Università Cattolica del Sacro Cuore

Articoli sulla stampa e contributi

L'Europa non potrà aspettare chi ritarda sul Recovery Fund (HuffPost 21.11.2020)
L’autunno che stiamo vivendo in Europa e in Italia (e ovviamente anche negli altri 26 Stati Ue) delinea diverse capacità nel capire del tutto la situazione e poi in quella sui tempi e la qualità nella preparazione dei “Piani di resilienza e ripresa”. Se l’Italia manca questa occasione, l’Ue e l’Eurozona non potranno “aspettarla”.
Leggi di più

Unione Sanitaria Europea, ora portiamo l'agenzia Hera in Italia (HuffPost 12.11.2020)
In questa tremenda pandemia le Istituzioni dell’Ue hanno dimostrato una capacità di reazione e innovazione, di progettazione e concretizzazione davvero straordinarie, che dimostrano molto e che dovrebbero togliere ai variegati sovranisti (compresi alcuni “regionalisti”) le velleità “di fare da soli”. Le personalità apicali delle Istituzioni europee, pur nella dialettica e anche nel contrasto, hanno avuto uno scopo “alto”.
Leggi di più

L'Europa ha potenza di fuoco, ma senza rapidità è inefficace (HuffPost 6.11.2020)
La seconda ondata della pandemia accentuerà le sofferenze delle persone e la crisi socio economica come confermano i dati. L’Ue ha reagito con rapidità e forza già da tempo in particolare con il Sure per la disoccupazione. Poi si è varato il Next Generation Ue che ricomprende il Piano europeo di Resilienza e Ripresa (PERR) per quasi 1000 miliardi. Queste risorse finanziarie (in parte prestiti e in parte sussidi agli Stati membri della Ue) saranno raccolte e impiegate nell’arco di 4-7 anni.
Leggi di più

Senza scienza non c'è salute (né sviluppo) (HuffPost 29.10.2020)
La seconda ondata di Covid-19 è piombata sull’Italia e sull’Europa con violenza aprendo situazioni umane e sociali, politiche e istituzionali, economiche e occupazionali molto gravi. Non rientra nella mie capacità fare un esame della situazione, mentre dei temi economici e sociali tratto spesso su queste colonne così rimanendo nelle mie competenze. Ma anche delle mie convinzioni che sono quelle di un italiano che vede nell’Europa la più civile costruzione democratica per 500 milioni di abitanti e che anche in questa pandemia sta dimostrando la sua forza.
Leggi di più

Cosa rivela il successo dei Sure-bond (HuffPost 22.10.2020)
L’Unione Europea, spesso criticata per le sue lentezze e complessità istituzionali, sta conquistando nel XXI secolo una solidità così evidente da suggerire a tutti i Paesi membri l’intelligenza di non antagonizzarla. Infatti a loro e ai loro cittadini arrivano benefici che mai avrebbero potuto singolarmente avere.
Leggi di più

Europa, Francia, Italia: il nostro orologio non va a tempo (HuffPost 11.10.2020)
L’orologio dei Programmi europei che prevedono 750 miliardi di finanziamenti (prestiti e sussidi) agli Stati membri della Ue continua a scandire il tempo. Eppure il tempo sembra scorrere a diversa velocità per i vari “attori”: le Istituzioni europee e gli Stati beneficiari. Consideriamo qui due tra i principali potenziali fruitori dei finanziamenti europei (sussidi e prestiti). E cioè la Francia (100 miliardi) e l’Italia (209 miliardi), la seconda e la terza economia europea. La prima, la Germania, fa storia a sé con solo 22 miliardi di finanziamenti europei.
Leggi di più

Recovery Fund, l'Italia tra scadenze vicine e convergenze lontane (HuffPost 3.10.2020)
Nei prossimi sei mesi per l’Europa e gli Stati europei inizia un cammino che durerà fino al 2027 e che, se avrà successo, farà della Ue la più solida economia del mondo. Così la Eurodemocrazia, la cui civiltà è già la più avanzata in termini politico-sociali, avrebbe anche la capacità di competere economicamente nel XXI secolo con Usa e Cina che, per ragioni diverse, hanno non poche vulnerabilità. È una grande sfida.
Leggi di più

Una “Barda” europea in Italia. Per un ruolo chiave verso l’Unione sanitaria (HuffPost 18.09.2020)
Il discorso sullo stato della UE che la presidente della Commissione Von der Leyen ha tenuto davanti al Parlamento europeo è certamente molto importante e ben lontano da enunciati evocativi. Infatti Von der Leyen ha raccordato il suo programma di mandato quinquennale con il contrasto alla pandemia prima nella crisi e poi per il rilancio. Il tutto dentro il Next Generation EU che, come abbiamo detto più volte, prefigura due lustri di mandato della Von der Leyen. Nel suo intervento ci sono anche riferimenti che in modo più o meno diretto riguardano l’Italia.
Leggi di più

Scienza e istruzione attendono con ansia il Recovery Plan (HuffPost 10.09.2020)
Anche quest’anno settembre è caratterizzato da molti convegni malgrado il  rischio Covid-19 non sia ancora superato. Alcuni hanno una grande risonanza pubblica se agli stessi partecipano personalità della politica dalle quali non sempre si hanno notizie precise sulle decisioni per avviare la ricostruzione post pandemia delle quali, anche in Italia, siamo in attesa.
Leggi di più

Sure sia d'esempio, servono anche i soldi del Mes (HuffPost 27.08.2020)
L’Italia spesso dimentica che come Stato membro dell’Ue e dell’Eurozona dovrebbe usare sempre due occhi. Uno italiano e l’altro europeo. Dovrebbe farlo sia la politica che l’opinione pubblica. Il nostro sentimento di unità nazionale (che non è buonismo, qualunquismo o sovranismo) diventa più forte se è consapevole che siamo anche europei. Cioè parte di quella Unione che al presente è la più civile tra le grandi democrazie. Vale dunque la pena di rivisitare il nostro essere italo-europei durante la pandemia.
Leggi di più

Un Piano Draghi per la ricostruzione d'Europa (HuffPost 18.08.2020)
Nella sua Conferenza di apertura al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, Mario Draghi, ha dato una rappresentazione della situazione presente dell’Europa nel contesto internazionale fatta di ideali e realismo, di progettazione e di pragmatismo. Difficile commentare una valutazione così completa e complessa riveniente dalla sua preparazione ed esperienza. Per questo farò alcune scelte radicali, trattando della Europa presente e delle sue urgenze per uscire dalla crisi dovuta alla pandemia.
Leggi di più

