Università Cattolica del Sacro Cuore

Centro di ricerca "Letteratura e Cultura dell'Italia unita" e Archivio della Letteratura Cattolica

Direttore: prof. Giuseppe Langella

Il Centro

Scopo del Centro di ricerca "Letteratura e Cultura dell'Italia unita" e Archivio della Letteratura Cattolica, attivo dal 1972 all'interno della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, è quello di procedere, attraverso la promozione di programmi di ricerca scientifica, anche a carattere interdisciplinare, ad una revisione critica della storia della letteratura e della cultura dell'Italia moderna e contemporanea. È pure scopo del Centro raccogliere la relativa documentazione e curare la pubblicazione e la divulgazione dei risultati delle ricerche.

«Una macchina per pensare». Giampiero Neri prima e dopo «Teatro naturale»

Autore di prima grandezza nel panorama nazionale, Giampiero Neri è rimasto a lungo un «maestro in ombra» della poesia contemporanea, nonostante il suo libro d’esordio (L’aspetto occidentale del vestito, 1976) abbia ricevuto il tempestivo riconoscimento di critici e colleghi. Nato a Erba novant’anni fa, su quella Via provinciale che dà il titolo alla raccolta più recente (2017), Neri non cessa di approfondire il proprio scavo nell’animo umano, nella memoria e nella storia, fedele all’idea che la poesia sia «una macchina per pensare».
A due decenni dall’uscita di Teatro naturale (1998), il suo libro più celebre e celebrato, l’Università Cattolica di Milano organizza una Giornata di studio per dare nuovo slancio alla conoscenza di Neri, le cui carte sono ora conservate presso il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita” e rappresentano un importante lascito per studenti e studiosi.

Il mestiere di fare libri. Raffaele Crovi intellettuale e scrittore

Scrittore, editore, critico militante, Raffaele Crovi (1934-2007) è stato uno degli intellettuali più colti e raffinati del secondo Novecento. Studente presso l’Università Cattolica di Milano e allievo di Elio Vittorini, ha coltivato per oltre un cinquantennio il gusto di produrre libri, avendo quale bussola di orientamento le inquietudini cristiane, le trasformazioni della società, la ricerca di linguaggi attraverso i quali costruire una civiltà della parola che nello stesso tempo fosse testimonianza umana e tensione utopica. La sua opera, disseminata in romanzi, poesie, saggi, si completa nell’impegno editoriale presso le più importanti case editrici italiane, non ultimo il catalogo di Camunia, sigla fondata nei primi anni Ottanta, che riproduce il canone di una letteratura in dialogo con la storia, l’antropologia e le scienze umane.
A dieci anni dalla sua scomparsa, il Centro di ricerca "Letteratura e cultura dell'Italia unita" organizza il Convegno Il mestiere di fare libri. Raffaele Crovi intellettuale e scrittore, che si terrà nella giornata di mercoledì 5 aprile, dalle ore 9.00, presso la Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano.

Visioni del mondo. Geografie letterarie vecchie e nuove

Come la storia, anche la geografia rappresenta una chiave di lettura capace di fornire alla letteratura gli strumenti per comprendere e interpretare il mondo. A partire dalla celebre intuizione di Carlo Dionisotti, il convegno Visioni del mondo. Geografie letterarie vecchie e nuove intende riformulare il rapporto tra studi letterari e coordinate geografiche sulla base di proposte metodologiche innovative, valorizzando in particolare il ruolo caratterizzante che l’indagine antropologica sui luoghi ricopre nelle invenzioni letterarie. Aggiornando le nozioni tradizionali di ‘paesaggio’ e di scrittura ‘odeporica’, il dialogo interdisciplinare tra letteratura e geografia diventa supporto idoneo a decifrare, fra l’altro, l’identità fluttuante di una nazione come l’Italia, nata da una scommessa geografica prima ancora che politica. Da questo processo di osmosi scaturisce un quadro in cui la descrizione dell’orizzonte non soltanto interagisce con la visione del mondo e con la scelta del codice letterario, ma sta anche a prologo di un immaginario che ha i caratteri dei luoghi invisibili e delle terre d’utopia.

Al cuore della realtà. Eugenio Corti scultore di parole

Il duraturo successo dell’opera di Eugenio Corti (1921-2014), in particolare del romanzo Il cavallo rosso, rappresenta un caso letterario di notevole interesse nel panorama culturale del Novecento. Mossa da una concezione della scrittura come vocazione costitutiva a indagare il significato ultimo dell’uomo, del mondo, della storia, la produzione di questo autore si caratterizza per una narrazione avvincente, segnata da tratti di intenso realismo.
A due anni dalla sua scomparsa, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Université Paris-Sorbonne hanno realizzato il progetto comune di un Convegno Internazionale per approfondire gli studi critici sullo scrittore brianteo. La prima sessione dei lavori si è svolta presso l’Ateneo parigino il 29 e 30 gennaio 2016.

Ultime pubblicazioni

Giancarlo Buzzi (1929-2015) è stato una figura poliedrica, polytropos come l’eroe omerico: scrittore, critico letterario, dirigente d’azienda. La sua produzione letteraria ha attraversato il Novecento e ne ha incarnato lo spirito, passando dall’ispirazione industriale dei primi romanzi alla tensione innovativa delle sue opere maggiori. Questo volume vuole restituire un ritratto dell’uomo e dell’intellettuale, esplorare le pagine dei suoi libri e indagare i rapporti che lo hanno legato alle personalità più in vista del secolo scorso. L’«odisseico peregrinare» è quello di Isabella, protagonista del suo capolavoro, ma anche quello di Buzzi e di ogni autore, alla ricerca di verità celate nei meandri dell’esistenza.

