a.a. 2025/2026
Il Centro Studi sul Volontariato e la Partecipazione Sociale (CESVOPAS), istituito nell’a.a. 2018/2019 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sviluppa attività di ricerca, formazione, consulenza e promozione culturale sui fenomeni del volontariato e della partecipazione sociale, assumendoli come luoghi privilegiati per osservare i processi di apprendimento, crescita personale e collettiva, costruzione di legami e sviluppo delle comunità. Pur mantenendo un’apertura interdisciplinare, il Centro coltiva in particolare una prospettiva pedagogica, interessata non soltanto a descrivere il volontariato e le sue trasformazioni, ma a comprendere come le esperienze di partecipazione possano essere accompagnate, rese sostenibili, valorizzate e trasformate in occasioni di apprendimento per le persone, le organizzazioni e i territori.
Nel corso degli anni, l’attività del CESVOPAS si è progressivamente ampliata. Alla collaborazione strutturale con Avis Provinciale Brescia, che accompagna il Centro fin dalla sua istituzione e continua a rappresentare un importante laboratorio di ricerca, formazione e intervento educativo, si sono affiancati rapporti con altri enti del Terzo Settore, amministrazioni pubbliche, servizi, reti territoriali e soggetti nazionali e internazionali. Parallelamente, la ricerca si è sempre più intrecciata con forme di ricerca-intervento, accompagnamento organizzativo, progettazione partecipata e valutazione, nelle quali il compito del Centro non consiste soltanto nel produrre conoscenza sulle pratiche, ma anche nel sostenere organizzazioni e comunità nel rileggerle, svilupparle e trasformarle.
L’a.a. 2025/2026 ha consolidato questa fisionomia. Sul versante della ricerca, sono proseguiti gli studi sull’accompagnamento e la sostenibilità del volontariato, sul Service Learning, sul Programma P.I.P.P.I. e sulla Cultural-Historical Activity Theory e sul Change Laboratory; è giunta a compimento, con la pubblicazione dei risultati, la ricerca sulle culture della genitorialità e sul volontariato nei consultori familiari; sono state inoltre aperte nuove piste relative al riconoscimento delle competenze maturate nel volontariato e all’analisi secondaria di dati ISTAT. Accanto alla ricerca, il Centro ha accompagnato organizzazioni e reti territoriali attraverso progetti educativi, percorsi di co-progettazione e dispositivi di valutazione partecipata; ha realizzato attività formative con associazioni, operatori e volontari; ha promosso la diffusione della ricerca attraverso pubblicazioni, seminari, eventi e iniziative cittadine. La pubblicazione dei volumi Culture della genitorialità e Il mondo Avis nell’educazione hanno inoltre consentito di portare a sintesi e rendere disponibili due patrimoni di ricerca e di esperienza maturati nel tempo.
Un ulteriore elemento di sviluppo riguarda la progressiva apertura del CESVOPAS a reti e collaborazioni scientifiche oltre il contesto locale. Nel 2025/2026 si sono consolidati il rapporto con la comunità internazionale ISCAR, la partecipazione alla European Coalition for Volunteering Evidence & Research promossa nell’ambito del Centre for European Volunteering e la collaborazione con la Rotterdam School of Management – Erasmus University, anche attraverso il secondo visiting del prof. Lucas Meijs. Queste relazioni consentono di mettere le esperienze sviluppate territorialmente in dialogo con prospettive scientifiche internazionali e, reciprocamente, di alimentare le linee di ricerca e intervento del Centro con modelli e interrogativi provenienti da altri contesti.
Per valorizzare al meglio le molte attività del Centro, con il supporto dei Sistemi Informativi dell’Università Cattolica si è proceduto alla migrazione del sito Internet del CESVOPAS (https://centridiricerca.unicatt.it/cesvopas) su un nuovo e più dinamico CMS, Adobe Experience Manager. La newsletter – inviata a un numero crescente di persone incontrate dal Centro e progressivamente fidelizzate – e il sito sono fluidamente integrati, consentendo di accompagnare con continuità la comunicazione delle attività, delle opportunità e dei risultati della ricerca.
INDICE
RICERCA SU TEMATICHE CONNESSE AL VOLONTARIATO E ALLA PARTECIPAZIONE SOCIALE
Nel corso dell’anno accademico 2025/2026, il CESVOPAS ha ulteriormente sviluppato la propria attività di ricerca sui temi del volontariato, della partecipazione sociale e delle pratiche educative a essi connesse. Accanto alla prosecuzione di linee di ricerca già consolidate – quali l’accompagnamento e la sostenibilità del volontariato, il Service Learning, il Programma P.I.P.P.I. e gli studi sviluppati nell’ambito della Cultural-Historical Activity Theory – è giunto a compimento, attraverso la sistematizzazione e pubblicazione dei risultati, il percorso di ricerca sulle culture della genitorialità e sul volontariato nei consultori familiari. Sono inoltre emersi nuovi ambiti di approfondimento, sollecitati dai cambiamenti del quadro normativo sul riconoscimento delle competenze maturate nel volontariato e dalla possibilità di valorizzare nuove fonti informative attraverso l’analisi secondaria dei dati ISTAT. Nel complesso, l’annata evidenzia una crescente integrazione tra ricerca, ricerca-intervento e analisi delle pratiche, con particolare attenzione ai processi attraverso i quali persone, famiglie, organizzazioni, professionisti, volontari e comunità apprendono dall’esperienza e contribuiscono alla costruzione di forme più consapevoli e sostenibili di partecipazione.
La ricerca sull’accompagnamento dei volontari, già sviluppata negli anni precedenti anche attraverso il volume Volontariato competente (2024) e mediante diverse attività di ricerca e formazione, ha conosciuto nel 2025/2026 un significativo sviluppo. Il CESVOPAS sta elaborando un modello di accompagnamento inteso non come funzione circoscritta all’accoglienza iniziale o alla gestione del volontario, bensì come un processo educativo e collettivo che può attraversare l’intero percorso di partecipazione: ingresso, inserimento, apprendimento, assunzione di responsabilità, eventuali cambiamenti di ruolo, conclusione dell’esperienza e diversi eventi trasformativi ed espansivi. La sostenibilità delle organizzazioni non dipende soltanto dalla loro capacità di attrarre nuove persone, ma anche dalla qualità delle esperienze che esse sono in grado di offrire, dalla cura delle diverse fasi della partecipazione e dalla possibilità di riconoscere e valorizzare motivazioni, disponibilità, apprendimenti e trasformazioni personali.
Durante l’anno, il modello proposto dal CESVOPAS ha trovato occasioni concrete di sviluppo in differenti attività del Centro, dalla formazione rivolta alle organizzazioni alla ricerca-azione e alla consulenza organizzativa, e ha potuto confrontarsi anche con prospettive internazionali sul volunteer management e sulla volunteer stewardship.
Un primo ambito concreto di lavoro è rappresentato dal progetto di ricerca-azione “Accompagnamento Multi-Livello”, commissionato al CESVOPAS da Fondazione Punto Missione nell’ambito del progetto di Capacity Building Dritti al Punto 2.0. Il percorso, avviato nel 2026 e destinato a proseguire fino a marzo 2027, accompagna la Fondazione nella costruzione e sperimentazione di un proprio modello organizzativo di gestione e accompagnamento dei volontari, fondato sull’integrazione tra una referente centrale e i coordinatori dei differenti servizi. Il progetto costituisce il passaggio da precedenti riflessioni e progettazioni sull’accompagnamento a una vera sperimentazione organizzativa longitudinalmente monitorata.
Un secondo sviluppo è giunto dal confronto internazionale con Lucas Meijs, professore di Strategic Philanthropy and Volunteering presso la Rotterdam School of Management – Erasmus University, ospitato come visiting scholar nel marzo 2026. Oltre alle attività didattiche e di confronto scientifico, il visiting ha compreso a Brescia una lezione aperta dedicata al management del volontariato attraverso l’accompagnamento, nella quale sono stati discussi modelli internazionali di volunteer management e volunteer stewardship (cf. A.3.6). Il confronto conclusivo con il gruppo CESVOPAS ha inoltre consentito di individuare due possibili piste di ricerca comune: la prima sulla “promessa di apprendimento e sviluppo personale” che le organizzazioni rivolgono ai volontari e sulle condizioni necessarie perché essa sia effettivamente sostenuta; la seconda sul rapporto tra professionisti e volontari nelle organizzazioni ibride e sul valore specifico attribuito all’intervento volontario dai destinatari dei servizi.
Nel complesso, le attività dell’anno hanno quindi rafforzato una linea che, muovendo dal tema delle competenze, sta progressivamente ampliando il proprio oggetto verso la qualità e sostenibilità dell’esperienza volontaria, le pratiche di accompagnamento e lo sviluppo organizzativo degli enti. La linea sarà ulteriormente sviluppata nel 2026/2027 sia attraverso la prosecuzione dei progetti territoriali sia esplorando possibili collaborazioni comparative e internazionali.
