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Giustizia e letteratura (Law and Literature)

Medicina difensiva e narrazione

Giovedì 10 aprile 2014
Ore 15.00 - 19.00
Corte d'Appello di Milano
Aula Magna "Guido Galli - Emilio Alessandrini" 
Via Freguglia, 1 - 20122 Milano

 

Tavola rotonda

Responsabilità medica, medicina difensiva, medicina narrativa

Ore 14.45
Registrazione degli iscritti

Ore 15.00
Saluti introduttivi

Giovanni CANZIO
Presidente della Corte d'Appello di Milano

Rocco BELLANTONE
Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Professore ordinario di Chirurgia generale

Paolo GIUGGIOLI
Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano

Giuseppe GENNARI
Magistrato, già componente dell'Ufficio distrettuale dei magistrati referenti per la formazione decentrata,
Corte d'Appello di Milano

Remo DANOVI
Avvocato - Foro di Milano

Ore 16.30
Introduce e presiede
Gabrio FORTI
Direttore del CSGP, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Professore ordinario di Diritto penale e Criminologia
Università Cattolica del Sacro Cuore

Alessandro ANTONIETTI
Professore ordinario di Psicologia generale
Università Cattolica del Sacro Cuore

Maurizio CATINO
Professore associato di Sociologia dell'Organizzazione
Università degli Studi di Milano-Bicocca

Egidio Aldo MOJA
Professore ordinario di Psicologia Clinica
Università degli Studi di Milano

Francesco D'ALESSANDRO
Professore associato di Diritto penale commerciale Coordinatore del Gruppo di ricerca del CSGP
Università Cattolica del Sacro Cuore

Claudia MAZZUCATO
Ricercatore confermato di Diritto penale
Coordinatore del Gruppo di ricerca del CSGP
Università Cattolica del Sacro Cuore


Ore 19.00
Interventi programmati e dibattito

Locandina.

Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano ha attribuito 2 crediti all'evento
e 8 crediti per la partecipazione all'intero Ciclo seminariale.

È necessario presentarsi presso il Palazzo di Giustizia con adeguato anticipo per i controlli di sicurezza.


 

 

Nell'occasione sarà presentato il volume

Giustizia e letteratura II

a cura di G. Forti, C. Mazzucato, A. Visconti
Vita e Pensiero, 2014

 

 

 

***

Quale collegamento esiste tra "medicina narrativa" e "medicina difensiva"? E quale rilevanza tale connessione può avere nella prospettiva del giurista, interessato al tema della responsabilità medica? Infine, quale apporto potrà essere offerto su questo piano dalla letteratura?

La tavola rotonda organizzata nell'ambito del ciclo seminariale "Giustizia e Letteratura" ambisce a rispondere proprio a queste domande. Indubbiamente, i contenuti proposti potrebbero apparire a prima vista distanti tra di loro, ma preme precisare sin da subito come essi risultino profondamente connessi. In primo luogo, tratto comune sia alla disciplina medica sia a quella giuridica è la condivisa esigenza di apertura verso le molteplici e multiformi possibilità del contingente, superando dunque la tendenza a rapide quanto sterili categorizzazioni.

Di fronte alla complessità di un ‘caso', del pari il medico e il giurista sarebbero chiamati - in vista del migliore svolgimento della propria funzione e della più accurata soluzione del problema - a prestare attenzione alle peculiarità che caratterizzano quella vicenda, a comprenderne e valorizzarne i tratti specifici. Proprio a tal riguardo, la letteratura - il patrimonio di conoscenze, di storie e di ipotesi che essa trasmette - può rappresentare un valido nutrimento per simile attitudine.

In questa prospettiva, la medicina narrativa rappresenta un approccio differente e complementare rispetto ai modelli invalsi nella pratica medica degli ultimi decenni. Se la Evidence Based Medicine (EBM) si propone di fondare la proposta terapeutica sul riscontro di evidenze scientifiche, apprezzabili e misurabili nella generalità dei casi, la Narrative Based Medicine (NBM) sottolinea l'utilità di un'attenzione volta al particolare, al caso singolo, alla vicenda personale di ciascun paziente, a partire proprio dalla narrazione che questi ne offre al medico. Volendo esprimere in maniera incisiva il tratto innovativo di questo approccio medico, può valere quanto da più parti osservato: piuttosto che prestare attenzione al solo dato oggettivo, biologico, della malattia (disease), la medicina narrativa si propone di sondare anche il vissuto di quella sofferenza (illness), valorizzando tanto le esperienze personali del dolore, quanto le intime prospettive di miglioramento, attraverso le rappresentazioni di sé offerte dal malato secondo un modello narrativo. A un atteggiamento distaccato la medicina narrativa propone di sostituire una maggiore prossimità del medico alla situazione del paziente, al fine di comprenderne gli aspetti più profondi.

