capacità di concentrazione e attenzione. Chi abbia una sufficiente conoscenza della popolazione studentesca universitaria odierna percepisce che queste sono qualità sempre meno diffuse, patrimonio ormai di una minoranza. La prolungata esposizione delle giovani generazioni alla logica di flusso che caratterizza il digitale e al rapido fluttuare in superficie della lettura sugli schermi, ne ha letteralmente cambiato il profilo cognitivo. In questo quadro, lo strumento principe dello studio universitario, il manuale, rischia di diventare alla fine inservibile. Il manuale infatti, con la sua struttura e articolazione, è la trasposizione in genere letterario del paradigma culturale che precede l’avvento del digitale. Esso in molti casi tende di fatto a essere sostituito da testi molto poveri, talvolta improbabili, come le slides e soprattutto dagli appunti autoprodotti dagli studenti. Questo fenomeno, sommerso ma diffuso e in rapida crescita, è in buona misura all’origine della vistosa flessione del mercato editoriale universitario, a cui anche prestigiose e storiche case editrici hanno dovuto far fronte con un forte ridimensionamento della loro organizzazione. Il fenomeno neppure in minima parte viene compensato dal ricorso agli ebook, che continuano a costituire una parte del tutto trascurabile del mercato. Infatti, nonostante si possa immaginare il contrario, gli studenti preferiscono di gran lunga studiare sulla carta piuttosto che sullo schermo (e sotto il profilo dell’efficacia dell’apprendimento ne hanno tutte le ragioni). Occorrerà, per le istituzioni che presiedono alla trasmissione dei saperi, in primis all’università, prendere atto della transizione antropologica in corso, capirne le dinamiche, valutarne perdite e acquisizioni, elaborare strategie e strumentazioni nuove, specifiche per queste generazioni di giovani. L’editoria accademica, se non vuole abbandonarsi a un rapido declino, dovrà accompagnare questa transizione favorendo l’approntamento e la sperimentazione di testi innovativi, magari dotati di un mix tra digitale e cartaceo, che riescano a coniugare reale fruibilità e output formativo di buona qualità. Cosa non facile, dato l’inedito quadro odierno, perché si tratterebbe di integrare il profilo digitale con quello ‘analogico’ della lettura e della conoscenza. Ma è nel contempo cosa necessaria per orientare consapevolmente un processo così rilevante non solo per l’editoria, ma per la cultura tutta. Come spesso accade, la necessità, responsabilmente assunta, genera il nuovo.

 

 

IMAGO LIBRORUM

Mille anni di forme del libro in Europa

 

Trento, Biblioteca Comunale e

Rovereto, Biblioteca Civica

24-25-26 maggio 2017

 

Vedi programma nel Taccuino

 

 

 

Recensioni

040-A Bujanda (Jesús Martínez de), El Índice de libros prohibidos y expurgados de la Inquisición española (1551-1819). Evolución y contenido, Madrid, Biblioteca De Autores Cristianos, 2016 (‘Índices de libros prohibidos’, 12), pp. 1227, ISBN 978-84-220-1882-7, € 61,54. L’a. del vol. – membro della Societé Royale de Canadá e professore emerito di storia dell’Università di Sherbrooke in Quebec (Canada), presso la quale ha fondato e diretto il Centro di Studi sul Rinascimento – è una delle massime autorità nel campo dello studio storico dell’Inquisizione, in particolar modo di quella Spagnola e di Indici ed editti da questa promulgati nel corso dei secoli. Il vol. in questione è il dodicesimo della collana Índices de libros prohibidos – collana, diretta fin dal 1985 dall’a. della presente pubblicazione, in cui sono stati considerati diversi indici inquisitoriali di varie zone d’Europa prodotti nel XVI e nel XVII secolo – e si concentra sugli indici di libri proibiti o espurgati dall’Inquisizione Spagnola, dal 1551 (Indice del Valdés) fino all’anno 1819, anno in cui l’ultimo Inquisitore Generale e vescovo di Tarazona, Jerónimo Castillón, pubblicò l’ultimo editto censorio dell’Inquisizione. La struttura del libro si articola in due parti distinte: la prima (pp. 3-255) analizza, attraverso quattro capitoli, rispettivamente gli Indici dei secoli XVI, XVII e XVIII e gli editti successivi, promulgati dall’anno 1790 all’anno 1819; oltre a questo vengono proposte delle conclusioni e un bilancio interpretativo di quanto considerato. La seconda parte (pp. 257-1216) – di fatto una miniera di informazioni nonché una vera e propria macchina della conoscenza – contiene invece un dettagliatissimo indice di tutti gli autori e le opere condannate dagli indici già presi in esame, più una appendice di tutti i libri proibiti ed espurgati attraverso gli editti. Interessante notare come lo studio di tali materiali permetta all’a. – nella parte che chiude la prima parte del vol. – di riflettere su due realtà storiche collegate, ma in parte analizzabili distintamente e rispondenti, nell’ottica della ricerca storica, a due ottiche differenti: da un lato l’istituzione stessa dell’Inquisizione e dall’altro gli strumenti utilizzati da questa per il controllo delle idee religiose: gli Indici dei libri proibiti o espurgati. In primo luogo viene distinta – seppur nella pratica dei fatti la definizione degli ambiti di intervento non fosse così netta – quella che, in Spagna, era la censura civile o reale da quella che era la censura inquisitoriale o religiosa. La prima era di tipo preventivo, mentre la seconda veniva applicata dopo la pubblicazione di un’edizione. In relazione alla censura inquisitoriale in Spagna, in particolar modo, si sottolinea come questa, nonostante formalmente dipendesse in ultima istanza dall’autorità del Papa, operasse, nella sostanza, con un atteggiamento di relativa autonomia rispetto all’Inquisizione romana. Questo si vede soprattutto negli Indici di libri proibiti in cui autori e libri non coincidono totalmente con quelli degli Indici romani, così come nel fatto che – in modo in parte differente dall’Inquisizione romana – oltre agli Indici che censuravano e proibivano totalmente le pubblicazioni, l’Inquisizione spagnola si occupò anche di realizzare Indici espurgatori in cui si indicavano le parti di testo che sarebbero andate cancellate in edizioni, che avrebbero però potuto – una volta espurgate – essere lette e fatte circolare. Tornando invece a considerare la seconda parte del vol., questa è preceduta da una utile nota che guida il lettore nella consultazione dell’enorme molte di dati qui raccolti e ordinati con perizia, in relazione alle forme utilizzate per i nomi degli autori e ai criteri scelti nel riportare i titoli delle opere. Ciascuna voce dell’indice è corredata dall’indicazione dei vari “luoghi” dove la censura o l’espurgazione dell’autore o del testo è riportata: l’anno di pubblicazione dell’Indice, il volume e, in caso, il numero di pagina. Per ogni autore o opera è quindi possibile, attraverso un unico punto di accesso, avere un colpo d’occhio su quella che fu la sua “fortuna”, in relazione alla censura o espurgazione inquisitoriale spagnola, attraverso un arco cronologico lungo più secoli. In apertura e in chiusura del vol. alcuni utili strumenti: nelle pagine iniziali si trovano i riferimenti alle fonti manoscritte e alle edizioni degli Indici spagnoli e a seguire la bibliografia di riferimento aggiornata sulla materia. Chiude il vol. l’indice dei nomi. – A.T.

040-B Grillo (Manuela), Leggi e bandi di Antico Regime, Roma, Editoriale documenta, 2014, pp. 744, ISBN 978-88-6454-275-1, € 35. Nel 1997 Raffaele Gianesini ha pubblicato presso Olschki il catalogo della collezione di bandi del XVIII secolo, conservati a Udine, sotto il titolo I proclami veneziani della Biblioteca Civica V. Joppi di Udine, seguito nel 2000 dal volume sull’ Evoluzione delle procedure di pubblicazione. I formulari per la compilazione delle fedi. Ora Manuela Grillo, funzionario di biblioteca de “La Sapiernza”, ha fatto uscire un corposo libro di quasi 750 p. dedicato a Leggi e bandi di Antico Regime, che ha anche vinto il Premio Bibliographica 2013. Nella sua vivace presentazione Piero Innocenti, dopo aver ricostruito il vario percorso bio-bibliografico dell’a., a proposito del «lavoro della de cuius» sottolinea come «il materiale trattato da Grillo ha avuto scarsi riscontri di bibliografia tecnica… solo di recente ha attratto l’attenzione su come descriverlo, catalogarlo, indicizzarlo». Nella prima parte del suo libro, dopo un’attenta analisi tipologica del materiale studiato, l’a. affronta i problemi della sua catalogazione, per presentare poi la collezione (oggi conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), anche ricostruendo il contesto nel quale si producevano tali testi nella Roma della prima età moderna. Naturalmente il corpo dell’opera è costituito dal Catalogo dei documenti, del quale si precisano i “Criteri di compilazione”: le schede sono esattamente 1362, relative al contenuto di VIII volumi di bandi, editti e statuti dello Stato Pontificio, che vanno dal 1544 al 1656, mentre nella “Appendice catalografica” ci sono altri 136 documenti dal 1544 al 1606. Dati i limiti fluttuanti dell’Antico Regime forse era opportuno precisare già nel titolo gli anni di riferimento. È una schedatura analitica e accurata, ma a questo proposito resto convinto che per quanto riguarda la descrizione dei fogli volanti a stampa sia sempre necessario indicare le due dimensioni dei singoli pezzi e non la sola altezza; invece data la grande serie di intestazioni Chiesa cattolica, l“Indice delle intestazioni” poteva diventare un vero e proprio “Indice generale” (con l’indicazione dei singoli argomenti), come alla fine del quarto volume del Catalogo delle edizioni Blado. Nella terza parte del suo importante lavoro, Grillo avanza una proposta di indicizzazione semantica di questi materiali, proprio alla luce del Nuovo Soggettario al quale del resto ha collaborato. Chiude il volume una aggiornata bibliografia. E a questo punto si possono scorrere le tante schede, talvolta di pezzi unici e sconosciuti, per scoprire dati e notizie sorprendenti. Così al n. 3 troviamo l’ «Editto che li Regolari non possino tenere, ne andare per Roma in cocchio o carrozza», emesso dal cardinale Rusticucci nel 1588, mentre al n. 7 incontriamo il «Bando sopra il modo da osservarsi da mercanti, circa li pagamenti» del 1594; del 1595 sono poi, al n. 113, i «Privilegi che si concedono per ordine di N. S. PP. Clemente VIII. A soldati delle battaglie del Popolo Romano». – Ugo Rozzo

040-C Printing colour 1400-1700. History, Techniques, Functions and Receptions, edited by Ad Stijnam Elizabeth Savage, Leiden, Boston, Brill, 2015, (Library of the written word 41; The handpress world, 32), pp. XXX, 248, ill., ISBN 978-90-04-26968-2. Diciamolo subito: questo vol. è bellissimo, zeppo com’è di splendide immagini a colori ad alta definizione (126 in totale: quasi una ogni due pagine, come si ricava, facendo un po’ di conti, dalla List of Figures) che non ne inficiano la leggibilità (anzi!), né lo rendono inutilmente calligrafico. Sì perché qui, alla forma, corrisponde un’effettiva sostanza. Per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti occorre precisare che si tratta di un handbook, un manuale, in cui i curatori – Stijnman (Rijkmuseum di Amsterdam) si occupa di storia delle tecniche e degli strumenti per l’incisione; la Savage è British Academy Postdoctoral Fellow at The John Rylands Research Institute della Manchester University e studia le tecniche della stampa a colori della prima età moderna – hanno raccolto 33 contributi, compresi i propri, suddivisi in cinque sezioni, proposte al lettore in ordine cronologico. La silloge offre, per la prima volta in maniera unitaria, una significativa panoramica delle tantissime immagini impresse a colori prima dell’invenzione della stampa tricromatica (quella in rosso, giallo, blu) a opera del pittore/ incisore Jacob Christoff Le Blon (1666 circa). Grazie infatti alle opportunità offerte dalla fotografia digitale – che ha abbassato i costi, un tempo proibitivi, delle riproduzioni garantendo nel contempo una resa finale molto alta e realistica, anche dei dettagli – e alle tante digitalizzazioni accessibili con facilità nel Web, il vol. riesce a dare conto puntualmente dello stato dell’arte in questo particolare campo di ricerca, collocandosi non solo in una terra (finora) di nessuno – la stragrande maggioranza delle storie della stampa occidentale a colori iniziano dall’invenzione di Le Blon – ma inaugurando anche (e soprattutto) un modello di studio mai sperimentato prima da applicare alle edizioni printed in colour prodotte fra la metà del Quattrocento e i primissimi anni del Settecento. Accanto all’apparato iconografico infatti, che gioca ovviamente un ruolo fondamentale, c’è la novità dell’impostazione metodologica del lavoro – uno degli obiettivi del vol. – di cui è indispensabile, per averne piena contezza, ripercorrere la genesi. I tanti progetti di digitalizzazione degli ultimi decenni hanno portato alla luce una massa cospicua di immagini, che ha imposto, data la natura degli “oggetti” (non si tratta di aggiunte al testo, cioè di immagini painted after the fact, bensì di elementi organici e funzionali al suo design), un ripensamento a tutto tondo dei metodi di approccio e di studio. Questa preziosa consapevolezza ha finito via via per caratterizzare la gran parte delle iniziative promosse sul campo: si trattava, però, di progetti e ricerche in buona sostanza isolate le une dalle altre (come lo erano, inizialmente, anche quelle dei due curatori) e/o centrate su argomenti troppo specifici e ristretti, cui serviva, diciamo così, un collettore. L’occasione si è presentata nel 2011 (8-9 dicembre, Centre for Research in the Arts, Social Sciences and Humanities, Cambridge University), allorché proprio Stijnam e Savage hanno organizzato un vero e proprio forum di discussione – dall’eloquente titolo Impressions of colour – che per la prima volta ha raccolto e messo a confronto le esperienze dei ricercatori, e ha dato vita a un terreno di lavoro del tutto innovativo (quello, appunto, inerente alla stampa a colori in Europa nei primi anni della tipografia manuale), fondato sull’interdisciplinarietà della discussione, come d’altra parte interdisciplinari sono i profili e gli interessi di chi a quel forum ha partecipato. A questo punto urgeva la stesura di un manuale, altrettanto interdisciplinare, capace di raccogliere, sintetizzare e porre in un proficuo orizzonte di senso gli spunti emersi durante l’incontro di Cambridge. Ecco dunque il milieu (alcuni capitoli si ricollegano infatti, direttamente o indirettamente, ai papers presentati a Cambridge) e il senso di questo vol., centrato in particolare sulla comprensione pratica delle tecniche e dei materiali in uso – il che giustifica la presenza massiccia di un apparato iconografico così particolareggiato e lussuoso. Dopo la prefazione dei curatori (Foreword, pp. IX-XI), le parole di Peter Parshall (Curator of Old Master Prints presso la National Gallery of Art di Washington, ai cui studi il vol. deve molto, per ammissione degli stessi curatori) fungono da elemento di raccordo con i contenuti veri e propri del lavoro. Nella sua Preface: the problem of printing in colour (pp. XII-XVI) Parshall inizia infatti una sorta di manovra di avvicinamento ai temi sul piatto, riflettendo riguardo le complesse questioni connaturate ab origine alla stampa a colori – dalla impossibilità di definire con certezza le nuances di un colore, all’inadeguatezza tecnica che le ha impedito molto a lungo di tenere il passo delle scoperte scientifiche (si pensi, ad esempio, agli erbari del XVI secolo, dettagliatissimi ma tutti rigorosamente in bianco e nero), fino ai vari escamotages tecnici (a esempio il chiaroscuro) messi in atto per ottenere comunque la miglior resa finale possibile. Dopo le opportune Lists of Figures (pp. XVIII-XXIII), List of Tables (p. XXIV; una ventina circa le tabelle a supporto della riflessione), List of Abbreviations (p. XXV; sigle dei repertori) e List of Editors and Contributors (pp. XXVI-XXX; i profili dei collaboratori raccontano con chiarezza la interdisciplinarietà dell’approccio metodologico), si entra finalmente nel vivo. La prima sezione (An introduction to colour in printmaking 1400-1700, pp. 11-47) presenta un’esperta e ben organizzata panoramica dei materiali e delle tecniche per la stampa a colori adottati fino agli inizi del Settecento (a esempio la tecnica del rilievo, quella dell’intaglio, della litografia; splendidi i dettagli tratti dallo Psalterium di Magonza del 1457, Fig. 1.1 e 1.2, pp. 14-15!) riflettendo, tabelle alla mano, sulle differenze, per nulla scontate, fra printed colour e painted colour. La seconda sezione (The advent of colour printing, c. 1400-1500, pp. 51-90) rimette mano alla vexata quaestio dei confini fra “cultura manoscritta” e “cultura del libro a stampa”, per poi esplorare in lungo e in largo i tempi e le modalità (vale a dire i diversi accorgimenti tecnici posti via via in campo) con cui il colore venne incorporato ai prodotti in serie – manoscritti e/o a stampa – dell’Europa tardo-medievale, raccontando così abitudini, esperimenti ma anche insuccessi (si ricordano, per esempio, i casi di Erhard Ratdolt, di Fust e Schoeffer, e delle abilissime Brigidine del monastero di Mariënwater a Rosmalen, nei pressi dell’odierno confine fra Belgio e Olanda). La terza sezione, la più corposa del vol. (The Renaissance in colour, c. 1476-1600, pp. 93-160), si può considerare come suddivisa in due parti, l’una organica all’altra. La prima parte si concentra sulla nascita, la disseminazione e gli sviluppi tecnici della nuova arte a colori – dai primordi, presso la corte tedesca di Massimiliano I d’Asburgo, fino alla sua diffusione, lungo una direttrice niente affatto lineare, prima nei paesi di lingua tedesca e poi in gran parte dell’Europa, in Italia soprattutto – e fornisce una documentatissima serie di cases study cinquecenteschi a supporto della riflessione (quello del pittore Hans Wechtlin a Strasburgo, di Ugo da Carpi a Venezia che rivendica a sé l’invenzione del chiaroscuro, di Antonio Fantuzzi da Trento incisore a Bologna per Parmigianino e infine di Niccolò Vicentino che migliorò a livelli altissimi il chiaroscuro). La seconda parte, davvero molto tecnica, forte dello scandaglio delle pagine precedenti, propone un nuovo approccio allo studio del chiaroscuro delineando – attraverso una raffinata e complessa analisi (tecnica) dei manufatti – da un lato l’esistenza di un network fra i pittori e gli incisori protagonisti dei cases study sopra illustrati, dall’altro una serie di nuove proposte attributive, ribaltando convinzioni finora date per certe. La quarta sezione (Vivid mannerism, c. 1588-1650, pp. 163-186) è tutta incentrata sulla next generation (gli epigoni, cioè, dei grandi sperimentatori e innovatori che abbiamo conosciuto lungo le pagine precedenti) e l’innovazione più importante che essa fu in grado di produrre: le tecniche legate all’intaglio. Queste ultime, capaci come sono di rendere giustizia anche dei dettagli più fini delle immagini, finiscono per prendere il sopravvento (si veda, ad esempio, il caso del manierista olandese Hendrick Goltzius, pp. 163-170), tanto che in Olanda, ormai leader indiscussa sul campo, si sperimentano con successo nuove elaborazioni/riproduzioni di immagini partendo niente meno che da alcune incisioni di Albrecht Dürer, ormai considerate old fashioned. La quinta sezione (Product innovation and commercial enterprise, c. 1620-1700, pp. 189-218) palesa già nel titolo i tempi che vanno mutando, poiché l’interesse è ormai tutto orientato al mercato e alla capacità (ancora una volta tecnica) degli artisti di rispondere alle sue esigenze: production, function and receptions sono le parole chiave dei tre casi presentati, in cui, per la prima volta, si raccontano (non a caso) anche le vicende di un intaglio colour printshop impiantato, per la verità senza troppa fortuna, a Nijmegen, nei Paesi Bassi. A questo punto il vol., giunto al limite cronologico che si era prefisso, offre una sintetica ma efficace riflessione sulla portata rivoluzionaria dell’invenzione di Le Blon – la stampa tricromatica, poi evolutasi fino all’odierno modello quadricromatico Cyano Magenta Yellow Keyblack (CMYK) – e soprattutto sul suo impatto negli anni a venire (Conclusion: printing colour after 1700, pp. 216-218). Come in un buon manuale che si convenga – e questo lo è – non possono mancare alcuni preziosi strumenti di lavoro: una cronologia, che riassume i principali sviluppi nella storia della stampa a colori (pp. 219-223) e un fondamentale glossario, il primo in inglese riferito a termini specifici del campo (pp. 224-227). Seguono poi la bibliografia (pp. 228-245, suddivisa in: fonti inedite, fonti primarie, letteratura secondaria) e l’indice dei nomi (pp. 246-248). Mancano, data la mission (molto, per certi versi un po’ troppo) ambiziosa del vol., una riflessione approfondita sui collezionisti, sulla ricezione della stampa a colori e sugli inchiostri – si dà solo conto dello stato degli studi a riguardo – ma si tratta di una lacuna dichiarata dai curatori: questo nuovo campo di studi è fatto di works in progress e questo manuale intende essere, prima di tutto, un punto di partenza per sviluppare i temi che ha proposto lungo le sue pagine. Ad maiora dunque! – Elena Gatti.

040-D Ross (Elizabeth), Picturing Experience in the Early Printed Book. Breydenbach’s Peregrinatio from Venice to Jerusalem, Philadelphia, The Pennsylvania State Press, 2014, pp. XVI e 235 + 1 tav. col. f.t., ill. b/n e col., ISBN 978-0-271-06122-1, s.i.p. Nel 1483 il canonico della cattedrale di Magonza Bernhard von Breydenbach (ca. 1440-ca. 1497), investendo una somma ingente, compì un celebre pellegrinaggio in Terra Santa. Viaggiava con lui l’artista originario di Utrecht Erhard Reuwich (1450-1505), con l’incarico di raffigurare i luoghi e le città toccati durante il viaggio. Due anni dopo, attingendo a piene mani da testi precedenti, Breydenbach scrisse un celebre resoconto andato in stampa a Magonza in latino l’11 febbraio 1486 (Peregrinatio in Terram Sanctam, ISTC ib01189000), con una sottoscrizione dello stesso Reuwich, ma con caratteri riconducibili a Peter Schoeffer. Pochi mesi dopo, il 21 giugno 1486, l’opera ebbe un’edizione in tedesco (ISTC ib01193000), mentre il 24 maggio 1488 ne uscì una in neerlandese (ISTC ib01191000), entrambe sottoscritte sempre da Reuwich a Magonza. Questi, probabilmente, non si limitò a eseguire i disegni dal vivo, ma realizzò anche le matrici silografiche impiegate in tutte le edizioni quattrocentesche, come già notava il bibliografo belga Marie-Louis Polain (1866-1932). Il passaggio di materiali si giustifica proprio con le grandi dimensioni delle silografie che, contrariamente alla pratica comune, non potevano essere riutilizzate per illustrare altre opere. Pertanto l’investimento per la loro realizzazione poteva essere eventualmente ammortizzato solo con il loro reimpiego in altre edizioni dello stesso testo. La presenza di Breydenbach a Magonza, la culla della tipografia, aveva certamente portato il canonico a una precoce quanto efficace e consapevole conoscenza del potere della nuova arte. La sua intenzione di scrivere un resoconto da diffondere poi per mezzo della nuova tecnica è chiara fin dall’inizio, tanto che egli stesso sostenne l’importanza della circolazione a stampa della propria opera. Quella di Breydenbach non fu solo una straordinaria operazione editoriale, ma rappresentò, allo stesso tempo, uno scardinamento della tradizione dei resoconti di viaggio in Terra Santa. Non si trattava di presentare solo un resoconto di viaggio, né di confezionare una guida, ma di realizzare un prodotto “originale” che, basandosi su precedenti auctoritates, aggiornate alla luce dell’itinerario dell’autore, presentasse un racconto accurato che consentisse al lettore di compiere a sua volta il viaggio esclusivamente attraverso le pagine illustrate del libro, grazie alla presenza di un apparato iconografico ampio e realistico, vero pregio dell’opera. L’elevato numero di esemplari superstiti, soprattutto della princeps latina, suggerisce che le edizioni ebbero una notevole tiratura e che il libro fu accolto non come una guida vera e propria, da portare con sé in viaggio, ma come un oggetto prezioso da conservare in biblioteca. Il vol. di Elizabeth Ross, storica dell’arte della University of Florida, considera l’opera di Breydenbach da una pluralità di punti di vista (talvolta anche eccedendo) al fine di valorizzarla nel contesto storico e culturale dell’ultimo Quattrocento. Nel vol. confluiscono, opportunamente rielaborate, anche parti già apparse in altre pubblicazioni tra cui si segnala il saggio pubblicato nel vol. The Books of Venice / Il libro veneziano, a cura di Lisa Pon – Craig Kallendorf, Venezia-New Castle, La musa Talìa – Oak Knoll Press, 2008 (pp. 127-152). Dopo l’indice delle illustrazioni e una grande tavola ripiegata con la riproduzione della mappa della Terra Santa e la visione di Gerusalemme di Reuwich (dallo splendido esemplare acquerellato London, British Library, C.14.c.13 della princeps), l’introduzione (che è un tutt’uno con il capitolo I, The Pilgrims and Their Project, pp. 1-18) ricostruisce le vicende del pellegrinaggio e la sua preparazione, con particolare riguardo al ruolo di Reuwich. Quest’ultimo e la sua affermazione come testimone oculare del viaggio sono l’oggetto del secondo capitolo (The Authority of the Artist-Author’s View, pp. 19-54), in cui si evidenzia come Reuwich abbia esplicitato in tutti i modi possibili il realismo con cui sono tratteggiati i luoghi disegnati dal vivo. Il terzo capitolo (Mediterranean Encounters. Lady Venice, Holy Land Heretics, and Crusade, pp. 55-99) esamina (in termini forse troppo moderni?) il rapporto tra Europa e Islam così come emerge dalla Peregrinatio, mostrando come il testo sia esemplare nell’attuare una retorica crociata, rappresentativa dell’uso della stampa a fini di propaganda politico-religiosa. Focalizzando l’attenzione sulle rappresentazioni cartografiche contemporanee, nel capitolo quarto (The Map of the Holy Land. Artist as Cartographer, pp. 101-39) si sostiene che le rappresentazioni della Peregrinatio nascondano non solo un itinerario spirituale tipico del pellegrinaggio, ma un vero e proprio elogio dei bastioni cristiani contro la minaccia musulmana. In tal senso andrebbero lette le due più grandi tavole dell’edizione, raffiguranti Venezia e la mappa della Terra Santa con una vista dettagliata di Gerusalemme. Su quest’ultima immagine si sofferma il quinto e ultimo capitolo (The View of Jerusalem. Perspective on a Holy City, pp. 141-83), mostrando da un lato la precisione resa da Reuwich, ma dall’altro la sua scrupolosa attenzione soprattutto ai luoghi cristiani (specie laddove si possono lucrare indulgenze) che porta a considerare la veduta un tentativo di restituire al lettore una esperienza che a causa della presenza musulmana è in parte preclusa. Chiude un’ampia bibliografia e l’indice analitico. – L.R.