La ricerca sul Service Learning costituisce da diversi anni una linea consolidata del CESVOPAS, sviluppata attraverso attività di ricerca, sperimentazione e confronto scientifico, anche nell’ambito del Gruppo di lavoro Service Learning della SIPED. Nel 2025/2026 la linea ha conosciuto un nuovo sviluppo attraverso l’ingresso in un contesto educativo finora meno esplorato dal Centro: quello dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Negli ultimi mesi del 2025, infatti, il CESVOPAS ha elaborato il progetto di ricerca-formazione “Service Learning in VET” per ENAC ETS e Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri. Il progetto rappresenta un significativo sviluppo della linea di ricerca sul Service Learning, sia per l’estensione al settore IeFP/VET sia per la possibilità di accompagnare longitudinalmente quattro sperimentazioni differenti, documentandone risultati, criticità, adattamenti e condizioni di sostenibilità e trasferibilità. Tra gennaio e febbraio 2026, il gruppo CESVOPAS ha realizzato visite in presenza presso quattro Centri di Formazione Professionale: CFP Canossa di Milano, ENAC Emilia-Romagna di Fidenza, CFP Marco Polo di Pove del Grappa e Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino. Le visite hanno consentito di conoscere le caratteristiche organizzative ed educative dei quattro contesti, le pratiche formative già esistenti, le reti territoriali e le condizioni di partenza per l’introduzione del Service Learning. Il materiale raccolto ha costituito una baseline qualitativa utilizzata sia per orientare il successivo accompagnamento sia come base per il lavoro di ricerca. I quattro CFP hanno poi realizzato un percorso formativo tramite MOOC, accompagnati da tutor e docenti della Facoltà di Scienze della Formazione. A luglio 2026 sono stati presentati e discussi i quattro project work realizzati dai Centri, significativamente differenti tra loro: a Milano, un progetto dedicato ai bisogni di aggregazione e sicurezza dei giovani attraverso ricerca e mappatura delle opportunità territoriali; a Torino, una lettura della città dal punto di vista degli adolescenti finalizzata alla costruzione di una guida “dai giovani per i giovani”; a Pove del Grappa, un progetto di scambio intergenerazionale sviluppato a partire da una commessa sociale del Comune e rivolto agli anziani della comunità; a Fidenza, un servizio di facilitazione digitale e amministrativa rivolto alla cittadinanza per contrastare il digital divide. L’anno 2025/2026 si conclude pertanto con il passaggio dalla fase di mappatura, formazione e progettazione a quella di sperimentazione sul campo. Da settembre 2026 a marzo 2027 il CESVOPAS accompagnerà i quattro CFP nell’implementazione dei progetti, predisponendo per ciascuna esperienza strumenti sostenibili di monitoraggio e valutazione – tra cui, a seconda dei casi, questionari, mappature, dispositivi riflessivi, schede di osservazione, strumenti di autovalutazione e feedback degli stakeholder – e realizzando successivamente una lettura comparativa dei quattro casi.
È proseguita nel 2025/2026 la collaborazione del CESVOPAS con P.I.P.P.I. – Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova, sulla base dell’accordo di collaborazione tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Brescia, attraverso il CESVOPAS, e l’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA). All’interno di una collaborazione che integra formazione, accompagnamento e ricerca-azione, il contributo scientifico del CESVOPAS è orientato allo studio sistematico delle pratiche educative e dei loro effetti, con l’obiettivo di produrre conoscenza utile anche al miglioramento degli interventi rivolti alle famiglie in situazione di vulnerabilità. Il lavoro si colloca in continuità con gli approfondimenti sviluppati negli anni precedenti sulle dinamiche di welfare, sull’organizzazione dei servizi socio-educativi e sulle competenze delle figure coinvolte nei processi di accompagnamento delle famiglie e di prevenzione dell’allontanamento dei minori. Progressivamente, l’attenzione si è concentrata in particolare sui percorsi nei quali il collocamento extra-familiare si inserisce all’interno di un più ampio progetto di protezione, cura e possibile ricongiungimento, interrogando le condizioni che consentono di accompagnare contemporaneamente il bambino, la famiglia d’origine e i diversi soggetti professionali e comunitari coinvolti. Nel 2024/2025 questa prospettiva aveva condotto a una prima sperimentazione, anche nel contesto della comunità educativa KQuadro di Piacenza, di alcuni strumenti riconducibili al modello multidimensionale P.I.P.P.I. – tra cui Il mondo del bambino, L’albero della vita e Le carte della partecipazione – attraverso osservazione partecipata, confronto con le équipe e riflessione condivisa con educatori e famiglie. Nel 2025/2026 il lavoro è proseguito e si è ampliato, includendo maggiormente le comunità educative e gli attori territoriali coinvolti nei processi di cura e ricongiungimento. Una particolare attenzione è stata dedicata alla possibilità di leggere tali processi secondo una prospettiva multilivello, nella quale famiglie, operatori, servizi, comunità residenziali e territorio non rappresentino segmenti separati dell’intervento, ma soggetti chiamati a costruire e monitorare congiuntamente il progetto educativo. In questa direzione si colloca il progetto di ricerca-azione avviato con le comunità KQuadro e Khora della Cooperativa Kairos di Piacenza e presentato il 18 febbraio 2026, presso l’Università Cattolica di Milano, in occasione del seminario Le case che siamo. Ri-tessere i legami familiari nel lavoro residenziale di comunità per l’infanzia e l’adolescenza. Il progetto costituisce un ulteriore passaggio nell’integrazione tra ricerca e pratiche professionali, assumendo il lavoro residenziale di comunità come contesto nel quale approfondire e adattare metodi e strumenti P.I.P.P.I. per sostenere i percorsi di ricongiungimento familiare. Questa direttrice sarà ulteriormente sviluppata nel biennio 2026-2028. Il gruppo di ricerca intende approfondire, in particolare, l’impiego nel lavoro residenziale di comunità del modello multidimensionale de Il Mondo del Bambino e di dispositivi quali Preassessment e Postassessment, consenso informato e RPMonline – Rilevazione, Progettazione, Monitoraggio. L’obiettivo è studiare le condizioni che ne consentono un utilizzo pertinente nei percorsi di ricongiungimento, ponendo attenzione tanto alle pratiche educative quanto alle modalità di coordinamento, partecipazione e monitoraggio condiviso tra i diversi soggetti coinvolti. La collaborazione con P.I.P.P.I. continua così a rappresentare per il CESVOPAS una linea di ricerca-intervento nella quale l’analisi delle pratiche si intreccia con la sperimentazione di dispositivi partecipativi e con lo studio dei sistemi territoriali di accompagnamento delle famiglie vulnerabili.
Nel 2025/2026 si è ulteriormente consolidato il filone di ricerca del CESVOPAS relativo alla Cultural-Historical Activity Theory (CHAT) e, in particolare, all’utilizzo del Change Laboratory come metodologia di ricerca-intervento per accompagnare processi di apprendimento collettivo e trasformazione delle pratiche. La linea nasce dalle esperienze sviluppate a Varese in collaborazione con l’Università dell’Insubria e con il Comune di Varese, dapprima con il Tavolo Adolescenza e successivamente con il Tavolo dedicato alla grave marginalità sociale. L’esperienza sulla grave marginalità, realizzata tra novembre 2024 e febbraio 2025 attraverso sei sessioni e con il coinvolgimento di circa trenta attori impegnati nei servizi territoriali, è stata oggetto nel 2025/2026 di un lavoro di analisi e rielaborazione scientifica. Il percorso aveva, infatti, portato operatori appartenenti a organizzazioni differenti a rileggere la marginalità non soltanto come condizione individuale, ma come problema sistemico e territoriale, facendo emergere criticità relative alla frammentazione dei servizi e alla debole integrazione inter-organizzativa. Tra gli esiti operativi elaborati dal gruppo figuravano una mappatura dinamica delle risorse territoriali, l’ipotesi di un’équipe multidimensionale e multi-agenzia e la progettazione di uno spazio fisico di coordinamento tra soggetti pubblici e privati. La riflessione sulle esperienze varesine è stata progressivamente portata nel confronto scientifico nazionale e internazionale. Dopo i contributi predisposti per NISCAR 2025 e per la ISCAR Southern Europe & Middle East Conference, svoltasi a Barcellona dal 5 al 7 novembre 2025 (cf. A.5.1), il lavoro è proseguito con la preparazione di due contributi per la Conferenza Internazionale di Scuola Democratica (Roma, 1-4 settembre 2026), dedicati rispettivamente alle esperienze dei Tavoli Marginalità e Adolescenza. Il primo approfondisce in particolare la costruzione di un oggetto condiviso di lavoro e lo sviluppo di forme di agency collettiva tra organizzazioni; nel secondo, il percorso del Tavolo Adolescenza viene riletto come evoluzione da dispositivo di coordinamento territoriale a vera e propria Comunità di Pratica, nella quale professionisti, insegnanti, operatori, volontari e altri attori locali possono costruire conoscenza condivisa e apprendere a partire dall’esperienza. Nel corso dell’anno, ha inoltre preso forma un ulteriore output di sistematizzazione: un volume collettaneo promosso da ISCAR Italia, Università dell’Insubria e Comune di Varese, nato dal primo seminario del gruppo di pratica ISCAR Italia del 14 maggio 2026 (cf. A.3.7). Il volume integra i contributi relativi all’esperienza territoriale con due capitoli specificamente dedicati ai Change Laboratory realizzati con il Tavolo Marginalità e il Tavolo Adolescenza, entrambi con la partecipazione di ricercatori CESVOPAS. La pubblicazione, già strutturata editorialmente e in corso di realizzazione, è prevista nel successivo anno accademico. Nel complesso, nel 2025/2026 questa linea ha quindi compiuto soprattutto un passaggio di consolidamento scientifico: dalle sperimentazioni territoriali alla loro analisi comparativa, alla presentazione nella comunità scientifica e alla progressiva sistematizzazione dei risultati, rafforzando la collaborazione tra CESVOPAS, Università dell’Insubria, Comune di Varese e comunità scientifica ISCAR.