Con i passi indietro sulla ricerca non si aiuta il progresso europeo (HuffPost 29.07.2020)
Le conclusioni del recente Consiglio Europeo sono già state molto positivamente valutate nelle più varie sedi perché la Costruzione Europea accentua così il suo ingresso nel XXI Secolo, come anch’io ho spesso argomentato. Il “Next Generation Eu” per la “Ripresa” e la “Resilienza”, con l’emissione nel periodo 2012-2024 di 750 miliardi di Recovery bond, è una innovazione epocale che si connette anche al Quadro Finanziario Poliennale (QFP) 2021-2027 per 1100 miliardi. Tuttavia alcuni aggiustamenti sono auspicabili e potrebbero arrivare con la trattativa tra i due co-legislatori che porterà all’accordo definitivo. E cioè il Consiglio Europeo e il Parlamento Europeo.
Leggi di più

Europa e Italia su un ponte tibetano fra declino e ricostruzione (HuffPost 22.07.2020)
Il Consiglio Europeo (CE) dei capi di Stato o di governo si è concluso dopo quasi quattro giorni di trattative. Ci vorrà del tempo per valutarne la portata. È chiaro adesso che il CE ha evitato alla Ue di cadere in un precipizio e lo ha fatto gettando, con notevole innovazione, un “ponte snodabile” e come tale oscillante tra le due sponde. Adesso bisogna camminare con abilità e velocità verso la sponda della sicurezza ma anche per passare su un “ponte robusto” per approdare poi alla  sponda sicura che significa sviluppo e occupazione, innovazione e convergenza. Ovvero per portare, come abbiamo detto spesso, l’Europa nel XXI secolo.
Leggi di più

Non esistono soldi europei a fondo perduto (HuffPost 11.07.2020)
La cancelliera Angela Merkel ha iniziato il suo semestre di Presidenza del Consiglio europeo con l’impronta di una statista consapevole che la Ue e l’Eurozona si trovano di fronte non solo agli effetti della crisi da Covid 19, ma anche a un cambiamento epocale dove l’Europa deve operare per la propria comunità, ma anche per la propria credibilità.
Leggi di più

Per una politica europea della sanità pubblica (HufPost 29.06.2020)
La svolta epocale rappresentata dal Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro e le polemiche tra gli Stati membri su trasferimenti e debito comune, hanno oscurato altri aspetti importanti della proposta Next Generation EU presentata dalla Commissione europea il 27 maggio scorso. La proposta della Commissione presenta infatti anche il programma EU4Health volto a rafforzare il coordinamento delle politiche sanitarie degli Stati membri e la centralizzazione di alcune attività di ricerca e di prevenzione. La Commissione propone di investire 9,4 miliardi di euro nel programma.
Leggi di più

Europa merkeliana. L'Olanda non la capisce, ma anche l'Italia non brilla (HuffPost 20.06.2020)
Era previsto che  il Consiglio Europeo dei Capi di Stato o di Governo di ieri non avrebbe portato al varo del progetto  “Ricostruzione” mentre è chiaro che dal 1 luglio, con la presidenza tedesca della Cancelliera Merkel  del “semestre europeo” si apre un capitolo storico per l’Europa.
Come ho già scritto, la leadership di due statiste tedesche è un simbolo di speranza per l’ingresso dell’Europa nel XXI secolo. A tal fine ci vuole visione e strategia, tattica e concretezza.A nostro avviso la Presidente della Commissione è ben avviata mentre la Cancelliera  non dovrà mancare una conclusione storica.Cerchiamo allora di guardare lungo lasciando perdere per un po’ il contrasto tra Paesi del Nord e del Sud Europa.
Leggi di più

Un medico e un chimico per salvare l'Ue da incognite incontrollabili (HuffPost 12.06.2020)
Con il 1° luglio inizia il semestre di presidenza tedesca del Consiglio Europeo con la cancelliera Angela Merkel che affianca la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. E’ la prima volta che due donne tedesche presiedono simultaneamente Commissione e Consiglio Europeo e questo evento porta con sé una speranza simbolica. Le due statiste appaiono consapevoli della loro responsabilità e puntano sull’innovazione, che è urgente perché nel 2020 il Pil dell’Eurozona calerà fino all’11,5% e gli investimenti fissi lordi fino al 16%. Nel terzo decennio del XXI secolo l’Europa dovrà molto innovare per consolidare il proprio disegno di progresso e superare riflussi nazionalisti cresciuti nei due precedenti decenni.
Leggi di più

Finalmente la comunità europea cambia secolo (HuffPost 28.05.2020)
Il programma della Commissione europea è stato definito, sia pure in via di sintesi, un “evento storico” in quanto per la prima volta si prefigurano interventi di spesa pubblica europea finanziati con l’emissione di obbligazioni europee. Ci vorrà del tempo per valutare tutti gli aspetti della innovazione che si innesta nella continuità e per questo oggi è meglio fermarsi su alcuni punti politicamente più qualificanti e calati in filiere programmatiche consolidate e nuove nella territorialità dei singoli Stati.
Leggi di più

Bene Macron/Merkel, ma fuorviante parlare di soldi "a fondo perduto" (HuffPost 22.05.2020)
L’accordo franco-tedesco, detto anche Macron/Merkel, è molto importante sia politicamente che economicamente per la sua qualità funzional-comunitaria. Lo stesso richiede però un certo tempo attuativo e per questo va affiancato da una complementare e rapida azione Bei e Fei che invece continuano a rimanere defilate. È sbagliato quindi svalutare l’accordo perché la quantità finanziaria prefigurata, ovvero 500 miliardi, sembra piccola. Trattasi infatti di un inizio e bisogna essere certi che i finanziamenti agli investimenti “a fondo perduto” non diventino a “fondo sprecato”.
Leggi di più

L'Europa è su un sentiero molto stretto, servono attrezzi nuovi (HuffPost 09.05.2020)
l Covid-19 ha aperto tragicamente il terzo decennio del XXI secolo portando l’Europa su un sentiero molto stretto, che tuttavia si può affrontare perché ci sono mappe, mentre la scelta degli attrezzi comporta delle innovazioni anche perché quelli usati in passato adesso non bastano.  
Leggi di più