«Odisseico peregrinare». L’opera letteraria di Giancarlo Buzzi, a cura di Silvia Cavalli, Interlinea 2017

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Tra il 1959 e il 1967 Elio Vittorini e Italo Calvino dirigono per Einaudi la rivista «il menabò di letteratura», un esperimento all’incrocio tra periodico e collana. Proseguimento dell’impresa avviata nel secondo dopoguerra con «Il Politecnico» (1945-1947) e con «I gettoni» (1951-1958), la testata ne eredita alcune costanti: la scoperta di giovani scrittori, la commistione dei linguaggi, la provocazione di forme e contenuti inediti, la ricerca di un rapporto con il tempo presente. I dieci fascicoli di cui si compone esplorano il racconto dell’Italia postbellica, la narrativa meridionalista, le scritture ispirate dalla fabbrica, le sperimentazioni stilistiche e linguistiche della neoavanguardia, anche alla luce di un dialogo con le esperienze d’Oltralpe, che condurrà, nel 1964, al numero unico della rivista internazionale «Gulliver». Il «menabò», la cui storia è ricostruita da Silvia Cavalli grazie allo studio dei materiali d’archivio, si offre ai lettori come un osservatorio privilegiato per analizzare le metamorfosi socioculturali, e non solo letterarie, dell’Italia nel cuore del miracolo economico.

Silvia Cavalli, Progetto «menabò» (1959-1967), Marsilio 2017

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Il volume ricostruisce, con completezza di riferimenti documentari, il ruolo svolto da Mario Apollonio nella fondazione del ‘Piccolo Teatro’ di Milano, proponendo per la prima volta l’edizione critica della minuta manoscritta della famosa Lettera programmatica per il Piccolo Teatro, ritrovata tra le carte dello scrittore. Attraverso lo studio critico e l’edizione di documenti e scritti di Apollonio relativi alla fase fondativa e immediatamente successiva del primo teatro pubblico italiano, il volume mette in luce l’importanza, spesso trascurata, di quel punto di vista radicato nel principio del coro e della comunità che rappresenta l’apporto più innovativo di Apollonio nel progetto rivoluzionario di una nuova scena e di un ‘nuovo’ spettatore.

Mario Apollonio e il Piccolo Teatro di Milano. Testi e documenti, a cura di Stefano Locatelli e Paola Provenzano, Edizioni di Storia e Letteratura 2017

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Autore di un best seller come Il cavallo rosso, giunto ormai alla trentaduesima edizione, Eugenio Corti è stato uno di quegli intellettuali scomodi perché sempre disallineati, che all’epoca di Papini e di Giuliotti si sarebbe detto “salvatici” o “malpensanti”. Attingendo anche a documenti d’archivio, i saggi qui raccolti compongono un profilo a tutto tondo dello scrittore brianteo, di cui indagano l’opera e la vita, i rapporti con la storia e con le ideologie, le peregrinazioni attraverso l’Europa e l’attaccamento alla sua terra d’origine, il forte realismo e il lievito religioso che tutto permea, tutto illumina, tutto redime.

Al cuore della realtà. Eugenio Corti scultore di parole, a cura di Elena Landoni, Interlinea 2017

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La letteratura italiana del Novecento ha in Amelia Rosselli una figura irrinunciabile, che attende ancora luce sul rapporto tra biografia e poesia. Ora Stefano Giovannuzzi, senza eludere gli interrogativi posti da Storia di una malattia, il documento più drammatico della condizione di schizofrenica dell’autrice, affronta il caso Rosselli con le sue specialissime ragioni, che non esorbitano dai destini generali di una lirica in cui la biografia è l’oggetto che mette in crisi e minaccia di far deragliare il discorso poetico, mostrando la presenza di ragioni altre dietro quelle che a prima vista parrebbero questioni tecniche e formali. Questo studio rimedita il modo di accostarsi ad Amelia Rosselli e fra le righe è un ripensamento delle liturgie della critica letteraria (e linguistica) sul secondo Novecento e la contemporaneità.

Stefano Giovannuzzi, Amelia Rosselli: biografia e poesia, Interlinea 2016

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Un capitolo fondamentale nella storia della letteratura italiana; un mondo di relazioni, influenze e suggestioni artistiche da conoscere ed esplorare; i protagonisti di una prolifica e controversa stagione letteraria a confronto con le sfide e le domande suscitate dall’esperienza olivettiana: la letteratura al tempo di Adriano Olivetti.

Giuseppe Lupo, La letteratura al tempo di Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità 2016

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A cinquant’anni dalla morte di Vittorini, i carteggi del «menabò» (in cui convergono i nomi di Italo Calvino, che condirige la rivista, di Raffaele Crovi, che è segretario di redazione, e, tra gli altri, di Stefano D’Arrigo, Franco Fortini, Francesco Leonetti, Lucio Mastronardi, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Pier Paolo Pasolini, Amelia Rosselli, Paolo Volponi) offrono uno spaccato delle linee, delle tendenze, delle opinioni che sorreggono i dieci fascicoli dedicati al racconto dell’Italia del dopoguerra, alla narrativa meridionalista, alle scritture ispirate dalla fabbrica, alle sperimentazioni stilistiche e linguistiche della neoavanguardia.

«il menabò» di Elio Vittorini (1959-1967), a cura di Silvia Cavalli, introduzione di Giuseppe Lupo, Aragno 2016