040-E Rozzo (Ugo), Iconologia del libro nelle edizioni dei secoli XV e XVI, Udine, Forum, 2016, (Libri e Biblioteche, 37), pp. 227, ISBN 978-88-8420-929-0, € 24. Si tratta della riedizione in un unico vol. di una serie di studi già pubblicati in passato, per l’occasione rivisti, aggiornati e ampliati dall’a. Il primo capitolo Il libro nell’officina tipografica aveva avuto una prima redazione nel 2003 nel secondo volume della rivista «Iconographica» col titolo L’officina tipografica nelle illustrazioni dei secoli XV e XVI (pp. 146-167), in questo caso riproposto in versione ampliata e riveduta. L’a. apre il capitolo con la considerazione che dalle origini fino alla metà del Settecento un’officina tipografica non aveva subito sostanziali mutamenti tecnologici, al punto che le stesse procedure lavorative erano rimaste – con qualche miglioramento – per lo più immutate. E infatti una rapida quanto accurata descrizione delle attrezzature di cui erano fornite le tipografie di antico regime aiuta anche il lettore non specialista a comprendere come fosse l’ambiente in cui venivano stampati i libri. Non essendo però giunto fino a oggi nessun esemplare dei primi torchi a stampa, diventano importanti le poche fonti iconografiche riconducibili alla fine del Quattrocento, come la maiolica con raffigurato un torchio nella Basilica di San Petronio a Bologna e i disegni di Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico, oltre a un disegno attribuito a Dürer ed eseguito attorno al 1511, ma raffigurante probabilmente il torchio di Gutenberg, più piccolo ed elementare di quelli pervenutici non anteriori alla metà del XVI secolo. La prima raffigurazione di una officina tipografica in un libro risale al 1499/1500 ed è la nota xilografia della “Danza macabra” lionese stampata da Martin Husz, seguita nel 1503 dalla marca tipografica di Josse Bade, riproposta in diverse varianti anche dai generi e dal figlio. Per il resto del secolo numerose sono le immagini che mostrano interni di tipografie documentando piccole variazioni apportate al torchio, come per esempio la barra curva che già prima della metà del secolo si andava diffondendo anche in città meno importanti per la produzione editoriale, come Londra. Il libro nello studiolo, in libreria e in biblioteca è il titolo del secondo capitolo dove l’a. prende in esame il “luogo dei libri”, spazio deputato all’otium e al ritiro intellettuale. Non si tratta da parte del’a. della riproposizione del volumetto Lo studiolo del 1998, ma di una rielaborazione in ordine cronologico con integrazioni e l’aggiunta di una serie di nuove immagini che vanno dal 1475 – un intellettuale seduto al suo scrittoio-libreria all’interno di una grande lettera xilografica nel XIII capitolo del Rudimentum novitiorum stampato a Lubecca da Lucas Brandis – fino alla metà del XVI secolo. Il capitolo successivo, Il libro sotto i piedi: un’immagine ancipite (uscito originariamente nel volume 100 de «La Bibliofilia» nel 1998 alle pp. 357-390), propone una carrellata di illustrazioni riferite alla particolare iconografia del libro raffigurato sotto ai piedi di santi o sapienti, nella doppia accezione di fondamento del sapere come anche di oggetto da rifiutare e quindi da calpestare. Un caso particolare del libro da rifiutare è esaminato nel quinto e ultimo capitolo, «Quando si bruciano i libri…». Il libro al rogo, in cui sono stati rifusi anche due saggi sull’argomento pubblicati nel 1986 e nel 1996. Il vol. è corredato da un indice dei nomi e contiene un numero elevato di illustrazioni, in particolare di xilografie, diventando così un valido strumento bibliografico e iconografico sulla rappresentazione del libro all’interno delle pubblicazioni editoriali del Quattrocento e del Cinquecento non solo italiane, ma di un più vasto ambito europeo. – M.C.

040-F Sabbatini (Renzo), La carta a Lucca e Pescia. Nacque formata da maestra mano. Una storia antica e viva, Lucca, Bottega della Composizione, 2012, pp. 176, ISBN 978-88-905325-0-4, s.i.p. Il vol. in grande formato, dotato di un eccezionale apparato fotografico, è scritto da uno dei maggiori studiosi italiani di storia della carta, a. tra l’altro di una essenziale ricerca sulle cartiere della Toscana (Di bianco lin candida prole. La manifattura della carta in età moderna e il caso toscano, Milano, Franco Angeli, 1990): pur mancando di bibliografia e note, e presentandosi quindi più come uno strumento divulgativo, il vol. assomma l’assoluta autorevolezza del dettato alla preziosità documentaria delle immagini, costituendo così una indispensabile introduzione (anche “visiva”) allo studio della carta, mostrando operai, immobili, ambienti, macchinari, strumenti, prodotti, documenti. Tramontata la produzione serica che aveva fatto ricca la città di Lucca, iniziò ad affermarsi quella invece della carta sin dal primo XV secolo per poi vieppiù svilupparsi a pieno nell’Otto e nel Novecento. Il primo capitolo, Una vita in cartiera, tenta innanzitutto di narrare le origini della carta in Italia, sforzandosi però di mostrarla non come il prodotto di un curioso opificio, ma quale era realmente, il frutto di una realtà complessa nella quale dovevano saper convergere diverse competenze tecnologiche e manuali, affidate a intere famiglie di lavoranti, ché la cartiera sapeva occupare uomini, donne, bambini in una fitta rete di attività l’una all’altra connessa. Anche l’impianto stesso dello stabilimento doveva poi organizzarsi per offrire spazio alle differenti attività che richiedevano un’apposita impiantistica che sapesse sfruttare una efficace “sinergia ambientale”: dalle ruote del mulino ad acqua alle vasche di macerazione degli stracci (ai piani più bassi), dalle gualchiere ai tini, fino agli asciugatoi (nei solai). Anzi, il percorso concettuale scelto dallo studio dell’a. privilegia proprio l’idea di un ideale “viaggio” all’interno della cartiera, dall’esterno verso l’interno, quasi che solo la comprensione dei diversi processi via via messi in atto possa non solo condurre al passaggio successivo, ma che la comprensione stessa della attività cartaria non possa prescindere da tale “apprendistato” dello sviluppo dell’intero fenomeno. Ecco lo stracciatoio con le donne intente a selezionare la materia prima, e a ridurre gli stracci in strisce ovvero filacce che potevano essere gettate nel marcitoio, dove, debitamente bagnate, iniziavano a fermentare. Una volta pronto tale materiale poteva essere portato ai vari tipi di pile mosse dai denti dell’albero motore, dove il tutto veniva sminuzzato e triturato fino a divenire il pisto. Questo finché l’operazione non venne invece affidata al cilindro olandese, una delle grandi innovazioni moderne della lavorazione cartaria. Ed ecco, finalmente, all’opera i veri maestri cartai, il lavorente, il ponitore e il levatore, che tramite la forma (vedi qui la segnalazione di La forma, a cura di Giancarlo Castagnari Þ «AB» 40-148) riescono a creare il tenero foglio di carta che poi, debitamente, strizzato, asciugato, collato, passato alla calandra, diverrà il foglio di carta commerciabile in blocchi di 500 fogli per creare una risma. Ma c’è ancora tempo per parlare delle filigrane, del modo con cui vengono realizzate, del loro impiego e della loro funzione (vedi qui Theo Laurentius – Franns Laurentius, Italian Watermarks Þ «AB» 40-149). Le notizie fornite dall’a. non sono tanto la consueta minestra riscaldata che molti presunti studi della carta ripresentano, ma sono reali rilevazioni dalla disponibile documentazione archivistica conservata sia presso le cartiere di Pescia, sia i vari fondi degli Archivi pubblici, cosicché le vicende evocate acquistano tutta la vivezza della evidenza storica. Anzi, il capitolo successivo (Di foglio in foglio: il filo della storia) consente proprio di immergersi nel flusso storico per recuperare informazioni circa le prime esperienze di cartiere attive sul territorio, forse dalla metà del XV secolo a Villa Basilica, e poi via via con le iniziative di Pescia e poi Lucca: dal Seicento si è di fronte a vere e proprie aziende proto-industriali, anche se solo l’Ottocento a trasformare un’attività ancora circoscritta in una produzione diffusissima e diversificata, ancorché troppo legata a sistemi produttivi ormai superati (anche per la forza motore, ormai altrove divenuta quella elettrica). Ma è nell’oggi che il filo della storia trova il suo aggancio, da un lato con lo sviluppo di vere cartiere industriali legate a gruppi multinazionali, dall’altro con la riscoperta, degna della più nobile “archeologia industriale” della storia delle antiche cartiere e dei loro prodotti. Il vol., pur in tutto autonomo, costituisce una testimonianza preziosa del distretto cartario di Lucca-Pescia, ancor oggi considerabile uno dei maggiori in Europa (http://www.mastercartalucca.it/distretto-cartario-di-lucca/) e, soprattutto, del Museo della Carta di Pescia, una realtà culturalmente importantissima sia per la collocazione nell’antico stabilimento cartario “Le Carte” dei Magnani in località Pietrabuona, che ha conservato intatti ambienti e strumenti del XIX secolo, sia per la disponibilità di un enorme fondo archivistico (in gran parte già ordinato) dedicato all’attività della cartiera (http://www.museodellacarta.org/content.php?p=home). – E.B.

 

Spogli e segnalazioni

040-001 «ABEI Bollettino di Informazione», 25, 2016/1. Il numero si apre con l’Editoriale in cui viene presentato il convegno organizzato dall’ABEI (e ormai già svoltosi) ad Assisi dal 21 al 23 giugno 2016, dal titolo “Biblioteche ecclesiastiche: professionalità e prospettive nei nuovi contesti”. A seguire la seconda parte delle relazioni presentate al convegno di Erice “Le biblioteche ecclesiastiche laboratorio di nuovo umanesimo. Storia e sfide” (23-25 giugno 2015): Fausto Ruggeri si occupa dell’azione pastorale svolta dall’editoria e dalle biblioteche nell’Italia postunitaria; Francesco Motto della figura di don Bosco e dei Salesiani e Giuliano Vigini del beato Giacomo Alberione; Giorgio Raccis si interroga invece sull’odierna editoria religiosa e in particolare su quale sia l’equilibrio giusto tra dinamiche di mercato e ricerca di senso. Nella sezione “Documentazione” viene esposta la sintesi delle norme UNI sull’attività professionale del bibliotecario. Chiudono il vol. una recensione alla mostra e al catalogo che la Biblioteca Ambrosiana ha dedicato alla figura di Aldo Manuzio nel quinto centenario della morte e infine il verbale dell’assemblea generale dei soci ABEI, tenutasi il 24 giugno 2015. – F.T.

040-002 Alberico Gentili: la tradizione giuridica perugina e la fondazione del diritto internazionale. Atti dell’Incontro di studio (Perugia, 10 ottobre 2008), a cura di Ferdinando Treggiari, [Perugia], Università degli studi di Perugia, 2010, pp. 116, ISBN 978-88-95448-10-7, s.i.p. In occasione del quarto centenario della morte di Alberico Gentili (San Ginesio, 1552 – Londra, 1608) – considerato il fondatore del diritto internazionale – e del settimo centenario della fondazione dello Studium generale che lo formò, l’Università degli Studi di Perugia, tra le diverse iniziative, ha deciso di ripercorrere le tappe principali dell’opera scientifica del grande giurista e di ristampare un suo scritto dedicato proprio allo Studio perugino dei suoi tempi (Lodi delle Accademie di Perugia e di Oxford). Qui invece sono raccolti gli interventi pronunciati durante la giornata di studio svoltasi il 10 ottobre 2008 a Perugia che trattano rispettivamente del percorso di studi del Gentili (Ferdinando Treggiari), del metodo gentiliano (Giovanni Minnucci), delle differenze e delle similarità tra le scuole di Perugia e di Oxford (Alain Wijffels) e del suo ruolo agli albori del diritto internazionale moderno (Giorgio Badiali). – F.T.

040-003 Aldo Manuzio, il rinascimento di Venezia, Venezia, Marsilio, 2016, ill., pp. 373, isbn 978-88-317-2361-9, s.i.p. Catalogo della omonima mostra (Venezia, Gallerie dell’Accademia, 19 marzo-19 giugno 2016). La prima parte (pp. 20-73), dal titolo Nella Venezia di Aldo, contiene il saggio Aldo Manuzio e l’umanesimo veneziano, di C. De Michelis, oltre ad altri tre di interesse artistico. Più centrata sulla produzione libraria la seconda parte (pp. 77-165), dal titolo I libri di Aldo, con saggi di L. Nuvoloni, S. Parkin, P. Sachet (Aldo Manuzio e l’oggetto libro), F. Toniolo (L’arte del libro. Manuzio e il libro illustrato a Venezia tra Quattro e Cinquecento), D. Landau (L’arte dell’incisione a Venezia ai tempi di Manuzio), H. K. Szépe (L’«Hypnerotomachia Poliphili», l’avventura tra sogno ed erotismo stampata da Aldo Manuzio), M. Infelise (Aldo Manuzio: da Bassiano a Venezia). Seguono le schede del catalogo (pp. 168-351), dedicate non solo a libri, ma anche a quadri, statue, xilografie, medaglie, manufatti artistici ecc., organizzate in otto sezioni: Da Roma a Venezia. L’impresa di Aldo tratta degli esordi di Manuzio (segnalo le schede sul Musarum Panegyris, sua prima opera come autore, e sugli Erotemata di Lascaris, primo libro come editore). Il Manuzio e l’eredità greca si sofferma sulla produzione greca. Battaglia d’amore in un sogno tratta dell’Hypnerotomachia Poliphili, concentrandosi in particolare su coloro che probabilmente ne furono gli illustratori, Benedetto Bordon e il «Secondo Maestro del Canzoniere Grifo» (e cioè il ms. marciano It. Z 64 studiato da Giuseppe Frasso). Classici domestici dedica due schede alle edizioni in ottavo piccolo di Orazio (1485 ca.) e Giovenale e Persio (1501), con altre schede volte a illustrare i primi manufatti artistici ispirati al mondo classico e destinati alle case dei veneziani colti. Devozione all’antica tratta della produzione religiosa artistica coeva; viene schedato un opuscolo aldino di Horae ad usum Romanum in caratteri greci (1497), destinato alla Chiesa Uniate o agli studenti di greco. La scoperta della campagna è dedicata ai quadri idilliaci e alle edizioni di Teocrito (1495/96), Virgilio (1501) e ai Libri de re rustica (1514), di cui viene schedato un esemplare in carta azzurra, il primo della storia, pertinente alla Pierpont Morgan Library di New York. Classici moderni analizza le stampe in volgare, a partire dal Petrarca in ottavo (1501), fortunato capostipite di una serie che comprende la Commedia dantesca (1502) gli Asolani di Bembo (1505) e l’Arcadia di Sannazzaro (1514). Divine proporzioni si sofferma sugli aspetti formali delle aldine: il carattere corsivo, la mise en page, le decorazioni. Chiudono il catalogo, prima della Bibliografia, le riproduzioni e relative schede di Quattro lettori aldini (questo il titolo della sezione, pp. 346-351): quadri di Tiziano, Palma il Vecchio, Parmigianino e Lotto che raffigurano personaggi recanti in mano un’aldina. – Luca Mazzoni

040-004 Almánsi (Gábor), Egy különleges életút a 16. Század első feléből: Martin Brenner, erdélyi szász humanista, «Magyar Könyvszemle», 132, 2016/I, pp. 14-30. Proveniente dai territori sassoni della Transilvania, l’umanista ungherese Brenner ebbe una lunga carriera. – E.B.

040-005 Altpeter (Gerda), Die Familie Rappaport, s.l., s.e., 2013, pp. 365, ill., ISBN 9783732205950, s.i.p. Il vol. presenta la storia della famiglia Rappaport, uno dei nomi più conosciuti della tradizione giudaica. Dopo una parte introduttiva che racconta velocemente le vicende di questo nome dal 1200 a.C, viene presentata la storia recente degli antenati dell’a. del vol. a partire dal 1864. Non è particolarmente documentata l’invece interessante attività (ormai ultracentenaria) dell’omonima libreria antiquaria romana. Sono presenti foto storiche e numerose lettere private. Il vol. è scritto in tedesco. – Luca Montagner

040-006 Amusa (Oyintola Isiaka) - Morayo Atinmo, Availability, level of use and constraints to use of electronic resources by law lecturers in public universities in Nigeria, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 139-172. Riconosciuta l’importanza delle risorse elettroniche per la pratica legale e per gli studi in ambito giuridico, e dopo una rassegna di precedenti indagini, presenta dati e analisi di uno studio sulle disponibilità di risorse giuridiche in formato elettronico nelle università nigeriane, sul loro uso da parte del corpo docente e sui limiti all’utilizzo. Data la scarsità sia di dotazioni strutturali che di abilità e informazioni personali, sono raccomandati alcuni rimedi per incrementare l’uso di risorse elettroniche. – Pino Buizza

040-007 Arcadian (The) Library. Bindings and Provenance, edited by Giles Mandelbrote – Willem de Bruijn, London-Oxford, Arcadian Library – Oxford University Press, 2014 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 275-6

040-008 Arcadian (The) Library: Bindings and Provenance, ed. by Giles Mandelbrote – Willem de Bruijns, London, The Arcadian Library in association with Oxford University Press, 2014 Þ rec. Kasper van Ommen, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 178-81.

040-009 Arcadian (The) Library: Bindings and Provenances, edited by Giles Mandelbrote – Willem de Bruijn, London , The Arcadia Library – Oxford University Press, 2014, pp. 336, ISBN 978-019-965481-9, s.i.p. Vol. di grande formato e magniloquente illustrazione, che muove dalla semplice considerazione che «one has only to step through the door of the Arcadian Library to appreciate its visual impact as a treasure house». Si tratta, infatti, di una raccolta libraria privata, interessata soprattutto al rapporto tra Occidente e Oriente islamico (http://www.arcadian-library.com/index.php) tanto da diventare una Wunderkammer, dunque, dilatata allo spazio di una intera casa, ma anche rispecchiata nelle meraviglie di un singolo libro o di un fregio. Come spiega Giles Mandelbrote nella sua introduzione «The Arcadian Library was not assembled as a stydy collection for historians of binding and the book trade, or historians of the ownership and use of books, or even for historians of book collecting, but it offers a rich anthology of material evidence relating to all of these subjects» (p. 14). Allora nulla di meglio che farsi guidare dalle centinaia di splendide fotografie che illustrano i saggi di Mandelbrote sugli antichi possessori inglesi (i loro segni di possesso e le loro abitudini), Alastair Hamilton sulle prestigiose provenienze continentali, P. J. M. Marks sulle legature europee, Anthony Hobson (†) sulle legature dette à la fanfare, John-Paul Ghobrial sui libri fatti pubblicare da ‘Abdallah Zakher, Nicholas Pickwoad sulle legature commerciali (con numerose e ben articolate schede) e De Bruijn sulle carte di guardia e dei risguardi. Chiude questo magnifico vol. un denso indice dei nomi (pp. 327-36). – E.B.

040-010 Atti del forum dei bibliofili affamati (Gubbio, 16-17 ottobre 2015), a cura di Maria Gioia Tavoni con Barbara Sghiavetta – Anna Buoninsegni, Bologna, Pendragon, 2016, pp. 84, ISBN 978-88-6598-739-1, € 10. Sono qui raccolte le testimonianze dei relatori che nell’ottobre 2015 si sono incontrati a Gubbio in occasione del primo “Forum dei bibliofili affamati”, incentrato sulla microeditoria di pregio. L’agile ma denso volumetto si apre con una premessa della curatrice Maria Gioia Tavoni, che ben ripercorre e sintetizza gli interventi dei partecipanti; seguono i contributi di Anna Buoninsegni dedicato alle figure di Aldo Manuzio e del marito Alessandro Sartori, entrambi sperimentatori, e quello di Oliviero Diliberto che spiega come sia possibile godere dei manufatti librari attraverso tutti e cinque i sensi. Massimo Gatta racconta in prima persona della profonda passione che muove il bibliofilo e Paolo Tinti del legame esistente tra insegnamento, docenti e stampa tipografica. Mercedes López Suárez invece, ospite d’onore per l’occasione, porta al di fuori dell’Italia il discorso sul libro d’artista. Il compito di chiudere il vol. spetta giustamente alla curatrice e a Barbara Sghiavetta, ideatrici della Guida per bibliofili affamati e di tutto il progetto a essa sotteso. – F.T.

040-011 Avesani (Rino), Per doverosa memoria. Campana, Battelli, Billanovich, Kristeller e altri amici, Macerata, EUM Edizioni Università di Macerata, 2015, (Letteratura), pp. 189, ISBN 978-88-6056-439-9, 13. Vengono qui riproposti raccolti insieme gli scritti in onore e in ricordo di grandi personalità della cultura italiana, già pubblicati in passato in sedi diverse. – M.C.

040-012 «Avisos», 78, enero-abril 2016. Si parla del libro d’ore provenzale II/2100 della Biblioteca Real di Madrid, dei disegni inseriti nel Trujillo del Perú, di The Customer’s Apologie di Thomas Milles (1599). – E.B.

040-013 Baldacchini (Lorenzo) – Anna Manfron, Pronosticare il futuro. La raccolta di pronostici bolognesi del XV secolo dell’Archiginnasio di Bologna, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 349-62. Si offre il catalogo del fondo di 15 incunaboli di tema astrologico conservati presso l’Archiginnasio di Bologna, provenienti, per interessamento di Albano Sorbelli, dalla collezione del duca Mario Massimo di Rignano, venduta all’asta dalla libreria antiquaria romana Dario Giuseppe Rossi. – L.R.

040-014 Ballestra (Laura), La biblioteca come (pro)motore di competenza informativa, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 132-41. La biblioteca può diventare il contesto adatto dove sviluppare le competenze necessarie non solo per ricercare le informazioni – specificatamente quelle bibliografiche e documentali – ma soprattutto per riconoscere quelle necessarie e saperle correttamente valutare all’interno di un universo informativo in costante espansione. – M.C.

040-015 Balmaceda (José Carlos), La produzione delle forme e delle tele metalliche in Spagna: annunci ed esposizioni come fonte d’informazione, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 135-54.

040-016 Barbieri (Edoardo), La Biblioteca Oasis di Perugia e la sua raccolta di cinquecentine: appunti per una interpretazione, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 41-54. La raccolta delle cinquecentine della Biblioteca OASIS risulta essere formata da fondi di provenienza diversa, venendo così a rappresentare una sorta di summa di biblioteca cappuccina del ’500, la cui identità – ieri come oggi – risiede nell’insegnamento e nella comunicazione della fede. - M.C.

040-017 Barelli (Stefano), Una rara edizione italiana di idilli tedeschi: gli “idillj nuovi e altri poemetti di Gessner tradotti dall’abbate Ferri”, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 81-8. Si descrive una edizione degli Idillj nuovi di Gessner, stampata dagli Agnelli nel 1773, tradotta in italiano, il cui esemplare è di proprietà del santuario della Madonna del Sasso di Orselina. – A.T.

040-018 Barth (Robert), L’evoluzione della biblioteca pubblica, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 47-55. Lo sviluppo delle biblioteche di pubblica lettura in Svizzera è fatto recente dato che la tradizione locale è invece legata alle biblioteche di natura specialistica o per élites di lettori. – M.C.

040-019 Bassi (Agostino), Sulla fabbrica del formaggio all’uso lodigiano, Lodi, G. Zazzera, 2001 (‘Collana di enogastronomia’), pp. 22, ISBN 8885967116, € 18. Si tratta della riproduzione anastatica numerata di un trattatello ottocentesco dedicato alla produzione di formaggio secondo la tradizione lodigiana, a cui è premessa una breve introduzione nella quale vengono esposte le ragioni che portarono alla stesura di un opuscolo «frutto dell’incontro tra la mentalità imprenditoriale del conte Giovanni Barni Corrado […] e gli studi chimico-fisico-naturalistici di Agostino Bassi». – F.T.