Sugli aiuti di Stato non si torni indietro. Servono campioni europei (HuffPost 04.05.2020)
La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, dovrebbe presentare tra poco proposte per l’ampliamento del bilancio comunitario e per l’eventuale emissione di Recovery Bond per contrastare la crisi del Covid-19. Speriamo che combini il suo programma di mandato, che ha una prospettiva decennale (quindi anche per un secondo mandato), con le necessità rivenienti dalla crisi del Covid-19 e con le decisioni già prese nell’urgenza.
Leggi di più

Più investimenti, meno dogmi. Verso una riforma dei Trattati europei (HuffPost 27.04.2020)
Le valutazioni sul Consiglio europeo del 23 aprile scorso si possono analizzare, con semplificazione, dai pessimisti agli ottimisti passando per i fiduciosi. Categoria nella quale mi colloco per ora in attesa del 6 maggio e del Consiglio europeo di giugno, quando si vedrà meglio se le decisioni significative fino ad ora prese siano propedeutiche a ulteriori progressi necessari, ma non semplici. Le mie valutazioni saranno di metodo e di merito.
Leggi di più

Sul Mes servono tre chiarimenti dall'Europa, uno dall'Italia (HuffPost 17.04.2020)
Il dibattito se ricorrere al Meccanismo Europeo di stabilità (Mes) per fronteggiare gli effetti della pandemia Covid-19 è diventato centrale in Italia, mettendo in secondo piano gli altri deliberati dell’Eurogruppo del 9 aprile che si trovano nel “Rapporto sulla complessiva risposta di politica economica alla pandemia del Covid-19”. Sembra così che il Consiglio europeo del 23 aprile riguarderà solo l’Italia e il Mes!
Leggi di più

Merkel, formidabile primo violino, fallisce la direzione d'orchestra (HuffPost 10.04.2020)
L’Eurogruppo doveva varare due tipi di interventi; quelli socio-sanitari per contrasto alla crisi Covid-19; quelli strutturali per evitare una gravissima depressione socio-economica europea. Sui primi ha fatto abbastanza, aumentando quanto già in atto. Sui secondi ha scelto la logica dello “spezzettamento” per evitare “grandi” rischi effettivi e/o temuti. Così ha lasciato spesso nel vago anche i tempi e le quantità. Quindi mancherà il rilancio di una delle tre grandi economie del mondo anche come portatrice di una solidarietà creativamente coraggiosa. La somma di tanti piccoli Stati non fa una forte Confederazione.
Leggi di più

La soluzione è la Bei. Ma anche quella è in mano tedesca (HuffPost 07.04.2020)
Oggi la riunione dell’Eurogruppo valuterà varie politiche per fronteggiare la drammatica crisi socio-economica riveniente dal Covid-19, che potrebbe danneggiare gravemente anche la Eurodemocrazia. Non serve valutare a priori le varie misure in agenda dell’Eurogruppo quale organo “istruttorio” o “filtro” di alternative, che poi arriveranno alla decisione del Consiglio dei Capi di Stato o di Governo dell’Ue e dell’Eurozona.
Leggi di più

Bei, Fei e Feis. Una "troika" salva-Europa (HuffPost 30.03.2020)
Nel mio precedente intervento ho avuto modo di dire che non serve un Piano Marshall, ma un Piano Delors/Draghi e che per contrastare la pandemia di Coronavirus, con Bei e Fei, l’Europa potrebbe mobilitare 1000 miliardi. Ho accentuato il ruolo delle complementarietà tra pubblico e privato da un lato e tra economia monetaria e economia reale dall’altro, per superare la terribile crisi in cui siamo. Jacques Delors, che fu presidente della Commissione europea per tre mandati dal 1985 al 1995, contribuì con Helmut Kohl e Francois Mitterrand (un terzetto eccezionale!) a una svolta storica nella costruzione europea. Non tutto quanto fatto dal presidente Delors è condivisibile, ma la sua impostazione per un’Europa comunitaria orientata al XXI secolo è cruciale. Per questo ne tratto qui.
Leggi di più

Non serve un Piano Marshall, ma un Piano Delors/Draghi (HuffPost 26.03.2020)
Oggi si riunisce il Consiglio dei capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea a 27 per decidere come contrastare la crisi da pandemia anche per gli effetti sociali, economici e finanziari. Nove leader di Paesi dell’Eurozona hanno chiesto di emettere uno “strumento di debito comune “ ovvero i “Coronabond”. Questo per ora sembra impossibile data l’opposizione della Germania e altri Paesi. Dato il recente nulla di fatto dell’Eurogruppo un cambiamento di rotta avrebbe richiesto l’Eurosummit dei capi di Stato o di Governo a 19 dell’Eurozona e non quello odierno della Ue a 27.
Leggi di più

Il Mes ha uno Statuto insidioso. Va rivisto e da solo non basta (HuffPost 22.03.2020)
L’emergenza del Covid-19 ha determinato cambiamenti forti e rapidi nella configurazione fiscale e monetaria dell’Eurozona. Ci sono effetti economici di breve periodo, ma ci saranno anche riflessi politici ed istituzionali. In questi casi chi si dedica ad analizzare, senza alcuna responsabilità di decidere, dovrebbe sia individuare problemi e rischi sia, se possibile, proporre soluzioni. Per questo bisogna sempre tenere presente sia il breve-medio termine, sia il medio-lungo termine.
Leggi di più

Macron supplisca alla gaffe della Lagarde (HuffPost 12.03.2020)
Gli europeisti convinti fanno bene a incalzare (e a criticare costruttivamente) le Istituzioni Europee in questa emergenza del Covid-19, proponendo soluzioni che solo a scala europea possono essere adottate. Adesso che l’Oms ha certificato come “pandemia” il Covid-19 e che altri Paesi europei incominciano a sentire l’aggressione del virus si capisce quanto ingenuo (o ottuso sovranismo?) sia stato pensare che bastasse chiudere le frontiere verso l’Italia. Che penseranno adesso questi Stati se gli Usa faranno altrettanto verso tutta l’Europa continentale?
Leggi di più