È giunto a compimento nel 2025/2026 il percorso di ricerca sulla cultura della genitorialità e sulla promozione della natalità nei consultori familiari, sviluppato dal CESVOPAS in collaborazione con la Confederazione dei Consultori Familiari di ispirazione cristiana (CFC) e con UCIPEM – Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali. La ricerca, realizzata prevalentemente negli anni precedenti, aveva coinvolto oltre 200 consultori e circa 2.700 operatori, dei quali circa 1.400 volontari, attraverso una prima rilevazione quantitativa e successivi approfondimenti qualitativi, con l’obiettivo di indagare pratiche, rappresentazioni, risorse e criticità dell’accompagnamento alla procreazione responsabile e alla genitorialità. Dopo le principali attività di raccolta e analisi dei dati e le restituzioni realizzate nel 2024/2025, il lavoro del 2025/2026 si è concentrato soprattutto sul completamento delle elaborazioni, sulla sistematizzazione interpretativa dei risultati e sulla loro traduzione in forma editoriale. Questo lavoro ha condotto alla messa a punto dei contributi destinati al volume Culture della genitorialità. Il servizio dei consultori familiari di ispirazione cristiana nell’accompagnamento alle famiglie, a cura di Livia Cadei (cf. A.3.2). Nel complesso, il 2025/2026 rappresenta quindi per questa linea soprattutto un anno di completamento, sistematizzazione e pubblicazione dei risultati, più che di nuova rilevazione empirica.
Nel corso del 2025/2026, il CESVOPAS ha avviato una nuova linea di approfondimento dedicata alle implicazioni del Decreto interministeriale 31 luglio 2025 sul riconoscimento delle competenze esercitate nelle attività di volontariato. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre 2025, dà attuazione all’art. 19 del Codice del Terzo Settore e inserisce le competenze maturate attraverso il volontariato nel quadro del Sistema nazionale di certificazione delle competenze. Il nuovo quadro normativo presenta diversi elementi di particolare interesse per le linee di ricerca già sviluppate dal Centro sul volontariato competente, sull’apprendimento dall’esperienza e sull’accompagnamento dei volontari. Il decreto attribuisce, infatti, agli Enti del Terzo Settore un ruolo nel processo di individuazione e messa in trasparenza delle competenze e prevede che, già nella programmazione e progettazione delle attività, possano essere esplicitati obiettivi di apprendimento e risultati attesi. Il percorso prevede inoltre un progetto personalizzato, l’accompagnamento da parte di una figura dedicata al tutoraggio, la raccolta di evidenze dell’esperienza e il rilascio di un documento di trasparenza; la durata minima ordinariamente richiesta è di sessanta ore nell’arco di dodici mesi. A partire dalla prima analisi del provvedimento, il CESVOPAS sta quindi esplorando la possibilità di sviluppare una ricerca sulle pratiche concrete di attuazione del decreto: modalità con cui gli ETS progettano i percorsi, coinvolgimento e ruolo delle università, forme di tutoraggio e accompagnamento, strumenti di documentazione degli apprendimenti, capacità organizzative richieste agli enti e modalità di raccordo con i sistemi territoriali di riconoscimento. Sono attualmente in corso interlocuzioni con soggetti e possibili partner a livello nazionale e interregionale, finalizzate alla definizione di un eventuale progetto comune. Disegno della ricerca, partenariato e contesti empirici saranno precisati nel prossimo anno accademico.
Una seconda linea di ricerca in fase di impostazione riguarda la possibilità di valorizzare, attraverso analisi secondarie, il patrimonio informativo messo a disposizione da ISTAT per estrapolare insight sul volontariato e, più ampiamente, sulle condizioni di vita e sulla partecipazione sociale della popolazione italiana. Nel corso dell’anno, è stata avviata una prima ricognizione dei database disponibili e delle variabili utilizzabili, con particolare attenzione ai microdati dell’indagine annuale “Aspetti della vita quotidiana”. Il lavoro preparatorio ha portato a selezionare variabili riferite, oltre che alla partecipazione volontaria, alle caratteristiche individuali e familiari, alle reti sociali, al benessere, ai consumi e alle risorse culturali, alla partecipazione civica e politica, alla fiducia e alle condizioni socioeconomiche. È stata inoltre esplorata la possibilità di costruire alcune variabili o indici sintetici – ad esempio relativi a benessere, capitale culturale e partecipazione – da mettere successivamente in relazione con il volontariato. Una prima ipotesi di lavoro consiste nella verifica della possibilità di raggruppare i nuclei familiari in configurazioni o profili differenti, per analizzare sia le differenze tra gruppi sia quelle interne ai gruppi rispetto alla partecipazione volontaria e ad altre variabili di contesto. Questa verifica di fattibilità è già stata avviata sul primo database. Parallelamente, è stata presa in considerazione l’indagine ISTAT “Uso del tempo 2023”, che comprende uno specifico modulo sul volontariato organizzato e non organizzato, e documenta trasformazioni significative intervenute rispetto alla rilevazione del 2013. Il report già pubblicato da ISTAT, ha analizzato molte delle principali evidenze disponibili – nel 2023, ad esempio, il 21,7% dei volontari combinava attività organizzate e aiuto diretto; pertanto, un eventuale utilizzo futuro dei microdati dovrà concentrarsi su domande e variabili non già adeguatamente sviluppate negli output istituzionali. Al momento della ricognizione, tali microdati non risultavano ancora disponibili; si è quindi deciso di procedere prioritariamente sull’indagine “Aspetti della vita quotidiana”, lasciando aperta la possibilità di richiederli successivamente a ISTAT per ulteriori approfondimenti. La linea si trova pertanto ancora in una fase esplorativa, ma sono già stati individuati il patrimonio informativo di riferimento, alcune prime domande e ipotesi di analisi e una possibile collaborazione per lo sviluppo della componente quantitativa. L’obiettivo per il 2026/2027 sarà giungere alla definizione del disegno di ricerca e, verificatane la sostenibilità metodologica, all’elaborazione di un primo prodotto scientifico.
CONSULENZA ALLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E AD ALTRI SOGGETTI DEL TERRITORIO
Nel corso dell’anno accademico 2025/2026, il CESVOPAS ha ulteriormente sviluppato le attività di consulenza, accompagnamento e supporto scientifico-metodologico rivolte ad associazioni, enti del Terzo Settore e reti territoriali. Accanto alla prosecuzione di collaborazioni ormai consolidate, in particolare con Avis Provinciale Brescia nell’ambito della progettazione, realizzazione e valutazione di interventi educativi e di sensibilizzazione al volontariato, sono stati avviati nuovi percorsi nei quali il contributo del Centro ha riguardato la progettazione partecipata, l’accompagnamento organizzativo, la valutazione e la sistematizzazione delle pratiche. In diversi casi tali attività si sono intrecciate con le linee di ricerca del Centro, senza tuttavia perdere la propria specifica finalità di supporto ai soggetti committenti e ai contesti territoriali.