Simile approccio, allora, richiede al personale sanitario l'acquisizione di attitudini peculiari e ulteriori rispetto alla conoscenza dell'arte medica e alla competenza professionale: è necessario, cioè, che la relazione con il paziente sia orientata al riconoscimento dell'altro e dell'altrui situazione, all'ascolto, secondo un modello ispirato alla piena empatia. In ciò, allora, si misura quanto distante risulta essere tale attitudine rispetto alle dinamiche ‘difensivistiche' che sempre più spesso si insinuano nell'esercizio dell'attività medica.
Basti pensare all'acquisizione del consenso, che, come è noto, dovrebbe essere ispirata proprio a un atteggiamento di profonda e trasparente apertura verso l'altro, nella prospettiva di stringere tra medico e paziente una salda e sincera alleanza terapeutica, e che invece si riduce, secondo logiche difensivistiche, al mero adempimento burocratico, alla sola apposizione di una firma in calce ai documenti.


Non c'è dubbio allora che la medicina deve aprirsi al contributo delle scienza umane e, in particolare, alla letteratura come giacimento di conoscenze, di storie e di possibilità. Ciò in primo luogo contribuirebbe a migliorare l'attività medica sul piano diagnostico. In effetti, la lettura di sé offerta dal paziente - la narrazione del proprio vissuto - se ascoltata e compresa dal medico, possono facilitare la puntuale definizione della situazione clinica. A tal fine, tuttavia, sono necessarie quelle competenze che consentano la comprensione dell'altrui narrazione, le quali sembrano poter essere favorite proprio dal confronto con la letteratura e dalla capacità di immedesimazione che ne deriva.

Infine, un atteggiamento empatico nei confronti del malato sembra poter anche migliorare la qualità dell'intervento sanitario, così peraltro concorrendo a ridurre il volume complessivo del contenzioso. In effetti, la costituzione di una salda alleanza terapeutica con il malato, insieme alla maggiore autorevolezza e affidabilità riconoscibile da parte del paziente nella proposta avanzata dal medico, possono far scemare quell'atteggiamento reciprocamente conflittuale che talvolta concorre a determinare la litigiosità tra le parti. Inoltre, e più in radice, la maggiore prossimità tra medico e paziente vale a rendere più efficace la stessa prestazione terapeutica. Senza trascurare, peraltro, quanto positivamente un atteggiamento empatico possa incidere anche sulle relazioni tra il singolo medico e i suoi colleghi, o con l'intera struttura sanitaria, contribuendo così a migliorare l'organizzazione dell'attività e, conseguentemente, a ridurre l'occorrenza di errori clinici.

 

 

 

Relatori

Gabrio Forti è Professore ordinario di Diritto penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Avvocato iscritto presso l'Ordine degli Avvocati di Milano dal 1979, è Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Milano dal 2011 ed è Direttore del Centro Studi "Federico Stella" sulla Giustizia penale e la politica criminale. Ha coordinato importanti progetti di ricerca, tra cui, da ultimo, l'indagine sul tema della responsabilità penale nell'ambito dell'attività medico-chirurgica e gestione del contenzioso legato al rischio clinico, i cui esiti sono sfociati nel volume Forti G. - Catino M. - D'Alessandro F. - Mazzucato C. - Varraso G. (a cura di), Il problema della medicina difensiva (Ets, Pisa 2010). Oltre ad aver curato varie pubblicazioni scientifiche, tra cui, Forti G. - Visconti A. - Mazzucato C. (a cura di), Giustizia e letteratura - I (Milano 2012), è autore della monografia Colpa ed evento nel diritto penale (Giuffrè, Milano 1990), del volume L'immane concretezza. Metamorfosi del crimine e controllo penale (Raffaello Cortina, Milano 2000), nonché di numerosi saggi di Diritto penale e Criminologia pubblicati su riviste giuridiche italiane e straniere.

Alessandro Antonietti è Professore ordinario di Psicologia generale nella Facoltà di Psicologia dell'Università Cattolica di Milano. Oltre a svolgere attività didattica nel campo della psicologia generale e della metodologia della ricerca, è stato docente in vari corsi di specializzazione e master tenendo corsi e seminari su temi di psicologia cognitiva, di psicologia dell'apprendimento e dell'educazione. Dirige il corso di perfezionamento Assessment e training cognitivo. Strumenti e strategie per valutare e potenziare i processi di pensiero. È Adjunct Professor dell'Institute for Educational Research, Griffith University (Brisbane).
È direttore del Dipartimento di Psicologia dal 2007 ed è responsabile del Servizio di Psicologia dell'Apprendimento e dell'Educazione in Età Evolutiva (SPAEE) e coordinatore del Laboratorio di Psicologia Cognitiva dell'Università Cattolica. È membro di società scientifiche di psicologia cognitiva e di psicologia dell'apprendimento. È reviewer di varie riviste scientifiche italiane e straniere.


