Università Cattolica del Sacro Cuore

Presenza-assenza. Meccanismi dell’istituzionalità nella societas Christiana (secc. IX-XIII)

 18 luglio 2019

Seconda Scuola estiva di studi medievali
Capo di Ponte (Brescia), 18-20 luglio 2019

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Meccanismi dell’istituzionalità nella societas Christiana (secc. IX-XIII)

Possiamo dire che lo scopo primario delle istituzioni sia quello di generare legittimamente forme di presenza fittizia? Attraverso una campionatura significativa si cercherà di capire con quali strumenti le istituzioni cercarono di produrre forme di presenza che prescindessero dalla presenza fisica dei titolari dell’autorità, per ovviare a quelle che nelle fonti medievali sono considerate come le patologie istituzionali generate dalla absentia. I papi, per esempio, integrarono l’itineranza di matrice regia e imperiale con l’invenzione di legati e delegati che generavano una presenza fittizia del pontefice in tutto equivalente alla presenza fisica. Il medesimo risultato fu perseguito attraverso la moltiplicazione delle immagini, l’epistolografia, le performances a metà fra il teatro e la liturgia e la documentazione intesa come veicolo della volontà dell’autorità assente.
Avevano profondi riflessi istituzionali le varie forme di presenza del soprannaturale, come testimonia il fatto che la ristrutturazione del sistema dei simboli dell’istituzione ecclesiastica prendesse le mosse dalla definizione della qualità della presenza del Cristo nell’Eucaristia. Apparizioni, esperienze mistiche e possessioni diaboliche intessevano l’immaginario medievale, accanto a forme di presenza meno appariscenti, ma considerate non meno efficaci, come la presenza contestuale dei vivi e dei morti testimoniata nelle fonti memoriali e liturgiche. La presenza del soprannaturale si intersecava altresì con la riflessione sulla valenza della vita monastica ed eremitica, i cui cultori erano per definizione assenti dal saeculum, ma necessitavano comunque di giustificare la propria funzione ecclesiale ed essere in qualche modo presenti nella Chiesa e nella società. Gli ordini religiosi, allo scopo di standardizzare, rendere ripetibile e democratizzare la vita regolare, introdussero innovazioni organizzative (per esempio i capitoli generali e la visita canonica) accompagnate dalla diffusione sistematica di usi liturgici, culti e norme capaci di generare una istituzionalità presente e pervasiva anche attraverso i processi di simbolizzazione. Occorrerà verificare se, quando e come nei diversi contesti tale processo di riduzione progressiva dell’importanza della presenza fisica a vantaggio della creazione di meccanismi transpersonali capaci di generare presenza fittizia abbia determinato lo specifico dell’istituzionalità medievale.