040-020 Bellingradt (Daniel), The Publishing of a Murder Case in Early Modern Germany. The Limits of Censorship in the Electorate of Saxony (1726), «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 62-107. Si ripercorre e si analizza la ricezione che ebbe la pubblicazione, da parte delle tipografie tedesche, di un fatto di cronaca: l’assassinio a Dresda di un chierico luterano nel maggio del 1725 da parte di uno straniero cattolico. – A.T.

040-021 Bembo (Pietro), De Aetna, a cura di Ferdinando Raffaele, Ragusa, Edizioni di Storia e studi sociali, 2015, pp. 126, ISBN 978-88-99168-13-1, €12. Se l’editio princeps del De Aetna è forse più celebre per le relazioni che adombra, per l’iniziativa di Aldo, per l’uso di un eccezionale carattere romano che per il testo in essa stampato, è utile invece comprendere la natura di questo curioso “esercizio retorico” del giovane Pietro Bembo. Il volumetto comprende una introduzione storica, la traduzione dell’opera, i criteri editoriali (nei quali viene discusso il problema delle correzioni manoscritte di tipografia presenti in tutti gli esemplari), l’edizione del testo latino. Se il lavoro pare serio, piuttosto peregrino sembra invece l’apparato illustrativo inserito. – E.B.

040-022 Bertini Malgarini (Patrizia) – Ugo Vignuzzi, Il Salmista toscano di Loreto Mattei: una fortunata parafrasi poetica del Salterio, in La Bibbia in poesia, pp. 251-63. Il saggio si concentra sulla fortuna e le variazioni testuali de Il Salmista toscano, stampato per la prima a volta a Macerata nella bottega di Carlo Zenobj nel 1671, per il quale si contano in tutto, fino al 1770, 9 tra edizioni e ristampe. – N.V.

040-023 Bertini Malgarini (Patrizia) – Ugo Vignuzzi, La Bibbia e la Crusca: l’Esposizione de’ Salmi nel Vocabolario, in Cum fide amicitia. Per Rosanna Alhaique Pettinelli, a cura di Stefano Benedetti – Francesco Lucioli – Piero Petteruti Pellegrino, Roma Bulzoni, 2015, pp. 79-87. Il contributo offre una interessante analisi sui codici dell’Esposizione dei Salmi utilizzati come fonti nelle prime impressioni del Vocabolario dell’Accademia della Crusca. – N.V.

040-024 Besomi (Ottavio), Libri, biblioteche, internet. Conta bibliothecarium improvidum, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 1-6. In risposta a un’intervista del neodirettore della Biblioteca del Politecnico Federale di Zurigo, si argomentano le ragioni per le quali il libro cartaceo ha diritto di esistere anche in futuro, così come l’istituzione della biblioteca, intesa come luogo fisico. – A.T.

040-025 Beyer (Jürgen), Neerlandica in Livoniana Collections. The Survival of Imprints Abroad, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 1- 25. L’articolo presenta varie edizioni olandesi conservate in biblioteche e archivi di Riga e Tartu, spiegando le ragioni della presenza di tali edizioni in queste collezioni. – A.T.

040-026 Biagetti (Maria Teresa), Un modello di riferimento per le biblioteche digitali. Analisi e prime valutazioni, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 67-75. Nell’ambito del progetto Delos, Network of Excellence on Digital Libraries, è stata proposta una struttura concettuale per definire i concetti fondativi dell’universo delle biblioteche digitali, individuare le entità e le relazioni e coordinare sotto un unico modello sistemi e concezioni diversi. – L.R.

040-027 Biagetti (Maria Teresa), Un modello ontologico per l’integrazione delle informazioni del patrimonio culturale: CIDOC-CRM, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 43-77. Dopo un’introduzione alle ontologie di dominio e fondazionali, presenta l’ontologia formale del modello CIDOC-CRM, un sistema orientato all’oggetto, progettato in ambito museale per la rappresentazione dei contenuti digitali relativi all’eredità culturale; raccogliendo dati da istituzioni diverse e rispettandone i diversi criteri descrittivi. Con esempi di applicazioni internazionali. – Pino Buizza

040-028 Bianchi (Massimo), Gli archivi delle Contrade, del Magistrato delle Contrade e del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, «Accademia dei Rozzi», 23, 2016, 44, pp. 30-51.

040-029 Biblioteche e biblioteconomia: principi e questioni, a cura di Giovanni Solimine – Paul Gabriele Weston, Roma, Carocci, 2015 Þ rec. Antonella Trombone, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 340-55

040-030 Bibliothèques Strasbourg. Origines – XXIe siècle, sous la direction de Frédéric Barbier, Paris-Strasbourg, Éditions des Cendres – Bibliothèque nationale et Universitaire, 2015 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, p. 257

040-031 Bisset (Sophie), Exploring the parameters of the École romande du droit naturel in the Journal helvétique: the case of Louis Bourguet’s «Four letters on Leibniz», in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 315-28.

040-032 Bocchetta (Monica), I libri di Angelo Zambardo, religioso e poeta minore (XVI-XVII secolo), «Bibliothecae.it», 5/2 (2016), pp. 74-115. Si delineano la figura e l’opera di Angelo Zambardo, della congregazione degli Eremiti di fra Pietro da Pisa, sulla base della sua raccolta libraria censita nell’ambito della celebre inchiesta dell’Indice alla fine del Cinquecento. – L.R.

040-033 Boffey (Julia), Manuscript and Print in London c. 1475-1530, London, British Library, 2012 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 273-4

040-034 Boffey (Julia), Manuscript and print in London, c. 1475-1530, London, The British Library, 2012, pp. 246, ill., ISBN 978-0-7123-5881-1, s.i.p. Dopo che i testi a stampa fecero la loro comparsa in Inghilterra, che percezione ne ebbero i lettori e i produttori? E in che modo tale percezione modellò il loro rapporto con i libri, a stampa e non? Movendo da queste due questioni e circoscrivendo l’indagine alla produzione londinese (la sola in qualche modo verificabile) censita fra il 1475 circa e il 1530, l’a. esplora il circuito relazionale esistente fra materiale manoscritto, materiale stampato e lettore/produttore, tenendo a mente, se non altro per il suo milieu di medievista, che entrambe le pratiche di diffusione del testo coesistettero a lungo, e sempre in osmosi bidirezionale. Attraverso una serie documentata e ben ragionata di cases study (uno per capitolo), il vol. cerca si addentrarsi in questa intricata e insidiosa triangolazione, fermandosi però talvolta a una analisi un po’ superficiale dei problemi che pone sul piatto: questo non perché l’a. si esime dal fornire necessariamente risposte univoche (per es., rispetto al campione scelto per l’indagine, lascia in sospeso «what exaclty might have constitued a London book of the late fifteenth and early sixteenth centuries», p. 17), quanto, piuttosto, perché affronta in maniera forse non del tutto esperta questioni nodali – come, per esempio, il rapporto fra il tipografo, l’exemplar e il corrispondente testo stampato (pp. 46-56) oppure le ricadute filologiche delle copie manoscritte basate su copie a stampa (pp. 57-65) – che infatti puntella con riflessioni (altrui) ben note e consolidate. Corredano il vol., certamente interessante, bello e di ottima leggibilità, un ricco apparato illustrativo, sia a colori che in b/n, l’indice dei manoscritti e delle edizioni a stampa citati nel testo, l’indice generale e la bibliografia. – Elena Gatti

040-035 Bolduc (Benoît), La Fête imprimée. Spectacles et cérémonies politiques (1549-1662), Paris, Classiques Garnier, 2016, pp. 391, ISBN 978-2-406-05679-9, € 38. Lo studio offre la prima disamina complessiva del fenomeno dei libri stampati in Francia, tra ’500 e ’600, per feste dinastiche e occasioni solenni, quali matrimoni, battesimi, funerali, visite di ambasciatori esteri, ingressi cittadini di sovrani ed eminenti prelati. Si ricercano soprattutto le reali finalità di queste pubblicazioni, che l’a. individua nel proposito di dare notizia delle sfarzose cerimonie e di fornire, grazie a testi e illustrazioni, gli strumenti utili alla loro interpretazione. Nelle pagine di questi opuscoli si conserva così una varietà di testi (lettere di dedica, cronache, poesie, orazioni) e di immagini (momenti della festa, riproduzioni di addobbi e apparati effimeri, scenografie e costumi per le recite offerte) che probabilmente puntarono a diffondere un’idea della festa piuttosto che una sua immagine realistica. Sofisticati strumenti di propaganda e d’idealizzazione del regime tali stampe, spesso giunte in rarissimi esemplari, andranno allora usate con cautela nelle ricerche di storia del teatro e dello spettacolo, mentre l’analisi della loro circolazione, del loro commercio e della loro lettura, qui condotta con grande acume e precisone, offre nuove interessanti conoscenze sul rapporto tra libro e società d’Antico Regime. – Claudio Passera

040-036 Bonaccorsi (Andrea), La valutazione possibile. Teoria e pratica nel mondo della ricerca, Bologna, Il Mulino, 2015 Þ rec. Simona Turbanti, «Bibliothecae.it», 5/2 (2016), pp. 500-11

040-037 Bonizzi (Claudio), La “mission” della Biblioteca OASIS di Perugia, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 35-40. L’a. evidenzia in questo breve contributo che la mission della Biblioteca Oasis è rivolta alla soddisfazione della sete di conoscenza di tutti coloro che usufruiscono dei suoi fondi, sia dal lato teologico che culturale in senso più generale. – M.C.

040-038 Borraccini (Rosa Marisa), Libri e strategie editoriali del Santuario della Santa Casa di Loreto nei secoli XV-XVII, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 255-67. Loreto si connota per un vivace mercato librario alimentato dagli amministratori del Santuario e dai locali librai, che fino alla prima metà del Seicento si servirono di tipografi di altre località per la stampa di edizioni legate alla Santa Casa. – L.R.

040-039 Borraccini (Rosa Marisa), Note di lettura su una pubblicazione recente. La “libraria” settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 197-207. La pubblicazione de La “libraria” settecentesca di San Francesco del Monte a Perugia. Non oculis mentibus esca, a cura di Fiammetta Sabba, Perugia, Fabbri, 2015, rappresenta un’occasione per una riflessione metodologica sulle fonti documentarie per ricostruire la storia delle biblioteche degli ordini religiosi. – L.R.

040-040 Botta (Mario), La Biblioteca Salita dei Frati: un luogo per tutta la città, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 72-75. Si riporta l’intervento di Mario Botta nel giorno dell’inaugurazione del nuovo pavimento ligneo della Biblioteca Salita dei Frati.

040-041 Bower (Peter), Lo sviluppo della carta velina in Inghilterra 1756-1812, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 67-90.

040-042 Brambilla (Alberto) – Angelo Colombo, Dialogo intorno al pianeta libro (e ai sui satelliti), «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 7-32.

040-043 Brambilla (Alberto), Elenco generale (e s-ragionato) per la proposta di comodato, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 33-42.

040-044 Brumana (Angelo), Paolo Gagliardi, Baldassarre Zamboni, Luigi Arici intorno a Leonardo Cozzando, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45 (giugno 2016), pp. 41-97. Tra i manoscritti della collezione di Clemente Di Rosa (1767-1850), oggi alla Queriniana di Brescia, figura un esemplare della Libraria bresciana (Brescia, G.M. Rizzardi, 1694) del servita Leonardo Cozzando (1620-1702), arricchito da postille di successivi eruditi bresciani quali Paolo Gagliardi (1675-1742), Baldassarre Zamboni (1723-1797) e Luigi Arici (1723-1810), l’a. ricostruisce un importante capitolo della storia della bibliografia bresciana tra Sette e Ottocento. – L.R.

040-045 Calabi (Donatella), Venezia e il Ghetto. Cinquecento anni del “recinto degli ebrei”, Torino, Bollati Boringhieri, 2016, pp. 188, ISBN 978-88-339-2763-3, €15. Uscito in contemporanea alla mostra organizzata a Venezia (“Venezia, gli Ebrei e l’Europa 1516-2016”, Palazzo Ducale) il volumetto, dotato di un parco apparato iconografico, di un breve glossario finale e di aggiornata bibliografia alle note a piè di pagina, offre un utile percorso lungo i cinque secoli di esistenza del ghetto veneziano. Squarci soprattutto di vita sociale che illuminano una presenza, quella ebraica, circoscritta eppure assai significativa all’interno della città: il ghetto, insomma, anche come occasione di rafforzare la vita comunitaria, non solo come fonte di isolamento e segregazione. – E.B.

040-046 Caldari (Claudia), Le forme per carta a mano: bene storico-artistico o scientifico-tecnologico?, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 293-98.

040-047 Candaux (Jean-Daniel), L’helvétisation du premier Mercure suisse (1732-1737), in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 159-73.

040-048 Canfora (Luciano), La biblioteca moderna: da Cromwell alle Nazionali italiane, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 6-16. La Rivoluzione francese ha avuto un ruolo predominante nel percorso che ha portato alla nascita dell’idea di ‘biblioteca nazionale’, intesa come raccolta libraria dei e per i cittadini che costituiscono la nazione. – L.R.

040-049 Capaccioni (Andrea) – Giovanna Spina, La valutazione della monografia scientifica e il ruolo degli editori: il progetto spagnolo Scholarly Publishers Indicators (SPI), «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 241-255. Il contributo presenta il progetto Scholarly Publishers Indicators, nato nel 2010 in Spagna dalla necessità di individuare e studiare specifici indicatori di qualità per le monografie scientifiche. – L.R.

040-050 Capaccioni (Andrea), Il ruolo delle biblioteche degli ordini religiosi. Una prospettiva biblioteconomica, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 15-25. Prendendo lo spunto da quanto scrisse ancora trent’anni fa Luigi Balsamo, l’autore evidenzia e attualizza quali sono le funzioni esercitate oggi dalle biblioteche degli ordini religiosi, sempre più aperte alla dimensione pubblica e agli ambiti della società in cui sono inserite. – M.C.

040-051 Capaccioni (Andrea), Le origini della biblioteca pubblica: il contributo di Eugène Morel, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 17-26. Il bibliotecario francese Eugène Morel (1869-1934), la cui figura è stata rivalutata solo in anni recenti, ha proposto interessanti riflessioni sul tema della biblioteca pubblica, da cui si ricavano sputi interessanti per le origini di questo concetto problematico. – L.R.

040-052 Cappelveen (Paul van), One Copy on Japanese Paper. Dutch Private Presses and their Choice of Paper, 1910-42, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 26-61. Si discute della ricezione delle norme dirette alle stamperie private proposte da William Morris, in relazione all’uso della carta. Si rileva come, nella pratica, il suggerimento di utilizzare carta fatta a mano con una filigrana personale, fu presto abbandonata in favore di quella che veniva chiamata carta Giapponese, in ragione di un maggior pragmatismo nella produzione delle stampe. – A.T.

040-053 Caproni (Attilio Mauro), Il percorso e la voce della bibliografia, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 143-9. In un mondo condizionato sempre più massicciamente dagli strumenti informatici, che sembrano aver «(quasi) tolto ogni identità ragionativa a ciascuna persona» (p. 143), la Bibliografia «diviene il percorso e la voce dell’intelligenza» (p. 149). – L.R.

040-054 Carbonetto (Gianpaolo), Segni di esistenza, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 53-6.

040-055 Castagnari (Giancarlo), La galassia “forma” nell’universo carta. Forme e formisti dall’era del segno ai tempi delle cartiere Miliani, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 225-70.

040-056 Castello di Masino. Catalogo della Biblioteca dello Scalone, II: D-K, a cura di Lucetta Levi Momigliano – Laura Tos, Novara, Interlinea, 2015 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 278-9

040-057 Castellucci (Paola), Alla ricerca del canone: contare/valutare, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 117-25. Si ripercorre l’evoluzione di Google, da progetto accademico ad azienda che punta al controllo totale e monopolistico del mercato dell’informazione. – L.R.

040-058 Catalogues régionaux des incunables des bibliothèques publiques de France, XX: Dominique Coq, Paris: Académie Nationale de Chirurgie – Alliance Israëlite Universelle – Archives Nationales – Arts Décoratifs – Assemblée Nationale – Bibliothèque Interuniversitaire Cujas – Bibliothèque Polonaise de Paris – Bibliothèque Universitaire des Langues et Civilisations (Supplément) – Conseil d’État – Cour de Cassation – École Nationale Supérieure des Beaux-Arts (Supplément) – École Normale Supérieure – Institut du Monde Arabe – Institut National d’Histoire de l’Art – Facultés Jésuites du Centre de la rue de Sèvres (Supplément) – Musées Jacquemart-André – Musée du Louvre – Musée National du Moyen Âge – Ordre des Avocats au Barreau de Paris – Société de l’Histoire du Protestantisme Français, Genève, Droz, 2016 (Histoire et civilisation du livre, 35), pp. 339, ill. b/n e col., ISBN 978-2-600-04700-5, s.i.p. Prosegue il grande progetto, avviato nel 1979 dal Ministero della cultura e della comunicazione, di catalogazione del patrimonio incunabolistico delle biblioteche pubbliche di Francia. Il ventesimo vol., dovuto ancora a Dominique Coq, presenta un insieme quanto mai eterogeneo di venti piccole collezioni parigine (chiudendo così il censimento per la capitale), per un totale di 321 schede, cui si aggiungono alcuni supplementi e correzioni a precedenti cataloghi. Precedono quattro descrizioni di libri silografici databili agli anni Sessanta e Settanta del Quattrocento oggi al Louvre e provenienti dalla collezione del barone Edmond de Rothschild. In tutto sono descritti 361 esemplari rappresentativi di 341 edizioni. La ricerca in queste piccole raccolte rivela sempre qualche sorpresa: ecco allora ben nove unica, di cui sei testimoniano edizioni sconosciute ai repertori bibliografici. Si segnalano inoltre cinque edizioni ebraiche recanti note inquisitoriali. Le schede, minimali negli aspetti bibliografici e bibliologici (tranne che nei casi degli unica descritti in maniera analitica), riservano invece ampio spazio alla descrizione dell’esemplare e, in particolare, alla rilevazione e alla segnalazione dei segni di provenienza. Chiudono le tavole a colori e in bianco e nero e un corposo apparato di indici. Si segnalano, in particolare, quello delle miscellanee, quello delle legature, il prospetto riassuntivo con le localizzazioni e l’analitico indice delle provenienze. – L.R.

040-059 Cátedra (Pedro M.), Giambattista Bodoni sulla tipografia spagnola, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 297-311. Si tratta una serie di casi che testimoniano lo speciale rapporto di Bodoni con il libro e la tipografia spagnoli, a partire dal contesto politico-istituzionale in cui il tipografo vive e opera. – L.R.

040-060 Catoni (Giuliano), I Rozzi e la polemica Chateaubriand, «Accademia dei Rozzi», 23, 2016, 44, pp. 2-7.

040-061 Cavagna (Anna Giulia) – Fiammetta Sabba, Editoriale, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 3-5.

040-062 Cavagna (Anna Giulia), Legature cinquecentesche in una biblioteca di formazione europea, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 391-404. L’inventario della biblioteca di Alfonso II Del Carretto (†1583), marchese di Finale, presentando accurate descrizioni dei singoli esemplari, permette di avere a disposizione dati importanti sulle legature dei libri. Un caso di rilievo per gli storici della legatura. – L.R.

040-063 Cernuschi (Alain), L’Encyclopédie dans le Journal helvétique (1749-1769) ou une dynamique des Lumières à l’épreuve d’un lectorat pluriel, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 94

040-064 «Charta», 146, luglio-agosto 2016. Il numero è dedicato agli abbecedari prodotti nel periodo che va dalla Rivoluzione francese al Novecento (Corrado Farina), ai periodici “giudiziari” della seconda metà del XIX secolo (Patrizia Caccia), alla figura di Georges de Feure, tra i grandi del movimento liberty ma poco noto ai più (Francesco Rapazzini), all’esordio italiano di Agatha Christie (Guido Iazzetta), a Giuseppe Gioachino Belli, poeta in lingua “romanesca” (Anna Rita Guaitoli), ai “sussidiari” estivi realizzati durante la prima metà del Novecento (Elisabetta Gulli Grigioni), alle polizze di carico, strumenti che raccontano la storia del commercio marittimo (Michele Rapisarda), all’uso della figura geometrica del cerchio negli stampati moderni (Mauro Chiabrando) e alla collana “Il Blocchetto”, nata nel 1975 (Lucio Gambetti). – F.T.

040-065 Chierici Regolari Minimi, a cura di Luca Marinelli – Paola Zito. Congregazione dell’Oratorio, a cura di Elisabetta Caldelli – Germano Cassiani. Ordine dei frati Scalzi della B.V. Maria del Monte Carmelo, a cura di Carmela Compare – Agata Pincelli, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2015 Þ rec. Francesca Nepori, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 450-4

040-066 Cinquepalmi (Giuseppe), Gli armaroli, spadari e cortellari bresciani in età veneta (XV-XVIII secolo), «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45 (giugno 2016), pp. 21-40. Un’ampia indagine documentaria rivela i nomi di numerosi bresciani impegnati nella produzione di armi e armature, vero fiore all’occhiello della manifattura locale in età moderna. – L.R.

040-067 Cocho (Il) bergamasco alla casalenga, prefazione di Alberto Capatti, Lodi, G. Zazzera, 2001 (‘Collana di enogastronomia’), pp. 52, ISBN 8885967108, 18. Si tratta della pubblicazione a stampa di una serie di ricette conservate in un manoscritto risalente probabilmente alla fine del XVII sec., oggi alla Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo. Le ricette del choco risultano molto legate alla tradizione bergamasca e il suo dettato, nell’uso dell’italiano culinario, riflette la «cultura lombarda con marcate inflessioni locali» (p. 6). Non si tratta di un semplice ricettario: il fine didattico è evidente nei minuziosi dettagli e suggerimenti che vengono forniti, utili a tutti coloro che cucinano non (solo) per diletto ma per mestiere. – F.T.

040-068 Codispoti Azzi (Vittoria), Da Sergio Colombi alla Biblioteca cantonale di Lugano. Un fondo di incunaboli ed edizioni aldine «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 13-8. Articolo sul fondo di incunaboli aldini donati, tra il 1962 e il 1975, da Sergio Colombi alla Biblioteca cantonale di Lugano. – A.T.

040-069 Collart (Muriel), L’âge d’or de la météorologies dans le Mercure suisse et le Journal helvétique: les observations du docteur Garcin, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 269-91.

040-070 Collectors’ knowledge. What is kept, what is discarded. Aufbewahren oder wegwerfen. Wie Sammler entscheiden, edited by Anja-Silvia Goeing – Anthony T. Grafton – Paul Michel, Leiden-Boston, Brill, 2013 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, p. 447

040-071 Corsini (Silvio), Gazettes et revues lausannoises au siècles des Lumières: un bilan en demi-teinte, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 103-22.

040-072 Cossy (Valérie), La nouveauté d’un Nouveau Journal en 1784: des Lumières utiles pour le peuple et une République européenne des lettres, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 223-44.

040-073 Costa Longeri (Roberto), Stelio Crise. Il bibliotecario curioso, Empoli, Ibiskos, 2012, pp. 54, ISBN 978-88-546-0943-3, €10. Curioso (e confuso) insieme di ricordi e materiali per rievocare la figura assai intrigante di un bibliotecario d’altri tempi (cioè colto). – E.B.

040-074 Cozzoli (Vittorio), Re e Regina nudi, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 115-25.

040-075 Cuadra (Elena, de la), Documentación cinematográfica. Roles y fuentes del documentalista en el cine, Barcelona, Editorial UOC, 2013 Þ rec. Elena Ranfa, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 327-30

040-076 Cunoldi Attems (Annibel), Porto Vecchio, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, p. 351.

040-077 Da Lio (Lidia), Le lettere di Luigi Chiozza nell’Archivio dell’Imperial Regia Società Agraria di Gorizia, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 323-38.

040-078 Daquino (Marilena) – Francesca Tomasi, Digital Humanities e Library and Information Science. Attraverso le lenti dell’organizzazione della conoscenza, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 130-50. Il contributo mira a individuare punti di raccordo e di riflessione comune tra le Digital Humanities e le pratiche della Library Information Science. – L.R.

040-079 Darnton (Robert), Nuovi orizzonti per un antico sapere, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 34-41. Lo storico americano sottolinea quali sono le nuove prospettive delle biblioteche statunitensi, oscillanti tra la tradizionale funzione conservativa e un sempre più crescente ruolo sociale, in particolar modo per le fasce più disagiate della popolazione, sfruttando le potenzialità di internet e del digitale. - M.C.

040-080 De Beer (Carel Stephanus), Information Science as an Interscience. Rethinking Science, Method and Practice, Amsterdam, Elsevier, 2015 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 361-3

040-081 De Franceschi (Loretta), Opportunità di lettura nella Cagliari di fine Ottocento: il gabinetto della libreria Pala, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 213-23. L’intraprendente libraio e tipografo cagliaritano Giuseppe Pala, accanto all’attività di commercio librario, promosse, verso la fine dell’Ottocento, «una modalità associata di prestito dei volumi, attraverso la formula del gabinetto di lettura» (p. 215). – L.R.

040-082 De Gennaro (Antonio), Rime e poesie in guerra, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 125-32. Si pubblicano, con una introduzione, varie poesie (anche in dialetto) e vignette apparse su periodici nel periodo della Grande Guerra. – L.R.

040-083 De l’argile au nuage. Une archéologie des catalogues (IIe millénaire av. J.-C. – XXIe siècle). Catalogue de l’exposition, sous la direction de Frédéric Barbier – Thierry Dubois – Yann Sordet, Paris-Genève, Bibliothèque Mazarine – Bibliothèque de Genève – Éditions des Cendres, 2015 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), p. 256.

