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Giustizia e letteratura (Law and Literature)

Esperienza letteraria e applicazione del diritto

Aula Magna "Guido Galli - Emilio Alessandrini"
Palazzo di Giustizia, Via Freguglia 1, Milano

Giovedì 10 marzo 2016
 

Il ponte invisibile: esperienza letteraria e applicazione del diritto

Ore 14.45
Registrazione degli iscritti

Ore 15.00
Inizio lavori

Saluti introduttivi

Giovanni CANZIO
Presidente della Corte Suprema di Cassazione

Giuseppe CERNUTO
Magistrato presso il Tribunale di Milano
Ufficio distrettuale dei magistrati referenti per la Formazione decentrata

Remo DANOVI
Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano

Aurelio MOTTOLA
Direttore della Casa Editrice Vita e Pensiero

Ne discutono

Marco BOUCHARD
Magistrato presso il Tribunale di Firenze

Roberto CAZZOLA
Scrittore e responsabile della germanistica della Casa Editrice Adelphi

Gabrio FORTI
Direttore del CSGP, Preside della Facoltà di Giurisprudenza
Ordinario di Diritto penale e Criminologia
Università Cattolica del Sacro Cuore

Silvano PETROSINO
Associato di Filosofia e teoria dei linguaggi, Università Cattolica del Sacro Cuore
Università Cattolica del Sacro Cuore

Locandina

La convinzione che l’esperienza letteraria sia necessaria nella formazione giuridica anima, ormai da sette anni, il Ciclo di seminari "Giustizia e letteratura" organizzati dal Centro Studi Federico Stella sulla Giustizia penale e la Politica criminale (CSGP). Come sostiene Gabrio Forti nell’introduzione a Giustizia e letteratura I, a cura di G. Forti - C. Mazzucato - A. Visconti, Vita e pensiero, 2012, è la congiunzione dei due elementi della relazione, rinvenibile proprio nella ‘e’ tra ‘Giustizia’ e ‘Letteratura’, che evoca affinità metodologiche e omogeneità di prospettiva, favorendo il reciproco arricchimento di entrambi i saperi.

A distanza di due anni dalla pubblicazione di Giustizia e letteratura II, a cura di G. Forti –  C. Mazzucato – A. Visconti, Vita e pensiero, 2014, è stato dato alle stampe Giustizia e letteratura – III, a cura di G. Forti – C. Mazzucato – A. Visconti, Vita e pensiero, 2016.

“Il volume completa una trilogia che raccoglie i doni del ‘genio’ mobile e sapiente sprigionato dall’infinito universo delle storie raccontate; da quella ‘lampada’ meravigliosa della letteratura che, una volta ‘strofinata’ dall’‘anello’ del diritto, genera sempre nuove risposte alla domanda inesauribile di Giustizia che corre tra gli uomini: preziose per il giurista, non meno che per il letterato. La solida pedana da cui si è spiccato il volo è pur sempre quella, ormai tradizionale nelle università e nelle law schools di tutto il mondo, del Law and Literature Movement. Ma qui è il volo verso l’altro, verso l’oltre, che fa la differenza, che sa colmare il solco profondo che separa la fluidità senza confini della vita e la rigidità dell’ordine giuridico. Scrittori, critici letterari, esperti di comunicazione, filosofi e giuristi guidano il lettore lungo un itinerario di originalissima lettura di grandi capolavori della letteratura classica e moderna (da Dante a McCarthy, passando per Hugo, Dumas, Dickens e Stevenson), tra i quali ognuno può trovare la propria ‘giusta’ rotta nel mare del vivere insieme: l’applicazione equa della legge, il rapporto tra diritto, etica e costume, la questione della responsabilità, della vendetta e del perdono, le tragedie del pregiudizio, il valore della dignità e del pensiero, il tema della narrazione come veicolo di formazione morale e resistenza alla disumanità. Grazie a un impianto teorico rigoroso, esperienza letteraria e applicazione del diritto sono congiunte dal ‘ponte invisibile’ di una nuova idea di Giustizia” (dalla quarta di copertina di G. Forti – C. Mazzucato – A. Visconti (a cura di), Giustizia e letteratura – III, Vita e pensiero, 2016).

La tavola rotonda Il ponte invisibile: esperienza letteraria e applicazione del diritto sarà pertanto l’occasione per presentare Giustizia e letteratura – III e riflettere sui suoi contenuti anche in relazione ai due volumi di Giustizia e letteratura precedentemente editi. L’incontro si propone, in primo luogo, attraverso una lettura sinottica dei tre volumi di Giustizia e letteratura, di individuare i temi centrali trattati e i numerosi ‘fili rossi’ che attraversano le riflessioni dei letterati e dei giuristi che si sono confrontati sull’idea di giustizia emergente da capolavori letterari italiani e stranieri. Più nel dettaglio, il terzo volume di Giustizia e letteratura racchiude il frutto dei Cicli seminariali 2013-2014 e 2014-2015 e comprende diverse sezioni. Una di queste è dedicata a Dante Alighieri e alla concezione della Giustizia nelle tre cantiche della Commedia, in cui si passa dalla natura retributiva della pena propria del contrapasso dell’Inferno a un modello di giustizia vicino a quello riparativo che pare animare la poesia del Purgatorio. Fino a giungere alla Giustizia divina del Paradiso, solo parzialmente intuibile da parte dell’uomo con la sua ragione finita.