È proseguita e si è ulteriormente ampliata nel 2025/2026 la collaborazione pluriennale tra CESVOPAS e Avis Provinciale Brescia per il progetto Piacere: Avis. E tu?, dedicato alla sensibilizzazione al dono, alla solidarietà e al volontariato nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia. Il CESVOPAS continua a garantire il supporto scientifico e metodologico al progetto, contribuendo alla progettazione e revisione dei format educativi, alla formazione e accompagnamento dello staff e alle attività di monitoraggio e valutazione. L’anno scolastico 2025/2026 ha registrato una crescita particolarmente rilevante: sono stati realizzati 458 incontri, contro i 401 dell’anno precedente, con un incremento del 14,2%. La stima complessiva è di circa 15.000 studenti raggiunti. Nel medio periodo l’espansione appare ancora più evidente: gli incontri erano 352 nel 2022/2023 e 379 nel 2023/2024, con una crescita di circa il 30% nell’arco di tre anni. La forte crescita ha richiesto alcuni correttivi anche sul piano organizzativo. Sono stati inoltre organizzati momenti di formazione per i nuovi ingressi, valorizzando l’esperienza maturata dalle formatrici senior. La soluzione ha consentito di sostenere il volume di attività, pur facendo emergere la necessità di consolidare ulteriormente un nucleo stabile e formato dello staff. È proseguito infine il lavoro di valutazione degli interventi. Alla data della relazione erano stati trascritti e analizzati 1.364 questionari degli studenti e 102 questionari degli insegnanti[ES1] , relativi agli apprendimenti percepiti e al gradimento delle differenti componenti degli incontri. I primi risultati confermano valutazioni complessivamente molto positive e costituiscono una base importante per la revisione dei format e per le successive scelte progettuali.
Un ulteriore sviluppo del progetto ha riguardato i Project Work rivolti agli istituti secondari di secondo grado, realizzati in collaborazione con Avis Provinciale Brescia e con “Hub della Conoscenza”. L’attività ha coinvolto oltre 200 studenti di sei scuole, chiamati a lavorare su problemi e bisogni reali dell’associazione. I temi affrontati hanno riguardato, tra gli altri, lo sviluppo di soluzioni digitali per il magazzino sanitario, una campagna di comunicazione rivolta ai giovani, un’indagine socio-statistica sulla donazione tra persone di origine straniera e le rappresentazioni culturali del dono e della donazione. La gestione complessiva dei Project Work è stata curata da Avis Provinciale Brescia, mentre il CESVOPAS è intervenuto in modo mirato attraverso attività di impostazione pedagogica, accompagnamento metodologico e restituzione. La formula ha rappresentato un’importante innovazione soprattutto per la scuola secondaria di secondo grado, consentendo di integrare la sensibilizzazione al volontariato con esperienze più prolungate di partecipazione, ricerca e lavoro su problemi autentici.
Si è ripetuta, inoltre, l’attività estiva di “Piacere: Avis” nei GREST, CRE e centri estivi, divenuta una componente stabile della collaborazione. Nell’estate 2026, sono stati realizzati 30 interventi, raggiungendo l’obiettivo previsto in fase progettuale. Le attività hanno assunto due forme principali: incontri di formazione degli animatori, finalizzati a renderli autonomi nella conduzione di attività sui temi della donazione e del volontariato, e interventi diretti con bambini e ragazzi, adattati alle differenti età, dimensioni dei gruppi e condizioni logistiche. L’edizione 2026 ha confermato la necessità di una forte flessibilità metodologica: i contesti estivi presentano, infatti, caratteristiche molto eterogenee per numerosità, composizione dei gruppi, spazi e modalità organizzative, alle quali si sono aggiunte nell’estate 2026 condizioni meteo particolarmente impegnative. L’attività ha, pertanto, richiesto un notevole lavoro di adattamento da parte dei formatori, confermando al tempo stesso la possibilità di estendere la sensibilizzazione al volontariato.
Nel complesso, il 2025/2026 conferma Piacere: Avis come una collaborazione ormai fortemente consolidata, ma ancora capace di evolvere: alla crescita quantitativa degli interventi scolastici, si sono affiancati il rafforzamento dei Project Work con le scuole superiori e l’ulteriore consolidamento dell’attività estiva, ampliando tempi, contesti e modalità dell’educazione al dono e alla partecipazione sociale.
Nel 2025/2026, la collaborazione con Avis Provinciale Brescia si è ampliata attraverso il nuovo progetto di ricerca-azione “Avis in Movimento – Sport e Aziende”, sviluppato con il supporto scientifico e metodologico del CESVOPAS. Il percorso è stato concepito come attività di ascolto, mappatura e co-progettazione finalizzata a far emergere idee innovative e sostenibili da trasformare in due progetti pilota provinciali, uno dedicato al rapporto con il mondo sportivo e uno al rapporto con le aziende. Complessivamente, le diverse fasi hanno coinvolto circa 60 partecipanti. Il percorso si è articolato in tre momenti principali. Il 27 novembre 2025, nell’ambito di una Consulta dei Presidenti allargata, il CESVOPAS ha presentato obiettivi, metodologia e struttura dell’iniziativa. Il 17 gennaio 2026 si è quindi svolto, presso Avis Provinciale Brescia, un hackathon in forma di World Café, con circa 60 partecipanti tra volontari delle Avis comunali, rappresentanti del Gruppo Giovani, membri della commissione provinciale e interlocutori provenienti dai mondi sportivo e aziendale. I partecipanti hanno lavorato in tavoli rotanti su bisogni, interlocutori, percezione di Avis, canali di comunicazione e possibili attività, arrivando a elaborare sei idee progettuali, successivamente discusse e votate. Il 7 marzo 2026, circa 30 partecipanti hanno preso parte a una seconda mezza giornata di lavoro, finalizzata alla “messa a terra” delle due proposte selezionate. Il CESVOPAS ha accompagnato questa fase attraverso strumenti di design thinking e service design, tra cui service blueprint, checklist e documenti strutturati per la definizione di ruoli, sequenze operative, strumenti e primi materiali destinati alle Avis comunali.
Sul versante sportivo, l’idea iniziale di organizzare un evento è progressivamente evoluta verso un modello di supporto provinciale alle Avis comunali che intendano sviluppare iniziative sportive sul proprio territorio. Sono state individuate tre direttrici: costruzione di un kit operativo con materiali, format e procedure; definizione di una rete di referenti territoriali e provinciali dedicati allo sport; sviluppo di modalità più strutturate di collaborazione con le società sportive. Al termine del percorso erano già stati predisposti una prima versione del kit, checklist, modelli amministrativi, format comunicativi e ipotesi di convenzione, oltre a un possibile assetto organizzativo basato su referenti di zona e un referente provinciale.
Sul versante aziendale, l’idea embrionale di un “Bollino Avis – Anch’io sono Avis” è stata sviluppata nel più ampio programma “Azienda amica di Avis”, finalizzato a costruire relazioni stabili tra Avis e imprese del territorio. Il lavoro ha consentito di definire requisiti delle aziende coinvolgibili, differenti livelli di partecipazione, benefici e impegni reciproci e prime modalità di riconoscimento. Sono stati inoltre prodotti una bozza di protocollo di intesa, una prima griglia di criteri per l’assegnazione del marchio, format di comunicazione rivolti alle comunali e alle aziende e una prima definizione delle funzioni di una futura Commissione Aziende provinciale.
I due progetti non possono ancora considerarsi pienamente implementati: il lavoro del 2025/2026 ha prodotto soprattutto una prima architettura operativa condivisa, che necessita di ulteriori passaggi di razionalizzazione, completamento degli strumenti e definizione delle modalità di monitoraggio. Il progetto rappresenta tuttavia un significativo ampliamento della collaborazione Avis-CESVOPAS, estendendo il contributo del Centro dalla sensibilizzazione educativa alla co-progettazione partecipata e all’innovazione organizzativa di una rete associativa.
Nel 2025/2026 si è consolidata la collaborazione tra il CESVOPAS e Fondazione Punto Missione, avviata già nel gennaio 2025 attorno ai temi della valorizzazione e dell’accompagnamento dei volontari. Una prima progettazione, elaborata in vista del bando People Raising di Fondazione Cattolica e successivamente non finanziata, aveva già consentito di mettere a fuoco alcune direttrici di lavoro: l’introduzione di una figura di riferimento per i volontari, la costruzione di una Carta dei servizi al volontario e la sperimentazione di un modello di accompagnamento multilivello. Nel frattempo, la Fondazione ha costituito un gruppo di lavoro sul volontariato, nominato nel settembre 2025 una referente dedicata e avviato una prima ricognizione quantitativa e qualitativa delle proprie esperienze. Queste premesse hanno infine trovato attuazione nel progetto di ricerca-azione “Accompagnamento Multi-Livello”, affidato al CESVOPAS nell’ambito di “Dritti al Punto 2.0 – Capacity Building”, finanziato da Fondazione Cariplo. Il percorso, avviato nella primavera 2026 e destinato a proseguire fino a marzo 2027, coinvolge coordinatori, responsabili dei servizi e la referente dei volontari in sei workshop di tre ore, ciascuno preceduto da una progettazione metodologica condivisa con la Fondazione e seguito dalla sistematizzazione dei materiali e da una restituzione operativa. Non si tratta quindi di un tradizionale ciclo formativo, ma di un workshop accompagnato con mandato organizzativo, finalizzato a produrre progressivamente prassi e strumenti condivisi. Nella prima parte del percorso, il lavoro si è concentrato sul passaggio da una gestione del volontariato prevalentemente orientata alle esigenze immediate dei singoli servizi a una maggiore attenzione al percorso della persona volontaria. I primi workshop hanno lavorato, attraverso casi e situazioni concrete, sui criteri per l’accoglienza e il colloquio iniziale, sulle attività di osservazione e affiancamento, sul possibile kit di accoglienza e sulle informazioni utili da raccogliere, custodire e condividere nel corso dell’esperienza. La prosecuzione del percorso approfondirà il rapporto tra referente centrale e coordinatori dei servizi, le modalità di accompagnamento durante le differenti fasi dell’esperienza e la gestione dell’uscita, per arrivare alla formalizzazione della Carta dei servizi al volontario, della job description della referente dei volontari e di un insieme di buone prassi organizzative condivise.