040-084 De Pasquale (Andrea), I primi musei del libro in Italia, «Bibliothecae.it», 5/2 (2016), pp. 116-42. I primi precoci esperimenti di musei del libro in Italia, in gran parte frutto di eventi celebrativi, si ritrovano, tra anni Dieci e Venti del Novecento, a Torino (1913), a Carmagnola (1921, l’unico sopravvissuto fino a oggi) e a Firenze (1922, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana). – L.R.

040-085 Demorieux (Anne), Caterina Precoto, tra riformismo sociale e coscienza nazionale, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 241-8.

040-086 Di Domenico (Giovanni), L’ordinamento delle raccolte librarie nei contributi di Ettore Fabietti, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 27-36. Nel primo decennio del Novecento, Ettore Fabietti (1876-1962) si inserisce nel dibattito relativo alla disposizione dei volumi in biblioteca proponendo, per le biblioteche popolari (del cui Consorzio milanese è direttore) «un ordinamento sistematico, che agevoli l’immediato reperimento dei volumi» (p. 29). – L.R.

040-087 Di Nardo (Celestino), Commemorazione del fondatore dell’OASIS di Perugia padre Anselmo Mattioli, un suscitatore di cultura, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 27-33. Viene qui presentato un affettuoso ritratto del fondatore della Biblioteca OASIS a vent’anni dalla sua morte. – M.C.

040-088 Disciplinare la memoria. Strumenti e pratiche nella cultura scritta (secoli XVI-XVIII). Atti del Convegno internazionale, Bologna, 13-15 marzo 2013, a cura di Maria Guercio – Maria Gioia Tavoni – Paolo Tinti – Paola Vecchi Galli, Bologna, Pàtron, 2014 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/1 (2016), pp. 260-2

040-089 Dizionario degli editori, tipografi, librai itineranti in Italia tra Quattrocento e Seicento, coordinato da Marco Santoro, a cura di Rosa Marisa Borraccini – Giuseppe Lipari – Carmela Reale – Marco Santoro – Giancarlo Volpato, 3 volumi, Pisa-Roma, Serra, 2013 Þ rec. Francesca Nepori, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 263-9

040-090 Domenichi (Lodovico), Vite di santa Brigida e santa Caterina di Svezia, edizione critica, introduzione e note di Enrico Garavelli, Manziana, Vecchiarelli, 2016 (‘Cinquecento. Testi. Nuova serie’, 14), pp. 162, ISBN 978-88-8247-387-7, € 25. Il curatore, a cui si devono numerosi studi che – nel corso degli anni – hanno indagato a fondo la figura e l’attività del collaboratore editoriale Lodovico Domenichi, attivo a Venezia e a Firenze a cavallo tra la prima e la seconda metà del XVI secolo, propone l’edizione critica della traduzione delle vite di s. Brigida e s. Caterina di Svezia realizzata dal Domenichi stesso. Il vol. – che rientra nelle pubblicazioni allestite per il quinto centenario dalla nascita del Domenichi – oltre all’edizione del testo, contiene anche un’ampia parte introduttiva in cui si indaga in modo preciso e documentato quella che fu la ricezione della figura di s. Brigida in Italia, inserendovi la versione volgare della sua vita realizzata dal poligrafo piacentino. Tale traduzione si conserva in un unico manoscritto autografo – che pare essere la copia donata dal Domenichi alla committente – presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze alla collocazione F.N., II. IV. 517. Nell’introduzione alla presente edizione critica vengono innanzitutto ripercorse le tappe che portarono alla realizzazione della traduzione, avvenuta nei primi mesi dell’anno 1558 quando – di ritorno da un viaggio nella natia Piacenza necessario per sistemare questioni ereditarie –, su richiesta di Margherita Acciaiuli Borgherini (a cui è dedicato il manoscritto), il Domenichi iniziò a lavorare sulle vite delle due sante. L’edizione su cui basò il suo lavoro è quella della compilazione allestita dal vescovo di Uppsala in esilio in Italia, Olao Magno, stampata a Roma nel 1553. Si passa quindi a ricostruire la fortuna della figura della santa che si conferma molto vivace in Toscana e soprattutto a Firenze nei secoli XIV-XVI, come rivelano le arti figurative, la toponomastica, e la presenza di materiali archivistici che rimandano alla santa; viene tuttavia ricordato come, di contro, la fortuna della traduzione del Domenichi dovette essere quasi inesistente. La materia stessa del testo tradotto permette inoltre di riflettere su quelle che dovettero essere le posizioni del Domenichi in materia di fede (si riprende tra l’altro, in calce all’introduzione, il discorso sulla traduzione realizzata dal poligrafo del Libro del fuggir le supertitioni di Calvino che lo vide processato per eresia). La puntuale analisi linguistica della traduzione – che rileva come il modo di tradurre del Domenichi sia sostanzialmente allineato con quello riscontrato in tutti gli altri testi da lui già tradotti – precede l’edizione critica, corredata da note, delle vite delle sante. Chiudono il bel vol. un utile regesto bibliografico e un indice dei nomi. – A.T.

040-091 Dukkon (Agnes), Ostrosith Mátyás koronaőr naplója, 1673-1675, «Magyar Könyvszemle», 132, 2016/I, pp. 60-71. Il diario di Mátyás Ostrosith fornisce una importante fonte anche per lo studio di lettura e scrittura nel Seicento. – E.B.

040-092 Dutch Typography in the Sixteenth Century. The Collected Works of Paul Valkema Blouw, ed. by Ton Croiset van Ulchen – Paul Dijstelberge, Leiden-Boston, Brill, 2013 Þ rec. Willelm Heijting, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 157-62.

040-093 Edizioni di Basilea del XVI secolo a sud delle Alpi. Catalogo dell’esposizione a cura del Centro di competenza per il libro antico. Lugano, Biblioteca Salita dei Frati 12 maggio – 12 agosto 2016, a cura di Marina Bernasconi Reusser – Jean-Claude Lechner – Lauea Luraschi Barro – Luciana Pedroia, «Arte & storia», 68, marzo-aprile 2016. Pur realizzato con una grafica un po’ inusuale per questo genere di pubblicazioni, il catalogo è di grande interesse. Tramite un curioso “viaggio” tra alcune anche misconosciute raccolte librarie di istituzioni ecclesiastiche del Canton Ticino, viene recuperata una significativa serie di edizioni (soprattutto biblico-patristiche) realizzate a Basilea nel corso del XVI sec. Ne esce una percorso prezioso (anche se dai toni volutamente divulgativi) fra tipografi, testi, antichi possessori, che rende ragione della ampia circolazione che ebbe questo tipo di editoria, anche superando gli steccati confessionali. – E.B.

040-094 Fabbri (Federica), Sub anno Domini 1465… In casa de figliuoli di Aldo. Origine e progressi della stampa tipografica in Italia attraverso gli esemplari della biblioteca ‘Giuseppe Taroni’ di Bagnacavallo, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 201-58. Si dà conto della mostra di alcuni esemplari della biblioteca “Giuseppe Taroni” di Bagnocavallo, tenutasi dal 13 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016 per celebrare i 550 anni dell’introduzione della stampa a Subiaco e il cinquecentesimo anniversario della morte di Aldo Manuzio. – L.R.

040-095 Fadini (Matteo), Le Canzoni spirituali di Bartolomeo Panciatichi, in Poesia e Riforma, a cura di D. Dalmas, pp. 103-46. Partendo dalla scoperta di un nuove testimone dell’opera e dal lavoro filologico per la sua edizione, si indaga la circolazione di questa breve raccolta di rime sacre. In fine bibliografia. – E.B.

040-096 Faggiolani (Chiara), La Bibliometria, Roma, Carocci, 2015 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 359-60

040-097 Faggioni (Livia), La forma dalla gestualità alla tecnica [col Glossario dei termini tecnici], in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 331-64.

040-098 Fekete (Csaba), A Szákiak, «Magyar Könyvszemle», 132, 2016/I, pp.47-59. Sui vari membri della famiglia attivi nel Seicento. – E.B.

040-099 Fernández-Molina (Juan Carlos) – Enrique Muriel-Torrado, Uso ético y legal de la información digital por parte de la comunidad universitaria: papel de los bibliotecarios, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 127-40. Recenti disposizioni normative, sommate alle possibilità del mondo digitale, vengono a creare talvolta dei conflitti tra le attività di ricerca universitaria e il diritto d’autore, in cui può essere decisivo il ruolo dei bibliotecari degli atenei. – L.R.

040-100 Ferraglio (Ennio), Libellus de vino mordaci di Girolamo Conforti (1570), «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 5-8. Il contributo presenta il raro trattatello De vino mordaci (Brescia, Tommaso Bozzola, 1570, Edit16 on line CNCE 13079), unica opera stampata dal medico bresciano Girolamo Conforti, fonte preziosa per conoscere la produzione del vino frizzante nell’Italia settentrionale. – L.R.

040-101 Ferraglio (Ennio), Vino per tutte le stagioni: la lettera Della qualità dei vini di Sante Lancerio bottigliere pontificio, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 121-3. La celebre lettera che Sante Lancerio, bottigliere di Paolo III, indirizzò ad Ascanio Sforza «può essere considerata il primo testo della letteratura enologica italiana» (p. 121). – L.R.

040-102 Ferrante (Flavia), L’applicazione della scheda PST (Patrimonio Scientifico e Tecnologico) per la catalogazione delle forme per carta a mano, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 305-25.

040-103 Ferrari (Stefano), La réception des Mœurs (1748) de François-Vincent Toussaint dans l’espace savant suisse, et en particulier dans le Journal helvétique, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 359-76

040-104 Ferroni (Giovanni), “Siculis et Tarentinis”. Teologia, esegesi e poetica nei De rebus divinis carmina di Flaminio, in Poesia e Riforma, a cura di D. Dalmas, pp. 33-70. Attraverso una serie di attente analisi, si riconduce la posizione teologica e spirituale del Flaminio all’insegnamento di Juan de Valdés. In fine bibliografia. – E.B.

040-105 Fiesoli (Giovanni), Inventari al quadrato: il progetto R.I.Ca.Bi.M. bilanci e questioni di metodo, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 17-54. Un’ampia descrizione tecnica e metodologica del progetto della banca dati e del censimento a stampa R.I.Ca.Bi.M (Repertorio degli Inventari e dei Cataloghi di Biblioteche Medievali, Europa latina, dall’Alto Medioevo al 1520). – L.R.

040-106 Fiorani (Eleonora), Rammemorazioni nelle trame del tempo, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 49-52.

040-107 For the Sake of Learning. Essays in Honor of Anthony Grafton, edited by Ann Blair – Anja-Silvia Goeing, Leiden-Boston, Brill, 2016 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, p. 466

040-108 Formiga (Federica), L’apparato illustrativo nelle opere genealogico-encomiastiche di Giulio Dal Pozzo, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 445-57. L’avvocato, giudice e docente di diritto civile all’Università di Padova Giulio Dal Pozzo (1625-1692) è noto per la pubblicazione di opere di carattere storico-genealogico nel secondo Seicento. Se ne analizza l’apparato illustrativo. – L.R.

040-109 Frajese (Vittorio), La censura in Italia. Dall’Inquisizione alla polizia, Roma-Bari, Laterza, 2014 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 448-9

040-110 Franchini (Antonia Francesca) – Lorusso (Lorenzo) – Piccolino (Marco) – Po’ (Mario) – Porro (Alessandro), Le neuroscienze nel patrimonio librario della Scuola Grande di San Marco, presentazione di Giuseppe dal Ben, Brescia, GAM Editrice, 2015, pp. 54, ill., ISBN 9788898288397, € 10. Il presente catalogo è stato allestito in occasione della mostra “Le neuroscienze nel patrimonio librario della Scuola Grande di San Marco” organizzata tra il 7 novembre 2015 e l’8 gennaio 2016 nelle sale del Museo di anatomia patologica “Andrea Vesalio”. Il vol. raccoglie dei brevissimi contributi tra i quali si segnalano quello di Alessandro Porro, La biblioteca della scuola grande di San Marco (pp. 20-36), ricco di illustrazioni di alcuni dei volumi più pregiati lì conservati, e la breve bibliografia Le neuroscienze nel patrimonio librario della Scuola Grande di San Marco (pp. 37-48). – Luca Montagner

040-111 Francioni (Elisabetta), Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954), Roma, AIB, 2016 Þ rec. Eleonora De Longis, «Bibliothecae.it», 5/2 (2016), pp. 488-93

040-112 Francioni (Elisabetta), Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954), presentazione di Alberto Petrucciani e postfazione di Arnaldo Bruni, Roma, Associazione italiana biblioteche, 2016, pp. 175, ill., ISBN 9788878122420, € 30. Il saggio ricostruisce e racconta l’importante ruolo avuto dal giornalista e scrittore Luciano Bianciardi nella restaurazione della Biblioteca Chelliana di Grosseto nel secondo dopoguerra, durante la sua permanenza come bibliotecario prima e poi dal 1951 come direttore. Da pag. 139 si trova una breve antologia di articoli di Bianciardi. – Luca Montagner

040-113 Froeschlé-Chopard (Marie-Hélène), Regards sur les bibliothèques religieuses d’Ancien régime, Paris, Champion, 2014 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 271-2

040-114 Fumetto, cinema, televisione, teatro, a cura di Mario Allegri – Claudio Gallo, Verona, Delmiglio, 2013 e Disegnatori e illustratori nel fumetto italiano, a cura di Mario Allegri – Claudio Gallo, San Martino Buonalbergo, Delmiglio, 2012 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 323-6

040-115 Furchheim (Friedrich), Bibliografia del Vesuvio, Lodi, Gianpiero Zazzera, 1991, pp. XII e 297, ISBN 88-85967-00-0, s.i.p. Si segnala la ristampa anastatica, ormai datata, di quest’opera uscita per la prima volta a Napoli, presso la ditta Furchheim di Emilio Prass, nel 1897. Si tratta di una bibliografia, ordinata alfabeticamente per autore o titolo, degli scritti relativi al Vesuvio dall’eruzione del 1631 in poi e compilata dal libraio austriaco Friedrich Furchheim (1844-1928), già compilatore di un’opera analoga dedicata a Pompei, Ercolano e Stabia. Il lavoro, basato soprattutto sui fondi della Biblioteca Nazionale di Napoli, della Biblioteca dell’Università “Federico II” e della Biblioteca della Società napoletana di Storia Patria, registra «opere, opuscoli, estratti e articoli di periodici colla massima precisione bibliografica» (p. VII). Le schede, dopo l’intestazione con il cognome dell’autore, presentano la trascrizione (non sempre facsimilare) del titolo dell’opera e i dati editoriali, cui seguono il formato e la consistenza in termini di carte o pagine. Seguono alcune note sul contenuto e/o sulla rarità dell’oggetto descritto. Chiudono un Indice metodico per materie e generi e un indice generale degli autori. – L.R.

040-116 Ganda (Arnaldo), Gli Statuti dei cartolai milanesi e la loro prima assemblea (1495-1497), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 239-54. Negli ultimi anni del Quattrocento, soprattutto come tutela verso i commercianti ambulanti, i cartolai milanesi costituirono una “scola”, sotto la protezione della Madonna, per la quale vennero redatti degli Statuti intitolati Li ordini et capituli de li exercenti l’arte de cartaria ne la cità de Milano et suoi borghi. Se ne fornisce un’edizione commentata – L.R.

040-117 Garavelli (Enrico), Un capitolo inedito di Ercole Bentivoglio ad Andrea Ghetti da Volterra, in Poesia e Riforma, a cura di D. Dalmas, pp. 11-31. Il Bentivoglio, noto poeta satirico, dedicò però anche un capitolo sulla predicazione della giustificazione per sola fede all’agostiniano Ghetti, testo qui pubblicato per la prima volta. In fine bibliografia. – E.B.

040-118 Gardini (Stefano), Protezione dei dati personali e riproduzione digitale dei documenti archivistici, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 121-38. Esamina il dettato del Codice di deontologia e buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici, in riferimento alle responsabilità degli archivisti che consegnano i dati da una parte, e degli studiosi/utenti che li utilizzano dall’altra, e le implicazioni delle nuove tecnologie disponibili per la riproduzione (fotografia digitale) e per la diffusione in rete dei dati. – Pino Buizza

040-119 Garfield (Simon), Sei proprio il mio typo. La vita segreta delle font [in copertina “dei caratteri tipografici”; il termine “font” era preferito invece anche in copertina nell’edizione italiana originale Ponte delle Grazie 2012], Milano, TEA, 2016, pp. 364, ISBN 978-88-502-3881-1, € 12. Illustratissimo e scanzonato viaggio tra i caratteri tipografici scritto da un giornalista brillante. Probabilmente inutile per lo studio, costituisce però una introduzione divertente al tema della resa grafica della scrittura. – E.B.

040-120 Gasparini (Giammaria), Il teatro di Carolina C. Luzzatto, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 233-40.

040-121 Gatta (Massimo), Con Giulio Ricci nella “bottega” bolognese di Luigi Degli Espositi, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 63-70. Si ripercorre l’attività, artigianale prima e industriale poi, del legatore Luigi Degli Espositi che operò a Bologna tra il 1899 e il 1984. – A.T.

040-122 Gavinelli (Simona), Catechismi ed educazione cristiana a Novara dal Medioevo all’età contemporanea (secoli XV-XX), Novara, MediaPer Edizioni, 978-88-940127-2-9, pp. 32, s.i.p. Pubblicato a documentazione della omonima mostra allestita dall’a. con Pier Davide Guenzi in occasione dei festeggiamenti per il 60° del Seminario vescovile di Novara, l’opuscolo, assai ben illustrato, offre un prezioso percorso nel genere del “catechismo cristiano” lungo un arco cronologico assai esteso. Pur basato sui fondi novaresi, il percorso non fa esplicito riferimento ai singoli esemplari. Utile bibliografia alle pp. 29-30. – E.B.

040-123 Gill (Eric), An Essay on Typography, London, Penguin Books, 2013, pp. [XII]+134, ISBN 978-0-141-39356, £ 7,99. Ristampa dell’edizione originale del 1931, questo agile volumetto presenta in maniera brillante lo stato dell’arte della stampa al 1930 soffermandosi, anche con l’ausilio di essenziali illustrazioni, sul contesto produttivo, sulla grafica, sulla tipografia etc. – E.B.

040-124 Gilmont (Jean-François), Insupportable mais fascinant. Jean Calvin, ses amis, ses ennemis et les autres, Turnhout, Brepols, 2012 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 443-4

040-125 Giustacchini. Famiglia e impresa in cinquecento anni di storia bresciana, a cura di Giuseppe Giustacchini, Roccafranca (Bs), La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, 2015, pp. 231, ill. col., ISBN 978-88-8486-670-7, s.i.p. Un elegantissimo vol. celebrativo (pensato però – dal punto di vista bibliografico – per mettere in difficoltà il catalogatore) che ricostruisce cinquecento anni di storia della famiglia Giustacchini, titolare, ancora oggi, di uno dei più importanti marchi italiani di cartoleria e cancelleria. Per sedici generazioni i Giustacchini hanno lavorato nel settore, passando dalla produzione e commercio della carta alla stampa e oggi alla distribuzione di forniture e servizi per l’ufficio e alla grafica di progetti di packaging design. Dopo i contributi proemiali il percorso si snoda in quattro capitoli. Il primo ricostruisce i primi due secoli di attività, dalle origini valsabbine di Levrange al trasferimento prima a Serniga di Salò e poi a Nave. Il secondo tratta del consolidamento dell’azienda nel passaggio alla modernità. Il terzo si sofferma sulla figura di Carlo Giustacchini (1818-1884), figura di rilievo del Risorgimento locale. Si chiude con gli ultimi due secoli di storia legati indissolubilmente alla città di Brescia e non più alla provincia. Chiudono una essenziale bibliografia e i ringraziamenti. Il tutto corredato da bellissime fotografie e dall’edizione di fonti documentarie. Sui risguardi un albero genealogico della famiglia, da Giustacchino (†1524) agli ultimi eredi Davide e Paola, e una linea cronologica che sintetizza il percorso storico dell’azienda. Manca, purtroppo, un indice dei nomi. – L.R.

040-126 Gnoli (Antonio), La mia vita in convento con i classici e le mistiche. Intervista a Giovanni Pozzi, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 76-80. Si ripropone un’intervista rilasciata dallo studioso ticinese ad Antonio Gnoli pubblicata originariamente sulla pagina culturale de «La Repubblica» (maggio 2002). – A.T.

040-127 Granata (Giovanna), I libri dei monasteri vallombrosani nell’Inchiesta della Congregazione dell’Indice. Per una indagine quantitativa sugli autori, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 163-85. Sulla base del vol. che pubblica gli inventari dei Vallombrosani compilati in occasione dell’Inchiesta dell’Indice, uscito alcuni anni fa per i tipi della Biblioteca Apostolica Vaticana, si fornisce una rilevazione delle occorrenze degli autori, al fine di definire le strategie culturali della congregazione benedettina. – L.R.

040-128 Grasso (Gioacchino), Gaetano Braga e Antonio Fogazzaro. Storia di una amicizia, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 261-76.

040-129 Grasso (Gioacchino), Nel 90° anniversario dalla morte di Giuseppe Kaschmann. Piccole tessere di un grande mosaico, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 71-98.

040-130 Grasso (Gioacchino), Placido Mandanici. Ulteriori esiti di una annosa ricerca, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 277-80.

040-131 Guaraldi (Mario), Da editore a banchiere della conoscenza, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 93-107. In un mondo in cui viene sempre più manifestata l’esigenza di una cultura diffusa, le biblioteche devono non solo assecondare tale richiesta, ma anche saper selezionare e collegare informazioni nel vastissimo mare di internet. In questa ottica e col fatto che ogni singola istituzione insiste in una propria realtà fortemente parcellizzata, ma con la possibilità di sapersi aggregare con altre in modo da formare sistemi territorialmente omogenei, la biblioteca resta il luogo ideale per la sperimentazione di una nuova economia della conoscenza. – M.C.

040-132 Guernelli (Daniele), Perle ai margini. Una nuova testimonianza di Girolamo da Cremona, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 151-71. Formatosi nella cerchia di Mantegna, Girolamo da Cremona, uno dei principali miniatori del secondo Quattrocento nell’Italia centro-settentrionale, è noto per le sue decorazioni marginali contraddistinte dall’uso di perle, gioielli e cammei, riscontrabili anche su esemplari a stampa. – L.R.

040-133 Guerrini (Mauro) – Tiziana Possemato, Linked data per biblioteche, archivi e musei, Milano, Editrice Bibliografica, 2015 Þ rec. Fiammetta Sabba, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 334-6

040-134 Guerrini (Mauro), BIBFRAME. Un’ipotesi di ambiente bibliografico nell’era del web, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 103-15. Il progetto BIBFRAME (Bibliographic Framework Initiative, https://www.loc.gov/bibframe/), avviato nel maggio 2011, «mira a rendere possibile l’utilizzo dei miliardi di record, oggi in formato MARC, nel contesto del web semantico, tramite la tecnologia dei linked data» (pp. 104-105). – L.R.

040-135 Guerrini (Mauro), Cos’è la conoscenza? Una risposta razionale in ambito bibliografico, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 365-83. Si commenta il vol. La bibliografia come febbre di conoscenza, Macerata, Bibliohaus, 2015 (Þ AB 39-205), che pubblica una intervista di Marco Menato e Simone Volpato ad Alfredo Serrai. – L.R.

040-136 Guerrini (Mauro), Uno standard globale per la discussione e la scoperta delle risorse nell’universo bibliografico digitale, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 128-32. Viene evidenziato come lo standard internazionale RDA dia la possibilità di costruire un’ampia rete di relazioni tra le opere e i loro autori in ogni formato siano espressi. – M.C.

040-137 Hellinga (Lotte), Texts in transit. Manuscripts to Proof and Print in the Fifteenth Century, Leiden-Boston, Brill, 2014 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 435-8

040-138 I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia. Con il supplemento al catalogo delle cinquecentine. Atti dell’incontro di studio, Perugia, 16 aprile 2015, a cura di Natale Vacalebre, Roma, Istituto Storico dei Cappuccinui, 2016, (Bibliotheca Seraphico-Capuccina, 103), pp. 206, ISBN 978-88-88001-99-9, € 28. Si veda lo spoglio dei singoli contributi.

040-139 Imbimbo (Francesco), Terra viva nelle mani di Rosanna, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 99-104.

040-140 Imhof (Dirk), Jan Moretus and the Continuation of the Plantin Press. A Bibliography of the Works published and printed by Jan Moretus I in Antwerp (1589-1610), Leiden, Brill-Hes & De Graaf, 2014 Þ rec. Frans A. Janssen, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 163-6.

040-141 Jaquier (Claire), Avant-propos, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 15-20

040-142 Jaski (Bart), The Oldest Datings of the Utrecht Psalter. Rudimentary Paleography in the Early Seventeeth Century, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 125-43. In relazione al caso che impose di ipotizzare una datazione del Salterio di Utrecth, nel 1620, si riflette su quelle che furono le modalità e le pratiche di studio e di datazione dei codici nel XVII secolo. – A.T.

040-143 Kuzmin (Diego) – Alessandra Mabellini, Renato Fornasari. Protagonista della Storia dell’Architettura nell’Isontino degli anni Cinquanta, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 189-232.

