Jacques Delors, "catechista" d’Europa
Il suo paradigma dovrebbe essere studiato sia da chi adesso “governa” la Ue e l’Eurozona, sia da chi ha ruoli politici negli Stati Ue; ebbe ideali forti, con capacità progettuali e con il coraggio della concretezza
HuffPost, 05 Gennaio
L’opera di Jacques Delors, scomparso a 98 anni pochi giorni fa, rimane fondamentale per la costruzione della Ue e dell'Eurozona nei dieci anni (1985-1995) di sua presidenza della Commissione Europea. Lo fu anche nel chiarire e rafforzare i principi sui quali proseguire nell'Unione Europea. Il suo paradigma dovrebbe essere studiato sia da chi adesso “governa” la Ue e l’area euro sia da chi ha ruoli politici negli Stati membri dell'Ue. Egli ebbe ideali forti, con capacità progettuali e con il coraggio della concretezza. Quindi fu uno dei cruciali costruttori dell’Europa Unita negli anni 50 paragonabile ai Fondatori. Il suo ruolo in Europa fu complementare ma non residuale rispetto a quello di altre due grandi personalità: Francois Mitterrand, presidente della Repubblica Francese (1981-1995) e Helmut Kohl (1982-1998). Un periodo nel quale l'Europa Unita ebbe anche un ruolo internazionale importante.
Gli ideali del solidarismo nelle opere
Gli ideali di Delors furono quelli del solidarismo cristiano delle opere che si univano a quelli del socialismo sindacale. Iniziò ventenne a collaborare con sindacati e forme associative analoghe diventando alla fine della guerra membro della “Confédération Française des Travailleurs Chrétiens” (CFTC). A questo sindacato rimarrà vicino in vari modi fino al 1964 anche se spesso si trovò in correnti di minoranza. Infatti fece parte della minoranza rinnovatrice della CFTC, che si ispirò al giornale “Témoignage Chrétien”, al filosofo Mounier, a “Esprit“. Queste condivisioni ideali durarono sempre.
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