La collaborazione con Fondazione Punto Missione ha generato, già nel corso del 2025/2026, un secondo incarico di accompagnamento, che sarà sviluppato prevalentemente nel prossimo anno accademico, e riguarderà la buona prassi “Passo a Due”. Si tratta di un’esperienza educativa di prossimità maturata negli anni all’interno della Fondazione, fondata sull’attivazione di volontari e risorse comunitarie per accompagnare persone e famiglie in situazioni di fragilità, in raccordo con i servizi territoriali. La pratica ha progressivamente consolidato alcuni elementi distintivi: centralità della relazione educativa, regia pedagogica, accompagnamento dei volontari, coinvolgimento della comunità e apprendimento organizzativo continuo. Il mandato affidato al CESVOPAS consiste nella nella rilettura, sistematizzazione e modellizzazione del patrimonio metodologico maturato, per rendere espliciti principi, processi, ruoli, strumenti e condizioni che caratterizzano “Passo a Due”, trasformando in conoscenza organizzativa condivisa un sapere ad oggi prevalentemente incorporato nelle pratiche e nelle persone. L’obiettivo è arrivare progressivamente alla formalizzazione di un modello educativo di prossimità, utile alla Fondazione per la formazione di operatori e volontari, per lo sviluppo delle future progettualità e per il dialogo con altri territori interessati a esperienze analoghe.
Nel complesso, le due attività mostrano un’evoluzione significativa della collaborazione con Fondazione Punto Missione: il CESVOPAS, da un lato, accompagna la costruzione e sperimentazione di nuove prassi organizzative per la gestione dei volontari; dall’altro, sostiene la Fondazione nel riconoscere, esplicitare e rendere trasferibile il sapere educativo già generato dalle proprie pratiche. Entrambi i percorsi proseguiranno nel 2026/2027.
Nel 2025/2026 il CESVOPAS ha avviato una nuova attività di accompagnamento scientifico e metodologico nell’ambito del progetto “FaR CENTRO – Famiglie e Rifugiati al Centro” (PROG-352), finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione – FAMI 2021-2027. Il progetto, della durata di 36 mesi, ha come capofila il Comune di Brescia e coinvolge come partner il Comune di Collebeato, K-PAX Società Cooperativa Sociale, ADL – Associazione per l’Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovici e La Rete Società Cooperativa Sociale. È rivolto a 200 cittadini di Paesi terzi, titolari di protezione internazionale e neomaggiorenni presenti nel SAI e in uscita dai centri di accoglienza, con l’obiettivo di sostenerne l’autonomia sociale ed economica attraverso un approccio integrato. L’Università Cattolica non fa parte del partenariato FAMI, ma è stata coinvolta successivamente per rafforzare il sistema di valutazione del progetto. A partire da dicembre 2025, il CESVOPAS – coinvolgendo anche il CESPEFI Centro Studi di Pedagogia della Famiglia e dell’Infanzia – ha accompagnato il partenariato nella costruzione di un impianto capace di integrare gli indicatori richiesti dal programma con una lettura qualitativa dei processi e delle traiettorie di autonomia. La prima fase, sviluppata tra dicembre 2025 e febbraio 2026, ha compreso l’analisi della documentazione progettuale e degli indicatori, incontri di ascolto e confronto con il capofila e i partner e la definizione di un piano di lavoro pluriennale. Tra marzo e maggio 2026, il team universitario ha quindi progettato un workshop partecipativo di valutazione, traducendo i sei Work Package del progetto in quattro tavoli dedicati rispettivamente ad accompagnamento e sostegno alla genitorialità, inserimento lavorativo, autonomia abitativa e reti comunitarie e narrazioni. Il workshop, realizzato il 22 maggio 2026, ha coinvolto operatori, beneficiari, mediatori e altri soggetti connessi alle azioni progettuali in gruppi misti, utilizzando dispositivi visuali, corporei, narrativi e socio-materiali. Il lavoro è stato orientato a identificare, insieme ai partecipanti, che cosa significhi concretamente il “successo” delle diverse azioni, attraverso quali segnali possa essere riconosciuto e con quali modalità tali evidenze possano essere raccolte. Nei mesi di maggio e giugno i materiali prodotti sono stati ordinati, trascritti e analizzati, facendo emergere dimensioni trasversali quali fiducia, continuità dell’accompagnamento, possibilità di scelta, riconoscimento, appartenenza, agency e reciprocità, oltre alla necessità di evitare rappresentazioni paternalistiche o stereotipate dei destinatari. Gli esiti del workshop sono stati successivamente tradotti in un toolkit qualitativo modulare, comprendente uno strumento visuale sulla qualità dell’accompagnamento, carte fotografiche per esplorare le traiettorie lavorative, un dispositivo visuale-conversazionale sull’autonomia abitativa, una rubrica per l’analisi delle narrazioni e indicazioni per note di campo, interviste, focus group e studi di caso. Nel luglio 2026, è stata elaborata la prima versione del Piano di valutazione integrata quali-quantitativa, che raccorda teoria del cambiamento, domande valutative, indicatori FAMI e indicatori interni, fonti e strumenti di raccolta, tempi, responsabilità, modalità di analisi e reporting. L’impianto è orientato non all’attribuzione causale in senso sperimentale, ma alla verifica del contributo plausibile del progetto attraverso triangolazione delle fonti, sequenza temporale e analisi dei fattori abilitanti e ostacolanti. L’accompagnamento proseguirà lungo l’intera durata del progetto: sono previste una prima review nel dicembre 2026, una comunità di pratiche nell’aprile 2027, un report intermedio nel giugno 2027, una seconda review nel dicembre dello stesso anno e, nel 2028, focus group multi-stakeholder, incontro conclusivo e report finale. In questo senso, FaR CENTRO rappresenta per il CESVOPAS una nuova e significativa attività di accompagnamento territoriale, nella quale la valutazione viene utilizzata non soltanto per documentare gli esiti, ma anche per rafforzare nel tempo la capacità del partenariato di leggere, discutere e migliorare le proprie pratiche.
PROMOZIONE DELLA RICERCA IN TEMA DI VOLONTARIATO E PARTECIPAZIONE SOCIALE
Nel corso dell’anno accademico 2025/2026, il CESVOPAS ha proseguito l’attività di promozione e diffusione della ricerca attraverso pubblicazioni, incontri pubblici, iniziative culturali e occasioni di confronto rivolte sia alla comunità scientifica sia ai soggetti del territorio. Una particolare attenzione è stata dedicata alla restituzione di ricerche pluriennali, alla documentazione e sistematizzazione delle esperienze sviluppate dal Centro e alla creazione di occasioni di dialogo tra università, organizzazioni, professionisti, volontari, studenti e cittadinanza.
Il CESVOPAS ha partecipato alla seconda edizione del “Festival Internazionale dell’Educazione di Brescia”, contribuendo a tre appuntamenti dedicati rispettivamente al Service Learning e al valore sociale del dono e alla pace. La partecipazione al Festival ha offerto al Centro un’occasione particolarmente significativa per portare fuori dall’ambito strettamente accademico alcuni dei propri temi di ricerca e metterli in dialogo con scuole, associazioni, studenti e cittadini. Il 2 ottobre 2025, presso l’Università Cattolica, si è svolto l’incontro “Al servizio della città per apprendere nella città”, dedicato alle esperienze di Service Learning sviluppate in Ateneo. L’appuntamento ha dato spazio anche alla voce di studentesse e studenti coinvolti nelle attività, mostrando come la relazione con organizzazioni e realtà territoriali possa entrare nei percorsi universitari non soltanto come esperienza di servizio, ma come occasione di apprendimento, riflessività e partecipazione. Il confronto si è collocato nel percorso di progressiva istituzionalizzazione del Service Learning sviluppato negli ultimi anni presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Il 3 ottobre 2025 il CESVOPAS ha inoltre promosso, insieme alla Scuola Audiofonetica e a Fondazione Comunità e Scuola, l’incontro “Il dono e la città”. Attraverso interventi di ricercatori del Centro, studenti, rappresentanti della scuola e soggetti del volontariato bresciano, l’incontro ha esplorato il dono come principio capace di generare fiducia, legami sociali, partecipazione e responsabilità condivisa. Particolare rilievo ha assunto il tema della rete, intesa come condizione per trasformare singole esperienze di solidarietà in processi comunitari più ampi. Il 4 ottobre 2025, il Festival ha inoltre ospitato presso la Basilica di San Salvatore, Museo di Santa Giulia, la performance “Mai più la guerra. A 60 anni dal discorso di Paolo VI alle Nazioni Unite”. L’iniziativa ha richiamato il celebre appello pronunciato da Paolo VI all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1965, inserendo nel programma del Festival una riflessione sul tema della pace particolarmente coerente con l’attenzione educativa e civile che ne ha attraversato l’intera edizione. Anche questo appuntamento è stato valorizzato nella comunicazione del CESVOPAS. La partecipazione al Festival ha così consentito di mettere in relazione due filoni significativi del lavoro del CESVOPAS – Service Learning e volontariato – all’interno di uno spazio cittadino di discussione sull’educazione e sulla costruzione di comunità.