040-144 La Bibbia in poesia. Volgarizzamenti dei Salmi e poesia religiosa in età moderna, a cura di Rosanna Alhaique Pettinelli – Rosanna Morace – Pietro Petteruti Pellegrino – Ugo Vignuzzi, Roma, Bulzoni, 2015 [Sapienza Università di Roma – Studi (e testi) italiani. Semestrale del Dipartimento di Studi Greco-Latini, Italiani, Scenico-Musicali, 35], pp. 305, ISSN 1724-3653,s.i.p. Il vol. si colloca all’interno del progetto di ricerca La Bibbia in poesia. Testi poetici biblici e di ascendenza biblica tra Quattro e Seicento, il quale, avvalendosi dell’apporto di studiosi di storia letteraria e linguistica italiana, è riuscito a sondare il terreno testuale – in certi casi ancora vergine – dei volgarizzamenti dei Salmi, delle rime sacre, dei cantari religiosi e delle sacre rappresentazioni, senza tralasciare la produzione di trascrizioni filologicamente attendibili, la ricezione letteraria di temi e stilemi e l’esame dei nessi profondi con le coeve riflessioni filosofico-teologiche. L’obiettivo è stato perseguito seguendo «due direttrici complementari: l’indagine della risemantizzazione in senso sacro della tradizione lirica, nonché il suo inserimento nel quadro delle spinte centrifughe di rinnovamento del canone petrarchesco-bembesco; e lo studio delle implicazioni storico-culturali e religiose che il volgarizzamento del dettato biblico comporta, nel delicato periodo storico della Riforma e Controriforma, caratterizzato da vivissime istanze di rinnovamento spirituale» (p. 12). I contributi di cui consta il volume sono 14. In ordine: Rosanna Alhaique Pettinelli, Il progetto La Bibbia in poesia (pp. 9-16); Nicolò Maldina, Penitenza ed elegia nel Canzoniere di Petrarca (pp. 17-33); Erminia Ardissino, Poesia in forma di preghiera nel Cinquecento. Sulle Rime di Vittoria Colonna (pp. 35-54); Rosanna Morace, I Salmi tra Riforma e Controriforma (pp. 55-81); Ester Pietrobon, Riscritture liriche di Salmi e poetica davidica in Bartolomeo Arnigio (pp. 83-101); Francesco Lucioli, Appunti sulle raccolte di rime spirituali di Cristoforo Scanello, detto il Cieco da Forlì (pp. 103-120); Pietro Petteruti Pellegrino, La rugiada della grazia. Tessere bibliche nelle rime di Dell’Uva (pp. 121-148); Francesco Ferretti, L’ingegnoso penitente. Angelo Grillo e i Salmi penitenziali (pp. 149-166); Elisabetta Selmi, Lagrime, pianti, lamentazioni. I volgarizzamenti dei Treni di Geremia e dei Canti profetici tra fine Cinquecento e Settecento (pp. 167-196); Marco Leone, Bibbia e poesia nel Diluvio universale (1604) di Bernardino Baldi (pp. 197-208); Pietro Giulio Riga, Un episodio della fortuna dell’Aretino salmista: le parafrasi di Giovan Francesco Loredano (pp. 209-226); Lorenzo Geri, Le Meditazioni davidiche di Giovanni Ciampoli (pp. 227-250); Patrizia Bertini Malgarini – Ugo Vignuzzi, Il Salmista toscano di Loreto Mattei: una fortunata parafrasi poetica del Salterio (pp. 251-263); Luca Piantoni, «Cor prudens praefert utile deliciis». Tracce agostiniane nel “libro del cuore” di Pier Matteo Petrucci (pp. 265-290). Ulteriori informazioni sono reperibili online consultando il sito Internet www.bibbiaepoesia.it. – Simone Pregnolato

040-145 «La Biblioteca di via Senato», maggio 2016. Si tratta della “Arte Tipografica” (Massimo Gatta), della Società degli amici dei libri di Parigi (Antonio Castronuovo) e del valore economico dei libri in relazione alle collezioni private (Giancarlo Petrella). – A.T.

040-146 «La Biblioteca di via Senato», giugno 2016. Numero speciale dedicato a Guido Gozzano, si tratta delle edizioni in vita di Guido Gozzano (Antonio Castronuovo), degli aromi inseriti da Gozzano nelle sue poesie (Epifanio Anjello), della filosofia della vita e della morte dello scrittore (Marco Cimmino), di una mostra di silografie dedicata a Gozzano (Gianfranco Schialvino), di edizioni di pregio del Gozzano conservate presso la Biblioteca di via Senato (Gianluca Montinaro). Si parla anche di un foglio volante milanese del ’500 (Giancarlo Petrella) e degli ottant’anni degli Struzzi di Einaudi (Massimo Gatta). – A.T.

040-147 «La Biblioteca di via Senato», luglio/agosto 2016. Numero speciale che celebra il V centenario dell’Orlando Furioso (1516-2016). Si tratta della ricezione dell’opera (Giuseppe Sanigiradi), della fortuna editoriale del Furioso (Giancarlo Petrella), del tema della pazzia contenuto nell’opera dell’Ariosto (Gianluca Montinaro), dello stile scrittorio del poeta (Adolfo Tura), di un verso dell’Ariosto e della sorte di Giordano Bruno (Giudo del Giudice), della metafora della fragilità umana insita nel poema (Marco Cimmino), delle letture pubbliche previste per le celebrazioni del 1993 confluite nel volume L’ottava d’oro (Antonio Castronuovo), della donazione di Cesare Segre del Furioso del 1532 e di altri suoi volumi con opere dell’Ariosto alla Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (Massimo Gatta) e delle edizioni dell’Ariosto presso la Biblioteca di via Senato (Giancarlo Petrella). – A.T.

040-148 La forma. Formisti e cartai nella storia della carta occidentale. The mould. Paper-and mould-makers in the history of western paper, a cura di Giancarlo Castagnari, s.l., Fondazione “Gianfranco Fedrigoni” – Istituto Europeo di Storia della carta e delle scienze cartarie ISTOCARTA, 2015 (L’era del segno, 3), ISBN 978-88-908519-2-6, s.i.p. Il vol. in custodia rigida, pubblicato in una veste sontuosa su carta avoriata di altissima qualità, più da libro “vetrina” che da contributo di studio, offre in realtà una serie importante di saggi dedicati alla storia della forma, cioè del “reticolo” di fili, teso all’interno di una cornice, atto a fermare le fibre vegetali in sospensione nel pisto, e a creare ciò che sarà poi la carta: proprio tale reticolo si connette con il tema delle filigrane che venivano cucite o fissate su tale struttura per poi formare quella variazione nella grammatura della carta che permetterà di distinguerne in controluce il disegno creato dalla mutazione di opalescenza. Il vol., riccamente illustrato anche se il risultato finale dell’immagine stampata non è sempre soddisfacente, fa riferimento in primis alla grande raccolta di circa 3.000 forme filigranate conservate dalla Fedrigoni S.p.A. presso le ex cartiere Miliani di Fabriano. Oltre a numerosi saggi (in italiano, con traduzione inglese), che qui si indicheranno al nome del singolo autore, il vol. è completato da un prezioso Album curato da Livia Faggioni (pp. 377-573) che costituisce un ricco archivio fotografico sul tema, dall’indispensabile indice dei nomi (a cura della stessa, pp. 575-82) e da un elegante cartelletta aggiunta con alcune foto delle varie parti che compongono la forma. Qualche perplessità sulla parte redazionale con differenze nei titoli articoli/sommario e qualche stranezza tipografica nello stesso (p. 8). – E.B.

040-149 Laurentius (Theo) – Franns Laurentius, Italian Watermarks 1750-1860, Leiden-Boston, Brill, 2016, pp. VI+176, ISBN 978-90-04-31061-2, €175. Un album di grandi dimensioni che comprende, dopo una rapida introduzione che permette però di navigare tra le provenienze delle diverse carte analizzate, una serie di fotografie ai raggi X di circa 300 filigrane italiane a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Più modesto l’apparato interpretativo visto che, nonostante la presenza di una studiosa italiana nell’editorial board della collana, a nota 6 p. 6 si spiega che, parlando di filigrane, «the Gallo Collection may be consulted in the Royal Institute for Book Pathology in Rome». – E.B.

040-150 Léchot (Pierre-Olivier), «La liberté de conscience fait cherir et respecter une religion qui ne craint point l’examen et qui rend les peuples heureux». Le christianisme au prisme du Journal helvétique (1738-1748), in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 343-58.

040-151 Léchot (Timothée) – Séverine Huguenin, Introduction à l’histoire du Journal hélvetique, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 23-82.

040-152 Léchot (Timothée), Le «mythe suisse» à l’épreuve des logogriphes, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 175-201.

040-153 Lectures du Journal helvétique 1732-1782. Actes du colloque de Neuchâtel 6-8 mars 2014, édités par Séverine Huguenin – Timothée Léchot, Genève, Slatkine, 2016 (Travaux sur la Suisse des Lumières, 18), pp. 413, ill. b/n, ISBN 978-2-05-102762-5, s.i.p. Il «Mercure suisse», poi «Journal helvétique», fu il più importante periodico di informazione nella Svizzera del Settecento. Pubblicato per mezzo secolo, il mensile costituisce una fonte importante per ricostruire la storia culturale svizzera nell’età dei Lumi. Il vol. raccoglie gli atti di un convegno interdisciplinare organizzato dalla Società svizzera di studi sul secolo XVIII e svoltosi nel 2014. Dopo i testi introduttivi, i curatori tracciano un’ampia storia del periodico. Seguono sedici contributi suddivisi in quattro sezioni di ampiezza diseguale. La prima (Les périodiques et leurs publics) si concentra, in generale, sull’editoria periodica svizzera tra Sei e Settecento (Michel Schlup e Silvio Corsini). La seconda (La formule éditoriale: souplesse et tensions) si sofferma sul «Journal helvétique» prendendone in considerazione i contenuti e le strategie editoriali (Anne-Marie Mercier-Faivre, Denis Reynaud, Jean-Daniel Candaux, Timothée Léchot, Béatrice Lovis e Valérie Cossy). La terza sezione (Constitution et circulation des savoirs) presenta alcuni temi rilevanti trattati dal «Journal helvétique», mostrandone il contributo nel dibattito scientifico settecentesco (Jeanne Peiffer, Muriel Collart, Miriam Niccoli, Sophie Bisset e Simone Zurbuchen). L’ultimo gruppo (La réception des livres et des idées) analizza alcune reazioni apparse nel periodico alla diffusione di alcune idee e all’apparizione di eccezionali pubblicazioni (Pierre-Olivier Léchot, Stefano Ferrari e Alain Cernuschi). Chiudono la bibliografia e l’indice dei nomi. Si veda anche lo spoglio dei singoli contributi. – L.R.

040-154 Ledda (Alessandro), Studi sul libro tipografico in Sardegna tra Cinque e Seicento, Milano, CUSL, 2012 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 455-9

040-155 Lepori (Fernando), Bibbia e letteratura «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 89-91. Si parla di tre conferenze su Bibbia e letteratura tenutesi presso la Biblioteca Salita dei Frati di Lugano. – A.T.

040-156 Leu (Urs), Conrad Gessner (1516-1565). Universalgelehrter und Naturfoscher der Renaissance, Zürich, Verlag Neur Zürcher Zeitung, 2016 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 445-6

040-157 Leu (Urs), Conrad Gessner-Kongress, Zürich, 6.-9. Juni 2016, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 358-64. Cronaca del convegno organizzato dall’Università e dalla Zentralbibliothek di Zurigo in occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita di Conrad Gessner (1516-1565). – L.R.

040-158 Libertini (Rosangela), Brancolano qua e là le anime... Il terremoto del 13 gennaio 1915 nella poesia e nella prosa degli autori marsicani, Avezzano, Kirke, 2016, pp. 117, ISBN 978-88-97393-32-0, € 12. In occasione del centenario dallo sconvolgente terremoto che colpì la Marsica agli inizi del secolo scorso, vengono raccolte all’interno del vol. le testimonianze, in prosa o in poesia, che ebbero come motivo ispiratore proprio quel terribile avvenimento, divenuto «un autentico luogo della memoria» (p. 9). Un lavoro che nasce dalla volontà di comprendere, attraverso la produzione letteraria di un intero secolo, le reazioni delle persone e gli strascichi lasciati da un disastro di questo tipo, ma soprattutto dalla volontà di comprendere lo sforzo di ricostruire la propria identità di marsicani. – F.T.

040-159 Libro (Il) al centro. Percorsi fra le discipline del libro in onore di Marco Santoro, studi promossi da Rosa Marisa Borraccini – Alberto Petrucciani – Carmela Reale – Paola Zito, a cura di Carmela Reale, Napoli, Liguori, 2014 (Teorie & Oggetti della Letteratura, 45), pp. XXII + 539, ill. b/n, ISBN 978-88-207-6446-3, € 44,99. Ampio vol. celebrativo per i 65 anni di Marco Santoro, con un’amplissima serie di contributi che toccano tutti i poli di interesse del dedicatario. Sei le sezioni in cui i saggi sono raccolti: Bibliotecari e intellettuali per le biblioteche (Vincenzo Trombetta, Andrea Capaccioni, Giovanni Di Domenico e Alberto Petrucciani), Sguardi sulla biblioteconomia fra presente e prossimo futuro (Blanca Rodríguez Bravo, Maria Teresa Biagetti, Paul Gabriele Weston, Mauro Guerrini, Paola Castellucci, Juan Carlos Fernández-Molina ed Enrique Muriel-Torrado), La bibliografia: complessità di un concetto e pratiche di realizzazione (Attilio Mauro Caproni, Maurizio Vivarelli, Giovanna Granata e Valentina Sestini), Libri di scuola/Libri di lettura fra Ottocento e prospettive contemporanee (Silvia Sbordone, Loretta De Franceschi e Gino Roncaglia), Lo sfaccettato mondo degli editori e dei librai (Arnaldo Ganda, Rosa Marisa Borraccini, Graziano Ruffini, Paola Zito, Maria Gioia Tavoni, Pedro M. Cátedra, Giorgio Montecchi, Samanta Segatori e Giancarlo Volpato), Edizioni e dintorni: scoperte, problemi, sollecitazioni fra testi e paratesti (Lorenzo Baldacchini e Anna Manfron, Giancarlo Petrella, Manuel José Pedraza Gracia, Anna Giulia Cavagna, Carmela Reale, Giuseppe Lipari, Pedro Rueda Ramírez, Federica Formiga, Paolo Tinti e Alberto Salarelli). Chiudono la bibliografia (1973-2013) di Marco Santoro e l’indice dei nomi. È schedato sotto i singoli contributi. – L.R.

040-160 Libro (Il) al centro. Percorsi fra le discipline del libro in onore di Marco Santoro, studi promossi da Rosa Marisa Borraccini – Alberto Petrucciani – Carmela Reale – Paola Zito, a cura di Carmela Reale, Napoli, Liguori, 2014 Þ rec. Francesca Nepori, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 472-87

040-161 Libro (Il) e le sue reti. La circolazione dell’edizione italiana nello spazio della francofonia (sec. XVI-XVII), a cura di Lorenzo Baldacchini, Bologna, Bononia University Press, 2015 Þ rec. Mariangela Miotti, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 460-5

040-162 Lipari (Giuseppe), Da Messina a Dillingen… passando per Venezia. Il tormentato iter di un’opera di Scipione Errico, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 419-27. Grazie alla corrispondenza tra il messinese Scipione Errico (1592-1670) e l’agostiniano ligure Angelico Aprosio (1607-1681), si ricostruiscono le complesse vicende relative alla pubblicazione de La Censura teologica et historica, Dillingen, Ignaz Mayer, 1654, confutazione della sarpiana Istoria del Concilio di Trento. – L.R.

040-163 Lorenzotti (Pietro), Prospetto della Giostra tenuta in Brescia a’ 3 di Febraio 1766, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 99-102. Si presenta la rara edizione illustrata del letterato Antonio Brognoli, La Giostra dell’Anello, Brescia, Rizzardi, 1766, che presenta il resoconto di una giostra tenutasi in piazza della Loggia a Brescia nel febbraio di quell’anno. – L.R.

040-164 Los paratextos y la edición en el libro medieval y moderno, ed. Helena Carvajal Gonzáles, Zaragoza, Prensas de la Universidad de Zarafoza, 2016 (‘…In culpa est’, 1), pp. 146, ill., ISBN 9788416515738,, € 15. Il vol. è figlio di una giornata di studi organizzata dal Proyecto Sumptibus, tenutasi il 20 novembre 2015 presso la Biblioteca Histórica “Marqués de Valdecilla” della Universidad Complutense (Madrid). Gli interventi raccolti indagano, con un approccio interdisciplinare, il ruolo dei paratesti nel libro manoscritto e a stampa. Con l’ausilio di numerose illustrazioni, dai ritratti di autori e committenti nei codici medioevali si arriva all’età moderna e all’affermazione della stampa. I casi analizzati sono soprattutto spagnoli, quali le immagini del re Alfonso X nel Códice Rico de las Cantigas, la miniatura castigliana del XV secolo, oppure l’edizione di Sallustio stampata nel 1475 a Valencia da Lambert Palmart. Ciononostante, non mancano esempi più internazionali, come i ritratti di Rabano Mauro nel suo De laudibus sanctae crucis (pp. 47-59). Il vol. si apre con l’introduzione della curatrice Helena Carvajal Gonzáles (pp. 11-13), cui seguono gli interventi di María Victoria Chico Picaza (pp. 15-28), Fernando Villaseñor Sebastián (pp. 29-45), la stessa Helena Carvajal Gonzáles (pp. 47-59), Manuel José Pedraza Gracia (pp. 61-80), Clive Griffin (pp. 81-91), Antonio Moreno Hernández (pp. 93-100), Rosa Margarita Cacheda Barreiro (pp. 101-114), Carlos M. Collantes Sánchez (pp. 115-129), Fermín de los Reyes Gómez (131-143). – Stefano Cassini

040-165 Lovis (Béatrice), Le théâtre à travers le prisme du Journal helvétique et de la presse vaudoise au XVIIIe siècle, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 203-22.

040-166 Lucas (Rosinella Celeste), Per la ‘grafica’ di Giuseppe Zigaina, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 343-6.

040-167 Macchi (Federico) – Livio Macchi, Le legature francesi di Paolo Giordano Orsini d’Aragona. Storia di un personaggio e di una legatura, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 143-9. Una legatura alle armi di Paolo Giordano Orsini (1541-1585) è riemersa recentemente in un mercatino di libri a Milano, fornendo lo spunto per tracciare un profilo del personaggio e della sua raccolta libraria (si conoscono 24 libri con legature francesi). – L.R.

040-168 Macchi (Federico) – Livio Macchi, Legature italiane barocche su testi liturgici, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 103-8. Rassegna di ricche legature secentesche su edizioni liturgiche veneziane, romane e di Anversa. – L.R.

040-169 Magurno (Giuseppe), Luoghi, e senso dei luoghi, nella narrativa di Giorgio Bassani, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 109-15. Rileggendo il Romanzo di Ferrara di Giorgio Bassani, l’a. disegna un suggestivo ritratto della città estense dove il grande scrittore del Novecento trascorse buona parte della sua vita. – L.R.

040-170 Manfredi (Antonio), Su un’edizione di cataloghi librari ecclesiastici tra i secoli XVI e XVII. Riflessioni e linee di ricerca, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 337-53. Commento alla pubblicazione, da parte della Biblioteca Vaticana, dei primi tre volumi di inventari dell’Inchiesta della Congregazione dell’Indice, relativi ai Vallombrosani (2013), ai Camaldolesi (2014) e ai Chierici regolari Minimi, agli Oratoriani e ai Carmelitani Scalzi (2015). – L.R.

040-171 Mecacci (Enzo), Gl’incunaboli della Biblioteca di Massa Marittima, «Accademia dei Rozzi», 23, 2016, 44, pp. 91-7. A integrazione di un articolo di Marielisa Rossi (comparso in «Culture del testo» del 1995), si presenta uno sconosciuto esemplare della Legenda aurea volgarizzata dal Malerbi, Venezia, Paltasichis, 1484 solo recentemente recuperato nella Biblioteca Gaetano Badii di Massa. – E.B.

040-172 Melot (Michel), La biblioteca come officina di cultura, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 41-47. Negli ultimi cinquant’anni in Francia è avvenuta una progressiva trasformazione delle biblioteche locali, che hanno sempre più assunto una veste vicina alla public library americana, mutandone anche il nome in quello di mediateche. - M.C.

040-173 Memorie di don Sante Della Valentina, a cura di Emanuela Brusegan, Venezia, Marcianum Press, 2016, (Anecdota Veneta. Studi di storia culturale e religiosa veneziana, 7), pp. 283, ISBN 978-88-6512-458-1, € 26. Le Memorie de preti secolari, alunni delle chiese parrocchiali di Venezia, che si distinsero in fatto di scienze e lettere nel secolo XVIII scritte dal rettore della chiesa di San Rocco di Venezia, Sante Della Valentina, insieme alle note aggiunte da Carlo Emmanuele Cicogna, che divenne il possessore del manoscritto alla morte del religioso, sono una fonte importante di notizie bibliografiche riguardo alle opere scritte e pubblicate a Venezia nel Settecento da parte del clero secolare della città. – M.C.

040-174 Mena (Fabrizio), A scapito della “causa delle giovini lettere ticinesi”: la polemica sull’opera prima di Remo Beretta (1949), «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 66-71. Si ripercorre la polemica scoppiata sui giornali ticinesi, a seguito della pubblicazione, nel 1949, del libro con cui esordì Remo Beretta: polemica che segnò la divisione tra la vecchia e la nuova generazione di letterati ticinesi. – A.T.

040-175 Mercier-Faivre (Anne-Marie), Tremblements de terre dans le journalisme helvétique: de l’événement à la question de la Providence, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 125-45.

040-176 Metelli (Gabriele), Le forme e le filigrane a Foligno in età moderna, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 197-209.

040-177 Michelis (Angela), Lessico Famigliare. Questioni e confessioni, Carlo Michelstaedter, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 249-56.

040-178 Michelloni (Manuela), Profilo di sviluppo delle raccolte, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 114-28. In un periodo in cui la disponibilità di informazioni e di dati sul web e sugli altri media rischia di travolgere qualunque ricercatore, diventa fondamentale per una biblioteca pianificare in modo coerente lo sviluppo delle proprie raccolte. – M.C.

040-179 Molino (Paola), «Un organismo vivente con vita autonoma». Le biblioteche al centro di una scuola di dottorato fra Osnabrück e Wolfenbüttel, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 384-400. Si presenta la scuola di dottorato nata presso l’istituto interdisciplinare di storia culturale dell’età moderna di Osnabrück, in cooperazione con la Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel, e dedicata allo studio delle biblioteche in età moderna. – L.R.

040-180 Montecchi (Giorgio), La Tipografia Camerale di Modena: progetto editoriale e struttura aziendale (1837), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 313-21. Si ricostruiscono le vicende della Tipografia Camerale di Modena, un progetto concepito nel secondo Settecento dal duca Francesco III d’Este come «servizio del rinnovamento già intrapreso nel campo degli studi e delle istituzioni culturali» (p. 313) e poi trasformatosi nell’età della Restaurazione. – L.R.

040-181 Montecchi (Giorgio), Storia del libro e della lettura. Dalle origini ad Aldo Manuzio, I, Milano-Udine, Mimesis, 2015 Þ rec. Silvia Tripodi, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 432-4

040-182 Moorman (Gloria), A Changing Perspective on the Eternal City Revealed. Blaeu’s Admiranda Urbis Romae (1662) Compared to Later Editions of the Town Atlas of Rome, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 108-124. Confrontando il testo dell’edizione dell’Admiranda Urbis Romae (1663) di Blaeu con le più tarde edizioni sulla città di Mortimer (1704-1705) e di Alberts (1724), si rileva un significativo e importante cambiamento di prospettiva, in relazione alla visione della società e dell’eredità culturale e storica della città eterna. – A.T.

040-183 Morandini (Mino), Roberto Mussapi. La piuma del Simorgh, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 117-9. Si presenta l’ultima raccolta del poeta Roberto Mussati, pubblicata alcuni mesi or sono da Mondadori. – L.R.

040-184 Morandini (Mino), Visti in libreria. Rubrica di recensioni librarie, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 133-42. Serie di brevi segnalazioni di pubblicazioni recenti: dai due volumi della Politica di Aristotele della Fondazione Valla, al Tolkien de La storia di Kullervo, fino al postumo Pape Satàn Aleppe di Eco. – L.R.

040-185 Museo di anatomia patologica “Andrea Vesalio”, Venezia, s.e., 2014, pp. 51, ill., s.i.p. Il piccolo volumetto è una breve presentazione del Museo di anatomia patologia dell’ospedale Ss. Giovanni e Paolo di Venezia, recentemente ristrutturato e con sede presso la Scuola Grande di San Marco. La raccolta del museo è strettamente legata alla storia della medicina veneziana e conserva un’importante archivio di alcuni illustri medici dell’Ospedale Civile, come quello di Giuseppe Jona (Venezia 1886-Venezia (1943). – Luca Montagner

040-186 Nel segno di Aldo. Le edizioni di Aldo Manuzio nella Biblioteca Universitaria di Bologna, a cura di Loredana Chines – Piero Scapecchi – Paolo Tinti – Paola Vecchi Galli, Bologna, Pàtron, 2015 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 258-9

040-187 Nequirito (Mario), Diritti contesi ai margini dell’Impero. Un contrasto secentesco per il governo delle selve nel Tesino (Trentino orientale), Trento, Provincia autonoma, 2015 (Archivi del Trentino: fonti, strumenti di ricerca e studi, 17), pp. XII e 141, ill. col., ISBN 978-88-7702-396-4, s.i.p. Un curioso capitolo di storia trentina, frutto «di indeterminatezze giuridiche e istituzionali, di sovrapposizioni e vuoti di potere» (p. IX) oggetto da tempo delle ricerche dell’a. Sulla base di documenti in copia autenticati dal notaio Bartolomeo Morandi, conservati presso il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck, si ricostruiscono i meccanismi della gestione dei boschi e del commercio del legname nell’ambito di alcune piccole comunità locali (Castello, Cinte e Pieve) della fine del Seicento. Lo spunto è una controversia sorta nel 1679, per la quale il Tesino si rivolse ai due giurisperiti Giovanni Paolo Carlo Hippoliti e Francesco Marchetti, affinché tutelassero i diritti della piccola valle, cristallizzati ormai da decenni. Gli atti, infatti, provano le ragioni della valle del Tesino in materia forestale nel corso della prima età moderna. Chiudono un’appendice documentaria con le riproduzioni fotografiche degli atti (tratte dal progetto di schedatura e digitalizzazione sistematica del patrimonio pergamenaceo degli archivi trentini, denominato “Pergamene on line”: http://www.trentinocultura.net/portal/server.pt/community/pergamene) corredate da un breve regesto e l’indice dei nomi. – L.R.