Un’altra sezione del volume è dedicata al romanzo popolare ottocentesco e ad autori come Hugo, Dumas, Dickens e Stevenson, i quali affrontarono temi cruciali in ogni riflessione di giustizia, come la vendetta e il perdono, binomio di concetti opposti che, oltre a rappresentare forme di giustizia tra loro agli antipodi, caratterizzano la vita di molti personaggi come il Conte di Montecristo. Sono proprio personaggi come Edmon Dantes a mostrare, però, il fallimento della logica della vendetta, aprendosi alla prospettiva del perdono. La misericordia, oltre a essere presupposto della giustizia, in quanto permette e impone la comprensione del motivo dell’agire dell’individuo, è tema centrale dei Miserabili di Victor Hugo, come dimostra la figura di Monsignor Myriel, antitetica a quella di Javert, il quale vive in un rigido formalismo legale in cui al crimine deve corrispondere una pena retributiva. Un’altra sezione del volume è dedicata all’opera di Cormac McCarthy, il quale nei suoi romanzi attribuisce un’importanza centrale alla riflessione sulla violenza. Soprattutto, in McCarthy, è la “comunità” a essere il primo ‘luogo’ di giustizia, poiché, per esempio in Non è un paese per vecchi, solo l’esistenza di un fondamento valoriale comune tra individui permette la comprensione delle azioni altrui e il giudizio.

Giustizia e letteratura – III si caratterizza, poi, per un profilo di originalità che lo distingue dai due precedenti volumi e che lo rende uno strumento unico e necessario per affrontare lo studio dei rapporti tra giustizia e letteratura. Infatti, l’opera contiene un’intera sezione, in cui sono racchiusi i saggi di Gabrio Forti, Stefano Levi della Torre, Arturo Cattaneo, François Ost e Arianna Visconti, con la quale si offre un inquadramento teorico dei rapporti tra Giustizia e letteratura, indicando le peculiarità del progetto scientifico del Centro Studi “Federico Stella” rispetto ad altre esperienze solo parzialmente analoghe. L’opera è dunque, come detto, unica nel panorama italiano e internazionale poiché mira a individuare uno ‘statuto epistemologico’ degli studi di Giustizia e letteratura.

La tavola rotonda sarà quindi occasione anche per riflettere sui rapporti tra questi due ultimi concetti in chiave ‘fondativa’. Eminenti giuristi, letterati e filosofi si concentreranno, in particolare, sull’importanza della narrazione, cuore di ogni testo letterario, per la riflessione sulla giustizia. La narrazione è uno strumento che permette di immaginare le emozioni e gli interessi delle persone considerate nella loro singolarità, essendo uno strumento per trasmettere un’esperienza e che permette di viverla a chi non ne è stato protagonista. È questa un’attenzione al particolare che solo l’esperienza letteraria e la narrazione possono offrire. Attribuire tale rilevanza alla narrazione, tra l’altro, è già in sé un atto di giustizia, perché è il presupposto di ogni giudizio che non voglia essere generico o slegato dalle vite dei singoli che il diritto deve regolare. Attraverso la narrazione si creano altresì legami tra gli individui, che sono quindi portati a riconoscere analogie nelle esperienze altrui e a scoprire una comunanza nell’apparente diversità.

Letture consigliate

G. FORTI - C. MAZZUCATO - A. VISCONTI (a cura di), Giustizia e letteratura – III, Vita e pensiero, Milano, 2016

G. FORTI - C. MAZZUCATO - A. VISCONTI (a cura di), Giustizia e letteratura – II, Vita e pensiero, Milano, 2014

G. FORTI - C. MAZZUCATO - A. VISCONTI (a cura di), Giustizia e letteratura – I, Vita e pensiero, Milano, 2012

G. BINDER - R. WEISBERG, Literary criticism of law, Princeton University Press, Princeton, 2000

J. BOYD WHITE, The Edge of Meaning, University of Chicago Press, Chicago, 2001 (il saggio The Life of the Law as a Life of Writing)

J. BOYD WHITE, Quando le parole perdono il loro significato, Giuffrè, Milano, 2010

G. CAROFIGLIO, La manomissione delle parole, Rizzoli, Milano, 2010

J. GOTTSCHALL, L’istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani, Bollati Boringhieri, Torino, 2014

C. MAGRIS, Il cuore freddo degli scrittori, «Corriere della sera» del 21 ottobre 2007.

C. MAGRIS, Davanti alla legge. Due saggi, EUT, Trieste, 2006

C. MAGRIS - M. VARGAS LLOSA, La letteratura è la mia vendetta, Mondadori, Milano, 2012

B. MORTARA GARAVELLI, Le parole e la giustizia. Divagazioni retoriche e grammaticali su testi giuridici italiani, Einaudi, Torino, 2001

M. C. NUSSBAUM, Giustizia poetica. Immaginazione letteraria e vita civile, Mimesis, Milano 2012

F. OST, Mosè, Eschilo, Sofocle. All’origine dell’immaginario giuridico, Il Mulino, Bologna, 2007

R. POSNER, Law e Literature, Harvard University Press, Cambridge, 2009

G. ZAGREBELSKY, Il grande inquisitore: il segreto del potere, Esi, Napoli, 2009