Il 20 ottobre 2025 è stato pubblicato da Àncora il volume, a cura di Livia Cadei Culture della genitorialità. Il servizio dei consultori familiari di ispirazione cristiana nell’accompagnamento alle famiglie. Il volume raccoglie e sistematizza gli esiti della ricerca realizzata in collaborazione con la Confederazione dei Consultori Familiari di ispirazione cristiana (CFC) sulla cultura della genitorialità e sulla promozione della natalità (cf. A.1.5). L’indagine ha coinvolto oltre 200 consultori e circa 2.700 operatori, dei quali circa 1.400 volontari, consentendo di esplorare rappresentazioni, pratiche, punti di forza e criticità dell’accompagnamento alle famiglie e alla procreazione responsabile. La pubblicazione costituisce il principale esito di restituzione di una ricerca di ampia portata nazionale e rende disponibili i risultati non soltanto alla comunità scientifica, ma anche alle reti consultoriali, ai professionisti e ai volontari impegnati nei servizi alla famiglia, offrendo una base comune per successive attività di confronto e approfondimento. Nel corso del 2025/2026, i risultati della ricerca sono stati presentati e discussi in diverse occasioni pubbliche rivolte a professionisti, operatori e soggetti delle reti consultoriali. Il 28 marzo 2026, a Treviglio, nell’ambito di un convegno promosso dalla Cooperativa Agape, si è svolto l’incontro “Promozione della natalità e cultura della genitorialità. Una sfida per i Consultori Familiari”, dedicato alla restituzione e al confronto sulle principali evidenze emerse dalla ricerca. Un’ulteriore occasione di disseminazione si è tenuta il 16 aprile 2026 presso il Consultorio di Trapani, con il seminario “Paternità e maternità responsabile e consapevole. L’esperienza di accompagnamento offerta dai Consultori Familiari di ispirazione cristiana”. Questi appuntamenti hanno consentito di riportare i risultati nei contesti professionali e organizzativi da cui la ricerca aveva preso avvio, alimentando il confronto sulle pratiche di accompagnamento alla genitorialità e sulle prospettive di sviluppo dei servizi consultoriali.
È proseguita inoltre la partecipazione del CESVOPAS alle reti nazionali dedicate alla ricerca sul Service Learning. L’1 dicembre 2025, nell’ambito della II Giornata di studio dell’Associazione UNiSL “Perimetri del Service-Learning”, svoltasi a Roma, Livia Cadei, Emanuele Serrelli, Domenico Simeone e Paola Zini hanno presentato il poster “Ventimiglia all’ora: la scrittura collettiva nel Service-Learning”. Il contributo ha rielaborato un’esperienza che aveva coinvolto studenti di Psicologia e Scienze della Formazione in attività di servizio presso Caritas e Croce Rossa a Ventimiglia, approfondendo in particolare l’utilizzo della scrittura collettiva come dispositivo di riflessione sull’esperienza e di costruzione condivisa della conoscenza. La presentazione ha consentito di portare nel confronto nazionale una delle sperimentazioni sviluppate dal gruppo di ricerca e di contribuire al dialogo tra università impegnate nell’istituzionalizzazione e nello sviluppo scientifico del Service Learning.
Nel dicembre 2025 è stato pubblicato da FrancoAngeli anche in formato digitale Open Access, il volume Il mondo Avis nell’educazione. Una pratica di partecipazione sociale tra volontariato, scuola e università. Il libro rappresenta uno dei principali esiti di documentazione e sistematizzazione della collaborazione pluriennale tra Avis Provinciale Brescia, Università Cattolica e CESVOPAS, sviluppata in particolare attraverso il progetto “Piacere: Avis. E tu?” (cf. anche A.2.1). Il volume ricostruisce la genesi e l’evoluzione di oltre quindici anni di attività educativa, dando voce a volontari, responsabili associativi, formatori, insegnanti, studenti e ricercatori. Accanto alla storia del progetto, vengono descritti e riletti i diversi format sviluppati nei vari ordini di scuola, le modalità di coordinamento e formazione dello staff, le pratiche di valutazione e le prospettive di sviluppo. La pubblicazione consente di trasformare un’esperienza territoriale consolidata in un patrimonio documentato e accessibile anche al di fuori del contesto bresciano, mettendo a disposizione di associazioni, scuole e studiosi un caso di collaborazione tra volontariato, sistema educativo e università.
Il 15 dicembre 2025, il CESVOPAS ha promosso nella sede bresciana dell’Università Cattolica due iniziative dedicate alla valorizzazione del volontariato e della partecipazione sociale.
In mattinata, si è svolta la premiazione della terza edizione del Bando “Il volontariato e la sua evoluzione nella società moderna e contemporanea”, promosso dal CESVOPAS in collaborazione con Avis Provinciale Brescia. Sono state premiate la tesi magistrale di Giorgia Amighetti, “Gli effetti del volontariato in ambulanza: una ricerca sui volontari di ANPAS Lombardia”, dedicata in particolare al burnout e alle risorse relazionali nei contesti di emergenza sanitaria, e quella di Clara Zanolini, “Progettazione pedagogica, formazione, volontariato. Un caso studio in ambito sanitario”, dedicata alla formazione dei volontari e all’utilizzo della simulazione come dispositivo formativo. La premiazione ha rappresentato il momento conclusivo di un’iniziativa che, nelle sue diverse edizioni, ha inteso incoraggiare giovani laureati di differenti discipline a rivolgere l’attenzione scientifica al volontariato e alle sue trasformazioni.
Nel pomeriggio, in occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale, il CESVOPAS, la Facoltà di Scienze della Formazione e la Rete Bresciana per il Servizio Civile hanno promosso il seminario “Il Servizio Civile Universale come esperienza di orientamento e crescita”. L’incontro, rivolto a studenti, docenti e operatori e riconosciuto anche come iniziativa di formazione per gli insegnanti, ha proposto il Servizio Civile come esperienza capace di connettere crescita personale e professionale, orientamento, cittadinanza e passaggio tra scuola, università e mondo del lavoro.
Le due iniziative, pur differenti per destinatari e modalità, hanno consentito nella stessa giornata di valorizzare da un lato la produzione di conoscenza scientifica sul volontariato e dall’altro una delle principali esperienze istituzionali di partecipazione e impegno civico rivolte alle giovani generazioni.
Nell’ambito del secondo soggiorno come visiting scholar del prof. Lucas Meijs, docente di Strategic Philanthropy and Volunteering presso la Rotterdam School of Management – Erasmus University, il CESVOPAS ha promosso il 17 marzo 2026 a Brescia la lezione aperta “Il management del volontariato attraverso l’accompagnamento: riflessioni e modelli dalla ricerca internazionale”. L’incontro, aperto oltre che agli studenti alle associazioni, agli enti del Terzo Settore e agli altri soggetti del territorio interessati al volontariato, ha offerto l’opportunità di mettere direttamente in dialogo la ricerca internazionale con le questioni affrontate dal CESVOPAS e dalle organizzazioni locali. La lezione ha approfondito in particolare l’evoluzione del volunteer management verso una prospettiva di volunteer stewardship, nella quale l’attenzione si sposta dal solo reclutamento alla cura, alla valorizzazione e alla sostenibilità dell’impegno volontario. Attraverso modelli ed esempi internazionali sono state discusse forme differenti di partecipazione – continuativa, mediata da organizzazioni terze o più spontanea e intermittente – e le conseguenti esigenze di flessibilità e differenziazione delle pratiche organizzative. L’iniziativa ha rappresentato al tempo stesso un’attività di disseminazione pubblica della ricerca internazionale sul volontariato e un’occasione per alimentare il confronto scientifico sviluppato dal CESVOPAS con il prof. Meijs sui temi dell’accompagnamento, dell’apprendimento e della sostenibilità della partecipazione (cf. A.1.1).