Emettere subito EuroRescueBond per affrontare il coronavirus (HuffPost 10.03.2020)
L’emergenza dentro la quale l’Italia si trova può essere valutata da vari punti di vista così come le misure messe in atto per fronteggiarla. Nel seguito tratterò di aspetti economico-istituzionali di mia competenza ma in premessa sento doveroso esprimere una opinione come cittadino italiano che si riconosce nel recente messaggio del presidente della Repubblica che tutti faremmo bene a rileggere spesso. In aggiunta va notato che l’avvio della diffusione in altri Paesi europei del Covid-19 incomincia a preoccupare anche chi ha pensato che questa epidemia fosse dovuta alle incapacità del sistema sanitario italiano, pur essendo noto che l’apparato ospedaliero e della ricerca medica della Lombardia (la prima Regione colpita) è uno dei migliori in Europa.
Leggi di più

Il "vaccino" economico al Covid-19 sono gli investimenti pubblici in infrastrutture (HuffPost 08.03.2020)
Del Covid-19 ho trattato su queste colonne (26 febbraio e 3 marzo) e insieme a Romano Prodi sul Sole 24 ore proponendo misure per evitare una crisi economica in Italia, ma anche in Europa e per risalire dalla recessione ormai inevitabile. L’economia potrebbe infatti subire una crisi peggiore di quella 2009-14. Secondo analisi accreditate potrebbe essere la peggiore da decenni perché colpirebbe tutti i Paesi industrializzati interconnessi sia dai sistemi produttivi sia dalla domanda. Come economista, considero l’ipotesi peggiore non per aggravare, ma per contrastare una crisi con misure coerenti che abbiano effetti anche di lungo periodo. Perchè il Covid19 finirà, ma le sue conseguenze potrebbero durare se l’Europa non si attrezza sin d’ora con politiche strutturali di investimenti necessarie per la crescita di un continente da 500 milioni di persone.
Leggi di più


Per la strategia anti-virus europea attivare il Fondo Salva Stati (HuffPost, 2.3.2020)
La diffusione del Covid-19 è significativa in Italia e apparentemente sporadica in altri Paesi della Ue dove tuttavia è possibile, anzi probabile, che il virus si diffonda. Il caso italiano potrebbe essere paradigmatico per affrontare a livello europeo quegli interventi necessari per evitare l’allargamento dei contagi e per individuare e minimizzare i danni che sono umani e sociali, economici e finanziari. Leggi di più

Il Covid-19 fa danni sistemici, l'Europa si svegli (HuffPost, 26.2.2020)
La situazione italiana circa il Covid-19 è stata commentata sotto molti profili ai quali ne aggiungo, sia pure sommariamente, due che riguardano il nostro Paese e l’Unione Europea. Al netto degli sforzi del Governo italiano, testimoniati dalla normativa per il contenimento del contagio, riteniamo che l’Italia presenti una situazione variegata di meriti e di criticità. Inoltre, evitando di autoaccusarci o ricorrere al vittimismo, l’Europa potrebbe essere meno distratta. O meglio, assai meno. Leggi di più

Salvata da Merkel e Draghi, ora l'Ue può solo investire e innovare (HuffPost, 31.12.2019)
Con il 2019 si chiude non solo l’anno, ma anche il decennio 2010-2019, sul quale rifletto qui guardando all’Europa nella speranza che un periodo abbastanza lungo consenta di avere una prospettiva relativamente oggettiva su cui costruire un futuro. La mia tesi è che l’Europa (ovvero la Ue e l’Eurozona) sia uscita con fatica dalla peggiore crisi nei sessanta anni dai Trattati di Roma con una certa ripresa istituzionale ed economica, ma con un fronte macro-sfide non minori. Leggi di più

Nel Green Deal c'è il coraggio di Ursula, l'Eurozona la segua (HuffPost, 16.12.2019)
Il Consiglio europeo dei capi di Stato o di Governo tenutosi il 12 e il 13 dicembre e quello ristretto (detto Eurosummit) della Eurozona del 13 dicembre sono caratterizzati da luci ed ombre di fronte a tanti temi in agenda, anche prescindendo da Brexit, che fa storia a sé. Nell’ovvia difficoltà di commentare tutti i temi scelgo un’angolatura particolare: quella degli investimenti, e del loro finanziamento, in quanto punto nodale da sciogliere per evitare che l’Europa finisca in una stagnazione con poca innovazione e crescita e quindi con uno sviluppo inadeguato alla propria dimensione continentale, con il Sud esposto sull’Africa. L’esordio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stato positivo anche se non come quello al Parlamento europeo dell’11 dicembre nel quale la presentazione del “Green deal” ha avuto notevole successo. Leggi di più

L'Europa del dopo-Merkel: von der Leyen o Macron? (HuffPost, 10.12.2019)
Il Consiglio europeo del 12-13 dicembre segna l’effettivo “decollo” di un ciclo quinquennale delle Istituzioni europee con l’esordio collegiale della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del presidente dello stesso Consiglio europeo, il belga Charles Michel. Si tratta di un “fatto” che non può essere considerato un “evento” in quanto le Istituzioni hanno una vita propria che accoglie i cambiamenti con una certa lentezza. Si tratta però certamente di una “novità” nella quale cominceranno a delinearsi le linee politiche, le leadership e le alleanze che segneranno il quinquennio 2019-2024. Nel Consiglio europeo dei prossimi giorni ci sono due tipi di argomenti: quelli scritti nell’ordine del giorno e quelli esistenti nei fatti. Leggi di più

Il Mes non deve spaventare, ma va dotato di eurobond (HuffPost, 25.11.2019)
La discussione italiana sulla modifica del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes o Fondo salva Stati) ha raggiunto livelli confusi e paradossali. Sembra che tutti si debbano schierare tra chi difende l’interesse nazionale e chi subisce i diktat europei, tra chi scopre oggi le trame e chi ritiene che l’iter della riforma fosse ben noto, tra chi auspica un veto italiano alla modifica nel Consiglio europeo di dicembre e chi lo considera ingiustificato nella sostanza, ma anche per l’isolamento politico che ne seguirebbe. Ciononostante rifletto sul tema pur con il rischio di essere collocato in qualche comparto tra i “buoni” e i “cattivi” italiani, tra i “competenti” e gli “incompetenti”, tra gli “illusi” e i “realisti”. Ed altro ancora. Con questa premessa esamino la modifica del Trattato dal punto di vista dell’iter e della sostanza, aggiungendo infine alcune potenzialità del Mes da utilizzare al meglio come sostengo (con altri) da vari anni. Leggi di più