040-188 Nicoli (Miriam), La bataille du siècle. Défenseurs et détracteurs de l’immunisation variolique dans le Journal helvétique, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 293-314.

040-189 Nova (Giuseppe), Chi era in realtà mastro Joannes cartarius in Ponte Arche a Gavardo nel XV secolo, «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 15-20. Grazie a un inedito documento conservato presso l’Archivio di Stato di Brescia, l’a. svela l’identità di uno dei primi produttori di carta di Gavardo: si tratta di un Giovanni Caffi, originario di Urgnano (BG). – L.R.

040-190 Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, a cura di Gerardo Rigozzi, prefazione di Robert Darnton, Roma, Carrocci, 2016, (Biblioteca di testi e studi, 1061), pp. 171, ISBN 978-88-430-8284-1, € 18. Si veda lo spoglio dei singoli contributi.

040-191 Nuovo (Angela) – Erika Squassina, Il Dottorato in Scienze Bibliografiche dell’Università di Udine (1998-2010), «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 208-40. Si ricostruisce la storia e si riportano i significativi risultati (con qualche omissione), del Dottorato di ricerca in Scienze Bibliografiche avviato nel 1998 (e chiuso nel 2010) dall’Università degli Studi di Udine con la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari della Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Milano. – L.R.

040-192 Oláh (Róbert), Ortodoxia és okkultizmus?, «Magyar Könyvszemle», 132, 2016/I, pp. 31-46. Su alcune presenze non conformiste tra i libri di due calvinisti ungheresi del XVII sec. – E.B.

040-193 «Orientamenti bibliografici. Semestrale di Letture», a cura della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale, 47/2016. Dopo un’introduzione del Segretario della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale Mons. Silvano Macchi, nella quale vengono presentate le tematiche trattate in questo numero, seguono gli articoli dedicati a libri di antropologia del sacro (Silvano Petrosino), a libri sui Vangeli di Matteo e Luca che raccontano dell’infanzia di Gesù (Matteo Crimella), di teologia fondamentale (Ezio Prato), sull’interpretazione delle parabole in epoca patristica e medievale (Antonio Montanari), sull’escatologia (Giuseppe Noberasco), sulla figura della Misericordia (Bruno Seveso), sulla questione femminile nell’Islam (Giuseppe Rizzardi) e di sociologia della religione (Alessandro Beccati). Chiudono il vol. le segnalazioni delle ultime novità pubblicate dalla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. – F.T.

040-194 Ornato (Ezio), Un oggetto misterioso: la forma, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 13-39.

040-195 Paesano (Paola), I Giornali dei Dotti. I Periodici di Antico Regime della Biblioteca Angelica, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2014 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, p. 277

040-196 Palfrey (John), Biblio Tech. Perché le biblioteche sono importanti più che mai nell’era di Google, Milano, Editrice Bibliografica, 2016 Þ rec. Elisabetta Zonca, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 512-7

040-197 Parachini (Fabrizio), Alberto Brambilla. La metafora del libridinoso, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 47-8

040-198 Pastena (Carlo), Lineamenti di storia del libro asiatico, Palermo, CRicd, 2016, pp. 181, ISBN 978-88-904949-3-2, s.i.p. Il vol. si pone come una utile guida al mondo del libro dell’estremo Oriente e alla sua storia. Si parte dalla nascita della scrittura nel vicino Oriente antico, passando poi per le vicende del libro in Egitto, Cina, Giappone, Corea e India, fino a terminare con un’analisi delle realtà araba ed ebraica. – N.V.

040-199 Pedraza Gracia (Manuel José), Aportaciones documentales en torno a la edición y producción de efimeros en el siglo XVI, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 381-90. Si definisce ampiamente, ma problematicamente, la produzione “effimera” del Cinquecento, spesso il vero cardine su cui si è incentrata l’attività di piccole officine nell’età della stampa manuale. – L.R.

040-200 Peiffer (Jeanne), L’information scientifique au prisme de la variété des goûts à satisfaire. Le Mercure suisse et le Journal helvétique à l’époque de Louis Bourguet (1732-1742), in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 247-68.

040-201 Petrella (Giancarlo), Un’edizione sconosciuta (ancora quattrocentesca?) dell’Istoria di Maria per Ravenna e alcune nuove acquisizioni per gli Annali fiorentini del XV secolo, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 363-79. Un esemplare di una sconosciuta edizione della licenziosa novella Istoria di Maria per Ravenna è riaffiorata recentemente sul mercato antiquario milanese per approdare alla Biblioteca Classense di Ravenna. Si ha così l’occasione di riesaminare anche altre edizioni del testo, fornendo nuove attribuzioni e datazioni. – L.R.

040-202 Petrucciani (Alberto), Appunti per una ricerca su Benedetto Croce e le biblioteche italiane, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 37-53. Il rapporto di Croce con le biblioteche non si ridusse a Napoli, ma coinvolse quasi l’intero territorio nazionale. Si presenta una prima rassegna che rientra in un’ampia ricerca volta a ricostruire i contatti del grande filosofo con bibliotecari italiani e stranieri. – L.R.

040-203 Pittion (Jean-Paul), Le livre à la Renaissance. Introduction à la bibliographie historique et matérielle, Turnhout, Brepols, 2013 Þ rec. Frans A. Janssen, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 167-70.

040-204 Poesia e Riforma nel Cinquecento italiano, a cura di Davide Dalmas, «Bollettino della Società di Studi Valdesi», 218, giugno 2016, pp. 5-150. Come illustra il curatore nella sua breve introduzione (pp. 7-10) si tratta di una serie di studi (diversi per approccio e metodologia) che indagano un terreno ancora poco coltivato ma degno di grande attenzione. Si schedano i singoli saggi. – E.B.

040-205 Pradella (Chiara), Oltre l’innegabile negativo. La nascita di un’autentica autonomia interiore. Etty Hillesum: il “fiore di loto” della gioventù ebraica, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 105-14.

040-206 Print Culture and Peripheries in Early Modern Europe. A Contribution to the History of Printing and the Book Trade in Small European and Spanish Cities, ed. by Benito Rial Costas, Leiden-Boston, Brill, 2013 Þ rec. Marieke van Delft, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 174-7.

040-207 Pulsoni (Carlo), Le fonti dell’edizione aldina del Petrarca (1501), in Cantares de amigos. Estudos en homenaxe a Mercedes Brea, edición a cargo de Esther Corral Díaz – Elvira Fidalgo Francisco – Pilar Lorenzo Gradín, Santiago, Universidade de Santiago de Compostela, 2016, pp. 733-7. Il saggio offre una breve panoramica sui codici che Bembo utilizzò per la collazione della notissima edizione petrarchesca impressa da Aldo col suo nuovo carattere corsivo nel 1501. Sono inoltre inseriti nuovi spunti di ricerca in merito alla variantistica del codice Vaticano Latino 3197 il cui esame completo in relazione col manoscritto Casanatense 924 verrà offerto dall’a. in un saggio di prossima pubblicazione. – N.V.

040-208 Pulsoni (Carlo), Lettori di Petrarca nel Quattrocento, in Petrarca lettore. Pratiche e rappresentazioni della lettura nelle opere dell’umanista. Atti del Convegno (Università di Roma Tre, 11-12 marzo 2014), a cura di Luca Marcozzi, Firenze, Cesati, 2016, pp. 259-271. Attraverso un’analisi della struttura testuale dei manoscritti petrarcheschi su cui si sono basate le più importanti edizioni incunabole dei Rerum vulgarium fragmenta, il saggio indaga le modalità di lettura dell’opera di Petrarca nel secolo XV. – N.V.

040-209 Putelli (Romolo), Intorno al Castello di Breno. Storia di Valle Camonica, Lago d’Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a s. Carlo Borromeo. Ristampa anastatica con annotazioni inedite di Alessandro Sina, a cura di Simone Signaroli, Ceto, Il leggio, 2015, pp. viii+624, ISBN 978-88-99256-01-2, €23,50. A un secolo dalla primitiva pubblicazione, viene riprodotto un monumento degli studi storici camuni, il vol. del sacerdote Putelli, animatore del risveglio locale nella prima metà del Novecento. Saggia la scelta di riprodurre l’esemplare postillato da un altro studioso quasi coevo dell’a., accompagnando il tutto da alcune sapide e precise pagine del curatore che si mette alla caccia degli esemplari a suo tempo omaggiati dall’a. e poi più o meno oggetto di studio e attenzione. – E.B.

040-210 Radici (Le) del libro. Omaggio a Aldo Manuzio (Bassiano 1449-2?-Venezia 1515). Atti del convegno, a cura di Maria Gioia Tavoni – Gian Carlo Torre, Bassiano, [s.n.], 2016 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 400-42

040-211 Ragone (Giovanni) - Donatella Capaldi, Europeana communication bug: which intervention strategy for a better cooperation with creative industry?, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 79-109. Il progetto Europeana Food and Drink, come caso di collaborazione virtuosa fra musei archivi e biblioteche (MAB) e industria creativa per la promozione dell’eredità culturale attraverso il riuso degli archivi digitali di Europeana, a vantaggio sia delle imprese sia della diffusione popolare della cultura alimentare. Con le difficoltà a far convergere interessi commerciali e culturali, e con le strategie per migliori approcci comunicativi. – Pino Buizza

040-212 Raieli (Roberto), Introducing multimedia information retrieval to libraries, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 9-42. A partire dalla constatazione che oggi la comunicazione è ampiamente multimediale e non solo su base testuale e che i sistemi di recupero dell’informazione devono evolvere, illustra l’approccio MIR (Multimedia Information Retrieval) che include indicizzazione e ricerca di documenti sia testuali che visuali, audiovisivi e sonori in sistemi integrati, sottolineando le differenze fra la dimensione semantica valorizzata per i testi e l’aderenza al contenuto oggettuale necessaria per gli altri materiali e da realizzare attraverso sistemi basati sul contenuto (CBIR, Content based information retrieval), cioè secondo lo stesso mezzo espressivo del documento digitale (forma, colore per le immagini, suono per il suono …), senza rinunciare all’assegnazione di indici semantici. Un divario resta fra le soluzioni automatiche, comunque evolute, e l’intervento umano, auspicando sempre maggior collaborazione fra le diverse competenze, ingegneristiche e documentaliste. – Pino Buizza

040-213 Raines (Dorit), La biblioteca del collezionista. Una palestra del ‘gusto’ artistico?, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 7-39. Soffermandosi soprattutto su Venezia, l’a. mostra come il gusto del collezionista d’arte si sia formato, nel corso dei secoli dell’età moderna, soprattutto in biblioteca, grazie alla consultazione di libri di emblemi, geroglifici, ed exempla. – L.R.

040-214 Raven (James), Bookscape. Geographies of Printing and Publishing in London before 1800, London, The British Library, 2014 Þ rec. Natale Vacalebre, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 273-4

040-215 Raventós (Pepita) - Eva Roca Marques, The digital archive: an example of long-term preservation. The state of the Universities of Spain, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 111-9. L’impegno del congresso degli archivisti delle università spagnole (2014) per la conservazione e la fruibilità a lungo termine degli archivi digitali delle università, con forme collaborative e l’adozione di un nuovo schema di metadati, conforme agli standard internazionali. – Pino Buizza

040-216 Reale (Carmela), Un instabile paratesto secentesco. ‘Intorno’ a Le instabilità dell’ingegno di Anton Giulio Brignole Sale, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 405-18. Nelle cinque edizioni secentesche (1635, 1637, 1641, 1652 e 1664) de Le instabilità dell’ingegno del patrizio e letterato genovese Anton Giulio Brignole Sale (1605-1662), si riscontra una serie di variazioni nell’apparato paratestuale. – L.R.

040-217 Reggi (Giancarlo), Filologia classica nella Svizzera italiana dal 1852 ad oggi, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 30-65. Catalogo bibliografico degli studi di filologia classica nella Svizzera italiana dal 1852 a oggi. – A.T.

040-218 Reynaud (Denis), Le courrier des lectures dans le Journal helvétique, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 147-58.

040-219 Rhodes (Dennis E.), Il catalogo cinquecentesco dei libri di S. Anna in Camprena: un tentativo verso le identificazioni, «Accademia dei Rozzi», 23, 2016, 44, pp. 52-69. Sulla base di una trascrizione precedente, l’a. tenta di identificare le 131 edizioni citate nell’inventario, redatto per la celebre inchiesta romana di fine XVI sec., e relativo al monastero presso Pienza. – E.B.

040-220 Rigozzi (Gerardo), Questioni sulle biblioteche di oggi, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 11-29. In poche pagine l’a. riassume per punti le più dibattute questioni riguardo al mondo delle biblioteche odierne. - M.C.

040-221 Rodríguez Bravo (Blanca), Discovery Tools o Herramientas de Descubrimiento: un paso adelante en la configuración de los Catálogos de las Bibliotecas Universitarias del siglo XXI, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 57-66. I nuovi cataloghi digitali delle biblioteche universitarie sono i primi, in ambito spagnolo, a porsi all’avanguardia nell’uso di tecnologie che consentono un accesso più variegato alle informazioni rispetto ai tradizionali OPAC. – L.R.

040-222 Romani (Valentino), San Francesco a Milano. Con un elenco delle pubblicazioni di Edoardo Alvisi ed altri documenti, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 172-82. Si prende in considerazione uno scambio epistolare tra il bibliotecario Edoardo Alvisi (1850-1915) e Ulrico Hoepli riguardo un’edizione dei Fioretti di san Francesco approntata dallo stesso Alvisi, di cui si pubblica, tra l’altro, anche la bibliografia degli scritti. – L.R.

040-223 Roncaglia (Gino), Sul ruolo e sull’evoluzione dei libri di testo, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 225-35. In un momento di ripensamento e sperimentazione di nuovi supporti didattici, il libro mantiene il suo ruolo chiave. Il saggio ripercorre alcune polemiche che storicamente hanno avuto al centro il libro di testo scolastico, con l’obiettivo di definirne il ruolo anche nel contesto attuale. – L.R.

040-224 Rovesti (Fabrizio), Quel versante artistico, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 109, 2016, pp. 43-6.

040-225 Rozzo (Ugo), Iconologia del libro nelle edizioni dei secoli XV e XVI, Udine, Forum, 2016 Þ rec. Alfredo Serrai, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, p. 439

040-226 Rueda Ramírez (Pedro), Las Pláticas domésticas (Bruselas, 1680) de Giovanni Paolo Oliva: una edición sevillana con falso pie de imprenta, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 429-43. Grazie alla convergenza tra fonti bibliografiche e documentarie si svela il vero luogo di stampa di un’edizione della Platicas domesticas espirituales di Giovanni Paolo Oliva, uscita con al frontespizio la data topica «En Brusselas, por Francisco Tserstevens, mercader de libros, 1680». – L.R.

040-227 Ruffini (Graziano), Appunti su Antonio Orero libraio ed editore genovese (secc. XVI-XVII), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 269-76. Si fornisce un puntuale aggiornamento documentario al profilo del libraio-editore genovese del secondo Cinque e primo Seicento Antonio Orero, già oggetto di attenzione da parte di Dennis Rhodes e di un breve profilo in Edit16. – L.R.

040-228 Rusca (Tania), La seduzione dell’uniforme. La guerra dei caratteri tipografici in Germania, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 143-76. Il contributo propone una panoramica storica e culturale del gotico come carattere identificativo della cultura tedesca in opposizione ai romani usati nel resto d’Europa. Una frattura che permane ancora oggi negli ambienti ‘underground’. – L.R.

040-229 Sabba (Fiammetta), Ascanio I della Corgna e alcuni suoi familiari nei documenti del tempo (con una appendice bibliografica e documentaria), «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 40-73. Si propone un profilo storico, letterario e culturale, frutto di indagini bibliografiche e archivistiche, del marchese e condottiero, protagonista a Lepanto, Ascanio della Corgna (1516-1571) nel cinquecentesimo anniversario della nascita. – L.R.

040-230 Sabba (Fiammetta), Editoriale. Pensare a SBN e ripensare SBN, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 1-6. Alcune riflessioni nel trentesimo anniversario del Servizio Bibliotecario Nazionale. – L.R.

040-231 Sabbatini (Renzo), Tra Fabriano, Genova, Marsiglia e Amsterdam. Qualche considerazione sulle forme nella manifattura toscana, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 169-81.

040-232 Sabharwal (Arjun), Digital Curation in the Digital Humanities. Preserving and promoting archival and special collections, Oxford, Elsevier Science & Technology – Chandos Publishing, 2015 Þ rec. Fiammetta Sabba, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 331-3

040-233 Salarelli (Alberto), Alle origini del ricettario moderno: La cuciniera piemontese (1771), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 477-85. Il pieno Settecento vede importanti trasformazioni nel campo della cucina, desumibili dal proliferare di pubblicazioni a tema culinario soprattutto tra Francia e Italia. Se ne presenta una rassegna con particolare attenzione al caso de La cuciniera piemontese (Vercelli, Giuseppe Panialis per Beltramo Antonio Re, 1771). – L.R.

040-234 Salarelli (Alberto), Gestire piccole collezioni digitali con Omeka: l’esperienza di MoRE (A Museum of Refused and unrealised art projects), «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 177-200. Il CMS gratuito e open source Omeka, sviluppato presso il Roy Rosenzweig Center for History and New Media della statunitense George Mason University, offre la opportunità di gestire con semplicità collezioni di documenti digitali, rendendole accessibili tramite Web. – L.R.

040-235 Saltini (Luca), Come levigare il marmo. L’attività culturale in biblioteca, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 145-53. Le attività culturali organizzate dalle biblioteche non devono essere più considerate come semplice attività accessoria, ma fondamentale strumento per avvicinare il pubblico al mondo del libro e per invogliarlo a frequentare le strutture bibliotecarie stesse. – M.C.

040-236 Sampietrto (Marco), Una rara edizione delle Rime di Petrarca stampata a Lugano dagli Agnelli nel 1791, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 19-29. Si parla di una singolare edizione luganese stampata dagli Agnelli: le Rime di Francesco Petrarca, andate a stampa nel 1791, di cui si conservano oggi solo quattro esemplari. – A.T.

040-237 Santoro (Michele), La biblioteca postmoderna rivisitata, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 55-83. I tradizionali servizi erogati dalle biblioteche non sono più in grado di affrontare la complessità e la frammentarietà del sapere del mondo contemporaneo, venendo così a modificarsi il rapporto tra la biblioteca e l’utente, rapporto che va progressivamente spostandosi verso aspetti personali ed esperienziali. – M.C.

040-238 Sava (Giuseppe), L’arte e la Regola. Le arti figurative nella Provincia di San Vigilio dei Frati Minori, Trento, Società di studi trentini di scienze storiche, 2016 (Monografie, n.s. 7), pp. 554, ISBN 978-88-8133-044-7, € 40. Denso catalogo del prezioso materiale artistico raccolto presso la Fondazione San Bernardino di Trento, accompagnato da saggi di Alessandra Galizzi Kroegel (L’Ordine delle immagini, pp. 13-23), Italo Franceschini (I primi secoli dei francescani a Trento. Dal Collegium apud castrum Tridentinum, al convento di San Bernardino apud Glaras, pp. 25-45), Giuseppe Sava (Forme, luoghi, committenti (1452-1810), pp. 47-119) e Daniela Floris (L’oreficeria sacra nei conventi francescani, pp. 121-41). Il vol., ottimamente illustrato a colori, è accompagnato da una bibliografia finale (pp. 513-36) e dall’indice di nomi e luoghi (pp. 537-52). – E.B.

040-239 Sbordone (Silvia), L’istruzione pubblica nel Regno di Napoli (1750-1859): i libri di testo delle discipline umanistiche (lingua e letteratura italiana), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 201-11. Si propone una rassegna di testi scolastici stampati a Napoli e in uso nel Regno tra Sette e Ottocento. – L.R.

040-240 Scacchi (Francesco), Del bere sano [riproduzione anastatica dell’edizione De salubri potu dissertatio, Roma, Alessandro Zanetti, 1622], introduzione di Alberto Capatti, traduzione di Renato Romizi, Lodi, Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana-Fondazione Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana-G. Zazzera, 2000, pp. 168 + [18] + 235 + [13], s.i.p. Il bel vol. proporne la riproduzione anastatica del testo del monaco benedettino fabrianese Francesco Sacchi dal titolo Del bere sano, tramandato dall’edizione stampata da Alessandro Zanetti a Roma nel 1622. Il testo è di estremo interesse e importanza per quella che è la storia della produzione del vino e, in particolar modo, per la vicenda – rimasta misteriosa per secoli – legata alla scoperta della spumantizzazione dello stesso. Infatti, in questa opera, antecedente alla nascita di Dom Perignon, si delineano già quelli che sono i vantaggi ricavabili dalla conservazione del vino, gettando inoltre le basi per la preparazione dell’attuale spumante. L’anastatica è preceduta dalla traduzione del testo. – A.T.

040-241 Schlup (Michel), Les premiers journaux en pays neuchâtelois (1690-1790): vers une nouvelle sociabilité et une frénésie de lecture, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 85-102.

040-242 Segatori (Samanta), L’Istituto Grafico Tiberino tra collane e riviste, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 323-32. Si ricostruisce l’attività dell’Istituto Grafico Tiberino, fondato a Roma da Luigi De Luca (fratello di don Giuseppe), negli anni Trenta e attivo ancora oggi sotto l’insegna “De Luca Editori d’Arte”. – L.R.

040-243 Serrai (Alfredo), Cartesio, gli Automi, e l’Anima nella disputa fra Tommaso Ceva e Guido Grandi, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 55-70. Si ripercorre la disputa settecentesca tra il camaldolese Guido Grandi (1671-1742) e il gesuita Tommaso Ceva (1648-1737), entrambi matematici, sull’interpretazione del modello cartesiano dell’intelligenza umana. – L.R.

040-244 Serrai (Alfredo), Commiato, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 1-2. Lasciando la direzione della rivista, che assume anche una nuova veste tutta digitale, l’a. auspica continuità negli intenti e nell’intelligenza dei problemi legati alle discipline bibliografiche. Questi ultimi permangono uguali nonostante le trasformazioni tecnologiche. – L.R.

040-245 Serrai (Alfredo), I limiti della erudizione, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 183-92. Il manoscritto Ravenna, Biblioteca Classense, Cam. B. Armadio 2.I ospita un appunto manoscritto di Santi Muratori (1874-1943) che invita alla sua eliminazione. Il codice, vergato per lo più da Mariangelo Fiacchi (1688-1777), si rivela un centone di testi classici e patristici, forse destinato alla lettura nel monastero camaldolese di Classe, di cui il Fiacchi fu bibliotecario (dal 1742 al 1776). – L.R.

040-246 Serrai (Alfredo), In Conrad Gessner l’origine dell’era della informazione, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 354-7. Cinque secoli fa Conrad Gessner ha descritto lucidamente i vantaggi educativi e sociali della comunicazione e della diffusione della stampa. Oggi, i mezzi elettronici, modificando le strutture e le modalità della comunicazione, determinano cambiamenti radicali anche nella morfologia e nell’organizzazione delle biblioteche. – L.R.

040-247 Serrai (Alfredo), Le biblioteche spariranno?, «JLIS.it», 7/3, 2016, pp. 1-8. Rileva la perdita di interesse per la biblioteca tradizionale, che era testimone di inquietudini intellettuali e fermenti di ricerca, in concomitanza con l’adozione generalizzata di nuove tecnologie che favoriscono la recezione supina, e propone la musealizzazione delle biblioteche storiche per rinnovarne la fruizione ermeneutica, per nuove ‘Scienze del Pensiero’ o ‘Scienze della Critica e della Qualità’ dove i libri siano cibo per la mente. Richiama l’importanza delle biblioteche locali come testimoni di un territorio. – Pino Buizza

040-248 Serrai (Alfredo), Speculazioni quantitative sul numero degli Incunabuli e delle cinquecentine scomparsi, vuoi si tratti di edizioni o di esemplari, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 193-6. Sulla base soprattutto di IGI e senza tenere in conto altri tentativi in tale direzione, l’a. stima ipoteticamente il numero delle edizioni e degli esemplari quattrocenteschi perduti nel corso dei secoli. – L.R.

040-249 Sestini (Valentina), Il Prospetto biografico delle donne italiane rinomate (1824) di Ginevra Canonici Fachini: quando il colto argomentare diventa bibliografia, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 187-97. Il Prospetto biografico delle donne italiane rinomate in letteratura dal secolo decimoquarto fino a’ giorni nostri (Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1824), della marchesa Ginevra Canonici Fachini (1779-1870), rappresenta «uno dei più riusciti esempi, ancora oggi, di bibliografia femminile ottocentesca» (p. 187). – L.R.

040-250 Smiraglia (Richard P.), Domain analysis for Knowledge organization. Tools for ontology extraction, Waltham (MA)-Kidlington, Chandos, 2015 Þ rec. Maria Teresa Biagetti, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 494-9

040-251 Soldini (Alessandro), Le esposizioni nel porticato della biblioteca, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 91-102. Si rende conto delle esposizioni organizzate nel porticato della biblioteca, in collaborazione con la Associazione Amici dell’Atelier Calcografico (AAAC). – A.T.

