Italia e Cina hanno una storia di relazioni lunga 700 anni, sarebbe un errore interromperla
Non solo Marco Polo o Matteo Ricci. Sono rapporti consolidati nell'Italia repubblicana: merito di personalità come Parri e Nenni, Mattei e Moro, Gentiloni e Mattarella. Dopo il brusco stop alla Nuova Via della Seta, anche grazie al lavoro di Tajani si è ripartiti col partenariato strategico. Mantenere questo legame fiduciario sarebbe cruciale anche per l'Ue
HuffPost, 5 Maggio 2024
Il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping è arrivato a Parigi in visita ufficiale dopo 5 anni di assenza da uno Stato europeo, quando fu a Roma nel 2019. Andò anche a Palermo come visita simbolica dalle molte sfaccettature, ma certo quale segno di amicizia verso la storia d'Italia. Stavolta è andato in Francia per celebrare i 60 anni delle relazioni diplomatiche franco-cinesi, (forse) per ricambiare la visita che Emmanuel Macron fece a Pechino nel marzo 2023, o forse perché Macron è un “atlantista” euro-francese?
I rapporti tra Italia e Cina
Sarebbe stato importante che Xi Jinping fosse venuto anche in Italia, perché nel 2024 si celebrano i 700 anni dalla morte di Marco Polo. Ma forse ciò non è accaduto perché nel 2024 il governo Italiano ha comunicato l'uscita dal memorandum Belt and Road Initiative d'intesa tra la nostra repubblica e quella cinese. Marco Polo scoprì la "Via della Seta" nel XIII secolo tra Europa e Cina mentre il governo Meloni ha disdettato la “Nuova Via della Seta" del XXI secolo. Si dirà che sono confronti sbagliati a distanza di secoli, ma a me pare che rinunciare all’accordo sulla "Nuova via della Seta" sia stato un errore. Per almeno tre ragioni: la prima è che la Cina e i cinesi hanno una cultura storica indelebile e per questo ammirano l’Italia. La seconda è che i rapporti tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare cinese sono stati pazientemente costruiti dagli anni Cinquanta. La terza è che l’Italia avrebbe potuto svolgere un ruolo importante, proprio per i suoi rapporti storici con la Cina, in questo drammatico inizio del XXI secolo. Dire che l’Italia doveva disdettare il Memorandum, essendo il solo Stato del G7 ad averlo stipulato è sbagliato per noi e per la Ue. L’Italia non deve inventare il “futuro” dimenticando la “storia” che è un
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