Diamo un saggio all'Europa (HuffPost, 14.11.2019)
Dal 1° novembre Christine Lagarde è presidente “effettiva” della Bce, mentre Ursula Von der Leyen è presidente di una Commissione “virtuale”. Se riuscirà a entrare in carica il 1° dicembre diventerà pienamente operativa in primavera e quindi saranno passati altri 5 mesi. Troppo tempo per le urgenze con cui siamo chiamati a confrontarci. Questo induce a talune riflessioni sulla “struttura” delle istituzioni europee che sono cruciali per rafforzare la nostra democrazia continentale. Leggi di più

Draghi il costruttore (HuffPost, 24.10.2019)
Mario Draghi ha presieduto il suo ultimo consiglio direttivo della Bce dopo otto anni di mandato nei quali l’Europa è passata attraverso la più grave crisi economica dalla fondazione della Comunità e dell’Unione. Una crisi che, se avesse portato allo scardinamento dell’euro, avrebbe anche determinato quella del mercato unico e quindi il precipitare verso forme di disunione politico-istituzionale europea. Nella conferenza stampa dopo il consiglio Bce, Draghi ha confermato che le decisioni di politica monetaria di settembre erano necessarie, anche perché i rischi di recessione per l’Eurozona, ma anche globali, sono consistenti, che gli Stati dell’Unione monetaria con disponibilità di bilancio devono fare politiche espansive e quelli con finanze pubbliche deboli devono essere prudenti. Ha aggiunto infine alcun considerazioni di metodo e di merito che hanno caratterizzato tutto il suo mandato. Di questo voglio trattare. Leggi di più

Mal d'Europa (HuffPost, 17.10.2019)
A Bruxelles si riunisce un Consiglio europeo di grande routine, mentre sull’Europa incombe il timore della recessione, che per altri potrebbe preludere a una stagnazione, magari aggravata da azioni e reazioni disordinate delle maggiori economie. In questo contesto l’Ue sta perdendo tempo perché troppi non sanno guardare lontano o si dividono tra chi guarda troppo lontano sperando in un rapido passaggio a un federalismo compiuto e chi guarda troppo vicino come ha fatto la maggioranza del Parlamento Europeo, bocciando di Sylvie Goulard come Commissario europeo. Una sbagliata ritorsione rivolta sia a Macron sia alla Merkel per avere fatto delle scelte di merito invece che per consenso. E quindi anche un attacco alla neo presidente che aveva affidato alla Goulard un dicastero cruciale e cioè quello sull’industria, il mercato interno, la difesa, lo spazio, il digitale, tutti fronti urgenti per contrastare la frenata europea. Quanto a Brexit bisognerà vedere la portata dell’accordo. Leggi di più

Draghi ha spinto la Bce al limite, ora 4 grandi sfide per l’Italia (HuffPost, 16.09.2019)
La settimana scorsa ha segnato due eventi per molti versi storici nella Ue e nell’Eurozona. Uno è conclusivo del mandato settennale alla presidenza della Bce di Mario Draghi. L’altro è l’esordio della prima donna eletta a presiedere la Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, che ha ora proposto la composizione della neo-Commissione europea. Su questo tema ho già argomentato come il Commissario italiano Gentiloni, per titoli pregressi e per competenze attribuite, può non essere eterodiretto dal vice presidente Valdis Dombrovskis che ha un ruolo di coordinamento dei dicasteri economici se sceglie di concentrarsi principalmente sui temi degli investimenti. Speriamo che anche in Italia si capisca che Gentiloni non è nella Commissione per rappresentare l’Italia nelle richieste di flessibilità di bilancio. Una dialettica che è meglio lasciare a Dombrovskis. Adesso concentriamoci sul congedo operativo di Mario Draghi (istituzionalmente chiuderà il 31 ottobre) avvenuta con in consiglio direttivo della BCE del 12 us, in quanto lo stesso è anche un eccellente vademecum per Gentiloni. Leggi di più

Gentiloni metta il suo peso sugli investimenti in Europa (HuffPost, 12.09.2019)
La Commissione Europea 2019-2024 ha fatto due passi importanti per entrare nel pieno delle proprie competenze e funzioni dal 1 novembre 2019. Il primo è una riconfigurazione dei “dicasteri” (nostra denominazione impropria ma chiara) in termini di competenze. Il secondo è la scelta dei commissari a cui sono affidati i dicasteri. Per l’Italia molto importante è valutare il ruolo potenziale di Paolo Gentiloni ma questo non può essere fatto, seriamente, senza tenere conto di una Commissione che ha 5 anni di vita davanti e senza tenere conto di tutti gli elementi. Giudicare il dicastero e quindi il ruolo di Gentiloni svalutandolo in quanto ricompreso nel coordinamento del vice presidente lettone Valdis Dombrovskis è una banalità. Leggi di più

Italia-Ue, due governi per uno sviluppo sinergico (HuffPost, 3.09.2019)
Il faticoso percorso per varare il nuovo Governo italiano comporta la configurazione del programma e della compagine dell’Esecutivo. Sul programma, tuttora indefinito, molti commentatori si sono già espressi anche con toni ultimativi. Sulle caselle ministeriali il più delle volte si commenta in termini di “totoministri” invece di spingere non solo verso un democratico bilanciamento tra le forze politiche della nuova maggioranza ma anche verso personalità e competenze adatte a ruoli di rilevanza nazionale ed europea che si mettano presto al lavoro anche per affermare il ruolo della nostra Repubblica nella nascente Commissione europea. Per questo da tempo sosteniamo che quando il presidente incaricato Conte andrà al Quirinale con la compagine governativa anche il nome del candidato a Commissario europeo dovrebbe essere reso noto. Perché chi sarà Commissario molto conterà anche per le politiche italiane interne. Leggi di più