Maurizio Catino
è Professore associato del Dipartimento di Sociologia e ricerche sociali presso l'Università Bicocca di Milano ed è visiting scholar presso il dipartimento di sociologia della New York University. Il suo studio si incentra principalmente sulle performance umane in sistemi organizzativi, con particolare attenzione alle HRO (high reliability organizations), agli errori umani, alla miopia organizzativa nella gestione del rischio e al crimine organizzato. Tra le sue principali pubblicazioni, si ricordano: (2009), Miopia organizzativa. Problemi di razionalità e previsione nelle organizzazioni, Bologna, il Mulino.(2009), "Blame culture and defensive medicine", Cognition, Technology, and Work" , Volume 12, No. 3 (2009) "Disastri", voce del Dizionario di Sociologia, Roma, Gremese, (2006) Da Chernobyl a Linate. Incidenti tecnologici o errori organizzativi? Milano, Bruno Mondadori (2° edizione riveduta e aggiornata, 2006).

Egidio Aldo Moja è Professore ordinario di Psicologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. E' Direttore Scientifico del Centro C.U.R.A. dell'Università degli Studi di Milano, nonché Responsabile del Servizio di Psicologia dell'Ospedale San Paolo - Polo Universitario Università degli Studi di Milano ed è membro del Consiglio di Coordinamento Didattico del corso di Laurea in Terapia Occupazionale Università degli Studi di Milano. Tra le sue molte pubblicazioni, si ricorda il volume monografico insieme a E.Vegni, La visita medica centrata sul paziente, Milano 2000.

Francesco D'Alessandro è Professore Associato di Diritto penale commerciale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, facoltà di Economia. Dal 2008 ricopre il ruolo di coordinatore del Centro Studi "Federico Stella" sulla Giustizia penale e la Politica criminale (CSGP) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Si è occupato del modello di tutela penale imperniato sui "reati di pericolo astratto" e sull'evoluzione che, recentemente, quest'ultimo sembra subire verso uno schema del "diritto penale del comportamento", svincolato da una reale messa in pericolo di beni giuridici concreti. Inoltre, nella sua produzione scientifica ha trattato temi di diritto penale generale e speciale, occupandosi in particolare di alcuni profili peculiari del diritto penale dell'economia (responsabilità da reato degli enti, reati societari, reati a tutela del mercato finanziario, reati fallimentari). Di recente ha approfondito il problema della responsabilità e della colpa medica nell'ambito della c.d. medicina difensiva e ha curato, insieme ad altri membri del CSGP, il volume Il problema della medicina difensiva, Pisa 2009. Tra le pubblicazioni al suo attivo possono ricordarsi: i due lavori monografici Pericolo astratto e limiti soglia. Le promesse non mantenute del diritto penale, Milano 2012 e Autorità e vigilanza sul mercato finanziario e diritto penale, Milano 2012; tra i molti saggi, Il diritto penale dei limiti-soglia e la tutela dai pericoli nel settore alimentare: il caso della diossina, in Scritti per Federico Stella, Napoli 2007, pp. 1133 ss.; Le disposizioni penali della legge fallimentare, in C. Cavallini (a cura di), Commentario alla legge Fallimentare, vol. IV, Milano 2010, pp. 13 ss.

Claudia Mazzucato è Ricercatore confermato di Diritto penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Sin dal 1998 ha rivestito incarichi di insegnamento in Diritto penale, Legislazione minorile e Criminologia ed è attualmente docente di Diritto penale e penale minorile nella Facoltà di Scienze politiche e sociali (sede di Milano) e di Diritto penale I nella Facoltà di Economia e Giurisprudenza (sede di Piacenza). È componente del comitato di ricerca del Centro Studi "Federico Stella" sulla Giustizia penale e la politica criminale. È stata co-fondatrice dell'Ufficio per la Mediazione penale di Milano e ha partecipato al Tavolo di lavoro e ricerca su "Mediazione penale e giustizia riparativa" del Ministero della Giustizia/Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria; sempre in tema di giustizia riparativa partecipa a vari progetti di ricerca e programmi di formazione nazionali e internazionali, anche in collaborazione con organismi internazionali, enti pubblici e istituzioni accademiche e scientifiche in Italia e all'estero. Tra le sue pubblicazioni principali, vanno ricordati: il contributo al volume Forti G. - Catino M. - D'Alessandro F. - Mazzucato C. - Varraso G. (a cura di), Il problema della medicina difensiva (Ets, Pisa 2010); la curatela insieme a Forti G. e Visconti A. del volume Giustizia e letteratura - I (Milano 2012); i lavori monografici: Consenso alle norme e prevenzione dei reati. Sul sistema sanzionatorio penale (Aracne, Roma 2005) e, insieme a Marchetti I., La pena "in castigo": un'analisi critica su regole e sanzioni (Vita&Pensiero, Milano 2006).


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M. G. MARINI-L. ARREGHINI, Medicina narrativa per una sanità sostenibile, Lupetti, Bologna, 2013;
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F. ZANETTO-P. ELLI-M. GANGEMI, Narrazione e prove di efficacia in pediatria, Il pensiero scientifico, Roma, 2006;
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