Università Cattolica del Sacro Cuore

Centro di ricerca "Letteratura e Cultura dell'Italia unita" e Archivio della Letteratura Cattolica

Direttore: prof. Giuseppe Langella

Il Centro

Scopo del Centro di ricerca "Letteratura e Cultura dell'Italia unita" e Archivio della Letteratura Cattolica, attivo dal 1972 all'interno della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, è quello di procedere, attraverso la promozione di programmi di ricerca scientifica, anche a carattere interdisciplinare, ad una revisione critica della storia della letteratura e della cultura dell'Italia moderna e contemporanea. È pure scopo del Centro raccogliere la relativa documentazione e curare la pubblicazione e la divulgazione dei risultati delle ricerche.

Al cuore della realtà. Eugenio Corti scultore di parole

Il duraturo successo dell’opera di Eugenio Corti (1921-2014), in particolare del romanzo Il cavallo rosso, rappresenta un caso letterario di notevole interesse nel panorama culturale del Novecento. Mossa da una concezione della scrittura come vocazione costitutiva a indagare il significato ultimo dell’uomo, del mondo, della storia, la produzione di questo autore si caratterizza per una narrazione avvincente, segnata da tratti di intenso realismo.
A due anni dalla sua scomparsa, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Université Paris-Sorbonne hanno realizzato il progetto comune di un Convegno Internazionale per approfondire gli studi critici sullo scrittore brianteo. La prima sessione dei lavori si è svolta presso l’Ateneo parigino il 29 e 30 gennaio 2016.

Visioni del mondo. Geografie letterarie vecchie e nuove

Come la storia, anche la geografia rappresenta una chiave di lettura capace di fornire alla letteratura gli strumenti per comprendere e interpretare il mondo. A partire dalla celebre intuizione di Carlo Dionisotti, il convegno Visioni del mondo. Geografie letterarie vecchie e nuove intende riformulare il rapporto tra studi letterari e coordinate geografiche sulla base di proposte metodologiche innovative, valorizzando in particolare il ruolo caratterizzante che l’indagine antropologica sui luoghi ricopre nelle invenzioni letterarie. Aggiornando le nozioni tradizionali di ‘paesaggio’ e di scrittura ‘odeporica’, il dialogo interdisciplinare tra letteratura e geografia diventa supporto idoneo a decifrare, fra l’altro, l’identità fluttuante di una nazione come l’Italia, nata da una scommessa geografica prima ancora che politica. Da questo processo di osmosi scaturisce un quadro in cui la descrizione dell’orizzonte non soltanto interagisce con la visione del mondo e con la scelta del codice letterario, ma sta anche a prologo di un immaginario che ha i caratteri dei luoghi invisibili e delle terre d’utopia.

Ultime pubblicazioni

A cinquant’anni dalla morte di Vittorini, i carteggi del «menabò» (in cui convergono i nomi di Italo Calvino, che condirige la rivista, di Raffaele Crovi, che è segretario di redazione, e, tra gli altri, di Stefano D’Arrigo, Franco Fortini, Francesco Leonetti, Lucio Mastronardi, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Pier Paolo Pasolini, Amelia Rosselli, Paolo Volponi) offrono uno spaccato delle linee, delle tendenze, delle opinioni che sorreggono i dieci fascicoli dedicati al racconto dell’Italia del dopoguerra, alla narrativa meridionalista, alle scritture ispirate dalla fabbrica, alle sperimentazioni stilistiche e linguistiche della neoavanguardia.

«il menabò» di Elio Vittorini (1959-1967), a cura di Silvia Cavalli, introduzione di Giuseppe Lupo, Aragno 2016