Un Governo euro-assertivo e il voto in primavera (HuffPost, 23.08.2019)
La crisi di Governo apre nuovi e migliori scenari al nostro Paese? La risposta è positiva, ma non sufficiente, perché bisogna adesso passare a valutazioni e proposte nell’interesse dell’Italia in quanto terzo Paese dell’Ue e dell’Eurozona per dimensioni economiche. Iniziare con questo riferimento all’economia non è dovuto a una sopravvalutazione di tale componente della rilevanza italiana. Paese che per cultura e civiltà (compresa quella di un servizio sanitario per tutti!) continua a essere straordinario. L’economia delle imprese esportatrici e della parsimonia familiare spicca perché, se non ci fosse quella, la nostra situazione politica ci collocherebbe nella parte più bassa, se non all’ultimo posto, della graduatoria dei 27 Paesi. L’economia spicca anche perché può essere rapidamente danneggiata, come è successo con il Governo ora dimissionario. Leggi di più

Tre scenari e un azzardo che l’Italia non dovrebbe correre (HuffPost, 12.08.2019)
La crisi italiana può essere classificata in vari modi a seconda dei parametri di valutazione che sono davvero molti. Una volta fatte le classificazioni bisogna scegliere quale crisi sia la più pericolosa e individuare i possibili rimedi. È chiaro che le classificazioni e i gradi di rischio divergeranno a seconda dei valutatori, ma credo che rendere chiari i criteri sia già un contributo. I miei criteri sono di tipo economico-politico, che hanno conseguenze istituzionali e sociali italo-europee, che a loro volta dipendono anche dallo scenario euro-internazionale. Cominciamo da questo aspetto ultimo aspetto. Leggi di più

Il primo anno gialloverde è negativo. Non perdiamo l'àncora europea (HuffPost, 5.08.2019)
La tristezza nel constatare che l’Italia va male non può essere compensata dalle crescenti critiche al Governo in carica perché le responsabilità della situazione vanno condivise dai non pochi che hanno contribuito al successo elettorale del connubio populista-sovranista. Così come la responsabilità va condivisa oggi dai supporter silenti e dai critici generici. Perchè la critica serve se è precisa e costruttiva come cercheremo di fare nel seguito guardando al nostro presente ma partendo dal nostro passato. Leggi di più

Prima gli italiani (ad andarsene dall’Italia) (HuffPost, 25.07.2019)
Gli italiani giovani e qualificati continuano a lasciare il nostro Paese. A loro si potrebbe applicare tranquillamente il mantra salviniano “prima gli italiani”, con una piccola aggiunta - e cioè “ad andarsene dall’Italia”. Peccato che di questo argomento si parli poco e non si spieghi che è in corso una dinamica di sostituzione che avrà effetti di lungo periodo sulla nostra Repubblica (che è fatta di Istituzioni, società ed economia) tra immigrati a bassa qualificazione ed emigrati ad alta qualificazione. Impedire l’arrivo dei primi non è infatti accompagnato da un analogo impegno a mantenere in Patria i secondi o ad attirarne altri di livello analogo. Leggi di più

La costruzione europea deve cambiare o non reggerà (HuffPost, 27.05.2019)
Le elezioni europee si sono concluse con una discreta partecipazione al voto. Gli “europeisti” sono la maggioranza mentre in alcuni Paesi importanti come l’Italia e la Francia i “sovranisti” raggiungono risultati notevoli ma non sfondano in Europa. Ci vorrà adesso del tempo per capire se la costruzione europea arretrerà o avanzerà. Difficile la stazionarietà perché con la dinamica del XXI secolo significa regresso. Per previsioni sensate bisognerà aspettare la composizione degli organi istituzionali dell’Unione che richiederà mesi. Al presente si possono fare solo congetture ed esprimere auspici. Leggi di più

Siamo un paese robusto per l’economia, pericoloso per il debito, instabile per la politica (HuffPost, 19.05.2019)
L’esito delle elezioni europee nel nostro Paese avranno cruciali riflessi ovviamente sull’Italia ma anche sull’Europa, perché siamo ad un tempo un Paese robusto per l’economia, pericoloso per il debito, instabile per la politica. Dal mix delle tre componenti può derivare o meno anche un profilo di pericolosità europea dell’Italia. Negli ultimi 10 anni l’Italia ha vissuto un periodo molto complesso nel quale si sono modificati i pesi delle tre grandezze. Nella prima fase lo snodo è stato il debito (2008-2013), nella seconda l’economia (2013-2018), nella terza appena iniziata (2018―) la politica. Le tre grandezze sono collegate e quindi andrebbero sempre considerate insieme. Io porrò al centro l’economia. Leggi di più

Un Comitato italiano di 20 saggi per riscrivere l'Europa (HuffPost, 16.04.2019)
L'Italia cresce poco rispetto alla Eurozona e all'Ue a causa di tanti dualismi. Le riforme strutturali sono necessarie e urgenti, ma vengono fatte discontinuamente e disordinatamente. A tratti si afferma che la colpa è dell'Europa e, all'opposto, che senza l'Europa saremmo già crollati. Pochi ricordano i meriti politici ed economici dell'Italia nella costruzione europea e i vantaggi che ne abbiamo ricavato. Così ci si avvia alle elezioni europee che segneranno i prossimi 5 anni di cui 4 sovrapposti con la legislatura italiana. Per il nostro Paese e per la Ue e l'Eurozona saranno anni cruciali, perché bisogna riuscire da un lato a spiegare ai cittadini i progressi che l'Europa ha avuto e ci ha dato e dall'altro a individuare un progetto di euro-riforme necessarie in uno scenario mondiale che continuerà a cambiare. Leggi di più

Il Def certifica la crisi, ma non la combatte. Come cambiare (HuffPost, 10.04.2019)
L'Italia ha avuto da poche ore tre notizie importanti su cui tutti dovremmo riflettere: il documento di economia e finanza 2019 approvato dal Governo; il World Economic Outlook di primavera del Fondo Monetario Internazionale; un documento "appello per l'Europa" di Confindustria e dei tre sindacati (Cigl, Cisl e Uil), ovvero di buona parte delle rappresentanze produttive italiane. Di questi tre documenti due sono importanti, sia pure con diversi scopi e consistenza. Si tratta di quelli dell'Fmi e delle parti sociali, mentre quello del Governo è molto preoccupante perché mostra (attenuandola) la gravità della crisi dell'economia italiana senza dare alcuna concreta e credibile indicazione su come superarla. Leggi di più