040-252 Sonzini (Valentina), Il catalogo editoriale 1602 di Ciotti. Analisi e confronto con il coevo catalogo di Meietti (Parte I), «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 259-336. Modesto contributo che considera il catalogo editoriale [sic!] stampato dal libraio editore Giovanni Battista Ciotti a Venezia nel 1602 e contenente le pubblicazioni da lui acquisite in occasione della Fiera di Francoforte, mettendolo in relazione con un’analoga pubblicazione di Roberto Meietti. – L.R.

040-253 Spimpolo (Silvia), I cineromanzi. Proposta metodologica per una schedatura analitico-descrittiva e la creazione degli indici, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 7-156. Ampio e denso lavoro che cataloga analiticamente il “fondo cineromanzi” della Biblioteca del Museo nazionale del Cinema di Torino, con indici. – A.T.

040-254 Stefani (Enrico), Sigilli di conventi della Riviera bresciana del Garda (XVII secolo), «Misinta. Rivista di bibliofilia e cultura», 23/45, giugno 2016, pp. 9-14. Sulla base del fondo documentario conservato presso l’Archivio Storico della Magnifica Patria di Salò, l’a. propone un’analisi dei sigilli secenteschi apposti in calce ai documenti da conventi maschili e femminili dell’area del Garda, con particolare riferimento alla sponda bresciana. – L.R.

040-255 Supplemento al catalogo delle cinquecentine, a cura di Natale Vacalebre, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 87-196. Provenienti da realtà minori conventuali umbre, è stato realizzato il catalogo di 176 esemplari di edizioni cincequentesche giunte nella Biblioteca OASIS di Perugia dopo la pubblicazione del catalogo di Rossetti del 1988. Una particolare attenzione è stata posta dal curatore nella descrizione delle note d’esemplare, sul modello dei rilevamenti effettuati per il database del Material Evidence in Incunabula (MEI). Il catalogo è completato da una serie di indici che lo rendono agevolmente consultabile. – M.C.

040-256 Tasca (Franceca), Giovanni Huss il veridico di Benito Mussolini. Riflessioni sul destino di un libro, «Bollettino della Società di Studi Valdesi», 218, giugno 2016, pp. 173-82.

040-257 Tavano (Luigi), La ricostruzione della Biblioteca del “Collegium Goritiense Societatits Jesu”: il percorso di una ricerca condivisa, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 347-350. Si riporta l’indirizzo di saluto tenutosi – in occasione della presentazione del catalogo del fondo della Biblioteca del “Collegium Goritiense Societatis Iesu” (La Biblioteca del Collegium Goritiense Societas Iesu nella Biblioteca Statale Isontina di Gorizia. Catalogo del Fondo, a cura di Giuliana De Simone, Baden-Baden, Valentin Koerner, 2015-) – presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, il 24 novembre 2015 presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. – A.T.

040-258 Tavoni (Maria Gioia), Cenni sulla Bibbia di Mechitar e sulla sua fortuna, «Gutenberg Jahrbuch», 2016, pp. 216-24. Interessante e documentato saggio di sintesi sull’edizione veneziana della Bibbia armena, pubblicata nel 1733-1735 dall’abate Mechitar per sopperire a due altre analoghe ma difettose imprese (Amsterdam 1666 e Costantinopoli 1705). L’edizione, ben documentata da abbondante materiale archivistico, è particolarmente interessante anche per il ricco apparato illustrativo. – E.B.

040-259 Tavoni (Maria Gioia), Un catalogo settecentesco dei Longhi tipografi e librai a Bologna, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 289-96. Un esemplare del catalogo degli stampatori-librai bolognesi Longhi, già segnalato da Stefania Bergamo e Marco Callegari (Libri in vendita. Cataloghi librari nelle biblioteche padovane. 1647-1850, Milano, Franco Angeli, 2009, n. 337), si conserva presso l’Archiginnasio, ma è stato finora ignorato dagli studi sull’editoria e il commercio librario bolognesi. Si offrono alcuni spunti di ricerca in forma epistolare. – L.R.

040-260 Teodonio (Lorenzo) – Francesco Valle – Mauro Missori, Per un’interpretazione fisica di un suicidio metafisico, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 257-60.

040-261 The Classics in the Medieval and Renaissance Classroom. The Role of Ancient Texts in the Arts Curriculum as Revealed by Surviving Manuscripts and Early Printed Books, ed. by Juanita Feros Ruys - John O. Ward - Melanie Heyworth, Turnhout, Brepols, 2013 Þ rec. Irene O’Daly, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 171-173

040-262 Tinti (Paolo), Il paratesto del viaggiatore: il Burattino veridico di Giuseppe Miselli (1637-1695) e la sua fortuna editoriale, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 459-75. Il Burattino veridico, overo Instruzione generale per chi viaggia, Roma, Michele Ercole, 1682 del corriere pontificio Giuseppe Miselli (1637-1695) ebbe una significativa fortuna nel tardo Seicento, con sette edizioni (una delle quali in tedesco) entro il 1699. – L.R.

040-263 Tomasi (Franco), Le “Rime” di Marco Antonio Pagani, in Poesia e Riforma, a cura di D. Dalmas, pp. 71-102. Attraverso l’analisi delle diverse redazioni della raccolta di poesia spirituale del Pagani, si intende indagare gli sviluppi della esperienza religiosa tra i primi Barnabiti e le successive trasformazioni. In fine bibliografia. – E.B.

040-264 Toschi (Alessandra), Una fonte per la storia della medicina: la biblioteca scientifica di Bartolo Nigrisoli, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 71-93. Il chirurgo e docente universitario ravennate Bartolo Nigrisoli (1858-1948), noto per le sue posizioni fermamente antifasciste, assemblò una ricca biblioteca a carattere medico-scientifico, oggi conservata presso il Centro di documentazione per la Storia dell’Assistenza e della Sanità di Firenze, fonte preziosa per la storia della medicina tra Otto e Novecento. – L.R.

040-265

040-266 Tóth (Norbert C.), Garázda Péter. Egy javadalomhalmozó egyházi mint politikai áldozat?, «Magyar Könyvszemle», 132, 2016/I, pp. 1-13. Sulla figura di un importante umanista ungherese legato alla corte di re Mattia Corvino. – E.B.

040-267 Treggiari (Ferdinando), Sulle edizioni dei “Consilia, quaestiones et tractatus” di Bartolo da Sassoferrato, in I libri dei cappuccini: la Biblioteca OASIS di Perugia, pp. 55-76. Vengono qui ripercorse le complesse vicende delle edizioni di Bartolo da Sassoferrato nel XV e XVI secolo, che risultarono essere uno dei maggiori successi nel mercato del libro giuridico dell’epoca. - M.C.

040-268 Trombetta (Vincenzo), Le biblioteche italiane nei Voyages di Antoine-Claude Valery (1826-1828), in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 3-16. Il bibliotecario parigino Antoine-Claude Valery (1789-1847), tra il 1826 e il 1828 soggiornò ben tre volte in Italia, raccogliendo materiale confluito poi nei cinque tomi dei Voyages historiques et littéraires en Italie pendant les années 1826, 1827 et 1828; ou L’Indicateur italien, Paris, Le Normant, 1831-1833 (poi 3 volumi, Paris, Baudry, 1838). – L.R.

040-269 Trombone (Antonella), Cataloghi, modelli concettuali, data model: gli orientamenti della ricerca e gli ordinamenti tematici nella Library and information science, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 94-129. Nuovi modelli concettuali per i dati bibliografici e d’autorità, nuove strutture normative del catalogo, linguaggi di codifica dei dati e la loro comunicazione nel web semantico stanno trasformando i cataloghi, la catalogazione e la gestione dei dati bibliografici. – L.R.

040-270 Troso (Nevia), Maria Cavazzuti: fra riflessioni e ricordi. Spunti da un epistolario, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 339-42.

040-271 Tschudin (Peter F.), La forma: funzione, storia, importanza per la storiografia, in La forma, a cura di G. Castagnari, pp. 101-17.

040-272 Turbanti (Simona), Il «catalogo della cooperazione»: la strada per un rilancio del Servizio bibliotecario nazionale, «Bibliothecae.it», 5/2, 2016, pp. 401-31. Cronaca ragionata del convegno svoltosi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma all’inizio di aprile 2016 per celebrare il trentennale del Servizio Bibliotecario Nazionale. – L.R.

040-273 Turrini (Patrizia), Le senesi a scuola tra Ottocento e Novecento. Appunti per una storia dell’istruzione femminile, anche classica, a Siena, «Accademia dei Rozzi», 23, 2016, 44, pp. 8-29.

040-274 U’ ben s’impingua, se non si vaneggia. Per P. Fiorenzo Fiore nel suo 75° genetliaco, a 50 anni dall’Ordinazione Sacerdotale, a cura di Giuseppe Lipari, Messina, Futura Print Service, 2015 Þ rec. Anna Giulia Cavagna, «Bibliothecae.it», 5/2 (2016), pp. 467-71

040-275 Università Cattolica del Sacro Cuore 1965-2015. Cinquant’anni di presenza a Brescia, Brescia, Morcelliana, 2016, pp. 166, ISBN 978-88-372-3021-0, s.i.p. Accompagnato soprattutto dal percorso storico sulle vicende della sede bresciana dell’Università Cattolica redatte da Giovanni Gregorini (“Un valore che trascende di molto il fatto locale”. L’Università Cattolica a Brescia tra storia e memoria, pp. 141-63), il vol. offre un interessante archivio fotografico sulla vita della sede (alle pp. 29, 54-5, 62-3, 77, 78-9, 85 immagini riguardanti i vari ambienti della biblioteca o della libreria). – E.B.

040-276 Vacalebre (Natale), Festina lente. Un percorso virtuale tra le edizioni aldine della Biblioteca Trivulziana di Milano, Milano, CUSL, 2016, (Minima bibliographica, 24), pp. 176, ill., ISBN 978-88-8132-7362. Questo denso volumetto, ospitato nella collana Minima bibliographica, raccoglie i testi, le (61) schede bibliografiche e una parte delle immagini dell’omonima mostra virtuale (facilmente godibile, anche per i non addetti ai lavori, al sito http://aldo.libriantiqui.it) curata dall’a. e realizzata per conto del CRELEB, nell’anno delle celebrazioni manuziane, per dare visibilità alla significativa raccolta aldina della Biblioteca Trivulziana di Milano. Doppia la finalità dell’iniziativa: da un lato sottolineare gli aspetti storici, economici e sociali che contraddistinsero l’eccezionale avventura di Aldo, dall’altro offrire al pubblico l’accesso via Web a immagini (ad alta definizione!) tratte dalle aldine possedute dalla Trivulziana. E proprio nell’attenzione particolare dedicata alle immagini sta forse il principale punto di forza della mostra, che infatti ha voluto favorire un approccio il più possibile concreto alla storia dell’impresa aldina, legata sì al modernissimo piano editoriale ideato dal fondatore ma anche – come illustrano i testi curati e ben scritti che accompagnano il visitatore – all’innovazione grafica e tecnologica dei suoi manufatti. Corredano il lavoro un’aggiornata Bibliografia (pp. 171-176) e l’elenco dei Repertori citati (p. 176). – Elena Gatti

040-277 Vacalebre (Natale), Le provenienze delle cinquecentine della Biblioteca OASIS di Perugia : un primo approccio, 77-85. I segni materiali presenti sulle cinquecentine della Biblioteca OASIS di Perugia non solamente rivelano la storia dei singoli libri, ma debitamente analizzati e posti in relazione tra loro contribuiscono a delineare la dimensione intellettuale delle comunità cappuccine dell’epoca moderna. – M.C.

040-278 Valacchi (Federico), Diventare archivisti. Competenze tecniche di un mestiere sul confine, Milano, Editrice Bibliografica, 2015 Þ rec. Annantonia Martorano, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 356-8

040-279 Valero Moreno (Juan Miguel), Petrarca, Antonio de Obregón y la imprenta castellana, «Studi e problemi di critica testuale», 92, 2016, pp. 57-80. L’articolo si occupa della traduzione spagnola dei Trionfi petrarcheschi composta da Antonio de Obregón e data alle stampe a Logroño nel 1512. L’analisi si concentra particolarmente sull’apparato iconografico e sull’indice dell’edizione, con l’obiettivo di relazionare l’impresa spagnola con il mercato editoriale veneziano cinquecentesco. – N.V.

040-280 Vatta (Sergio), Erma Bossi, la formazione di una pittrice. Artisti triestini a Monaco di Baviera, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 161-88.

040-281 Vatta (Sergio), La pittrice triestina che esponeva a Monaco con Vassilj Kandisikj, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 157-61.

040-282 Verdini (Massimiliano), Sonziaco e goriziano. La lingua friulana austriaca e la sua variante cittadina, «Studi Goriziani. Rivista della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia», 108, 2015, pp. 281-322.

040-283 Vervoort (Bernie), An Early Seventeenth-Century Silver Binding. Manufactered in the Province of Holland, the Decoration Influenced by De Bry, «Quaerendo. A Journal Devoted to Manuscripts and Printed Books», 45, 2015, pp. 144-156. Si analizza la legatura in argento apposta a un’edizione stampata da Zacarias Cornelisz a Hoorn nel 1623 (Biestkens Bible), mettendo in relazione la sua manifattura con quella delle decorazioni distribuite da Theodor de Bry e da suo figlio Johann Theodor de Bry. – A.T.

040-284 Vitiello (Giuseppe), Le nuove frontiere della missione bibliotecaria, in Nuovi orizzonti per un antico sapere. Le biblioteche nel mondo contemporaneo, pp. 83-93. A differenza del passato, è sempre più necessario che le biblioteche sviluppino un rapporto interattivo col contesto territoriale in cui insistono e con le comunità di riferimento. – M.C.

040-285 Vivarelli (Maurizio), I confini della bibliografia, tra ‘parole’ e ‘cose’, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 151-61. Una definizione della bibliografia e del suo ruolo, attraverso la terminologia, l’oggetto di studio e i confini della disciplina. – L.R.

040-286 Volpato (Giancarlo), Le edizioni private di Alfio Fiorini e la stampa d’arte nella Verona novecentesca, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 333-46. Si tratteggia un ritratto di Alfio Fiorini (1910-1986) e delle sue edizioni private, contestualizzandolo nella Verona del secondo Novecento. – L.R.

040-287 Web (Il) e gli studi storici. Guida critica all’uso della rete, a cura di Rolando Minuti, Roma, Carocci, 2015 Þ rec. Fiammetta Sabba, «Bibliothecae.it», 5/1, 2016, pp. 337-9

040-288 Weston (Paul Gabriele), Authority control. L’evoluzione di una pratica dal back office al semantic web, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 77-101. Il concetto espresso con il termine “authority control”, in uso solo dall’ultimo quarto del Novecento, è molto più antico se si pensa che già nel secondo Settecento furono messe in atto strategie volte ad assicurare l’uniformità e l’inequivocità delle descrizioni bibliografiche nei cataloghi. – L.R.

040-289 Zito (Paola), Quel che resta di Brigna. La Nota delli libri editi entro il 1669, in Il libro al centro, a cura di C. Reale, pp. 277-87. Nel 1669, l’editore veneziano Giovanni Battista Brigna inserì nella sua edizione della Prattica nuova et utilissima di quello, ch’al diligente barbiero s’appartiene, Venezia 1669, del napoletano Cinzio d’Amato una Nota delli Libri Stampati in Venetia da Gio Battista Brigna, utile fonte per ricostruire la prima parte della sua attività, conclusasi poco più di un decennio dopo. – L.R.

040-290 Zoppelli (Luca), Musica sacra nei monasteri svizzeri: la ricerca, «Fogli. Rivista dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano», 37, 2016, pp. 7-12. Si descrive l’iniziativa della cattedra di Musicologia dell’Università di Friburgo in relazione alle indagini avviate sui fondi musicali d’età moderna nelle biblioteche e nei monasteri della Svizzera. – A.T.

040-291 Zurbuchen (Simone), Le droit naturel et la théorie de la propriété: propriété privée ou communauté des biens?, in Lectures du Journal helvétique 1732-1782, édités par S. Huguenin – T. Léchot, pp. 329-40.

 

Indici di recensioni e segnalazioni

ABEI 1

Aldo Manuzio 3, 94, 186, 207, 210, 276

Alfredo Serrai 244

Antiquariato 5

Anthony Grafton 107

Archivi 28, 66, 75, 77, 118, 132, 143, 187, 215, 232, 254, 270, 278

Avisos 12

Bibbia 144, 155, 258

Bibliofilia e collezionismo 10, 68, 197, 213

Bibliografia 19, 53, 115, 191, 193, 240, 249, 285

Bibliometria 36, 49, 57, 96

Biblioteca di via Senato 145-147

Bibliotecari 73, 111, 112

Biblioteconomia 14, 18, 24, 26, 27, 29, 40, 51, 70, 78-80, 99, 105, 133-136, 172, 178, 179, 190, 196, 211, 212, 220, 221, 230, 234, 235, 237, 247, 250, 269, 272, 284, 288

Catechismi 122

Censura A, 20, 109

Charta 64

Commercio librario 38, 227

Conrad Gessner 156, 157, 246

Editoria del ’400 D, 13, 21, 33, 34, 58, 137, 171, 201, 208, 248, 266

Editoria del ’500 35, 90, 92, 93, 95, 100, 104, 117, 124, 140, 154, 156, 157, 204, 246, 263, 279

Editoria del ’600 22, 23, 67, 91, 98, 101, 108, 142, 162, 182, 216, 226, 252, 262, 289

Editora del ’700 17, 47, 59, 63, 71, 72, 103, 141, 150-153, 163, 165, 175, 188, 200, 218, 233, 236, 239, 241, 243, 245, 259, 291

Editoria dell’800 60, 173, 180

Editoria del ’900 82, 126, 128, 158, 169, 174, 177, 222, 242, 253, 256, 286

Editoria contemporanea 131, 166, 183, 184, 223

Editoria ebraica 45

Editoria giuridica 2, 267

Filologia del ’900 11

Filologia classica 217

Fiorenzo Fiore 274

Fogli volanti B, 199

Iconologia del libro E, 225

Marco Santoro 159, 160

Mostre in biblioteca 251

Musei del libro 84

Musica sacra 290

Patrimonio artistico 238

Periodici 31, 195

Risorse elettroniche 6

Stampa a colori C

Storia del fumetto 114

Storia del libro 88, 89, 161, 164, 181, 198, 203, 206, 214

Storia della carta 15, 41, 46, 52, 55, 97, 102, 116, 125, 148, 149, 176, 189, 194, 231, 271

Storia della lettura 81

Storia della scuola 261, 273

Storia della stampa F, 119, 123, 228

Storia delle biblioteche 4, 7-9, 16, 25, 30, 32, 37, 39, 42-44, 48, 50, 56, 65, 83, 86, 87, 110, 113, 127, 138, 170, 185, 192, 202, 219, 229, 255, 257, 264, 268, 275, 277

Storia delle legatura 62, 121, 167, 168, 283

Valcamonica 209

Web 287

Cronache

Mostre

“L’invenzione della biblioteca. Prospero Podiani, Perugia e l’Augusta”. Perugia, 9 novembre – 18 dicembre 2017. L’invenzione della biblioteca. Prospero Podiani, Perugia e l’Augusta è il titolo della mostra curata da Attilio Bartoli Langeli (Università degli Studi di Perugia) e da Maria Alessandra Panzanelli Fratoni (Università di Oxford), con il contributo dei bibliotecari dell’Ufficio Fondo Antico della Biblioteca Augusta, che intende celebrare la figura di Prospero Podiani (Perugia 1535?-1615), illustre bibliofilo del Cinquecento. Podiani aveva dedicato la vita a ricercare e ad acquistare libri, circa 10.000 volumi, per poi offrirli alla sua città in modo da rendere possibile l’istituzione di una Libraria publica, l’attuale Biblioteca Augusta. Inaugurata a Perugia l’8 novembre e aperta fino al 18 dicembre 2016, la mostra rientra tra le principali iniziative realizzate dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia e dalla Biblioteca comunale Augusta per il 400° Anniversario della morte di Prospero Podiani. Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni disposte in due sedi nel centro storico della città, la Sala ex Borsa Merci (via Mazzini, 10) e la Biblioteca Augusta (piano terra; via delle Prome, 15), all’interno delle quali il visitatore può ammirare alcuni tesori librari, sistemati in teche affiancate da pannelli esplicativi, appartenuti al bibliofilo perugino: da alcuni rari manoscritti ai taccuini, dai cataloghi editoriali ai documenti autografi, fino ai libri a stampa corredati da raffinate illustrazioni (tuttora conservati alla Biblioteca Augusta). L’accurata selezione dei materiali permette di avvicinare la figura intellettuale e umana di Prospero Podiani: dalla sua lunga (morì ottantenne) e accidentata vita; alla passione per i libri ben descritta nel suo trattatello De Bibliothecis instituendis, disponendis et informandis: «Io sin dalla mia prima fanciullezza [...] cominciai a mettere ogni fatiga ogni opera et ogni studio per poter haver libri (de’ buoni sempre intendendo) in ciascuna sorte di scientie, e tutti quelli pochi Danari che ho possuto havere, gli ho spesi in comperare libri […]»; fino all’ultima volontà di donare la sua raccolta libraria (1582). Nello scorrere le opere esposte (ai curatori va il merito di aver saputo selezionare gli esemplari più significativi all’interno di un’ampia collezione), colpisce la ricchezza degli interessi dell’erudito perugino, per il quale i libri non erano semplici oggetti da collezione, ma preziosi “doni” da destinare a un ambizioso progetto di “biblioteca universale”. Una biblioteca di questo tipo, nei pensieri dello stesso Podiani, non poteva però rimanere patrimonio di una singola persona ma doveva aprirsi a tutti, soprattutto ai giovani. La sezione della mostra collocata presso la Biblioteca Augusta è dedicata al luogo in cui Podiani crebbe e si formò: Perugia. La città, in perenne lotta per la sua indipendenza, era nota non solo per l’Università ma anche per le accademie e alcune istituzioni ecclesiastiche (Seminario, Scuola dei Gesuiti, ecc.) che vi operavano. Lo Studium Perusinum già al tempo vantava una tradizione consolidata. La mostra non espone solo le opere di alcuni illustri docenti, ma vuol documentare l’attività anche di altri intellettuali che operarono nella città umbra. Un particolare spazio è riservato all’attività dell’Accademia degli Insensati tra i cui membri ritroviamo lo stesso Podiani. La mostra L’invenzione della biblioteca. Prospero Podiani, Perugia e l’Augusta costituisce una preziosa occasione per approfondire l’avventura intellettuale e culturale di Podiani: un autentico ‘raccoglitore’ di libri ma al tempo stesso anche un autorevole interprete delle esigenze intellettuali del suo tempo. – Stefano Passerini e Giovanna Spina

Domenico Cerato. Architettura a Padova nel Secolo dei Lumi. Padova, Palazzo Zuckermann, 28 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017. I curatori della mostra, Vincenza Donvito e Stefano Zaggia, hanno voluto offrire uno spaccato dell’attività dell’architetto più attivo nella Padova settecentesca, utilizzando in modo intelligente non solamente disegni, dipinti e incisioni dell’epoca, ma anche un nucleo di libri e manuali che illustrano la formazione di una scuola di architettura, unica nel suo genere in tutta la Repubblica di Venezia. – M.C.

Pietro Chevalier. Vedute di Padova e del Veneto nell’Ottocento. Padova, Musei Civici agli Eremitani, 28 ottobre 2016 – 26 febbraio 2017. Il disegnatore, incisore e scrittore d’arte Pietro Chevalier è stato il più importante illustratore nel Veneto a cavallo della metà dell’Ottocento e i suoi lavori sono presenti nelle principali opere del nascente filone editoriale dedicato ai colti viaggiatori stranieri e agli amatori delle cose patrie, filone che verrà portato poi al suo massimo sviluppo a Venezia da Ferdinando Ongania nella parte finale del secolo. – M.C.

 

 

 

 

Taccuino

a cura di R.V.

 

Iniziative C.R.E.L.E.B.

¶ Le Theatre d’Italie. Viaggio in Italia attraverso le rarità bibliografiche della collezione Nocivelli

21 gennaio 2017, ore 17

Lonato del Garda, Palazzo Zambelli

Ultimo appuntamento del ciclo di conversazioni curate da Luca Rivali (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) che approfondisce alcuni aspetti dell’eccezionale collezione libraria di Luigi Nocivelli, depositata dal 2011 presso la biblioteca della Fondazione Ugo Da Como, a Lonato del Garda.

Questo incontro sarà dedicato a: Ogni frammento è venerabile. Roma classica da Marliani a Piranesi

Per informazioni: tel. 0309130060

info@fondazioneugodacomo.it

 

Il Sabato del Bibliofilo

Milano, Biblioteca Braidense

II ciclo (primavera 2017)

 

Edoardo Barbieri

Prima di Lutero. La Bibbia volgare italiana di Nicolò Malerbi

sabato 4 marzo ore 10

 

Paolo Sachet

Erasmo da Rotterdam e i suoi Adagia: una sfida della tipografia del XVI secolo

sabato 8 aprile ore 10

 

Luca Montagner

L’antiquariato Hoepli e la raccolta di romanzi di cavalleria della Braidense

sabato 6 maggio ore 10

 

VII convegno “Libri e lettori a Brescia tra Medioevo ed Età Moderna”

5 maggio ore 9-17

Brescia, Università Cattolica, via Trieste 17

Sala della Gloria

Programma in fase di definizione

 

IMAGO LIBRORUM.