La promozione della linea di ricerca relativa alla Cultural-Historical Activity Theory (CHAT) e al Change Laboratory (cf. A.1.4) ha avuto un importante passaggio nel Primo seminario del gruppo di pratica ISCAR Italia, realizzato il 14 maggio 2026 a Varese, presso il Salone Estense, in collaborazione con ISCAR Italia, Università dell’Insubria e Comune di Varese. L’incontro ha messo in dialogo ricerca accademica, amministrazione e servizi territoriali attorno alle esperienze di Change Laboratory sviluppate sui temi dell’adolescenza e della grave marginalità. A partire da quell’incontro, nel corso del 2025/2026 è proseguito il lavoro di documentazione, rielaborazione e disseminazione scientifica delle esperienze realizzate sul territorio varesino. In particolare, è stata avviata la realizzazione di un volume collettaneo promosso da ISCAR Italia, Università dell’Insubria e Comune di Varese, che raccoglie e rielabora i contributi del seminario e li integra con approfondimenti sulle sperimentazioni territoriali. Il volume comprende anche due capitoli dedicati specificamente ai Change Laboratory condotti con il Tavolo Marginalità e con il Tavolo Adolescenza, entrambi con la partecipazione di ricercatori CESVOPAS. La pubblicazione, attualmente in corso di realizzazione, rappresenta un ulteriore passaggio dalla sperimentazione locale alla sistematizzazione e condivisione scientifica delle pratiche sviluppate.
FORMAZIONE
Nel corso dell’anno accademico 2025/2026 il CESVOPAS ha proseguito la propria attività formativa rivolta a volontari, referenti associativi, operatori dei servizi e professionisti impegnati nei contesti educativi e pastorali, mantenendo una stretta connessione tra formazione, ricerca e accompagnamento delle pratiche. Accanto alla continuità delle attività sviluppate nell’ambito del Programma P.I.P.P.I., della collaborazione con Avis e del Corso di Alta Formazione Familiae cura, promosso dall’Ufficio Nazionale di Pastorale Familiare (CEI), un nuovo e significativo ambito di intervento è stato rappresentato dai percorsi realizzati nel progetto GenerAZIONI in rete, dedicati in particolare all’identità associativa e all’accoglienza e accompagnamento dei volontari. Nel complesso, le attività dell’anno confermano una funzione formativa del Centro che si sviluppa su scale e contesti differenti, dalla singola organizzazione e dalle reti territoriali fino a percorsi di alta formazione e a possibili sviluppi di livello nazionale.
Nel quadro del progetto “GenerAZIONI in rete” di Volontari per Brescia, CSV Brescia e altri partner, finanziato da Fondazione Cattolica, il CESVOPAS è stato incaricato di realizzare due percorsi formativi rivolti alle associazioni del Terzo Settore, con l’obiettivo di rafforzare la cultura del volontariato e la capacità delle organizzazioni di attrarre, accogliere e accompagnare nel tempo volontarie e volontari. I due percorsi, intitolati “Identità in dialogo” e “Dall’accoglienza all’integrazione”, hanno tradotto in attività formative alcuni dei temi sviluppati negli ultimi anni dal Centro sul rapporto tra identità organizzativa, sostenibilità della partecipazione e accompagnamento. “Identità in dialogo”, articolato in due incontri (5 e 25 febbraio 20’26) e rivolto in particolare a direttivi e referenti associativi, ha lavorato sulla capacità delle organizzazioni di riconoscere e rendere comunicabili la propria missione e i propri valori, costruire un linguaggio comune e individuare possibili sinergie con altre realtà. La formazione ha assunto quindi l’identità associativa non come elemento statico o meramente dichiarativo, ma come risorsa per orientare le pratiche, costruire appartenenza e sostenere le collaborazioni. Il secondo percorso, “Dall’accoglienza all’integrazione”, si è svolto nelle date 23 febbraio, 13 marzo e 27 marzo 2026 e ha coinvolto 11 partecipanti provenienti da 9 realtà associative. I tre incontri sono stati costruiti in forma fortemente laboratoriale, attraverso narrazioni, metafore, analisi di buone pratiche e incidenti critici, con l’obiettivo di rileggere il percorso del volontario dall’ingresso nell’organizzazione alla progressiva costruzione di appartenenza, ruolo e responsabilità. Il confronto tra associazioni molto differenti ha consentito di mettere a tema questioni concrete quali i colloqui iniziali, l’affiancamento, la flessibilità dei ruoli, la coerenza tra valori dichiarati e pratiche organizzative, la gestione delle aspettative reciproche e la necessità di distinguere integrazione e omologazione. La raccolta delle buone prassi e l’analisi di situazioni critiche hanno inoltre favorito il passaggio dalla condivisione di esperienze alla riflessione sulle condizioni organizzative necessarie per rendere l’accoglienza dei volontari più intenzionale e sostenibile. L’esperienza ha rappresentato un nuovo sviluppo applicativo della linea CESVOPAS sull’accompagnamento e la sostenibilità del volontariato, mostrando la possibilità di tradurre i risultati della ricerca in dispositivi formativi rivolti a organizzazioni differenti e, al tempo stesso, di utilizzare la formazione come occasione per raccogliere e confrontare pratiche territoriali.
È proseguita nel 2025/2026 anche la componente formativa della collaborazione con il Programma P.I.P.P.I. (cf. A.1.3), sviluppata nell’ambito dell’accordo tra l’Università di Padova e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2023 l’Ateneo è coinvolto attraverso propri formatori, coordinati dalla referente scientifica prof.ssa Livia Cadei, nelle attività di accompagnamento rivolte agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Formazione e tutoraggio costituiscono, in questa prospettiva, strumenti per sostenere gli operatori nell’appropriazione del modello P.I.P.P.I., nella rilettura delle proprie pratiche e nella costruzione di modalità di intervento multidimensionali e condivise con le famiglie e con le reti territoriali. Nel corso dei diversi cicli, il lavoro formativo ha coinvolto operatori appartenenti a differenti professionalità, consentendo loro di conoscere e sperimentare direttamente dispositivi partecipativi quali Il mondo del bambino, L’albero della vita e Le carte della partecipazione. L’impiego di tali strumenti non è stato proposto in termini meramente applicativi, ma come occasione per sostenere il lavoro di équipe, rendere maggiormente leggibili bisogni, risorse e traiettorie delle famiglie e promuovere la loro partecipazione alla progettazione degli interventi. Anche il tutoraggio dei Poli Territoriali si è collocato in questa logica, accompagnando l’implementazione del Programma e favorendo momenti di confronto e riflessività a partire dalle situazioni concretamente incontrate dagli operatori. Nel 2025/2026 la formazione si è progressivamente raccordata con l’approfondimento dedicato ai percorsi di cura e ricongiungimento familiare e con l’attenzione alle comunità educative. In questo quadro si inserisce anche il seminario del 18 febbraio 2026 Le case che siamo. Ri-tessere i legami familiari nel lavoro residenziale di comunità per l’infanzia e l’adolescenza, che ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sui processi di riunificazione familiare nelle comunità residenziali per minori e ha consentito di presentare e discutere il progetto di ricerca-azione sviluppato con le comunità KQuadro e Khora della Cooperativa Kairos di Piacenza. L’iniziativa esemplifica il progressivo intreccio tra formazione degli operatori, accompagnamento dei contesti professionali e produzione di conoscenza a partire dalle pratiche.
La formazione rivolta al mondo Avis rappresenta una linea ormai consolidata dell’attività del CESVOPAS. Negli anni precedenti essa aveva assunto forme differenti – dalla formazione dei volontari e dei giovani associativi ai percorsi sulle competenze trasversali e sul team building – e nel 2025/2026 è proseguita anzitutto all’interno del progetto “Piacere: Avis. E tu?”, attraverso la formazione e l’accompagnamento dello staff impegnato nelle scuole. A fronte della crescita particolarmente consistente del progetto, sono state organizzate sessioni formative all’inizio e a metà dell’anno, rivolte soprattutto alle nuove formatrici e costruite valorizzando il know-how delle componenti più esperte del gruppo. Il trasferimento di competenze tra figure senior e nuovi ingressi ha favorito una maggiore omogeneità metodologica e ha sostenuto l’inserimento delle nuove risorse, rafforzando la dimensione di apprendimento interno dello staff. La formazione ha riguardato anche l’aggiornamento dei format e, in particolare, alcune modifiche agli interventi rivolti alle scuole superiori, sulle quali il sistema di valutazione ha successivamente fornito ulteriori elementi di riflessione. Nel corso dell’anno è emerso inoltre un importante possibile sviluppo a livello nazionale. A seguito del confronto con le Commissioni Nazionali Scuola e Formazione di Avis, il CESVOPAS è stato poi invitato a formulare una proposta per la formazione dei referenti scuola regionali di Avis. Il bisogno individuato riguarda la forte differenziazione delle pratiche educative nei territori e la necessità di sostenere i referenti regionali nel loro ruolo di raccordo e accompagnamento dei referenti locali. La proposta elaborata dal CESVOPAS nell’aprile 2026 ha assunto l’esperienza bresciana non come modello da replicare meccanicamente, ma come caso di studio e patrimonio di pratiche da mettere in dialogo con la ricchezza delle esperienze già presenti nelle diverse regioni. Il percorso ipotizzato comprende una giornata nazionale iniziale, una rilevazione delle pratiche esistenti, un momento di restituzione dei dati, incontri online differenziati per ordine di scuola e una sessione laboratoriale conclusiva nella quale i referenti regionali possano progettare propri momenti di formazione e team building destinati ai referenti territoriali. L’eventuale percorso, previsto nella proposta tra settembre 2026 e giugno 2027, appartiene quindi alle prospettive del prossimo anno e sarà ripreso nella relativa sezione. L’invito ricevuto da Avis Nazionale è, tuttavia, già significativo per il 2025/2026, perché segnala una possibile estensione della collaborazione formativa oltre il livello provinciale. Anche la pubblicazione del volume Il mondo Avis nell’educazione (cf. A.3.4), rendendo più visibile e trasferibile il patrimonio metodologico costruito in oltre quindici anni di lavoro con le scuole, può favorire in futuro ulteriori richieste di formazione e accompagnamento da parte di articolazioni territoriali e nazionali dell’associazione.