Cosa lascia, a fine ciclo, l'Europa dei tre presidenti (HuffPost, 21.03.2019)
Il Consiglio europeo del 21 e 22 marzo è l'ultimo prima delle elezioni europee, rappresentando così uno snodo tra i due quinquenni euro-istituzionali: il 2014-2019 e il 2019-2024. L'ordine del giorno del Consiglio elenca alcuni temi usuali (crescita,occupazione,clima) oltre alle relazioni esterne e a un tema cruciale in vista delle elezioni: la lotta alla disinformazione per proteggerne l'integrità democratica. Qui cercherò invece di capire quale eredità ci lascia il quinquennio passato attraverso alcune valutazioni espresse da tre "presidenti": Jean-Claude Juncker, Angela Merkel e Mario Draghi. Due sono presidenti a pieno titolo, mentre Merkel lo è per me de facto del Consiglio Europeo, de iure presieduto invece da Donald Tusk. Leggi di più

In pochi mesi dalla ripresa alla frenata (HuffPost, 28.02.2019)
Le valutazioni della Commissione Europea sui progressi nelle riforme strutturali e nella prevenzione/correzione degli squilibri macroeconomici dell'Italia ci qualificano come il Paese più vulnerabile della Eurozona data la nostra dimensione sistemica. Eppure l'Italia stava risalendo faticosamente la china e così uscendo dalla peggiore crisi del Dopoguerra, che tra il 2007 e il 2013 ci ha fatto perdere circa otto punti di Pil. Dal 2014 era iniziata la ripresa arrivando a un buon incremento del Pil pari all'1,6% nel 2017. Poi nel 2018, dopo il primo semestre positivo, il Pil ha cominciato a calare concludendo l'anno con una modesta crescita dello 0,8% e una previsione di crescita zero - se non negativa - per il 2019, che generosamente la Commissione ha portato al +0,2%. Leggi di più

Litigare con Francia e Bankitalia affossa ancor di più l'Italia a crescita zero (HuffPost, 11.02.2019)
Negli ultimi giorni abbiamo preso atto che l'Italia si avvia alla crescita zero per il 2019 e che la Francia è un Paese nemico. Così lo spread dei nostri BTP decennali su quelli tedeschi è risalito verso 300 punti base e quello sui titoli francesi si avvia a 250. Sono "successi" che troveranno conferma nei prossimi giorni per gli attacchi dei vice premier alla Banca d'Italia, un'Istituzione cruciale per la nostra affidabilità europea ed internazionale. Speriamo che qualcuno non sostenga che l'impegno del Governo per riconquistare la "sovranità" comporta dei costi, ma che la "dignità" nazionale conta più dell'economia e dei conti pubblici. E, ancor più, speriamo che nessuno ci creda. Si dirà che gli Italiani votando per questo Governo sapevano che un cardine dello stesso era il recupero della "sovranità nazionale" rispetto all'Europa e quindi nei confronti del binomio franco-tedesco che ne è il nucleo. Non credo sia così perché la coalizione che comprendeva la Lega non era euro-avversa, così come non lo sono ceti produttivi in territori "leghisti". Di questo tratteremo qui e non di politiche migratorie e di politica estera. Leggi di più

Siamo in recessione, ma anche di più (HuffPost, 31.01.2019)
La notizia anticipata ieri dal Presidente del Consiglio Conte e oggi ufficializzata dai dati Istat è brutta anche se era attesa, ma forse non così. Nel IV trimestre il Pil è sceso dello 0,2 sul precedente trimestre cosi accentuando la caduta già registrata nel III trimestre e portando la crescita di tutto il 2018 allo 0,8%. La (de)crescita acquisita del PIL per il 2019 è di meno 0,2%. Per trovare una performance peggiore di questa bisogna risalire al quarto trimestre del 2013 quando l'Italia era ancora nella peggiore crisi da decenni. Le rassicurazioni del Presidente del Consiglio Conte e quelle del Ministro Tria sul fatto che nel secondo semestre ci riprenderemo non bastano e comunque non risolvono i problemi italiani. Che per il vero non dipendono dalle due personalità di Governo citate, ma semmai, almeno in parte, da altri esponenti "innovatori" del Governo. Personalità che daranno la colpa ai precedenti Governi e all'Europa mentre l'opposizione darà la colpa al Governo in carica. Leggi di più

Cause politiche, finanziarie e fiscali della bassa crescita in Italia (HuffPost, 14.01.2019)
La recessione sta arrivando in Italia nel contesto del rallentamento euro-internazionale. Questa quasi-concomitanza non dovrà legittimare né le interpretazioni "sovraniste" dei populisti per scaricare la responsabilità sulle Istituzioni europee (che non hanno approvato la prima versione nostra legge di bilancio), né quelle "scientifiche" dei giustificazionisti per derubricare la nostra recessione a cause euro-internazionali. Per converso non bisogna adagiarsi sugli "euro-entusiasti", ma puntare su un cambiamento della Ue e della Uem, per costruire un euro-sistema di investimenti, infrastrutture e innovazioni. Il 2019 è quindi un anno cruciale di cui parleremo spesso in futuro, considerando oggi l'Italia. Leggi di più

-------------------------
Non ci sarà una vera ripartenza post Covid senza parità di genere (Sole24Ore 27.10.2020)
Da quando il governo ha reso note le “Linee guida per la definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza” (Pnrr) il dibattito sul Recovery fund procede in Italia con alti e bassi. A fronte della declaratoria di queste linee guida, o missioni, tutte condivisibili (digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde e transizione ecologica, competitività del sistema produttivo, infrastrutture per la mobilità, istruzione e formazione, equità inclusione sociale e territoriale, salute) non sono ancora emersi con chiarezza con quali strumenti, con quali proposte concrete e con quante risorse si vuole procedere.
Leggi di più

Donne e lavoro, cosa fare per la ripresa (Corriere della Sera 20.05.2020)
L’Italia è ancora ben lontana dalla parità tra uomini e donne sul lavoro. Il tasso di occupazione femminile è fermo al 49,5%, tra i più bassi d’Europa ormai da decenni. La crisi economica, la peggiore dal Dopoguerra, causata dal Covid-19 rischia di aggravare il dato e ci pone di fronte a un bivio: da un lato l’opportunità di cambiare rotta, di modificare le radici profonde degli attuali divari di genere sul lavoro, dall’altro il rischio di arretrare, lasciando che nuovi equilibri, anche peggiori degli attuali, si autodeterminino all’interno di uno scenario sostanzialmente immutato.
Leggi di più