Mille anni di forme del libro in Europa

Trento Biblioteca Comunale e

Rovereto, Biblioteca Civica

24-25-26 maggio 2017

 

Rovereto, Biblioteca Civica “Girolamo Tartarotti”, mercoledì 24 maggio h. 17

Saluti e introduzione

Frédéric Barbier (directeur de recherche CNRS), IMAGO LIBRORUM: tra rappresentazione e immagine del libro.

Gianmario Baldi: inaugurazione della esposizione IMAGO LIBRORUM presso la Biblioteca Civica

 

I sessione Trento, Palazzo Geremia, giovedì 25 maggio mattina

Non di solo codex. Forme alternative del libro occidentale

Presiede Giorgio Antoniacomi (direttore della Biblioteca Comunale di Trento)

Don C. Skemer (Princeton University Library), Folded Sheets and Text Rolls: Physical Forms of Textual Amulets in the Middle Ages

Marilena Maniaci (Università di Cassino), Rotoli medievali greci e latini (e non solo): tipologie, funzioni, prospettive di ricerca

Marco Rainini (Università Cattolica), Cronache medievali in rotolo: a partire dalla Genealogia Christi di Pietro di Poitiers

Giuseppe Frasso (Università Cattolica), Poesia volgare in forma di rotolo

Gino Roncaglia (Università della Tuscia), Oltre il libro: le frontiere del testo digitale

discussione

 

II sessione Trento, Palazzo Geremia, giovedì 25 maggio pomeriggio

La parola sul foglio: spazio e resa grafica

Presiede Fabrizio Rasera (Presidente dell’Accademia roveretana degli Agiati)

Saverio Campanini (Università di Bologna),
La luce oltre la siepe. La Bibbia ebraica dal rotolo al libro

Ursula Stampfer (Abbazia di Novacella), Gli anni d’oro dello scrittorio di Novacella (1450-1525 ca.)  

Donatella Frioli (Università di Trento), Prosa, poesia e illustrazione alla corte malatestiana di Rimini

Paul F. Gehl (Curator Emeritus, Newberry Library, Chicago), Teaching With Type: Design for the Renaissance Grammar Classroom

David McKitterick (già Cambridge University), Collecting Early Printed Books for the Modern Printing Design

discussione

 

III sessione Trento, Palazzo Geremia, venerdì 26 maggio mattina

Dal testo al libro: organizzare e comunicare contenuti

Presiede Marilena Maniaci (Università di Cassino)

Ursula Rautenberg (Universität Erlangen), Last words on the History of the Title-Page

Marco Palma (Università di Cassino), Forme e funzioni del colophon nel libro manoscritto e a stampa del XV secolo

Edoardo Barbieri (Università Cattolica), “Dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere”: le rubriche negli incunaboli delle origini

Antonio Castillo Gómez (Universidad de Alcalá), Organizzare il testo nella scrittura pubblica

Duccio Dogheria (MART di Rovereto), Dal libro futurista all’editoria sperimentale del secondo Novecento

discussione

 

IV sessione Trento, Palazzo Geremia, venerdì 26 maggio pomeriggio

Illustrare il testo / raffigurare il testo, ovvero la sfida tra parole e immagini

Presiede Andrea Giorgi (Università di Trento)

Mino Gabriele (Università di Udine), All’origine dei libri di emblemi: tra sapienza e iconologia

Marco Gozzi (Università di Trento), Suoni per figura: miniatura, musica e testo nel manoscritto liturgico

Giovanna Zaganelli (Università per Stranieri di Perugia), La relazione fra testo e immagini in alcuni Blockbuch del XV secolo.

Elisa Ruiz Garcia (Universidad Complutense), Il progetto del libro tra esemplare e stampa in Joan Martí Figuerola

Martyna Urbaniak (Scuola Normale Superiore di Pisa), Per parole e per immagini: le illustrazioni dell’Orlando Furioso

discussione e conclusioni

 

Nel cinquecentenario luterano: l’editoria religiosa italiana tra ortodossia e dissenso - Scuola estiva 2017

 

Torrita di Siena, 28-31 agosto 2017

Programma provvisorio

Lunedì 28 agosto, pomeriggio

* Edoardo Barbieri, L’editoria religiosa tra Quattro e Cinquecento

* Luca Rivali, Le caratteristiche del libro del XVI secolo

Martedì 29 agosto, mattina

* Edoardo Barbieri, La Bibbia tra età gotica e Rinascimento

* Luca Rivali, Strumenti bibliografici per il libro italiano del Cinquecento

Martedì 29 agosto, pomeriggio

* Edoardo Barbieri, Tra vite dei santi e vite dell’Anticristo

* Luca Rivali, Gli indici dei libri proibiti

Mercoledì 30 agosto, mattina

* Edoardo Barbieri, Continuità e discontinuità nel libro di devozione

* Luca Rivali, Biblioteche religiose del Cinquecento

Mercoledì 30 agosto, pomeriggio – MONTEPULCIANO

* Edoardo Barbieri, Seminario sul libro religioso del Cinquecento presso la Biblioteca Comunale (o Diocesana?) di Montepulciano

* Incontro pubblico a Montepulciano con François Dupuigrenet Desroussilles, Martin Lutero e i suoi libri

Giovedì 31 agosto, mattina

* Ilaria Andreoli, Iconografia del libro e dissenso religioso

* Luca Rivali, Collezionare il dissenso tra Piero Guicciardini e Benedetto Nicolini

 

Per informazioni scrivere al prof. Luca Rivali all'indirizzo luca.rivali@unicatt.it

 

Incontri, mostre e seminari

 

Leggere Aristotele

Fino al 31 dicembre 2016

Ravenna, Biblioteca Classense

Quest’anno ricorre il 2400° anniversario dalla nascita di Aristotele, il filosofo che forse più di ogni altro - e più a lungo - ha influenzato la storia della civiltà umana. L’UNESCO ha decretato per il 2016 l'Aristotle Anniversary Year e in tutto il mondo si susseguono celebrazioni e incontri di studio per indagare l'eredità lasciata dal filosofo greco. In questo ambito, la Biblioteca Classense ha scelto di elaborare un percorso di mostra a tema a partire dai propri preziosi fondi librari, dagli antichi manoscritti duecenteschi fino ai libri a stampa del Cinquecento, seguendo quella che fu l'ultima grande stagione della filosofia aristotelica tramite le vicende di celebrati e colti interpreti, traduttori e anche lettori dello Stagirita, che nei secoli hanno lasciato tracce e note di possesso nei propri volumi, poi confluiti nel patrimonio Classense.

Per informazioni: www.classense.ra.it

 

E le acque si calmarono

Fino al 27 gennaio 2017

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale

Centinaia di libri, volumi a stampa, manufatti. Testimonianze preziose riportate a nuova vita. Uno straordinario e simbolico ritorno in città. “E le acque si calmarono”, la grande mostra dedicata al patrimonio ebraico colpito dalla furia dell’Arno, è stata uno degli eventi più attesi nel quadro delle iniziative organizzate nel capoluogo toscano per il Cinquantenario dell'Alluvione. Recuperati e valorizzati su iniziativa della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia insieme alla Biblioteca Nazionale Centrale, con il contributo determinante dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, i volumi restaurati permetteranno di approfondire la storia plurisecolare della Comunità ebraica fiorentina, il suo contributo al progresso culturale ed economico della città, i molti personaggi che lasciarono il segno. Alle opere provenienti dal patrimonio librario e documentario della Comunità ebraica fiorentina si affiancheranno incunaboli e cinquecentine, oltre a molte edizioni antiche alluvionate e restaurate presenti nei fondi della Biblioteca Nazionale Centrale.

Per informazioni: http://www.bncf.firenze.sbn.it/

 

¶ L’Adorazione dei Magi in Trivulziana. Un percorso tra arti e tecniche del Rinascimento

Fino al 29 gennaio 2017

Milano, Biblioteca Trivulziana. Sala del Tesoro

In occasione del Natale l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana regala alla città una piccola esposizione di tesori rinascimentali conservati nelle collezioni del Castello Sforzesco.

Il filo rosso della mostra è rappresentato dall’iconografia dell’Adorazione dei Magi, attraverso cui viene offerta ai visitatori un’occasione di conoscenza e approfondimento di alcune tecniche grafiche e artistiche in uso tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento: il disegno, la miniatura, la xilografia e la calcografia. A scopo esemplificativo e divulgativo, sono esposti materiali rappresentativi delle diverse tipologie.

La Biblioteca organizza anche una serie di appuntamenti collaterali di approfondimento.

In particolare si segnalano:

§ Per gli studenti liceali e universitari (a cura della Biblioteca Trivulziana)

Martedì 31 gennaio 2017, dalle 14.30 alle 17.30, pomeriggio di riflessione con gli operatori coinvolti nell’ideazione, nell’allestimento e nella promozione della mostra, per riflettere su come nasce, come si realizza e come si divulga un progetto espositivo.

§ Per l’utenza libera (a cura dell’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana)

Giovedì 12 gennaio 2017, dalle 16.30 alle 17.30, incontro divulgativo sulle tecniche artistiche del disegno e della miniatura, con visita guidata alla mostra (relatori: Francesca Rossi e Marzia Pontone). A seguire, laboratorio di miniatura per adulti (a cura di Stefania Sotti).

Giovedì 19 gennaio 2017, dalle 16.30 alle 17.30, incontro divulgativo sulle tecniche artistiche dell’incisione xilografica e calcografica, con visita guidata alla mostra (relatori: Isabella Fiorentini e Giovanna Mori). A seguire, laboratorio di xilografia per adulti (a cura di Stefania Sotti).

Per informazioni e prenotazioni contattare la Biblioteca Trivulziana: 0288463693 -

c.ascbibliotrivulziana@comune.milano.it.

Per informazioni generali:

www.trivulziana.milanocastello.it

 

Jerusalem, The National Library of Israel

Giovedì 9 febbraio 2017 ore 14

Edoardo Barbieri, The Rustici Codex (XV Century): a literary journey from Florence to Jerusalem

 

¶ Gabinetto G.P. Vieusseux

L’alluvione e il restauro: dalla Biblioteca circolante alle carte di Carlo Emilio Gadda

Fino al 20 febbraio 2017

Firenze, Gabinetto Vieusseux

Con questa mostra il Gabinetto Vieusseux intende ricordare nel 50° anniversario gli ingentissimi danni subiti durante l’alluvione di Firenze. La storica biblioteca fu quasi totalmente sommersa nei sotterranei di Palazzo Strozzi, dove pure si trovavano le carte del Fondo Carlo Emilio Gadda. Attraverso una selezione di fotografie originali, una suggestiva installazione video, e una serie esemplare di materiali esposti, si potranno idealmente ripercorrere gli effetti di quell’enorme disastro, e la lunga, paziente opera di restauro attuata negli anni su un materiale tanto fragile e prezioso.

 

Federico Frezzi e il “Quadriregio” nel VI centenario della morte (1416-2016), Foligno – Perugia 23-25 febbraio 2017

Convegno internazionale

23 febbraio 2017

Foligno, Palazzo Trinci

Ore 9.30 Inaugurazione del Convegno, saluti istituzionali (Sindaco della città di Foligno e Vescovo della Diocesi di Foligno)

Jean-Baptiste Delzant (École française, Roma), La signoria dei Trinci all’epoca del Frezzi

Carlo Longo (Istituto storico domenicano, Roma), Federico Frezzi: note biografiche

Maurizio Coccia (Centro di ricerche Federico Frezzi), Frezzi geografo: aspetti paesaggistici, ambientazioni immaginarie e tangibili nei regni del “Quadriregio”

Pausa caffè

Maria Biviglia (Archivio di Stato di Perugia, sezione di Foligno) - Federica Romani (Archivio di Stato di Perugia, sezione di Assisi) - Elena Laureti (Centro di Ricerche Federico Frezzi, Foligno), Ricerche d’archivio su Federico Frezzi

Alberto Viganò (Convento San Domenico, Perugia), La teologia nel “Quadriregio”

Discussione

Ore 14.30 Carla Frova (Università “La Sapienza”, Roma), La formazione domenicana alla fine del XIV secolo

Marina Soriani Innocenti (Università degli Studi di Pisa), Federico Frezzi ‘licentiatus et vesperiatus’ nello ‘Studium’ di Santa Caterina a Pisa

Giovanna Rao (Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze), I codici frezziani della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze

Pausa caffè

Marco Petoletti (Università Cattolica, Milano), Cultura classica e mediolatina nel “Quadriregio” di Frezzi

Alessandra Panzanelli (University of Oxford), La fortuna del “Quadriregio” nelle sue prime edizioni a stampa

Anna Cerbo (Università Orientale di Napoli), Il “Quadriregio” di Federico Frezzi e la “Sirenide” di Paolo Regio

Discussione

24 febbraio 2017 Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Palazzo Gallenga

Ore 9.30 Saluti istituzionali (Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia)

Saverio Bellomo (Università Ca’ Foscari, Venezia), Federico Frezzi sulle orme di Dante

Alessandro Pancheri (Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara), Petrarca nell’opera del Frezzi

Claudio Ciociola (Scuola Normale di Pisa), Il Frezzi nel quadro della rimeria del Trecento

Pausa caffè

Cristiano Lorenzi (Università Ca’ Foscari, Venezia), Il “Quadriregio” e Fazio degli Uberti

Sandro Bertelli (Università di Ferrara), La tradizione manoscritta del “Quadriregio”: alcuni approfondimenti

Discussione ore 14,30

Giuseppe Frasso (Università Cattolica, Milano), L’abate Canneti al lavoro sul Frezzi: qualche appunto

Enzo Mattesini (Università degli Studi di Perugia) – Carla Gambacorta (Università per Stranieri di Perugia), Sondaggi sulla lingua del “Quadriregio” dalla tradizione manoscritta all’editio princeps (1481)

Daniele Piccini (Università per Stranieri di Perugia), Questioni filologiche relative al “Quadriregio”

Pausa caffè

Giovanna Lazzi (Biblioteca Riccardiana, Firenze), L’apparato decorativo del “Quadriregio” tra manoscritti e stampe

Edoardo Barbieri (Università Cattolica, Milano), Le antiche edizioni del "Quadriregio" nella storia dell'antiquariato e del collezionismo librario

Martina Stella (Università per Stranieri di Perugia), Il codice ariostesco del “Quadriregio”

Discussione

25 febbraio 2017 Foligno, Palazzo Trinci

Ore 9.30 Attilio Turrioni (Centro di Ricerche Federico Frezzi) - Paola Tedeschi (Centro di Ricerche Federico Frezzi), La riflessione di Frezzi sul tirannicidio

Stefano Andres (Pisa), Frezzi giurista? Il diritto nel “Quadriregio”

Maria Grazia Bianchi (Università di Losanna), Jacopo Corbinelli lettore di Frezzi

Pausa caffè

Fabio Forner (Università degli Studi di Verona), L’Accademia dei Rinvigoriti e gli studi sul Frezzi

Corrado Viola (Università degli Studi di Verona), Il “Quadriregio” nei giudizi dei principali teorici e critici arcadici

Discussione

 

Luther in Italy

Roma, 22-24 febbraio 2017

Wednesday 22 February Deutsches Historisches Institut in Rom Registration 11.00-11.30 Welcome 11.30-11.45

Martin Baumeister (Deutsches Historisches Institut in Rom)

Session 1 11.45-13.15

1. Andrew Pettegree – Drew Thomas (University of St Andrews): Luther and the Media: Wittenberg and beyond

2. Bernward Schmidt (Katholische Universität Eichstätt-Ingolstadt): From Saxony to Rome: Duke George the Bearded and the Networks of Anti-Lutheran Politics and Propaganda

Lunch 13.15-14.30

Session 2 14.30-15.30

3. Jasper Bendermacher (University of Amsterdam): The influence of the book design of Luthers Flugschriften on 16th century Italian prints: an essay about typographical framework

4. Simon Portmann (University of Trier): Melanchthon and the Italian book market – distribution and reception of the ‘Loci communes’ and the spread of the reformation ideas in Italy

Coffee 15.30-16.00

Session 3 16.00-17.30

5. Michele Camaioni (Eberhard Karls Universität Tübingen): Printed preaching and religious propaganda in Counter-Reformation Italy: two fake editions of Bernardino Ochino’s sermons and an unknown censored copy of the Zoppino’s edition of his Italian Prediche (1541)

6. Marco Iacovella (Scuola Normale Superiore, Pisa): From political propaganda to religious controversy: new evidence about the ‘Epistola invectiva’ against Paul III (1546-1549)

7. Joanna Pietrzak-Thebault (Cardinal Stefan Wyszynski University, Warsaw): Woodcut illustration – a hidden arm of new religious ideas?

Coffee 17.30-18.00

Session 4 18.00

8. Paul F. Grendler (University of Toronto): After Luther: Censorship and Freedom in Philosophy and Science

Dinner 20.00 DHI Buffet

Thursday 23 February

Biblioteca Casanatense

Welcome 9.30-10.00 Rita Fioravanti (Biblioteca Casanatense)

Session 5 10.00-11.00

9. Ian Maclean (All Souls College, Oxford): The Italian trade with the Frankfurt Book Fair after the Council of Trent, 1564-1629

10. Luka Ilić (Leibniz-Institut für Europäische Geschichte (IEG), Mainz): From North of the Alps to La Serenissima Repubblica: Protestant Books on the Italian Book Market

Coffee 11.00-11.30

Session 6 11.30-13.00

11. Malcolm Walsby (Université de Rennes II): A Dissenting Voice from Abroad? French Religious Books in Italy at the End of the Sixteenth Century

12. Federico Zuliani (Istituto Italiano per gli Studi Storici, Naples): Much more than an Author: Pier Paolo Vergerio and Italian Protestant Literature

13. Paolo Sachet (Istituto di Studi Italiani, Università della Svizzera Italiana): Henry VIII and Luther in Rome: the 1543 Editions of the Assertio and Literae

Lunch 13.00-14.30

Session 7 14.30-16.00

14. Fabiana Ambrosi (Sapienza University of Rome): «Io prego Christo Gesù, Medico vero»: Urbanus Rhegius and his Medicina dell’anima

15. Annalisa Ricciardi (Senate House Library – University of London): The translation of Alfonso de Valdés’ Dos Dialogos by Giovanni Antonio Clario, the reformed printer

16. Lorenzo Comensoli Antonini (University of Padua & Paris-Sorbonne): The Giovanni Girolamo Albani Pro oppugnata Romani Pontificis dignitate: a Lutheran controversy

Coffee 16.00-16.30

Session 8 16.30-17.30

17. Gianmarco Giuliani (Scuola Normale Superiore, Pisa): The Reformation and the Relevance of History: Flacius Illyricus’ Reception in Italy (1560 c.- 1580 c.)

18. María José Vega (Universidad Autónoma de Barcelona): Censorship and Expurgation of Lutheran Historians in the 16th Century: Reading the Chronicon Carionis in Italy and Spain

Exhibition launch 18:00

Dinner 20.00

Friday 24 February

Biblioteca Casanatense

Session 9 9.30-10.15

19. Silvana Seidel Menchi

Session 10 10.15-11.45

20. Claudia Rossignoli (University of St Andrews): “Aprir più facil via ai semplici”: Luther in Italian

21. Maria Fallica (Sapienza University of Rome): “Predicar Riforma mascarato in gergo”. The Commento nelle celesti e divine epistole di San Paulo of Antonio Brucioli

22. Lorenzo Baldacchini (University of Bologna): The first Luther’s edition in Italy

Coffee 11.45-12.15

Session 12

12.15-13.45

23. Gennaro Cassiani (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano): A mirror effect. The Vita del beato Ermodoro Alessandrino of Ortensio Lando in Filippo Neri’s private library

24. Laura Madella (Università Roma Tre): «Libri luterani n. 140». An Hypothesis on the Reformed Library of Cardinal Ercole Gonzaga

25. Loretta De Franceschi (University of Urbino): Claudiana Publisher and the Popularization of the Protestant Reformation

Closing remarks 13.45

 

Postscriptum

 

L

a presentazione dell’edizione 2016-2017 del Master in Professione editoria dell’Università Cattolica tenutasi le scorse settimane durante Engaging the reader, ha offerto l’occasione per una nuova riflessione sul tema della lettura: il titolo dell’evento era infatti “L’alba di un nuovo lettore: modi e forme della lettura”. Innanzitutto occorre chiarire che tipo di approccio si vuole assumere, perché ci sarebbe anche la possibilità di un modo di porre il problema della lettura oggi del tutto negativo, pensando (e qualche mattina sulla metropolitana affollata il dubbio può anche venire) che si tratti in realtà di una specie di “alba dei morti leggenti”, fatta di esseri ipnoticamente attratti dallo schermo dei loro telefonini intenti solo a leggere l’ultima stupidaggine su Facebook… Certo che il 2016 è stato dichiarato l’anno nel quale (negli USA?) il più diffuso device di lettura è divenuto lo smartphone, ma il tema di COSA si legge andrà messo sul tavolo anche lui, o no? Da questo punto di vista già anni fa ci eravamo posti il problema dell’immagine sociale della lettura, del riconoscimento o meno del valore dei libri e della lettura. Ora, un divertente video della canzone “Party Like a Russian” di Robbie Williams permette di ritornare sul tema, perché tra le caratteristiche di questi “nuovi ricchi” russi qui stigmatizzate trova posto anche (sullo sfondo) una affascinante libreria piena di volumi forse antichi. Certo, probabilmente la canzone vuole ironizzare su una falsa immagine di cultura, ma allo stesso tempo riafferma una stima per il valore del libro. Decisamente diverso è invece il contenuto di una pubblicità della Decathlon, che è stata per questo ritirata, nella quale si vede un ragazzino che gioca a pallone (col suo completino da campo, che è quello che il negozio intende vendere) e la scritta “#Lo FaccioPerché in campo non servono libri”. Forse l’intenzione non è in sé malvagia (è vero che c’è chi riesce meglio a studiare e chi a giocare a pallone…), ma certo trasmette un’immagine di insofferenza per ciò che è libro e lettura da risultare diseducativa. Nella società, invece, nonostante tanti segni contrari, comunemente permane un’idea positiva della lettura: su “Libération” del 9 novembre scorso si leggeva un articolo dove si raccontava del programma Leggere per uscirne, che, partendo dal principio che la cultura favorisca il reinserimento, mira a interessare i carcerati alla lettura in cambio di riduzioni della pena. Ma allora torna con forza la domanda su lettura sì, ma di che? Esiste per esempio una ormai solidissima “internazionale del bestseller” che propone a livello mondiale quello che è il libro del momento procurandone traduzioni quasi in contemporanea in tantissime lingue diverse. E la cosa interessa innanzitutto i fatturati dei grandi gruppi editoriali, meno il problema della lettura in quanto tale. Allora si intende che il tema profondo non è quello del confronto fra lettura su carta o su dispositivi digitali! Già nel 2015 diceva Gian Carlo Ferretti (che durante Engaging ha ricevuto il premio “Ancora Aldina per la cultura del libro 2016”): «Finché non ci saranno una scuola e una università a formare i lettori, da questa crisi non si uscirà mai. E non basteranno i festival, le settimane del libro o quella degli sconti in libreria per spingere a comprare più libri. Ieri, come oggi, queste iniziative non hanno mai prodotto risultati soddisfacenti. Un lettore forte è una persona che fa esperienza di tante cose: va a teatro, al cinema, a ballare. Vive in un contesto ricco di spunti non solo culturali. È onnivoro, mentre il non lettore, o il consumatore di TV, mangia solo carne o verdura». Rebus sic stantibus si capisce allora bene l’immagine scelta come logo di questa edizione di Engaging: è un dipinto di Fortunato Depero “Lettrice e ricamatrice automatiche” del 1920. A uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che le due immagini possano alludere a una lettura piatta in bianco e nero su carta e a una “dinamica” e colorata su tablet. Per Depero il significato era senza dubbio diverso, ma potremmo anche vedere nelle due figure stilizzate una lettrice-consumatrice passiva contrapposta a una lettrice-creatrice attiva, a chi cioè legge per davvero, cioè si lascia provocare dall’incontro con ciò che incontra leggendo. E questa resta la grande sfida del leggere. Per questo Roberto Casati, intervenendo in questa occasione con una splendida lezione, ha lanciato l’idea di tre grandi ragioni per leggere: 1) reperimento di elementi estranei alla conversazione comune (ricchezza e precisione del lessico; conoscenza di situazioni sociali differenti dalla propria); 2) acquisizione di punti di vista diversi con aumento delle capacità empatiche dell’individuo; 3) superamento della retorica del convincimento per arrivare alla argomentazione razionale. Diciamo poco…  – Montag

 

L’almanacco bibliografico

Bollettino trimestrale

di informazione sulla

storia del libro e delle

biblioteche in Italia

 

numero 040, dicembre 2016

(chiuso il 19 dicembre 2016)

ISBN 9788881327447

disponibile gratuitamente in formato PDF all’indirizzo http://creleb.unicatt.it

(sono stati tirati 10 esemplari cartacei)

 

a cura del

CRELEB – Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca

 

(Università Cattolica – Milano e Brescia)

 

comitato editoriale: Edoardo Barbieri (coordinatore), Anna Giulia Cavagna, Pasquale Chistè, Giuseppe Frasso, Arnaldo Ganda, Ugo Rozzo

redazione: Marco Callegari, Rudj Gorian, Alessandro Ledda, Fausto Lincio, Giancarlo Petrella, Luca Rivali, Alessandro Tedesco, Natale Vacalebre, Roberta Valbusa

contatti: “L’almanacco bibliografico”, c/o Edoardo Barbieri, Università Cattolica, Largo Gemelli 1, 20123 Milano; e-mail: creleb@unicatt.it

 

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