È proseguita anche nel 2025/2026 la collaborazione nell’ambito del Corso di Alta Formazione “Familiae cura. Corso di alta formazione per Operatori di Pastorale Familiare: educare, accompagnare, prendersi cura”, rivolto a operatori impegnati nell’animazione e nell’accompagnamento di coppie e famiglie. Il percorso è promosso e organizzato dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di ispirazione cristiana. L’edizione 2026 ha previsto una nuova esperienza residenziale a La Thuile (AO), dal 9 al 18 luglio 2026, riunendo contemporaneamente i partecipanti dei tre anni del percorso e coinvolgendo complessivamente oltre cento persone tra famiglie, sacerdoti, consacrati e docenti. Il terzo anno ha rappresentato anche la conclusione del primo ciclo triennale, con una particolare attenzione alla preparazione dei partecipanti a svolgere funzioni di servizio e accompagnamento nei propri contesti diocesani e alla costruzione di forme di pastorale integrata. Il corso mantiene una struttura interdisciplinare e fortemente laboratoriale, integrando dimensioni pedagogiche, teologiche, psicologiche, antropologiche, sociologiche e pastorali. Anche nell’edizione 2026 la faculty ha visto una significativa presenza dell’Università Cattolica e di componenti del CESVOPAS, tra cui Livia Cadei, Diego Mesa e Domenico Simeone, confermando la continuità del contributo pedagogico e interdisciplinare del Centro all’interno del percorso.
NETWORKING SCIENTIFICO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Nel corso del 2025/2026, il CESVOPAS ha mantenuto e consolidato alcune relazioni scientifiche internazionali avviate negli anni precedenti. Più che da un ampliamento numerico delle reti, l’anno è stato caratterizzato dall’approfondimento di collaborazioni già attivate, attraverso la partecipazione a comunità scientifiche e congressi internazionali, network europei e rapporti diretti con studiosi e istituzioni universitarie straniere. Le principali direttrici hanno riguardato la comunità scientifica ISCAR, la European Coalition for Volunteering Evidence & Research promossa nell’ambito del CEV e la collaborazione con la Rotterdam School of Management – Erasmus University.
Nel 2025/2026 si è consolidato il rapporto del CESVOPAS con la comunità scientifica internazionale della Cultural-Historical Activity Theory, sviluppatosi in particolare a partire dalle esperienze di Change Laboratory condotte a Varese in collaborazione con l’Università dell’Insubria e con il coinvolgimento scientifico di Annalisa Sannino. Un momento particolarmente significativo è stata la partecipazione alla ISCAR Southern Europe & Middle East Conference 2025, svoltasi dal 5 al 7 novembre 2025 presso la Universitat Internacional de Catalunya, a Barcellona. Il CESVOPAS ha portato, insieme ai ricercatori dell’Università dell’Insubria, il contributo “Transforming Social Practices Through the Change Laboratory: A CHAT-Based Intervention on Marginality in Varese, Italy”, dedicato all’esperienza realizzata con il Tavolo sulla grave marginalità sociale. La partecipazione alla conferenza ha consentito di confrontare il lavoro territoriale sviluppato a Varese con la comunità internazionale degli studiosi CHAT e di collocare l’esperienza italiana all’interno del dibattito sui processi di apprendimento espansivo, agency collettiva e trasformazione dei sistemi di attività. Il rapporto con ISCAR è proseguito anche sul piano nazionale attraverso il gruppo di pratica ISCAR Italia e il lavoro editoriale, già richiamato nelle sezioni precedenti, derivato dal seminario di Varese del 14 maggio 2025. Nel complesso, il 2025/2026 segna quindi il passaggio da un primo utilizzo del Change Laboratory in progetti territoriali alla partecipazione più stabile del CESVOPAS a una comunità scientifica internazionale di riferimento per questo approccio.
È proseguita la partecipazione del CESVOPAS alla European Coalition for Volunteering Evidence & Research (ECVER), rete europea che mette in relazione studiosi, centri di ricerca e organizzazioni interessati alla produzione e condivisione di evidenze sul volontariato. La partecipazione alla coalizione, avviata negli anni precedenti attraverso gli incontri internazionali di Bruxelles e Mechelen, ha rappresentato anche nel 2025/2026 il principale collegamento stabile del Centro con il Centre for European Volunteering (CEV) e con il dibattito europeo sulla ricerca sul volontariato. Un momento di particolare rilievo è stato il lancio online, il 25 novembre 2025, del numero speciale della rivista Voluntaris dedicato agli studi contemporanei sul volontariato in Europa. La pubblicazione, promossa dal CEV e cofinanziata dal programma europeo CERV, raccoglie contributi di oltre 25 ricercatori e operatori di diversi Paesi, compresi membri della rete ECVER, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un quadro europeo condiviso della ricerca sul volontariato. La partecipazione a ECVER mantiene per il CESVOPAS una funzione importante soprattutto come spazio di confronto tra ricerca e pratiche del volontariato a livello europeo, consentendo di seguire temi quali motivazioni e trasformazioni della partecipazione, impatto, inclusione, politiche per il volontariato e riconoscimento degli apprendimenti maturati attraverso l’impegno volontario.
Un terzo asse di internazionalizzazione è rappresentato dal progressivo consolidamento della collaborazione con Lucas Meijs, professore di Strategic Philanthropy and Volunteering presso la Rotterdam School of Management – Erasmus University. Dopo il primo soggiorno come visiting scholar nel marzo 2025, il CESVOPAS lo ha nuovamente ospitato nel marzo 2026, trasformando un primo contatto scientifico in una relazione più continuativa. Il visiting ha compreso attività didattiche rivolte agli studenti internazionali dell’Università Cattolica nelle sedi di Milano e Brescia, momenti di confronto con il gruppo di ricerca e la lezione pubblica del 17 marzo 2026, “Il management del volontariato attraverso l’accompagnamento: riflessioni e modelli dalla ricerca internazionale”, già descritta tra le attività di promozione della ricerca (CF. A.3.6). Particolarmente rilevante, ai fini del networking scientifico, è stato il confronto interno con il CESVOPAS, che ha permesso di individuare alcuni possibili terreni di collaborazione futura. Tra questi, il rapporto tra la promessa di apprendimento e sviluppo personale rivolta ai volontari e le effettive pratiche organizzative di accompagnamento, nonché il rapporto tra professionisti e volontari nelle organizzazioni ibride e il valore specifico attribuito all’intervento volontario dai destinatari dei servizi. Il secondo visiting segna quindi un ulteriore passaggio nella relazione con Erasmus University: dal confronto occasionale alla costruzione di una possibile agenda condivisa di ricerca, nella quale le prospettive internazionali sul volunteer management e sulla volunteer stewardship possono dialogare con le linee sviluppate dal CESVOPAS sull’accompagnamento, l’apprendimento e la sostenibilità del volontariato (cf. A.1.1).
PROSPETTIVE
Le prospettive per l’a.a. 2026/2027 si collocano prevalentemente in continuità con questo processo di consolidamento e ampliamento. Proseguiranno attività pluriennali già avviate, mentre saranno approfondite le nuove linee sulle competenze nel volontariato e sull’utilizzo dei dati ISTAT. Accanto a queste attività, il Centro manterrà un costante ascolto delle progettualità emergenti dal territorio e delle opportunità di collaborazione: tra quelle già delineate, figurano la partecipazione al bando di ricerca qualitativa per il Terzo Rapporto Disuguaglianze di Fondazione Cariplo, la proposta formativa rivolta ai referenti scuola regionali di Avis Nazionale, una nuova edizione della Summer School “Ricerca narrativa e pedagogia” e l’esplorazione della fattibilità di un Corso di Alta Formazione per Volunteer Manager. Anche sul versante internazionale si intende dare continuità alle relazioni costruite con ISCAR, ECVER/CEV e Erasmus University, verificando la possibilità di trasformare alcune delle interlocuzioni avviate in ulteriori collaborazioni di ricerca.