Il ricorso al Mes è facile, ma non offre garanzie di crescita sul lungo periodo (Sole24Ore 03.04.2020)
La crisi del Covid ci lascerà in eredità un aumento sostanzioso del debito pubblico. I Paesi europei hanno già impegnato ingenti risorse per far fronte alla crisi, coadiuvati dalla sospensione del Patto di Stabilità e dal nuovo programma di acquisto di titoli pubblici della Bce. Ci sono Paesi (tra cui il nostro) con livelli di debito talmente elevati da mettere in dubbio la possibilità di finanziarsi sul mercato. Molti propongono quindi il ricorso alle linee di credito del Mes (Meccanismo europeo di stabilità) istituito nel 2012, un veicolo finanziario a tutti gli effetti simile a una banca sovrana i cui azionisti sono gli Stati firmatari del trattato. Ma è veramente una strada percorribile? Noi pensiamo di no.
Leggi di più

L’Incubo di Tocqueville e la democrazia in America (Avvenire, 22.11.2019)

Regionalismo differenziato: i rischi di un’Italia a più velocità (Aggiornamenti Sociali, luglio-agosto 2019)
Il confronto tra il primo Governo Conte e le tre Regioni che hanno richiesto l’autonomia differenziata prevista dall’art. 116 della Costituzione (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) ha messo in luce alcuni nodi fondamentali sui modi di concepire la stessa autonomia e i vincoli di solidarietà all’interno del Paese e ha evidenziato la centralità e la delicatezza del sistema dei rapporti fra i vari livelli di governo nel nostro Paese. Quali nodi si pongono sul piano normativo e finanziario? Come bilanciare la valorizzazione dell’autonomia e il vincolo di unità e solidarietà nazionale? Leggi di più

Una legge che deve unire e non dividere (IlSole24Ore, 3.08.2019)
Anche sull’autonomia differenziata monta il nervosismo. Riuscirà il governo ad approvare una riforma i cui esiti potrebbero essere irreversibili? Irreversibili perché il Parlamento, in base al c. 3 dell’art. 11, approva (ma non può emendare) con una legge rinforzata che non ammette un referendum abrogativo. E perché queste intese sono un patto tra esecutivi (regionale e nazionale) che potrà cambiare solo con la volontà di entrambi. Sarà difficile che lo Stato possa unilateralmente riportare alle proprie competenze le materie trasferite. A meno che non si voglia introdurre nelle intese questa possibilità, e speriamo lo si faccia. Leggi di più

Sul regionalismo differenziato fretta e opacità non aiutano (IlSole24Ore, 16.02.2019)
La maggioranza giallo-verde aveva inserito anche il regionalismo differenziato nel contratto di governo. Ma di cosa si tratta? È una possibilità prevista dal comma 3 dell’art. 116 della Costituzione che prevede «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» per tutte le Regioni a statuto ordinario (che ne facciano richiesta al governo) su un ventaglio di competenze molto ampio. Si tratta potenzialmente di 23 materie, che spaziano dall’istruzione financo alle grandi reti di trasporto e comunicazione, sulle quali oggi Stato e Regioni esercitano una competenza, ovverosia una legislazione, concorrente. L’iter di questo comma prevede che la richiesta delle Regioni al governo si deve concludere con la firma di un’intesa tra le due parti. Il testo concordato deve poi andare in Parlamento per un’approvazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti, senza possibilità di emendare il testo. Leggi di più

Regionalismo differenziato, Frettolosa approvazione non farebbe che aggiungere altre criticità (Agensir, 11.02.2019)
Il terzo comma dell’art. 116 della Costituzione, riformato nel 2001 nell’ambito della revisione del titolo V della Carta, introduce la possibilità che siano attribuite alle Regioni, su loro richiesta, “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. Da allora è la prima volta che ci si avvicina all’attuazione di quello che viene definito “regionalismo differenziato” o “asimmetrico”. In concreto come si sta profilando questo passaggio per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna? Lo abbiamo chiesto a Floriana Cerniglia, ordinario di economia politica alla Cattolica di Milano e direttore del Cranec (Centro di ricerche in analisi economica e sviluppo economico internazionale), una studiosa che da anni dedica molta attenzione al tema dei territori e delle autonomie. Leggi di più

Integrazione politica ed economica vadano di pari passo (Agensir, 2.06.2018)
Se l’integrazione economica è sfalsata rispetto all’integrazione politica, la moneta unica non può esercitare al meglio tutti i vantaggi che aveva promesso, e che certamente ci potrebbero essere, per i cittadini europei. È auspicabile, anzi necessario lavorare quindi sul fronte dell’integrazione politica altrimenti saremo perennemente esposti all’eventualità delle crisi con vincitori e vinti e le inevitabili conseguenze sociali e di instabilità dei sistemi, anche all’interno degli Stati nazionali, di cui in questo momento siamo tutti preoccupati. Leggi di più

I nodi irrisolti del fisco municipale (Aggiornamenti Sociali, maggio 2018)
Dopo l’approvazione della Legge delega n. 42/2009 sul federalismo fiscale, l’itinerario della sua attuazione sembra avere subito una battuta d’arresto, a scapito dell’autonomia e della responsabilità degli enti locali, in particolare dei Comuni. Leggi di più

Tasse, fantasia e disuguaglianza (Rivistailmulino.it, 21.02.2018)
Come nella campagna elettorale del 2008, anche in quella in corso, riduzioni di tasse e di imposte tengono la scena nelle proposte dei partiti. Il dibattito è diventato surreale e a tratti quasi folcloristico, con ipotesi di riduzioni di tasse e di incrementi di spese a dir poco fantasiose in quanto dettate in primis dall’esigenza di parlare alla pancia degli elettori e di recuperare gli indecisi. La proposta di Berlusconi (e della Lega) è ancora più azzardata di altre analoghe avanzate in passato: la flat tax rate, ossia un’aliquota fissa su tutti i redditi (del 15% nella proposta della Lega e del 23% nella proposta di Forza Italia) accompagnata da alcune deduzioni e detrazioni. Non è la prima volta che si registrano simili proposte, ma se in passato erano state considerate subito irricevibili, questa volta ha avuto più attenzione ed è entrata nel dibattito elettorale in corso. Leggi di più

Territori a velocità diverse. Autonomia occasione persa (Corriere della Sera 05.03.2018)